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Jolanda Anna Maria Veneziani

Jolanda Anna Maria Veneziani, detta Jole (Leporano, 11 luglio 1901Milano, 10 gennaio 1989) è stata una stilista italiana. Jole Veneziani è tra le fondatrici dell'Alta moda italiana, avendo partecipato, tra i pochi prescelti da Giovanni Battista Giorgini, alla prima sfilata presso Villa Torrigiani a Firenze, nel 1951. È uno dei personaggi più rappresentativi della moda italiana degli anni Cinquanta e Sessanta. La sua vicenda umana e professionale esemplifica il contributo dato dall'imprenditorialità femminile alla nascita, ai successi e al consolidamento della moda italiana in quel periodo: l'affermazione nella produzione di nicchia per un mercato urbano, il debutto sui mercati internazionali, la diversificazione della produzione, l'alleanza con l'industria tessile e della confezione.[1]

«[Se fossi Sindaco di Milano] ... la mia sarà una deformazione professionale, ma attaccherei subito i mezzi di trasporto, che mi sono sempre sembrati tristi e brutti. Con colori d'Alta Moda cambierei faccia a tram, filobus, rendendoli un po' più allegri. Poi illuminerei la città a giorno. Farei in modo che i milanesi di notte possano vedersi in faccia e magari sorridersi.»

(Jole Veneziani, 22 febbraio 1968)

Indice

BiografiaModifica

Nasce a Leporano vicino Taranto l'11 luglio 1901.[2] Il vero nome è Jolanda con affettuoso riferimento a Jolanda Margherita di Savoia nata nello stesso anno, che però lei ben presto abbreviò semplicemente con Jole.

Si trasferisce a Milano ancora ragazzina, a 8-9 anni, ove il fratello maggiore Carlo, per lei quasi come un padre, si era trasferito, presto raggiunti dagli altri familiari. Studia da ragioniera, ma desidera intensamente fare l'attrice, sebbene Carlo tenterà più volte di scoraggiarla.

Acquista la prima mazza di pelliccia lapin e dopo questa prima confezione, la sua passione per gli abiti e le pelli la condurrà con molti sacrifici ad aprire il primo atelier di pellicceria nel 1943. Nel 1946 apre accanto alla pellicceria il reparto Haute Couture, proprio su esortazione della clientela affascinata dalla creatività ed estrosità di Jole. La Veneziani infatti non si limitava mai alla sola vendita, ma come una vera e propria stilista dava consigli alle sue clienti-amiche su come indossare le sue pellicce, dall'abito all'accessorio.

Nel 1951 è tra i fondatori dell'Alta moda Italiana, ospite del Conte Giorgini presso la sua villa a Firenze, per fare sfilare la sua collezione. La stampa e il pubblico tutto applaudirà ogni presentazione fiorentina di Jole, le cui note distintive sono: estro, profondo senso del colore e sapiente regia. Così che nel 1952, in seguito a un referendum fatto ai rappresentanti della stampa estera e nazionale, le viene conferito il Giglio d'oro della Moda[3], il simbolo della città di Firenze, come riconoscimento a chi più contribuiva all'affermazione della Moda Italiana nel mondo (per il maggior numero di vendite agli stranieri). Sempre nel 1952, partecipa insieme ad altri stilisti quali Roberto Capucci, Vincenzo Ferdinandi, Germana Marucelli, la Sartoria Antonelli, l'atelier Carosa, Giovannelli-Sciarra, Polinober, la Sartoria Vanna e sedici ditte di sportswear e boutique alla prima storica sfilata presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze. Una giovanissima Oriana Fallaci inviata dal settimanale Epoca ne raccontò la cronaca[4].

Nel 1953 concorre a fondare, insieme ad altri grandi nomi dell'epoca (tra cui Emilio Schuberth, le sorelle Fontana, Vincenzo Ferdinandi, Simonetta, Alberto Fabiani, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Guggenheim e Eleonora Garnett), il SIAM - Sindacato Italiano Alta Moda (diventato poi Camera Nazionale della Moda Italiana), in disaccordo con il co-fondatore dell'Alta Moda in Italia il nobile fiorentino Giovanni Battista Giorgini. I "secessionisti", come vengono chiamati, sono gli stilisti che polemicamente fanno sfilare le loro creazioni nei propri atelier a Roma, due giorni prima delle sfilate di Palazzo Pitti a Firenze.

Dal '69 al '75 ottiene grande successo per le collezioni di prêt-à-porter di pellicceria.

Nel '73 dopo la morte del compagno va ad abitare in via San Barnaba e dal 1984 in via Morgagni dove muore il 10 gennaio 1989.

Oggi le sue opere sono conservate a Padova nell'archivio Jole Veneziani[5], afferente alla moda Haute Couture italiana fino agli anni '70, che conserva attualmente 127 abiti e oltre 15 diverse tipologie di accessori[6].

Nell'Ottobre del 2013 viene reso di nuovo omaggio alla pioniera dell'Alta moda italiana con una mostra retrospettiva a Villa Necchi Campiglio a Milano, dal titolo "Jole Veneziani - Alta moda e società a Milano". La mostra, che propone un'accurata selezione dei capi più rappresentativi dell'archivio Veneziani, rievoca la figura della stilista, la sua carriera ed il ruolo importante nella diffusione del Made in Italy.

La mostra itinerante che dall'Italia farà conoscere il prezioso archivio anche in Europa fino a giungere al Far East, presenta insieme ai capi d'epoca, anche numerosi bozzetti, filmati e documenti scelti tra uno sterminato archivio di ben 15.000 pezzi.

Curata da Fernando Mazzocca, promossa dalla Fondazione Bano (al quale era stato lasciato personalmente l'intero archivio agli inizi degli anni Ottanta) e dal FAI, la mostra allestita da Corrado Anselmi, traccia un percorso tra storia del costume e moda, nell'ambito di una Milano del primo Novecento: Jole aveva compreso come anche negli anni più bui della guerra andasse crescendo un desiderio di rinascita, un ritorno a celebrare le gioie della vita, e questo le assicurò negli anni un ruolo di primo piano nella rinascita postbellica della città di Milano[7].

La vocazione per la moda ed il suo fiuto da imprenditrice viene raccontato attraverso le varie sezioni della mostra, e si conclude dopo aver passato in rassegna tutte le tappe della sua carriera, dall'atelier di via Montenapoleone alla collaborazione con Alfa Romeo, con gli innumerevoli premi e riconoscimenti come la carica di "Cavaliere al merito della Repubblica" nel 1970 e quello di "Grande Ufficiale della Repubblica" nel 1974[8].

NoteModifica

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