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John Clayton Nienstedt
vescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of John Clayton Nienstedt.svg
Ut omnes unum sint
 
TitoloSaint Paul e Minneapolis
Incarichi attualiArcivescovo emerito di Saint Paul e Minneapolis
Incarichi ricoperti
 
Nato18 marzo 1947 (72 anni) a Detroit
Ordinato diacono29 aprile 1972
Ordinato presbitero27 luglio 1974
Nominato vescovo12 giugno 1996 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo9 luglio 1996 dal cardinale Adam Joseph Maida
Elevato arcivescovo24 aprile 2007 da papa Benedetto XVI
 

John Clayton Nienstedt (Detroit, 18 marzo 1947) è un arcivescovo cattolico statunitense.

Indice

Primi anni di vita e formazioneModifica

Monsignor John Clayton Nienstedt è nato a Detroit il 18 marzo 1947 ed è il secondo dei sei figli di John C. ed Elizabeth S. (nata Kennedy).[1] Ha due fratelli, Richard e Michael, e tre sorelle, Barbara, Mary, e Corinne.[2]

Nel 1969 ha conseguito un Bachelor of Arts presso il seminario maggiore del Sacro Cuore di Detroit, prima di approfondire i suoi studi presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dove, nel 1972, si è laureato in teologia.[1] Il 29 aprile 1972 è stato ordinato diacono presso il Pontificio collegio americano del Nord.[2] Poi ha conseguito la licenza e, nel 1977, il dottorato in teologia presso l'Accademia alfonsiana; la sua tesi di dottorato era intitolata, "La vita umana in una provetta, la dimensione morale della fecondazione in vitro e il trasferimento di embrioni".[1]

Ministero sacerdotaleModifica

Al suo ritorno negli Stati Uniti, è stato ordinato presbitero il 27 luglio 1974.[3] In seguito ha servito come vicario parrocchiale presso la parrocchia degli Angeli Custodi fino al 1976. Poi è diventato segretario del cardinale John Francis Dearden e docente di teologia morale a tempo parziale presso il seminario provinciale St. John di Plymouth nel 1977.[1] Ha poi servito come collaboratore domenicale nella parrocchia di San Fabiano a Farmington Hills e nella parrocchia della Madonna Addolorata a Farmington, prima di diventare vicario generale dell'arcidiocesi di Detroit nel 1979.[1] Nel 1978 aveva accompagnato il cardinale Dearden al conclave dell'agosto 1978 dove ha incontrato il futuro papa Giovanni Paolo II.[4]

Nel 1980 è stato assegnato alla sezione inglese della Segreteria di Stato della Santa Sede. Durante la sua permanenza a Roma è stato anche cappellano dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù (1980 - 1983) e dei Fratelli della Santa Croce (1981 - 1984). Nel 1985 ha conseguito un secondo dottorato in teologia presso l'Accademia alfonsiana.

Dopo il suo ritorno in patria avvenuto, nei primi mesi del 1986, è stato nominato vicario parrocchiale temporaneo nella chiesa di St. Regis a Birmingham e professore aggiunto di teologia morale presso il seminario dei Santi Cirillo e Metodio di Orchard Lake.[5] Nel luglio dello stesso anno è diventato parroco di San Patrizio a Union Lake.[1] Nel 1987 è stato chiamato a dirigere la riorganizzazione della sua alma mater, il seminario del Sacro Cuore, di cui è divento rettore l'anno successivo.[5] Nel 1990 è stato nominato prelato d'onore di Sua Santità e poi, nel 1994, parroco del Santuario nazionale della Piccola Fiore di Royal Oak.[1]

Ministero episcopaleModifica

Il 12 giugno 1996 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare di Detroit e titolare di Alton. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 9 luglio successivo dall'arcivescovo di Detroit Adam Joseph Maida, coconsacranti i cardinali James Aloysius Hickey, arcivescovo di Washington ed Edmund Casimir Szoka, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede.[3] Come motto episcopale ha scelto l'espressione: Ut Omnes Unum Sint, che significa "perché tutti siano una sola cosa" (Gv 17,21).

