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Illustrazione di copertina per John Carter of Mars (Dell, 1940)

Il Ciclo di Barsoom o Ciclo marziano è una serie di romanzi di science fantasy di Edgar Rice Burroughs. Il suo personaggio più noto è John Carter di Marte, protagonista dei primi tre romanzi e comprimario importante negli altri . Il romanzo d'esordio è Sotto le lune di Marte pubblicato nel 1912 a puntate su The All-Stories. Il ciclo ha avuto un decisivo influsso nelle successive opere di fantascienza epico-avventurosa, in particolare nel filone del planetary romance[1], genere che narra le peripezie di un eroe solitario in un mondo alieno.

Genesi del cicloModifica

 
Copertina della rivista Amazing Stories (1927) con La mente di Marte (The Master Mind of Mars).

L'idea che ispirò a Burroughs un Marte abitato da antiche civilizzazioni fu ispirata a Burroughs dal libro Mars As an Abode of Life di Percival Lowell, in cui questo nella convinzione che i canali di Marte fossero realmente corsi d'acqua ipotizzava che fossero stati costruiti da antiche civilizzazioni e che Marte fosse un pianeta più antico della Terra[2]

Nel 1912 Burroughs era sull'orlo del suicidio, benché nel giro di pochi anni sarebbe divenuto uno degli autori d'avventura più letti nella storia della narrativa mondiale, con oltre 200 milioni di libri venduti in tutte le lingue, ideatore del personaggio di Tarzan, solo il più popolare tra i suoi molti personaggi. Perennemente insoddisfatto, aveva cambiato almeno una dozzina di professioni - con scarsissimi risultati - prima di approdare infine alla scrittura e al genere fantastico. Il primo personaggio da lui creato fu il capitano John Carter, un avventuriero, ex soldato sudista, che - in un modo tuttora in parte misterioso - viene fortunosamente trasportato sul pianeta Marte. Il primo romanzo venne pubblicato sotto lo pseudonimo di "Norman Bean" ("Bean" nel gergo dell'epoca aveva un significato di "testa", "capoccia") mentre "Norman" avrebbe dovuto essere "Normal", ma divenne "Norman" per un errore del grafico che disegnò la testata del romanzo[2] Burroughs scriveva come parlava, cioè in modo rozzo ma efficace, senza fronzoli, badando a rendere bene il senso di ciò che voleva dire con poche parole, tutte semplici, riuscendo in tal modo a stabilire con il lettore un legame forte e coinvolgente.

PersonaggiModifica

 
Illustrazione di copertina per il romanzo A Princess of Mars di Edgar Rice Burroughs, McClurg, 1917

TerrestriModifica

John Carter
Un virginiano che prestò servizio come capitano al servizio della nella Confederazione nella guerra di secessione americana[3]. Dopo la guerra divenne un cercatore d'oro, ma poco dopo aver trovato un ricco filone d'oro in Arizona venne attaccato da una tribù Apache e costretto a rifugiarsi in una caverna. Soprafatto dal fumo che gli indiani indirizzano nella caverna pare morire, ma il suo spirito viaggia sotto forma di proiezione astrale su Marte dove si reincorpora in una forma identica a quella terrestre e abituato alla maggior forza di gravità terrestre si scopre molto più forte e agile dei marziani nativi. Dopo una serie di avventure ottiene la mano della principessa marziana Dejah Thoris e diventa il signore della guerra di Marte. Carter è il protagonista dei primi tre libri, ha un ruolo importante anche nell'ottavo, nono e decimo e compare anche nei rimanenti.
Ulysses Paxton
Il protagonista di La mente di Marte, è un soldato della prima guerra mondiale, che dopo essere stato mortalmente ferito viene trasportato su Barsoom dove diventato l'assistente dello scienziato Ras Thavas.

