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John Dew

arcivescovo cattolico neozelandese
(Reindirizzamento da John Atcherley Dew)
John Atcherley Dew
cardinale di Santa Romana Chiesa
John Atcherley Dew in 2014.jpg
Il futuro cardinale Dew, in un'intervista durante il Sinodo dei vescovi, nell'ottobre 2014
Coat of arms of John Atcherley Dew.svg
Peace through integrity
 
TitoloCardinale presbitero di Sant'Ippolito
Incarichi attuali
Incarichi ricoperti
 
Nato5 maggio 1948 (71 anni) a Waipawa
Ordinato presbitero9 maggio 1976 dall'arcivescovo Reginald John Delargey (poi cardinale)
Nominato vescovo1º aprile 1995 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo31 maggio 1995 dal cardinale Thomas Stafford Williams
Elevato arcivescovo24 maggio 2004 da papa Giovanni Paolo II
Creato cardinale14 febbraio 2015 da papa Francesco
 

John Atcherley Dew (Waipawa, 5 maggio 1948) è un cardinale e arcivescovo cattolico neozelandese.

Indice

BiografiaModifica

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

John Atchelery Dew è nato il 5 maggio 1948 a Waipawa, nel Distretto di Central Hawke's Bay, in Nuova Zelanda. La sua famiglia era composta dai genitori George e Joan Dew, e dalle due sorelle. Dopo aver frequentato la scuola primaria di San Giuseppe nella città di Waipukurau, gestita dalla Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Nazareth, si è iscritto al Collegio di San Giuseppe a Masterton, gestito dai Fratelli Maristi delle Scuole. Ha poi passato un breve periodo di tempo al noviziato minore dei maristi a Tuakau. Dopo circa un anno passato a lavorare presso la Bank of New Zealand a Waipukurau, presso la Anderson's Nurseries della città di Napier[1] e a studiare orticoltura[2], ha deciso di seguire la sua vocazione sacerdotale iscrivendosi al seminario maggiore del Santo Nome a Christchurch. Lì ha studiato filosofia sotto la guida dei padri gesuiti per due anni, passandone poi cinque a studiare teologia presso il seminario della Santa Croce di Mosgiel, gestito dai lazzaristi. Ha anche giocato nella squadra di rugby del seminario nella posizione di pilone.

È stato ordinato presbitero il 9 maggio 1976 a Waipukurau, per mano di monsignor Reginald John Delargey, arcivescovo metropolita di Wellington e futuro cardinale. Dopo l'ordinazione è stato assegnato come vicario nella parrocchia di San Giuseppe ad Upper Hutt, ruolo svolto fino al 1979. Successivamente ha servito nella diocesi di Rarotonga, comprendente l'arcipelago delle Isole Cook, dal 1980 al 1982, rientrando poi a nella capitale Wellington. Dal 1983 al 1987, è stato responsabile per la pastorale giovanile della stessa arcidiocesi e della comunità Māori delle Isole Cook[3].

L'anno successivo è entrato nel personale del seminario della Santa Croce, svolgendo questo ruolo fino al 1991. È stato anche direttore di un programma speciale incentrato sullo sviluppo umano e mirato a dare un'introduzione generale agli studenti del primo anno sulla preghiera, le Sacre Scritture e la Chiesa. Inoltre ha condotto piccoli gruppi di studenti, chiamati "moderator groups", che si incontravano regolarmente per la preghiera e la discussione. Durante il tempo in cui ha svolto questo incarico, una delle preoccupazione più importanti è stata quella della selezione dei seminaristi. Nel 1991 ha espresso un vero e proprio senso di frustrazione per l'inadeguatezza di molti studenti, sottolineando che

(EN)

«We at the Seminary can work only with those who are sent to us. Many were sent with unresolved issues relating to identity, sexuality and alcohol. Such students placed a heavy burden on staff and had a negative impact upon other students and group dynamics.»

(IT)

«Al Seminario possiamo lavorare solo con coloro che sono mandati a noi. Molti sono stati inviati con problemi irrisolti riguardo all'identità, alla sessualità e all'alcool. Questi studenti portano un pesante fardello personale che ha avuto un impatto negativo sugli altri studenti e sulle dinamiche di gruppo".»