In qualità di vescovo ausiliare ha servito come vicario episcopale per i vicariati di Dearborn, Downriver, Monroe, Wayne nord-occidentale, Southland e Wayne occidentale.[1]

Vescovo di New UlmModifica

Il 12 giugno 2001 è stato nominato terzo vescovo di New Ulm[3] in sostituzione di monsignor Raymond A. Lucker, dimessosi per malattia dopo che gli è stato diagnosticato un melanoma. Ha preso possesso della diocesi il 6 agosto successivo.[3] Ha denunciato i punti di vista più progressista del suo predecessore poco dopo il suo arrivo.[6] Nonostante si sia sempre dichiarato "innamorato della liturgia tridentina", nel 2005 ha negato la richiesta da parte della famiglia di un fedele defunto di essere sepolto secondo il rito tridentino. In risposta al caso Terri Schiavo, ha dichiarato: "Il suo caso dimostra la disparità che esiste in questo Paese tra le leggi ed i principi morali di base. Anche se non possiamo legiferare sulla moralità, non dobbiamo legiferare sulla immoralità".[7]

Durante il suo mandato, è stato anche presidente del Comitato sulla formazione sacerdotale e membro del comitato ad hoc sulla cura dei problemi di salute nella Chiesa della Conferenza episcopale degli Stati Uniti.[8]

Arcivescovo di Saint Paul e MinneapolisModifica

Il 24 aprile 2007 papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo coadiutore di Saint Paul e Minneapolis.[3] In questo ruolo ha servito come successore designato dell'arcivescovo Harry Flynn che si stava avvicinando l'età di pensionamento obbligatoria di 75 anni. Entrambi i suoi genitori sono morti a sei settimane l'uno dall'altro nell'inverno del 2007.[9]

Al momento del pensionamento di Flynn, avvenuto in data 2 maggio 2008, Nienstedt gli è succeduto automaticamente come ottavo arcivescovo.[3] Il 29 giugno ha ricevuto dal papa il pallio di metropolita nella basilica di San Pietro in Vaticano.[10] Poco dopo essere diventato arcivescovo, ha interrotto il gay pride di preghiera che si stava tenendo nella chiesa di Santa Giovanna d'Arco a Minneapolis.[11] In precedenza aveva descritto l'omosessualità come una "conseguenza di traumi psicologici che deve essere intesa nel contesto di altre patologie umane: invidia, cattiveria, avidità, ecc".[12] Ha rifiutato numerosi inviti alla convention repubblicana del 2008 che era in programma a Saint Paul.[13] Nel corso della elezioni presidenziali del 2008, ha criticato il presidente della Camera Nancy Pelosi per il suo "errore di interpretazione sulla questione di quando inizia la vita", aggiungendo che "le sue osservazioni sottolineano ancora una volta la necessità per i cattolici, e soprattutto per i politici cattolici, di formare le loro coscienze secondo le verità morali insegnati dalla Chiesa cattolica".[14] Egli ha anche criticato il Freedom of Choice Act (la legge che impedisce agli enti federali, statali o di governo locale di negare o interferire con il diritto delle donne a praticare l'aborto) dicendo: "È difficile immaginare un pezzo più radicale nella legislazione pro-aborto".[15]

Pianificazione strategicaModifica

Nell'ottobre 2010 Nienstedt ha annunciato un piano strategico che prevedeva l'accorpamento di ventuno parrocchie in quattordici parrocchie vicine. È stato però messo in atto un processo di appello che ha incluso anche un ricorso presso la Santa Sede. Tutti i reclami sono stati presentati nel corso dai primi mesi del 2012. Le decisioni riguardanti la fusione di strutture e altre proprietà delle parrocchie sono fatte dai leader locali di concerto con l'arcivescovo e il consiglio presbiterale, un organo di rappresentanza dei sacerdoti. L'effetto netto delle variazioni delle strutturali parrocchiali, dopo l'esecuzione di tutte le fusioni annunciate nel 2010, così come delle due fusioni annunciate a seguito di richieste parrocchiali nel giugno 2012 e quello di fusione che hanno avuto luogo al di fuori del piano nel 2011, è la sopravvivenza di 188 parrocchie nel luglio 2013 rispetto alle 213 dell'ottobre 2010. Gli accorpamenti hanno coinvolto parrocchie in tutte le zone dell'arcidiocesi, sia rurali ed extraurbane che urbane e suburbane.[16]

Emendamento sul matrimonioModifica

Nell'ottobre del 2012, Nienstedt utilizzato più di 600000 dollari dell'arcidiocesi sollecitando un "sì" sul Minnesota Amendment 1, che avrebbe vietato il matrimonio omosessuale nello Stato. I cittadini hanno respinto l'emendamento alle urne il 6 novembre 2012 con cinque punti percentuali di stacco.[17][18][19]

