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José Pantieri

José Pantieri, nome d'arte di Giuseppe Pantieri[1] (Forlì, 19 novembre 1941Roma, 17 maggio 2013) è stato un storico del cinema italiano. Fondatore e curatore del Museo internazionale del cinema e dello spettacolo, è inoltre autore di una serie di pubblicazioni sul cinema muto. È considerato uno dei primi storici a citare la teoria del comico di Henri Bergson nell'interpretazione della comicità di Keaton[2] e promuovere la rivalutazione del cineasta americano[3], nonché uno dei più attivi nella conservazione e storicizzazione del cinema muto italiano[4].

BiografiaModifica

Fratello del pittore Pier Claudio Pantieri, nel 1959 fonda a Parigi il "movimento d'avanguardia artistico-culturale" Usine à Gags, che produce cortometraggi ispirati al cinema comico muto, prodotti e interpretati dallo stesso Pantieri[5] e trasmessi anche alla televisione francese[6] e italiana[7]. Parallelamente crea la cineteca Buster Keaton, che rappresenta il primo nucleo del Museo internazionale del cinema e dello spettacolo (Mics). Nel 1960 fonda l'Association Internationale du Cinéma Comique d'Art, attraverso la quale nel 1964 pubblica L'originalissimo Buster Keaton, il suo primo saggio di storia del cinema, in collaborazione col Centro studi cinematografici di Milano[8].

Negli anni '60 rientra in Italia e fonda l'Associazione centro studi cinetelevisivi, che nel 1978 diviene Museo internazionale del cinema e dello spettacolo e infine, nel 2004, Museo José Pantieri del cinema e dello spettacolo. Collabora con la Rai come autore di programmi sperimentali in televisione e in radio; insegna tecnica e teoria del cinema e tiene conferenze sullo stesso argomento e sulla storia del cinema comico.

Negli anni '70, Pantieri rinviene e acquista per il suo museo l'unico rullo esistente di Marizza, detta la signora dei contrabbandieri, film perduto di Friedrich Wilhelm Murnau[9], frammento poi depositato presso la Cineteca Nazionale[10]. Il museo ospita inoltre incontri e rassegne dedicate al cinema muto, e raccoglie progressivamente una vasta collezione di cimeli, reperti e pellicole ("Pantieri ha messo insieme, in quarant'anni, un patrimonio enorme di materiali, soprattutto sul cinema muto italiano, su cui organizza periodicamente una rassegna internazionale"[11]).

Fino alla fine degli anni '90 pubblica diversi volumi dedicati prevalentemente al cinema muto italiano.

Nel 2004, grazie alla legge Bacchelli, ottiene un "assegno vitalizio a favore di cittadini che abbiano illustrato la Patria e che versino in stato di particolare necessità"[12]. Nel 2005 riceve il premio alla carriera dello Jonio International Film Festival[13].

OpereModifica

  • José Pantieri, L'originalissimo Buster Keaton, Centro studi cinematografici di Milano, Association Internationale du Cinéma Comique d'Art, 1963.
  • José Pantieri, Gli eroi della risata, Milano, Giordano, 1965.
  • José Pantieri, Tecnica e teoria del film, Circolo Riccionese di cultura, 1967.
  • José Pantieri, Monty Banks: un romagnolo a Hollywood, IMPP XII, 1976.
  • José Pantieri, Pier Paolo Paoletti e Renzo Bucchi, Aspetti del cinema comico muto, Rimini, C.S.C.TV., 1977.
  • José Pantieri, I magnifici Laurel-Hardy, MICS, 1986.
  • José Pantieri, Roberto Chiti e Paolo Popescich, Pina Renzi, C.S.C.TV, 1988.
  • José Pantieri, Cinema, restauro e cineteche in Italia, MICS, 1990.
  • José Pantieri, Diego Fabbri, MICS, 1990.
  • José Pantieri, Cinema e religione in Italia, MICS, 1991.
  • José Pantieri, Cinema e circo in Italia, MICS, 1992.
  • José Pantieri, Mario Verdone e Vittorio Martinelli, Lyda Borelli, MICS, 1993.
  • José Pantieri, Filoteo Alberini - Pioniere del cinema italiano, MICS, 1994.
  • José Pantieri, Cinema & comicità in Italia, MICS, 1994.
  • José Pantieri, Due eroi della risata: Harold Lloyd e Monty Banks, MICS, 1998.

NoteModifica

  1. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 16 settembre 2004, su Gazzetta Ufficiale. URL consultato il 30 agosto 2019.
  2. ^ (EN) Grace Russo Bullaro, Beyond "Life is Beautiful": Comedy and Tragedy in the Cinema of Roberto Benigni, Troubador Publishing Ltd, 1º gennaio 2005, ISBN 9781904744832. URL consultato il 30 agosto 2019.
  3. ^ "The re-evaluation of the art of Keaton and several film artists stems in fair degree from the "movimento culturale" promoted since 1959 by José Pantieri", in Peter Cowie e Derek Elley, International Film Guide 1985 (Tantivy Press), 1984, p. 434, ISBN 0900730226.
  4. ^ Redazione, Festa del Cinema: il club degli esclusi, su SentieriSelvaggi, 17 ottobre 2006. URL consultato il 30 agosto 2019.
  5. ^ (FR) M-R, Un Italien de vingt-trois ans José Pantieri veut moderniser le cinéma comique, in Le Parisien liberé, 16 agosto 1961. URL consultato il 30 agosto 2019.
  6. ^ Le Gags del parigino di Forlì, in La Fiera del cinema, settembre 1961.
  7. ^ José Pantieri sul video per “Naso finto”, su Museo José Pantieri, 24 giugno 2018. URL consultato il 30 agosto 2019.
  8. ^ L’originalissimo Buster Keaton, su Museo José Pantieri, 15 settembre 2015. URL consultato il 30 agosto 2019.
  9. ^ Irela Núñez, Marizza, genannt die Schmugglermadonna, su Cineteca del Friuli. URL consultato il 30 agosto 2019.
  10. ^ Centro Sperimentale di Cinematografia - La Cineteca Nazionale presenta in anteprima alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone il restauro dell'unico rullo superstite di "Marizza" di F.W. Murnau, su www.fondazionecsc.it. URL consultato il 28 agosto 2019.
  11. ^ Paolo Bracalini, Il museo del cinema diventa muto, su ilGiornale.it. URL consultato il 30 agosto 2019.
  12. ^ Legge Bacchelli per José Pantieri, su Cinecitta news, 20 maggio 2004. URL consultato il 30 agosto 2019.
  13. ^ Michela Albanese, Jonio International Film Festival 2005, su Arbitalia. URL consultato il 30 agosto 2019.

Collegamenti esterniModifica

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