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BiografiaModifica

Ramos-Horta nasce a Dili, capitale di Timor Est (al secolo una colonia portoghese), il 26 dicembre del 1949, figlio di un militare portoghese e di una mestiça est-timorese, di origini miste portoghesi e tetum[1]. Il padre, Francisco, già sottufficiale della marina militare portoghese, venne espulso dal territorio nazionale a causa della sua opposizione al regime di Salazar, giungendo a Timor Est dopo essere stato esiliato dapprima nelle Azzorre, poi a Capo Verde, poi nella Guinea-Bissau e quindi nel Timor portoghese. Il giovane José frequentò le scuole presso una missione cattolica nella piccola città di Soibada.

Con il clima politico nel Paese sempre più teso e conflittuale, Ramos-Horta si unì ben presto ad i locali movimenti di lotta per l'indipendenza di Timor Est dal Portogallo, cosa che lo costrinse, assieme all'allora compagna Ana Pessoa Pinto, all'esilio nell'allora colonia portoghese del Mozambico dal 1970 al 1971, strettamente sorvegliato dalla polizia segreta.

Il 22 agosto del 1973, Bill Nicol, un giornalista australiano, parlò per la prima volta di un Fronte Nazionale di Liberazione est-timorese, di recente formazione ma privo di qualsiasi mezzo, citando lui come uno dei principali attivisti. Poco dopo venne intervistato dalla stampa australiana.

Nel 1974 fu uno dei fondatori del gruppo politico Associação Social Democrática Timorense (ASDT, Associazione Social-Democratica di Timor), attualmente denominata Associação Social-Democrata de Timor (ASDT).

Dopo anni di lotta, il 28 novembre del 1975, gli est-timoresi riescono finalmente a conseguire la tanto agognata indipendenza, risultato in parte dovuto anche alla mutata situazione politica in Portogallo (la Rivoluzione dei garofani, che portò all'abbattimento della dittatura salazarista ed alla restaurazione della democrazia nel 1974) e, con la susseguente proclamazione della Repubblica Democratica di Timor Est, Ramos-Horta, a soli venticinque anni, viene nominato ministro degli Esteri dal neo-costituitosi governo est-timorese.

Date le posizioni fortemente filo-comuniste della neonata Repubblica, tra l'altro in una delle fasi più concitate della Guerra Fredda, la confinante Indonesia, con il sostegno dei paesi occidentali, invase il Paese nel dicembre di quello stesso anno, dichiarandolo loro 27ª provincia con il nome di Timor Timur (in indonesiano "Timor Orientale")[2]. Trovatosi temporaneamente all'estero per doveri d'ufficio durante l'invasione, si ritrovò dunque impossibilitato a rientrare a Timor e, salvo sporadici ed altamente pericolosi rientri clandestini per scopi logistici, non rientrò più stabilmente sul suolo nazionale, diventando rappresentante del FRETILIN, il partito che conduceva la resistenza all'occupazione indonesiana, presso le Nazioni Unite dal 1986 al 1996, riportando costantemente all'attenzione dei delegati delle Nazioni le atrocità commesse dalle forze d'occupazione indonesiane nel Paese[3].

Nel 1996 gli è stato conferito, insieme a monsignor Carlos Filipe Ximenes Belo, suo connazionale, il premio Nobel per la pace per l'impegno pacifico a favore dell'indipendenza del suo Paese[4].

Riconquistata nuovamente l'indipendenza nel 1999, dal 2002 al 25 giugno del 2006 ha ricoperto la carica di ministro di Stato e degli Affari Esteri, dal 3 giugno del 2005 al 25 giugno del 2006 di ministro ad interim della Difesa e, dal 10 luglio del 2006, ha ricoperto la carica di primo ministro del paese.

Alle elezioni presidenziali del 2007, Ramos-Horta è stato eletto Presidente della Repubblica, entrando in carica il 20 maggio dello stesso anno.[5]

L'11 febbraio del 2008 un gruppo di militari ribelli ha tentato un golpe, attentando alla vita di Ramos-Horta, rimasto ferito gravemente, e del premier Xanana Gusmão, uscito invece illeso.[6] Ripresosi dopo una lunga convalescenza, si è poi candidato nuovamente, al termine del proprio mandato, alle Presidenziali, risultando però sconfitto da Taur Matan Ruak.

Appartiene alla massoneria portoghese del Grande Oriente Lusitano[7]

OnorificenzeModifica

Onorificenze di Timor EstModifica

  Gran Collare dell'Ordine di Timor Est

Onorificenze straniereModifica

  Compagno Onorario dell'Ordine dell'Australia
«Per il servizio eminente al rafforzamento delle relazioni bilaterali Australia-Timor-Leste e per la sua leadership eccezionale per portare l'indipendenza a Timor-Leste.»
— 25 novembre 2013[8]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Rio Branco (Brasile)
  Ordine di José Martí (Cuba)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Libertà (Portogallo)
— 9 giugno 1998
  Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 13 novembre 2007
  Ordine di Amilcare Cabral di I Classe (Capo Verde)

NoteModifica

  1. ^ Dr. José Ramos-Horta Archiviato il 14 February 2008 Data nell'URL non combaciante: 14 febbraio 2008 in Internet Archive.
  2. ^ Schwarz, A. (1994). A Nation in Waiting: Indonesia in the 1990s. Westview Press. ISBN 1-86373-635-2.
  3. ^ Benetech Human Rights Data Analysis Group, The Profile of Human Rights Violations in Timor-Leste, 1974–1999, su A Report to the Commission on Reception, Truth and Reconciliation of Timor-Leste, Human Rights Data Analysis Group (HRDAG), 9 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2012).
  4. ^ (EN) Presentazione di Francis Sejersted in occasione del conferimento del premio Nobel
  5. ^ (EN) Donald Greenlees, "East Timor hopes new leader will heal divisions", International Herald Tribune, 11 maggio 2007.
  6. ^ La notizia su Repubblica.it
  7. ^ (PT) A lista de membros do Grande Oriente Lusitano
  8. ^ (EN) Sito web del Dipartimento del Primo Ministro e del Governo: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN79012142 · ISNI (EN0000 0000 7834 2255 · LCCN (ENn86077658 · GND (DE119432749 · BNF (FRcb124808093 (data) · NLA (EN35086916 · WorldCat Identities (ENn86-077658