Juan Alonso Pimentel de Herrera

politico spagnolo
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Juan Alonso Pimentel de Herrera
El Greco, Portrait of Juan Alfonso de Pimentel y Herrera.jpg
ritratto del Duca Juan Alonso Pimentel de Herrera, (Opera di El Greco, e conservata presso il Musée Bonnat)
Duca di Benavente
Viceré di Napoli
Viceré di Valencia
Stemma
In carica 1576 –
7 novembre 1621
Predecessore Antonio Alonso Pimentel y Herrera de Velasco
Successore Antonio Alonso Pimentel y Quiñones
Nome completo Juan Alonso Pimentel de Herrera y Quiñones
Trattamento Don
Altri titoli
Morte 7 novembre 1621
Dinastia Pimentel
Padre Antonio Alonso Pimentel y Herrera de Velasco
Madre María Luisa Enríquez Girón
Coniugi Catalina de Quiñones
Mencía de Zúñiga y Requesens
Figli
  • Antonio Alonso Pimentel y Quiñones
  • María Pimentel y Quiñones
  • Juan Pimentel de Zúñiga y Requeséns
  • Rodrigo Pimentel de Zúñiga
  • Alonso Pimentel de Zúñiga
  • Diego Pimentel de Zúñiga
  • Mencía Pimentel de Zúñiga
  • Domingo Pimentel Zúñiga
  • Enrique Pimentel de Zúñiga
  • Jerónimo Pimentel de Zúñiga y Requeséns
  • Manuel Pimentel de Zúñiga
  • García Pimentel de Zúñiga
  • Enrique Pimentel
Religione Cattolicesimo

Juan Alonso Pimentel de Herrera, conte di Benavente (... – 7 novembre 1621), fu viceré del regno di Napoli dal 1603 al 1610[1] e Viceré di Valencia dal 1598 al 1602.

BiografiaModifica

Figlio secondogenito del conte Antonio Alonso Pimentel y Herrera de Velasco e di María Luisa Enríquez Guzmán, nel 1576 in seguito alla morte del padre ereditò i titoli di V duca di Benavente, Grande di Spagna, VIII conte di Mayorga e III conte di Villalón. Era anche comandante di Castrotorafe e inoltre ebbe l'onore di essere il Maggiordomo anziano della regina Elisabetta di Borbone. In seguito, nel 1598, venne nominato Viceré di Valencia sostituendo così il celebre duca Francisco Gómez de Sandoval y Rojas Valido del Re di Spagna Filippo III d'Asburgo; incarico che detenne siano al 1502 ove gli succedette l'Arcivescovo di Valencia Giovanni de Ribera. e nell'Aprile dell'anno successivo venne nominato Viceré di Napoli succedendo così al Conte Francisco Ruiz de Castro, ove durante il suo Governo il Duca Juan Alonso Pimentel de Herrera Promosse lavori pubblici e dovette inoltre su richiesta del governo spagnolo aumentare le tasse. Il nuovo sovrano dovette difendere ancora i territori del Mezzogiorno dalle incursioni navali turche e sedare le prime rivolte contro il fiscalismo che nella città di Napoli cominciavano a minacciare il palazzo. Per prevenire le aggressioni ottomane condusse una guerra contro la città di Durazzo, distruggendo la città in cui trovavano asilo i pirati turchi e albanesi. A Napoli tentò di combattere il banditismo, in quegli anni sempre più in crescita, anche contro le disposizioni del Pontefice Papa Gregorio XIV, che gli valse il confronto con il cardinal Ottavio Acquaviva d'Aragona, all'epoca Arcivescovo di Napoli. l viceré al rientro in Spagna nel giugno del 1610, portò con sé due opere del Caravaggio[2], una delle quali, la Crocefissione di Sant'Andrea, è esposta al museo di Cleveland.[3] il Duca Juan Alonso Pimentel de Herrera mori il 7 novembre 1621.

Matrimonio e FigliModifica

il Duca Juan Alonso Pimentel de Herrera sposo nel 1559 in prime nozze la Contessa Catalina Vigil de Quiñones, figlia del Conte Luis Vigil de Quiñones; la coppia ebbe i seguenti Due Figli:

  • Antonio Alonso Pimentel y Quiñones, VII Conte di Luna e IX Conte di Mayorga.
  • María Pimentel y Quiñones, sposo il Marchese Luis Fajardo y Requeséns.

in seguito alla morte della Seconda moglie, nel 1582 sposo in seconde nozze Mencía de Zúñiga y Requesens, figlia del Celebre Ammiraglio Spagnolo Luis de Zúñiga y Requesens e di Gerónima Gralla; e la coppia ebbe i seguenti Undici Figli:

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine di Santiago

NoteModifica

  1. ^ Nobili napoletani, su nobili-napoletani.it. URL consultato il 13 maggio 2016.
  2. ^ AA.VV., Caravaggio, Giunti, 1998, ISBN 3-598-11421-4. ISBN 978-3-598-11421-2.
  3. ^ Opera, Museo di Cleveland. URL consultato il 13 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).

Voci correlateModifica

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