Jobst di Moravia

Jobst di Moravia
Jošt Moravský, též Lucemburský - (cropped).jpg
Jobst di Moravia raffigurato in una miniatura del Codice di Gelnhausen, 1400-08 circa
Re dei Romani
Shield and Coat of Arms of the Holy Roman Emperor (c.1300-c.1400).svg Armoiries Josse de Luxembourg.svg
In carica 1º ottobre 1410 –
18 gennaio 1411
Predecessore Roberto del Palatinato
Successore Sigismondo di Lussemburgo
Margravio di Moravia
In carica 12 novembre 1375 –
18 gennaio 1411
Predecessore Giovanni Enrico
Successore Sigismondo
Margravio ed Elettore di Brandeburgo
In carica 1388 –
18 gennaio 1411
Predecessore Sigismondo di Lussemburgo
Successore Sigismondo di Lussemburgo
Duca di Lussemburgo
In carica 1388 - 1402 (I)
1407 - 1411 (II)
Predecessore Venceslao II (I)
Luigi d'Orléans (II)
Successore Luigi d'Orléans (I)
Elisabetta di Görlitz (II)
Altri titoli Margravio di Brandeburgo
Nascita 1351 circa
Morte Brno, 18 gennaio 1411
Luogo di sepoltura Brno
Dinastia Lussemburgo
Padre Giovanni Enrico di Lussemburgo
Madre Margherita di Troppau
Coniugi Elisabetta di Opole
Agnese di Opole

Jošt Lucemburský italianizzato in Jobst (o Jodok o Jodokus) di Moravia. In Francia è noto come Josse de Luxembourg (1351 circa – Brno, 18 gennaio 1411) fu margravio di Moravia dal 1375 alla morte, margravio di Brandeburgo dal 1388 alla morte, duca di Lussemburgo dal 1388 al 1402 e dal 1407 alla morte, e re dei Romani dal 1410 alla morte. Egli è considerato dallo storico Bernd Schneidmüller come uno dei re-conte.

OrigineModifica

Jodokus, secondo il Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, era il figlio maschio primogenito del Margravio di Moravia Giovanni Enrico di Lussemburgo e della seconda moglie, Margherita di Troppau[1], figlia, sempre secondo il Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, del duca di Opava Nicola[2].
Giovanni Enrico di Lussemburgo, sia secondo il Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae che la Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 6, era il figlio maschio secondogenito del Re di Boemia e Conte di Lussemburgo Giovanni I e della prima moglie, Elisabetta di Boemia[3][4], che, ancora secondo il Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, era figlia del re di Boemia, re di Polonia e Duca di Cracovia, Venceslao II[5] e della prima moglie Giuditta d'Asburgo (1271–1297), figlia di Rodolfo I d'Asburgo e di Gertrude di Hohenberg.
Era nipote (fratello maggiore di suo padre, Giovanni Enrico) del Re dei Romani, Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Boemia, Conte di Lussemburgo e Margravio del Brandenburgo, Carlo IV.

BiografiaModifica

 
Jobst di Lussemburgo, Marchese di Moravia e Brandeburgo

Alla morte del padre, Giovanni Enrico, nel 1375, gli succedette come margravio di Moravia, col beneplacito della zio, Carlo IV.

Alla morte di Carlo IV, nel novembre del 1378, mentre il figlio primogenito, Venceslao, assunse il governo del Sacro Romano Impero, affidatogli dal padre sul letto di morte, ed il marchesato di Brandeburgo, passava al figlio secondogenito, Sigismondo[6][7], Jobst fu confermato margravio di Moravia[8].

Suo zio, Venceslao, Duca di Lussemburgo, morì (alcune indiscrezioni dicono di lebbra), nel 1383, a Lussemburgo[9], e gli succedette il nipote, Venceslao come Venceslao II di Lussemburgo[10].
Essendo a corto di denaro, nel 1388, suo cugino, Venceslao cedette, per una cifra di cui non si conosce l'ammontare, il ducato di Lussemburgo e la contea di Chiny a Jobst[11].

