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Johann Hermann von Riedesel

viaggiatore tedesco
Johann Hermann von Riedesel

Johann Hermann von Riedesel barone di Eisenbach su Altenburg (17401785) è stato un viaggiatore diplomatico e ministro tedesco.

Innamorato della Grecia e dell'archeologia. Nel 1762 conosce a Roma Winckelmann con cui instaura un'amicizia. Nel 1766-67 torna in Italia su invito del Winckelmann. In questa occasione gira il sud Italia e la Sicilia inviando i suoi appunti di viaggio all'antiquario. L'anno successivo andrà in Grecia e a Costantinopoli proseguendo nei suoi viaggi europei.

Nel 1771, a Zurigo, presso l'editore Orell, Geßner, Füßlin und Comp., col titolo Reise durch Sizilien und Großgriechenland (Viaggio attraverso la Sicilia e la Magna Grecia) vengono pubblicati gli appunti di Riedesel. L'opera avrà grande successo venendo tradotta in francese e inglese, divenendo un testo fondamentale per coloro che si apprestavano a fare il Grand Tour.

Nel 1773 Federico II di Prussia lo nomina ministro plenipotenziario alla corte di Vienna.

Nel 1785 muore a causa di una caduta da cavallo nel parco di Schönbrunn a Vienna.

CuriositàModifica

 
Viaggio in Sicilia di Riedesel

Goethe durante il suo viaggio in Sicilia, nel 1787 cita von Riedesel come suo mentore e guida di viaggio, avendo egli letto il libro in questione.

«Riserbo e discrezione m’hanno impedito finora di nominare il mentore che guardo e ascolto di tanto in tanto: alludo all’eccellente von Riedesel, il cui libricino custodisco in seno come breviario o talismano. Ho sempre gradito specchiarmi in quelle personalità che posseggono ciò che manca alla mia, e precisamente, nel caso in questione, un calmo proponimento, la certezza dello scopo, strumenti nitidi e idonei, preparazione e conoscenza, intimo rapporto con un maestro impareggiabile quale il Winckelmann. E tuttavia non posso rimproverarmi se cerco di conquistare di sorpresa, di forza e con l’astuzia ciò che per vie ordinarie mi fu negato finora dalla vita. Possa quell’uomo egregio intuire in questo momento, fra il tumulto mondano, come un grato epigono celebri i suoi meriti, solitario nel solitario luogo che affascinò anche lui tanto da fargli desiderare di trascorrere qui i suoi giorni, dimentico di quelli che amò e da essi dimenticato.»

(Goethe, Viaggio in Sicilia)

BibliografiaModifica

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