Ha anche sollecitato che in futuro i direttori diocesani per le vocazioni presteranno particolare attenzione alle otto tematiche di valutazione dei futuri studenti: la conoscenza di base della fede cattolica, la familiarità con la meditazione, la preghiera e le Scritture, il conforto ragionevole con l'affettività, l'indipendenza personale, il benessere sociale, la curiosità intellettuale, la generosità e un genuino desiderio e libera decisione di entrare in seminario[4].

Nello stesso anno ha deciso di partire per studiare spiritualità presso l'Istituto di Sant'Anselmo a Kent, nel Regno Unito, e lì è rimasto fino al 1992. Al suo ritorno in Nuova Zelanda è stato nominato parroco nella parrocchia di Sant'Anna a Newtown, incarico mantenuto dal 1993 al 1995.

EpiscopatoModifica

Il 1º aprile 1995 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo titolare di Privata e ausiliare dell'arcidiocesi di Wellington. La notizia della sua nomina è stata annunciata ad una grande congregazione alla messa crismale il 12 aprile, che ha risposto con "un lungo applauso ed entusiasta". La sua consacrazione episcopale è avvenuta il 31 maggio successivo, davanti al Municipio di Wellington, essendo la Cattedrale arcivescovile del Sacro Cuore troppo piccola per il grande numero di fedeli, per mano del cardinale Thomas Stafford Williams, arcivescovo metropolita della medesima arcidiocesi, assistito da monsignor Denis George Browne, vescovo di Hamilton, e da monsignor Peter James Cullinane, vescovo di Palmerston North. Come motto episcopale ha scelto Peace through integrity, che tradotto vuol dire "Pace attraverso integrità"[5]. All'interno della Conferenza Episcopale della Nuova Zelanda è stato eletto rappresentante delegato per il Centro di Bioetica, nella Conferenza sul Consiglio nazionale dei giovani cattolici e segretario della stessa.

Dopo nove anni, il 24 maggio 2004, papa Wojtyla lo ha promosso arcivescovo coadiutore di Wellington, in attesa della rinuncia per motivi di età del cardinale Williams[6]. Il 21 marzo 2005, dopo otto mesi, è succeduto al settantacinquenne e dimissionario cardinale[7]. Poco tempo dopo, in data 1º aprile, è anche diventato ordinario militare per la Nuova Zelanda. Il 29 giugno successivo, solennità dei Santi Pietro e Paolo, ha ricevuto il pallio, simbolo di comunione tra il metropolita e la Santa Sede, dalle mani di papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro.

Nell'ottobre dello stesso anno ha partecipato come padre sinodale all'Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa", e nell'ottobre 2012 ha partecipato come padre sinodale all'Assemblea sul tema de "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Dall'aprile 2011 al maggio 2014 è stato presidente della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Oceania. Nel settembre 2012 è stato eletto presidente della Conferenza Episcopale della Nuova Zelanda. È stato "relatore" per uno dei grandi gruppi di lingua inglese nell'ottobre 2014 alla III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi sulle sfide pastorali della Famiglia nel contesto dell'evangelizzazione. Ha affermato che il sinodo è stato un tentativo di rafforzare la collegialità e ha detto di aver avuto modo di conoscere papa Francesco "un po 'meglio" in quest'occasione[8]. Egli è anche vicepresidente della Conferenza Episcopale per il Comitato nazionale degli standard professionali e delle finanze e moderatore del Tribunale.

CardinalatoModifica

Il 4 gennaio 2015, dopo l'angelus domenicale, papa Francesco ha annunciato la sua volontà di crearlo cardinale nel concistoro che si è tenuto presso la Basilica di San Pietro il successivo 14 febbraio[9], in cui gli sono stati conferiti l'anello, la berretta cardinalizia e il titolo cardinalizio di Sant'Ippolito, istituito nello stesso concistoro[10]. È il quarto cardinale neozelandese dopo Peter Thomas McKeefry, Reginald John Delargey e Thomas Stafford Williams.