In seguito a lotte di potere interne alla casata dei Lussemburgo, Jobst di Moravia cospirò con Sigismondo di Lussemburgo (dal 1387 incoronato re d'Ungheria[12]), un consistente gruppo di armati, nel 1394, catturò Venceslao nella su residenza di campagna nei pressi di Praga[13] e fatto prigioniero dai Baroni di Boemia[14]. Fu trasferito in un castello in Austria[13]; dopo circa tre mesi il fratello, Giovanni di Görlitz, lo liberò con la forza[13] ed i feudatari in cambio della liberazione pretesero parecchie concessioni che Venceslao, pur dichiarandone l'accettazione, non era disposto a rispettare, e infatti, non appena venne liberato, continuò a perseguire una politica antifeudale[13]; secondo la Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, Venceslao fu aiutato nella fuga da una donna, che compensò con cento scudi d'oro[15].
Per appianare le controversie i nobili si appellarono la fratello di Venceslao, Sigismondo di Lussemburgo (Giovanni di Görlitz era morto) e a Jobst di Moravia[13], che, nel 1396, stabilirono che Venceslao fosse affiancato da un consiglio di nobili e vescovi di Boemia e Moravia, senza la cui approvazione il re non poteva prendere alcuna decisione[16].

Venceslao venne deposto come re dei Romani il 20 agosto 1400[17] e re dei romani fu eletto Roberto di Baviera[18], solo dagli elettori del Reno[12] e fu incoronato a Colonia il 6 gennaio 1401[12]; secondo Joachim Leuschner, nel suo Germany in the late Middle Ages (non consultato) fu deposto anche perché non seppe intervenire adeguatamente per risolvere lo Scisma d'Occidente e per aver concesso troppo al Visconti[19].
I nobili Boemi si ribellarono e si allearono con Roberto di Baviera e con Jobst di Moravia, e, nel 1401, assediarono Praga[16], ottenendo un trattato che istituiva un comitato di reggenza, che doveva affiancare Venceslao[16]; l'anno dopo i poteri del comitato furono trasferiti al fratello Sigismondo, che dopo alcuni contrasti lo fece rinchiudere nel castello di Praga e poi lo fece trasferire a Vienna[20], sotto la protezione dei duchi d'Austria[16].
Nel 1403, Venceslao riuscì a fuggire da Vienna e fece rientro in Boemia dove i suoi sostenitori lo rimisero sul trono[16]; in questa occasione Jobst approvò che Venceslao fosse rimesso sul trono[21].

Nel 1402, frattanto Jobst aveva ceduto a Luigi d'Orléans, fratello minore del re di Francia, Carlo VI, il ducato di Lussemburgo[22], per la cifra di 56.337 scudi d'oro (pare la stessa cifra che Jobst aveva versato a Venceslao)[23].
Dopo che nel novembre del 1407, Luigi d'Orléans era stato assassinato a Parigi, Jobst riprese il governo ed il titolo di duca di Lussemburgo[24].

Alla morte del re dei Romani, Roberto di Baviera, nel 1410, Jobst contese il trono al cugino Sigismondo, e con l'appoggio di Venceslao, riuscì a farsi eleggere, superando Ludovico III del Palatinato e Sigismondo[25], che poi venne eletto a'unanimità dopo la morte di Jobst, nel 1411[26].

Jobst fu re dei Romani per poco più di tre mesi: infatti morì a Brno, a sessant'anni e fu inumato in quella stessa città[27]. Dato che non aveva discendenti, i suoi titoli passarono al cugino Sigismondo, ad eccezione del Lussemburgo che andò alla cugina, Elisabetta, figlia di Giovanni di Görlitz.

Matrimoni e discendenzaModifica

Nel 1372 Jobst aveva sposato Elisabetta di Opole, figlia del duca di Opole, Ladislao II e della moglie, Eufemia di Masovia[28][29].
Jobst da Elisabetta non ebbe figli[28][29].

