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BiografiaModifica

 
Torre della chiesa di Santa Sofia a Berlino-Mitte

Fu allievo di Philipp Wihelm e di Martin Heinrich Böhme.

Fu uno dei più importanti architetti operanti al seguito di Federico Guglielmo I.[1]

Il suo primo lavoro l'effettuò a Berlino progettando il campanile della chiesa di San Pietro, ma sfortunatamente, nel 1730, quando la costruzione era già quasi ultimata, una tempesta di fulmini distrusse e rese inagibile il cantiere e la prosecuzione dei lavori.[2]

L'Archvio di Stato conserva, ancora oggi, i disegni riguardanti il progetto originario.

A Grael venne affidata la ricostruzione della struttura, però nel 1733 subentrò alla direzione dei lavori l'architetto Gerlach, con la motivazione del non pieno rispetto dei tempi di avanzamento dell'attività.[2]

Negli anni successivi il campanile crollò e Grael si trovò coinvolto in una situazione difficile, che lo portò a dover abbandonare il Paese.[2]

Prima del suo esilio riuscì comunque a terminare la realizzazione dei campanili di Santa Sofia a Berlino e del Santo Spirito a Potsdam, con uno stile aderente alla scuola olandese.[1]

Negli ultimi anni di vita Grael si occupò di vari compiti di consulenza e di progettazione che, a causa della sua improvvisa morte, verranno portati a termine da J. G. Weise.[2]

Opere principaliModifica

  • Progettazione e direzione lavori per la torre della chiesa di Pietro a Berlino (1727-1731), crollata nel 1734, la chiesa durante la seconda guerra mondiale è stata danneggiata e nel 1964 è stata distrutta;
  • Progetto per la fontana sul Roßmarkt a Stettino (1730);
  • Interni in Stadtschloss Berlin (1732), distrutti durante la seconda guerra mondiale;
  • Torre della chiesa dello Spirito Santo a Potsdam (1732-1734), distrutta durante la seconda guerra mondiale;
  • Torre della chiesa di Santa Sofia a Berlino (1732-1734), conservata;
  • Equitazione e sala di allenamento Schwedt (direzione lavori 1735-1736);
  • Ricostruzione del vecchio castello dell'Eremo di Bayreuth (1736);
  • Design per la casa di caccia Kaiserhammer (1739);
  • Edifici privati a Berlino:
    • Palazzo Kameke (in seguito Palazzo Rederns) su Pariser Platz / angolo Unter den Linden (1729-1736);
    • Palazzo Borck-Saldern, anche a Pariser Platz / angolo Unter den Linden;
    • Palazzo Grumbkow, Königsstraße (oggi Rathausstraße);
    • Casa Eberbach, Königsstraße (oggi Rathausstraße);
    • La casa di Weizel, Spandauer Straße;
    • Palazzo Creutz, Klosterstraße.

NoteModifica

  1. ^ a b Johann Friedrich Grael, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 16 agosto 2018.
  2. ^ a b c d le muse, V, Novara, De Agostini, 1964, p. 360.

BibliografiaModifica

  • (DE) Hermann Heckmann, Baumeister des Barock und Rokoko. Brandenburg Preußen, Berlino 1998.
  • (DE) Uwe Kieling, Berlin – Baumeister und Bauten, Berlin-Lipsia 1987, ISBN 3-350-00280-3.
  • (DE) Ekhart Berckenhagen, Grael, Johann Friedrich Jacob, in Neue Deutsche Biographie (NDB) (Berlino, Duncker & Humblot), VI, 1964, p. 714.
Controllo di autoritàVIAF (EN52860908 · ISNI (EN0000 0000 6687 8490 · GND (DE132859602 · ULAN (EN500084440 · CERL cnp01098970 · WorldCat Identities (EN52860908
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