Nella seguente sessione legislativa, nonostante l'energica obiezione arcivescovile, i senatori dello Stato Scott Dibble e Karen Clark hanno avanzato una proposta di legge per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Minnesota.[20] I membri della Camera dei Rappresentanti hanno votato 75 a 59 per consentire il matrimonio omosessuale. Pochi giorni dopo, anche il Senato statale ha esaminato la legge.[21] Quest'organo ha votato 37 a 30 a favore della legalizzazione del matrimonio omosessuale nello Stato.[22] Il 14 maggio 2013 di fronte ad una folla di settemila persone sul Capitol Mall a Saint Paul, il governatore Mark Dayton ha firmato la legge, rendendo il Minnesota il dodicesimo Stato ad aver approvato il matrimonio omosessuale.[23]

Dottrina cattolicaModifica

L'arcivescovo sostiene la dottrina cattolica del sacramento del Santo matrimonio. Egli ha dichiarato che Satana è dietro la sodomia, l'aborto, la contraccezione, la pornografia e la ridefinizione del matrimonio.[24] Si oppone alla ricerca sulle cellule staminali che coinvolge linee di cellule staminali embrionali umane scartate.[9]

Accuse di abusiModifica

Il 17 dicembre 2013 l'arcidiocesi ha annunciato che Nienstedt "si è volontariamente fatto da parte da ogni ministero pubblico" mentre la polizia stava indagando sull'accusa a lui rivolta di aver toccato un ragazzo sulle natiche.[25] Nienstedt ha sostenuto con insistenza che tale accusa contro di lui è "assolutamente e completamente falsa".[26] L'11 marzo 2014 è tornato al ministero pubblico dopo che un'indagine da parte delle autorità civili non è riuscita a trovare alcuna prova contro di lui.[27]

Presunta cattiva condotta sessualeModifica

Nel luglio 2014, è stato annunciato che Nienstedt era sotto indagine non penale per "cattiva condotta sessuale con gli uomini".[28] Ha commentato dicendo: "Non ho mai avuto una cattiva condotta sessuale e di certo non hanno fatto alcuna avance sessuale verso nessuno... Le accuse non riguardavano minori o fedeli laici e non implicavano alcun tipo di comportamento illegale o criminale".[29]

Manipolazione di accuse di abusi sessuali ai sacerdotiModifica

L'arcivescovo è stato criticato anche per il modo in cui "la sua diocesi ha affrontato i sacerdoti abusatori".[30] Nienstedt ha risposto nell'estate del 2014, scrivendo in una pubblicazione diocesana che: "Anche se è molto chiaro che noi non gestiamo tutti i reclami come in passato, non ho mai deliberatamente coperto abusi sessuali del clero e prometto di fare cambiamenti".[31]

Sei sacerdoti hanno pubblicamente criticato la gestione delle cause fatta dell'arcivescovo; alcuni hanno invocato le sue dimissioni. Nienstedt ha detto che l'unico modo per farlo dimettere sarebbe stata un'azione del nunzio apostolico.[32]

Nel 2014 ha testimoniato sotto giuramento circa la sua conoscenza di preti accusati di abusi sessuali su minori. Nella deposizione del 2 aprile 2014 ha affermato che non aveva conosciuto fino al marzo 2014 che il reverendo Kenneth Lavan, un prete accusato nel 1980 di violenza sessuale di almeno un adolescente e sfruttamento sessuale di parecchie donne, era ancora attivo nel ministero in violazione della politica ecclesiastica. I documenti pubblicati nell'agosto del 2014 come parte di una causa contro l'arcidiocesi hanno mostrato che l'arcivescovo ha ricevuto aggiornamenti su Lavan e approvato il suo lavoro nelle parrocchie il 15 agosto 2013. I documenti indicano anche che Nienstedt aveva recentemente trascorso del tempo con Lavan, nel giugno 2013.[33] Nienstedt ha anche testimoniato sotto giuramento che aveva appreso per la prima volta della condanna penale del reverendo Gilbert Gustafson, un prete arcidiocesano, "negli ultimi sei mesi", e ha sostenuto di conoscere poco Gustafson. I documenti in seguito rilasciati dalla Minnesota Public Radio nell'ottobre 2014 dimostrano che Nienstedt nel 2008 era stato informato per lettera dal direttore di un coro parrocchiale delle precedenti condanne penali di Gustafson per violenza sessuale su ragazzi e che l'arcivescovo aveva risposto alle lettere.[34]