Rimasto vedovo, nel 1374, si sposò in seconde nozze con la zia di Elisabetta, Agnese di Opole, figlia del duca di Opole, Bolko II e della moglie, Elisabetta di Świdnica[28][29].
Jobst anche da Agnese non ebbe figli[28][29].

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Enrico VII di Lussemburgo Enrico VI di Lussemburgo  
 
Beatrice d'Avesnes  
Giovanni I di Boemia  
Margherita di Brabante Giovanni I di Brabante  
 
Margherita di Dampierre  
Giovanni Enrico di Lussemburgo  
Venceslao II di Boemia Ottocaro II di Boemia  
 
Cunegonda di Slavonia  
Elisabetta di Boemia  
Guta d'Asburgo Rostislav Michajlovič  
 
Anna d'Ungheria, duchessa di Macsó  
Jobst di Moravia  
Nicola I d'Opava Ottocaro II di Boemia  
 
Agnese di Kuenring  
Nicola II d'Opava  
Adelaide d'Asburgo ?  
 
?  
Margherita di Troppau  
Przemyslaw de Racibórz Ladislao I di Opole  
 
Eufemia Odonic  
Anna di Racibórz  
Anna di Masovia Corrado II di Masovia  
 
Edwige  
 

CuriositàModifica

Compare nel videogioco Kingdom Come: Deliverance.

NoteModifica

  1. ^ (LA) Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, pagg 354 e 355
  2. ^ (LA) Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, pag 355
  3. ^ (LA) Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, pag 130
  4. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 6, pag. 81
  5. ^ (LA) Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, pag 7
  6. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pagg. 99 - 103
  7. ^ W.T. Waugh, "Germania: Carlo IV", cap. X, vol. VI, pag. 422
  8. ^ Kamil Krofta, "La Boemia nel XIV secolo", cap. III, vol. VII, pag. 106
  9. ^ (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pagg. 503 e 504
  10. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pag. 113
  11. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pag. 160
  12. ^ a b c R.G.D.Laffan, "L'impero nel XV secolo", cap. VI, vol. VII, pag. 200
  13. ^ a b c d e Kamil Krofta, "La Boemia nel XIV secolo", cap. III, vol. VII, pag. 109
  14. ^ (LA) Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, pag 455
  15. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pagg. 170 e 171
  16. ^ a b c d e Kamil Krofta, "La Boemia nel XIV secolo", cap. III, vol. VII, pag. 110
  17. ^ Romolo Caggese, "Italia, 1313 - 1414", cap. VII, vol. VI, pag. 325
  18. ^ A. Coville, "Francia, armagnacchi e borgognoni (1380 - 1422)", cap. XVII, vol. VI, pag. 657
  19. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy:Re di Boemia - WENZEL
  20. ^ (LA) Francisci Chronikon Pragense item Benessii de Weitmil Chronicon ecclesiae, pag 457
  21. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pag. 189
  22. ^ Henry Pirenne, "I Paesi Bassi", cap. XII, vol. VII, pag. 433
  23. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pag. 191
  24. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pag. 192
  25. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pagg. 211 - 213
  26. ^ R.G.D.Laffan, "L'impero nel XV secolo", cap. VI, vol. VII, pag. 205
  27. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7, pag. 213
  28. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy:Margravi di Moravia - JODOK (Jobs)
  29. ^ a b c d (EN) #ES Genealogy:luxemburg 9 - Jodokus

BibliografiaModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Romolo Caggese, "Italia, 1313 - 1414", cap. VII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 297–331.
  • W.T.Waugh, "Germania: Carlo IV", cap. X, vol. VI(Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 401–422.
  • A. Coville, "Francia, armagnacchi e borgognoni (1380 - 1422)", cap. XVII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 642–672.
  • Kamil Krofta, "La Boemia nel XIV secolo", cap. III, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 83–116.
  • Kamil Krofta, "Giovanni Hus", cap. IV, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 116–141.
  • R.G.D.Laffan, "L'impero nel XV secolo", cap. VI, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 198–245.
  • Henry Pirenne, "I Paesi Bassi", cap. XII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 411–444.
  • (FR) Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 6.
  • (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 7.
  • (FR) Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1.

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