Il 13 aprile successivo lo stesso Pontefice lo ha nominato membro della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani[11].

Dal 4 al 25 ottobre 2015, ha partecipato, per diretta nomina pontificia, alla XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che si è tenuta nella Città del Vaticano[12].

Il 29 novembre 2015, durante una cerimonia svoltasi alle ore 10:30, ha preso possesso del suo titolo cardinalizio[13].

Il 28 ottobre 2016 papa Francesco lo nomina membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.

Posizioni morali e teologicheModifica

EucaristiaModifica

Dew ha raggiunto una certa importanza al Sinodo dei Vescovi sul tema dell'eucaristia nell'ottobre del 2005, quando ha proposto che i cattolici divorziati e risposati dovrebbero essere in grado di ricevere la Comunione. Ha affermato che i vescovi hanno "il dovere pastorale e l'obbligo davanti a Dio per discutere e dibattere la questione." Ha poi invitato l'assemblea a riconsiderare il divieto della Chiesa, riferendosi ad essa come una "fonte di scandalo" , aggiungendo che "la nostra Chiesa sarebbe arricchita se fossimo stati in grado di invitare i cattolici dedicati, attualmente esclusi dall'eucaristia, per tornare alla Mensa del Signore"[14]. Dopo questo discorso del 2005, egli ha discusso la questione con il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo metropolita di Buenos Aires e futuro papa Francesco[15].

Insegnamento della ChiesaModifica

Egli ha anche detto che "il punto non è nel giudicare le persone e condannare, ma a mettere in chiaro ciò che dice la Chiesa in modo tale che sia accogliente e che sia accettato[15]. Quando l'insegnamento della Chiesa, invece di essere di aiuto, di sostegno e incoraggiamento, è spiegato in modo tale da dire alla gente che è intrinsecamente disordinata o che sta vivendo una vita malvagia, le persone sentono di non poter fare abbastanza"[16].

CuriaModifica

In relazione alla riforma della Curia romana ad opera di papa Bergoglio, Dew si è espresso dicendo che "vorrei vedere ... le comunità locali e dei vescovi diocesani essere in grado di dialogare con i vescovi della Curia in un modo che rispecchia in pieno la collegialità ", aggiungendo che "la Curia deve essere al servizio della chiesa e la sua gente"[17].

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

  1. ^ Peter Grace, Elevation 'fabulous' for Central Hawke's Bay, NZ Catholic, 15 gennaio 2015, p. 3.
  2. ^ New cardinal a modern thinker, The Wellingtonian, 15 gennaio 2015, p. 10
  3. ^ Biografia di monsignor Dew sul sito dell'arcidiocesi di Wellington
  4. ^ Peter Joseph Norris, Southernmost Seminary: The story of Holy Cross College, Mosgiel (1900-1997), Seminario della Santa Croce, Auckland, 1999, pp. 104-111
  5. ^ Michael O'Meeghan SM, Steadfast in hope: The Story of the Catholic Archdiocese of Wellington 1850-2000, arcidiocesi di Wellington, Wellington, 2003, pp. 328-29
  6. ^ Nomina dell'arcivescovo coadiutore di Wellington
  7. ^ Nomina del nuovo arcivescovo di Wellington
  8. ^ Michael Otto, NZ gets a new cardinal, NZ Catholic, 15 gennaio 2015, pp. 1,2.
  9. ^ Annuncio di concistoro per la creazione di 20 nuovi cardinali
  10. ^ Assegnazione di titoli e diaconie ai neo cardinali
  11. ^ Nomina di cardinali membri dei dicasteri della Curia romana
  12. ^ Elenco dei partecipanti alla XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
  13. ^ Avviso dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche
  14. ^ Intervista a monsignor Dew Archiviato il 6 gennaio 2015 in Internet Archive.
  15. ^ a b Intervista a monsignor Dew dopo l'annuncio della nomina a cardinale
  16. ^ The Tablet - 10 January 2015
  17. ^ New cardinal has high hopes for reform of Curia | NZ Catholic Newspaper

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) John Dew, in Catholic Hierarchy, David M. Cheney.