DimissioniModifica

Il 15 giugno 2015 il Vaticano ha annunciato che papa Francesco aveva accettato le dimissioni di Nienstedt e quelle del vescovo ausiliare Lee Anthony Piché, citando il canone del diritto canonico che permette a un vescovo di dimettersi quando qualche "grave causa rende impossibile a continuare a svolgere le sue funzioni". Nienstedt ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava di essersi dimesso "con la coscienza pulita, sapendo che la mia squadra ed io abbiamo messo in atto protocolli solidi per garantire la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili". Il papa ha nominato Bernard Anthony Hebda, arcivescovo coadiutore di Newark, amministratore apostolico. Hebda è stato nominato arcivescovo di Saint Paul e Minneapolis il 24 marzo 2016 ed ha preso possesso della sede il 13 maggio successivo.[35][36] Le dimissioni hanno seguito l'annuncio che il procuratore del Minnesota stava preparando accuse penali e l'avvio di una causa civile contro l'arcidiocesi per non aver protetto i bambini dagli abusi sessuali.[37]

Dopo le dimissioniModifica

Dopo le dimissioni, Nienstedt è tornato in Michigan, dove possiede una casa sul lago Huron.[38] Ha poi lavorato per breve tempo come sacerdote sostituto nella diocesi di Kalamazoo. Nel bollettino del 10 febbraio 2016 infatti, il parroco di San Filippo Neri padre John Fleckenstein, ha annunciato che Nienstedt, suo vecchio amico, lo avrebbe assistito nella gestione della parrocchia essendo stato recentemente nominato vicario episcopale per l'educazione ed avendo qualche problema di salute. Fleckenstein ha aggiunto che l'arcivescovo avrebbe celebrato la messa alcuni fine settimana e nei giorni feriali in chiesa e in una casa di cura locale e visitato i malati e gli anziani costretti a casa. Nienstedt avrebbe anche mantenuto un ufficio in parrocchia risiedendo però nella St. Clare House, nella chiesa cattolica di San Giuseppe a Kalamazoo. La diocesi di Kalamazoo in una dichiarazione ha affermato che Nienstedt era il benvenuto nella diocesi, pur ribadendo l'impegno di "fornire un ambiente sicuro per tutte le persone".[39] Nonostante ciò, ha dovuto rinunciare all'incarico dopo una sola settimana a causa delle obiezioni dei parrocchiani di Battle Creek.[40][41] Nello stesso anno si è trasferito a Napa Valley, in California.[42]

Nel luglio del 2016, sono stati pubblicati i documenti relativi alle indagini su di lui.[43][44] Egli mantiene il suo status di arcivescovo.[45]

