Johann Heinrich Merck

Johann Heinrich Merck

Johann Heinrich Merck (Darmstadt, 11 aprile 1741Darmstadt, 27 giugno 1791) è stato uno scrittore e letterato tedesco.

BiografiaModifica

 
Johann Heinrich Merck
 
Johann Heinrich Merck

Dopo aver studiato dall'autunno del 1752 pedagogia nella scuola secondaria di Darmstadt, poi teologia per un breve periodo a Gießen,[1] prima di frequentare dal 1762 gli studi all'Accademia delle Arti di Dresda[1] e giurisprudenza a Gießen,[2] Johann Heinrich Merck fu precettore in Svizzera e quindi funzionario nel dipartimento di guerra per la corte di Darmstadt,[2] dove la sua abitazione diventò un salotto culturale frequentato dai più importanti letterati tedeschi del tempo[3] e quindi prese parte attivamente alla vita letteraria contemporanea, promuovendo iniziative culturali di vario genere.[4]

Di formazione illuminista,[5] strinse amicizia con lo scrittore, poeta ed editore Christoph Martin Wieland e con lo scrittore ed editore Christoph Friedrich Nicolai;[2] e quando conobbe il filosofo e letterato Johann Gottfried Herder, il filosofo e teologo Johann Kaspar Lavater e lo scrittore, poeta e drammaturgo Johann Wolfgang von Goethe,[2] aderì allo Sturm und Drang.[4][5][1]

Restò completamente affascinato dal giovane Goethe, da pubblicare a sue spese il Götz, anche se in seguito Merck si dimostrò un critico mordace delle opere del grande scrittore tedesco.[4][2]

Collaborò con Goethe scrivendo molte recensioni alle Frankfurter gelehrte Anzeigen (Notizie culturali francofortesi)[2][5] e si frequentarono spesso durante il periodo francofortese e alcuni elementi del suo spirito geniale e caustico ispirarono la figura di Mefistofele nel Faust.[4]

Collaborò anche alla rivista di Wieland Der teutsche Merkur (Il Mercurio teutonico), scrivendo su numerosi argomenti, anche scientifici.[4][2][5]

Fu critico intelligente,[3]distinguendosi nei trattati di letteratura, arte e pittura.[2] Le sue lettere forniscono una fonte inestimabile per la vita letteraria dei tempi.[2] Scrisse anche liriche e prose non dimostrandosi, talvolta, altrettanto brillante:[3] le romanze Pätus e Arria (Pätus und Arria, 1775), i racconti La storia di Mr. Oheim (Die Geschichte des Herrn Oheim, 1778), basato sulle utopie della vita rurale e sui racconti morali con intenzioni didattiche,[1] Lindor, una storia borghese-tedesca (Lindor, eine bürgerlichdeutsche Geschichte, 1782), risultarono i suoi migliori lavori.[3]

Delusioni, problemi di salute e finanziari lo portarono al suicidio il 27 giugno 1791.[4][2][5][1]

OpereModifica

  • Pätus e Arria (Pätus und Arria, 1775);
  • La storia di Mr. Oheim (Die Geschichte des Herrn Oheim, 1778);
  • Lindor, una storia borghese-tedesca (Lindor, eine bürgerlichdeutsche Geschichte, 1782).

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (DE) Merck, Johann Heinrich, su deutsche-biographie.de. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i j (EN) Johann Heinrich Merck, su britannica.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  3. ^ a b c d Johann Heinrich Merck, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  4. ^ a b c d e f le muse, VII, Novara, De Agostini, 1966, p. 404.
  5. ^ a b c d e Merck, Johann Heinrich, su sapere.it. URL consultato il 31 gennaio 2019.

BibliografiaModifica

  • (DE) Julia Bohnengel, Johann Heinrich Mercks Buchhandelsprojekt und die Société typographique de Neuchâtel (STN). Mit dem Briefwechsel zwischen Merck und der STN (1782–88), Hannover, Wehrhahn, 2006.
  • (DE) Fritz Ebner, Johann Heinrich Merck (1741–1791). Ein Leben für Freiheit und Toleranz – Zeitdokumente. Merck, Darmstadt, 1991.
  • (DE) Adalbert Elschenbroich, Merck, Johann Heinrich, in Neue Deutsche Biographie (NDB), XVII, Berlino, Duncker & Humblot, 1994, pp. 117–120.
  • (DE) Marie-Theres Federhofer, "Moi simple amateur". J. H. Merck und der naturwissenschaftliche Dilettantismus im 18. Jahrhundert, Laatzen, Wehrhahn, 2001.
  • (DE) Norbert Haas, Die Flucht zu den Dingen. Johann Heinrich Mercks erster Landroman, in Literatur der bürgerlichen Emanzipation im 18. Jahrhundert, Kronberg im Taunus, Scriptor, 1973.
  • (DE) Norbert Haas, Spätaufklärung. Johann Heinrich Merck zwischen Sturm und Drang und Französischer Revolution., Kronberg im Taunus, Scriptor, 1975.
  • (DE) Ulrike Leuschner, Johann Heinrich Merck, Hannover, Wehrhahn, 2010.
  • (DE) Franz Muncker, Merck, Johann Heinrich, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), XXI, Lipsia, Duncker & Humblot, 1885, pp. 400-404.
  • (DE) Helmut Prang, Johann Heinrich Merck. Ein Leben für andere, Wiesbaden, Insel, 1949.
  • (DE) Walter Schübler, Johann Heinrich Merck (1741–1791). Biographie, Weimar, Hermnn Böhlaus Nachfolger, 2001.

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