MarzianiModifica

Dejah Thoris
Principessa di Helium, casta, coraggiosa e piena di risorse, nonostante venga spesso rapita dai cattivi. Figlia di Mors Kajak, Jed (principe o re) di Lesser Helium??? e nipote di Tardos Mors, Jeddak (re o imperatore) di Helium, è aristocratica e ferocemente orgogliosa della sua discendenza.[4] Compare all'inizio del primo romanzo, Sotto le lune di Marte, ed è l'interesse amoroso di John Carter.[5] La sua cattura e i tentativi di John Carter di salvarla sono il motore principale della trama dei primi tre romanzi. È un personaggio minore in Le pedine di Marte e John Carter of Mars.
Tars Tarkas
Un guerriero marziano verde, insolitamente compassionevole per il suo popolo, che stringe amicizia con John Carter e combatte molte volte al suo fianco. Carter lo aiuta a diventare Jeddak del suo ppoolo e negozia un'alleanza tra loro e la città stato di Helium, portando alla distruzione dei loro nemici, la città di Zodanga al termine di Sotto le lune di Marte;[6]
Thuvia di Ptarth
Una principessa di Ptarth che compare per la prima volta in Gli dei di Marte ridotta in schiavitù. John Carter la salva dal nefario Thern e successivamente viene imprigionata in compagnia di Dejah Thoris in una prigione che può essere aperta solo una volta all'anno. Rimane al fianco di Dejah Thoris fino al termine di Il signore della guerra di Marte.[7] Come molte altre eroine marziane, è tenace, coraggiosa e orgogliosa e si identifica fortemetne nella sua posizione aristocratica nella società marziana. Il suo rapimento e salvataggio da parte di Carthoris, figlio di John Carter, in Thuvia, fanciulla di Marte è la motivazione primaria della trama del romanzo.[8][7]
Ras Thavas
Uno scienziato pazzo che ha sviluppato tecniche di trapianto del cervello e una forma di cloanzione. Uno dei principali avversari in La mente di Marte e Gli uomini sintetici di Marte.
Tan Hadron
Un giovane marziano rosso, ufficiael di marian, protagonista di A Fighting Man of Mars.
Vor Daj
Un soldato della guardia di John Carter, protagonista di Gli uomini sintetici di Marte, nel quale per maggior parte del tempo ha il cervello trapiantato all'interno di un corpo sintetico dall'aspetto orrendo, ma molto potente.
Gahan of Gathol
un principe di Gathol, compagno di Tara di Helium e padre di Llana of Gathol. Personaggio principale in Le pedine di Marte.

Discendenti marziani di John Carter and Dejah ThorisModifica

Carthoris
Figlio di John Carter e Dejah Thoris, eredita dal padre la sua grande forza. È un personaggio minore in Gli dei di Marte e protagonista in Thuvia, fanciulla di Marte. Innamorato di Thuvia.[9]
Tara of Helium
Impetuosa figlia di John Carter e Dejah Thoris, viene coinvolta in diverse avventure dopo una fuga. è il personaggio principale di Le pedine di Marte. Compagna di Gahan di Gathol e madre di Llana of Gathol.[10]
Llana of Gathol
Figlia di Tara di Helium e Gahan e Gathol, è un personaggio principal nelle storie raccolte in Llana di Gathol.
Genealogia della famiglia marziana di John Carter
Prima apparizione dei personaggi
John Carter
Dejah Thoris
A Princess of Mars
Thuvia di Ptarth
Carthoris di Helium
The Gods of Mars
Tara di Helium
Gahan di Gathol
The Chessmen of Mars
Llana di Gathol
Llana of Gathol

OpereModifica

Galleria di immaginiModifica

Trasposizioni in altri mediaModifica

FumettiModifica

  1. la prima apparizione è nella rivista The Funnies della Dell Comics, dove fu pubblicato nei nn. 30-56 tra il 1939 e il 1941, in tavole realizzate per lo più dal figlio di Edgar Rice Burroughs, John Coleman;
  2. sempre John Coleman Burroughs realizzò 69 tavole domenicali per la United Features Syndicate, che apparvero sul giornale Chicago Sun a partire dal 7 dicembre 1941;
  3. tre storie pubblicate dalla Dell Comics nella rivista Four Color, nei nn. 375, 437 e 488 del 1952-1953, illustrate da Jesse Marsh (ristampate dalla Gold Key Comics nel 1963-1964 nei nn. 1-3 di John Carter of Mars);
  4. una versione inglese dal titolo The Martian, scritta da D.R. Morton e disegnata da Robert Forest, pubblicata sul British Sun Weekly nel 1958-1959;
  5. una versione in lingua ceca dal titolo Dobrodrużství Johna Cartera (le avventure di John Carter), scritta da Vlastislav Toman e illustrata da Jiří Veškrna e Milan Ressel uscì nel 1968-1971 sulla rivista cecoslovacca ABC;
  6. la DC Comics ha pubblicato storie di John Carter in diverse riviste. La prima fu scritta da Marv Wolfman e disegnata da Murphy Anderson e apparve su Tarzan 207 dell'aprile 1972; gli stessi autori ne realizzarono altre pubblicate sui nn. 1-7 di Weird Worlds nel 1972-1973; John Carter riapparve nel 1976 nei nn. 62-64 di Tarzan Family, in storie scritte da Bob Kanigher e illustrate da Noly Zamora e Vi Catan, cui seguirono ristampe delle storie di Wolfman e Anderson nei nn. 65-66 della stessa rivista;
  7. la Marvel Comics pubblicò le avventure dell'eroe nella rivista John Carter Warlord of Mars, di cui uscirono 28 numeri più tre Annuals nel 1977-1979, con testi ancora di Marv Wolfman e Peter B. Gillis, matite di Gil Kane, Carmine Infantino, Larry Hama, John Buscema, Alan Weiss e Ernie Chan e inchiostri di David Cockrum, Rudy Nebres, Ricardo Villamonte e Ernie Chan;
  8. tra il settembre e il dicembre del 1987 lo scrittore Don Kraar e il disegnatore Gray Morrow, allora autori della striscia di Tarzan per lo United Features Syndicate, realizzarono per le tavole domenicali un'avventura di Tarzan in cui compariva John Carter;
  9. la Dark Horse Comics pubblicò nel 1996 una miniserie dal titolo Tarzan/John Carter: Warlords of Mars in cui si incontrano i due eroi di Burroughs, per i testi di Bruce Jones e Simon Revelstroke e i disegni di Bret Blevins, Ricardo Villagran e Mike Manley.
  10. John Carter appare anche nel primo episodio della seconda serie della graphic novel La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore.