Genealogia episcopaleModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h MEET ARCHBISHOP NIENSTEDT, in Arcidiocesi di Saint Paul e Minneapolis (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2009).
  2. ^ a b Curriculum Vitae, in Diocesi di New Ulm (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).
  3. ^ a b c d e f Archbishop John Clayton Nienstedt (Catholic-Hierarchy.org).
  4. ^ Reflections on Pope John Paul II, in Diocesi di New Ulm, 2 aprile 2005 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2008).
  5. ^ a b Bishop Nienstedt Named to New Ulm; Coadjutor Appointed for Fargo, in Conferenza statunitense dei vescovi cattolici, 12 giugno 2001.
  6. ^ Robert J. McClory, Bishop takes issue with late predecessor, in National Catholic Reporter, 7 maggio 2004.
  7. ^ Death of Terri Schiavo, in Diocesi di New Ulm, 31 marzo 2005 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2008).
  8. ^ John Thavis, Vatican firms up plans for U.S. seminary visitation in 2005, in Catholic News Service, 13 dicembre 2004 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2004).
  9. ^ a b Jeff Strickler, Archbishop John Nienstedt: His own man, in The Star Tribune, 10 maggio 2008.
  10. ^ Carol Glatz, Pope gives palliums to archbishops, says church's mission is to unite, in Catholic News Service, 30 giugno 2008 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2008).
  11. ^ Katherine Kersten, The real story behind the gay pride issue at St. Joan, in Star Tribune, 29 giugno 2008.
  12. ^ David Hanners, Conservative bishop to succeed Flynn: A lauded liturgist, administrator, New Ulm conservative also is known for controversy (TwinCities.com), 24 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2013).
  13. ^ Chaz Muth, Catholic clergy offer prayers at Republican National Convention, in Catholic News Service, 5 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2008).
  14. ^ John Nienstedt, Statement Challenging Speaker Nancy Pelosi's Statement on Abortion, in Priests for Life.
  15. ^ John Nienstedt, Freedom of Choice Act is bad legislation, in The Catholic Spirit, 29 ottobre 2008.
  16. ^ "Strategic planning in Archdiocese of Saint Paul and Minneapolis 2009-2010", planning.archspm.org. Total "of 187 parishes in July 2015". Retrieved 2016-09-29.
  17. ^ Minnesota voters reject marriage amendment, MPR. URL consultato il 24 maggio 2013.
  18. ^ Minnesota Same-Sex Marriage Amendment, Amendment 1 (2012), Ballotpedia. URL consultato il 25 maggio 2013.
  19. ^ Setting record straight on assessments, archdiocesan finances, The Catholic Spirit. URL consultato il 18 agosto 2013.
  20. ^ Senate Republicans try to block same-sex marriage bill, MPR News. URL consultato il 25 maggio 2013.
  21. ^ Minnesota Senate joins House in approving same-sex marriage, MinnPost. URL consultato il 25 maggio 2013.
  22. ^ Minnesota Senate Votes to Allow Same-Sex Marriage, ABC News. URL consultato il 25 maggio 2013.
  23. ^ Minnesota now 12th state to approve gay marriage, NBC News. URL consultato il 25 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2013).
  24. ^ Twin Cities Catholic leader courts controversy claiming Satan to blame for gay marriage, condoms, su Daily News, New York. URL consultato il 20 settembre 2013.
  25. ^ Archbishop John Nienstedt's years in the Twin Cities, Minnesota Public Radio. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  26. ^ "Letter from Archbishop Nienstedt regarding allegation" Archiviato il 14 luglio 2014 in Internet Archive., archspm.org, Sunday December 17, 2013.
  27. ^ Archbishop Nienstedt returns to public ministry, The Catholic Spirit. URL consultato il 14 marzo 2014.
  28. ^ Archbishop Nienstedt: New allegations of sexual misconduct 'entirely false', su myfoxtwincities.com. URL consultato il 3 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  29. ^ David Badash, Breaking: Anti-Gay Catholic Archbishop Investigated For Sexual Misconduct With Men (The New Civil Rights Movement). URL consultato il 2 luglio 2014.
  30. ^ Paulson, Michael, "Archbishop, Under Fire Over Abuse, Apologizes but Says He Won’t Resign", New York Times, July 30, 2014. Retrieved August 2, 2014.
  31. ^ Nienstedt, Archbishop John C., "Tough lessons lead to significant changes", TheCatholicSpirit.com July 30, 2014. Retrieved August 2, 2014.
  32. ^ Jean Hopfensperger, Minneapolis priest says Archbishop Nienstedt must resign if church is to heal, in Star Tribune, 2 settembre 2014.
  33. ^ New documents show falsehoods in Nienstedt testimony, in Minnesota Public Radio, 11 agosto 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  34. ^ Documents contradict Nienstedt testimony on priest's sexual assault, in Minnesota Public Radio, 23 ottobre 2014. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  35. ^ Inés San Martín, Archbishop Nienstedt resigns after sex abuse coverup charges against archdiocese (Crux), 15 giugno 2015. URL consultato il 16 giugno 2015.
  36. ^ Ann Schneible, Minn. archbishop resigns with 'clear conscience' amid sex abuse charges, su Catholic News Agency, 15 giugno 2015. URL consultato il 15 giugno 2015.
  37. ^ Mitch Smith, Catholic Archdiocese in Minnesota Charged Over Sex Abuse by Priest, in New York Times, 5 giugno 2015. URL consultato il 17 giugno 2015.
  38. ^ Tom Lyden, Former Archbishop Nienstedt's never-revealed secret, in KMSP-TV, 4 maggio 2016. URL consultato il 24 maggio 2016.
  39. ^ Peter Cox, Ex-Twin Cities archbishop Nienstedt takes Michigan church post, in Minnesota Public Radio, 13 gennaio 2016. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  40. ^ Ex-Archbishop Nienstedt leaves Michigan church over parishioner concerns, in KMSP-TV, 21 gennaio 2016. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  41. ^ John D. Fleckenstein, Dear members of the Battle Creek Area Catholic Community (PDF) (St. Philip Roman Catholic Church), 21 gennaio 2016. URL consultato il 21 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2016).
  42. ^ Chris Smith, Napa County now home for John Nienstedt, Twin Cities archbishop who resigned under legal cloud, in The Press Democrat (Santa Rosa, California), 27 agosto 2016. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  43. ^ Laura Yuen e Peter Cox, Did the Vatican halt an investigation into former Twin Cities Archbishop Nienstedt?, in Minnesota Public Radio, 21 luglio 2016. URL consultato il 23 luglio 2016.
  44. ^ Laura Yuen, Documents detail sex, harassment complaints against Nienstedt, in Minnesota Public Radio, 29 luglio 2016. URL consultato il 29 luglio 2016.
  45. ^ Laurie Goodstein e Richard Perez-Pena, Minnesota Priest’s Memo Says Vatican Ambassador Tried to Stifle Sex Abuse Inquiry, in The New York Times, 20 luglio 2016. URL consultato il 23 luglio 2016.

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