FilmModifica

 
Illustrazione per Thuvia, fanciulla di Marte di Frank E. Schoonover (1920)

Tra fantascienza e fantasyModifica


Si è a lungo disquisito se i romanzi di John Carter di Marte appartenessero più alla fantascienza che al fantasy (generi del resto all'epoca non ancora codificati). La scienza e la tecnologia hanno un peso apparentemente ridotto al minimo nelle avventure del capitano Carter. Va tuttavia considerato che, all'epoca in cui furono scritti i romanzi, il mezzo di locomozione più comune era il cavallo e il progresso tecnologico più significativo era considerato il telefono. Per Burroughs il vero interesse è soprattutto creare delle avventure coinvolgenti in ambientazioni meravigliose ed esotiche. D'altro canto, sebbene il mondo di John Carter sia popolato da feroci guerrieri e principesse vestite audacemente d'appena qualche catenella d'oro, non si può nemmeno collocarlo a pieno titolo nel filone fantasy classico, anche perché Burroughs rifiuta con piglio positivista di dare un ruolo al soprannaturale in questi suoi romanzi, rigettando ogni superstizione: addirittura nella seconda delle tre avventure il suo personaggio sarà protagonista di una lunga e difficile crociata per sradicare la crudele religione diffusa sul pianeta rosso. Pertanto l'opera di Burroughs è spesso classificata nel filone detto science fantasy.

Burroughs, nella sua lunga carriera di scrittore, produsse poi altri grandi cicli avventurosi, tra cui quello di Carson di Venere (ciclo di Venere) e quello di Pellucidar che - assieme al Mondo perduto di Arthur Conan Doyle - è tra le opere più influenti del genere delle "terre perdute".

Per quanto in seguito dimenticati dal grande pubblico, i romanzi e gli irruenti personaggi di Burroughs hanno avuto una profonda influenza negli autori successivi: numerosi film, libri, fumetti e serie animate che hanno attinto personaggi o elementi dalle sue avventure.

NoteModifica

  1. ^ (EN) John Clute, David Langford e Peter Nicholls (a cura di), Burroughs, Edgar Rice, in The Encyclopedia of Science Fiction, III edizione online, 4 giugno 2019. URL consultato il 6 settembre 2019.
  2. ^ a b Moskowitz 1973, p. 6
  3. ^ Sampson 1984, p. 177.
  4. ^ Holtsmark 1986, pp. 28–29
  5. ^ Holtsmark 1986, p. 22
  6. ^ Bleiler 1990, p. 96
  7. ^ a b Bleiler 1990, p. 98
  8. ^ Holtsmark 1986, pp. 29–30
  9. ^ Sampson, p. 182.
  10. ^ Sampson 1984, p. 183.
  11. ^ Great Expectations | EW.com

BibliografiaModifica

  • Brian W. Aldiss, Barsoom e oltre: Edgar Rice Burroughs, in Un miliardo di anni, Delta Fantascienza, 1974.
  • Everett F. Bleiler e Richard J. Bleiler, Science-fiction, the Early Years: A Full Description of More Than 3,000 Science-fiction Stories from Earliest Times to the Appearance of the Genre Magazines in 1930, Kent, Kent State University Press, 1990, ISBN 0-87338-416-4.
  • Erling B. Holtsmark, Edgar Rice Burroughs, Boston, Twayne Publishers, 1986, ISBN 0-8057-7459-9.
  • Sam Moskowitz, Edgard Rice Burroughs, in John Carter di Marte (prefazione), Cosmo - Classici della fantascienza, vol. 10, Editrice Nord, 1973.
  • Salvatore Proietti, America marziana, Fantascienza.com, 20 marzo 2004. URL consultato il 12 luglio 2009.
  • Robert Sampson, Yesterday's Faces: A Study of Serie s Characters in the Early Pulp Magazines., Bowling Green, Bowling Green University Popular Press, 1984, ISBN 0-87972-262-2.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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