Juan Calvo Domenech

attore spagnolo

Juan Calvo Domenech nome completo Juan Calbo Bautista Domenech, meglio conosciuto come Juan Calvo (Ontinyent, 22 maggio 1892Madrid, 6 marzo 1962) è stato un attore spagnolo.

BiografiaModifica

Nacque il 22 maggio 1892 a Ontinyent (Valencia), secondo figlio di Mariano Calbo Calbo, nativo di Torremanzanas (Alicante) e María del Patrocinio Doménech Rabasa, nativa di Penàguila (Alicante). Inizia la carriera sui palcoscenici teatrali dal 1916, e nel 1934 debutta nel cinema con il film La hermana San Sulpicio diretto da Florian Rey. Da questo momento e dopo la parentesi della guerra civile spagnola, diventa uno degli attori più richiesti del cinema spagnolo, spesso recitando ruoli comici in molti film, la maggior parte dei quali mai distribuiti. Durante un soggiorno a Porto Rico, conobbe sua moglie Minerva Lespier García, dalla quale ebbe due figli, entrambi attori, Armando e Manolo Calvo.

I ruoli per i quali viene meglio ricordato sono quelli di Sancho Panza nel film Don Chisciotte della Mancia diretto da Rafael Gil nel 1947, accanto a Rafael Rivelles nel ruolo di Don Chisciotte, e quello di frate Pappina (nell'originale Fray Papilla) in Marcellino pane e vino diretto da Ladislao Vajda nel 1955, il più grande successo commerciale nella storia del cinema spagnolo, efficacemente doppiato da Mario Besesti. Tra il 1956 e il 1957 vinse per due volte il premio CEC, assegnato dal Circolo degli Scrittori Cinematografici Spagnoli (una sorta di Nastro d'argento) come miglior attore non protagonista, per questo film e per Calabuig.

Ha lavorato intensamente anche nel cinema italiano, interpretando una quindicina di pellicole dal 1940 al 1959. Uno dei ruoli meglio ricordati è quello dello zio del giornalaio Alberto Boccetti (Alberto Sordi) nel film Il conte Max diretto da Giorgio Bianchi nel 1957, remake del film Il signor Max di Mario Camerini del 1937. In esso interpreta il ruolo che nel film originale era sostenuto da Mario Casaleggio recitando accanto a Tina Pica, e sempre doppiato da Mario Besesti.

Ma è stato efficace anche in altri ruoli, come nel film del 1943 Eloísa está debajo de un almendro di Rafael Gil, dove interpreta un maggiordomo neo assunto che deve imparare regole assurde per soddisfare il suo nuovo capo, e, negli anni '50, in Calabuig e Arrivederci, Dimas, entrambi diretti da Luis García Berlanga. Uno degli ultimi ruoli importanti lo sostenne in Dal peccato alla gloria (Fray Escoba), diretto da Ramón Torrado nel 1961, un anno prima della morte, avvenuta a Madrid il 6 marzo 1962. È sepolto nel Cementerio de la Almudena della capitale spagnola [1].

FilmografiaModifica

Doppiatori italianiModifica

RiconoscimentiModifica

  • 1956 - Premio CEC - Circolo degli scrittori cinematografici spagnoli - Miglior attore non protagonista per Marcellino pane e vino[2]
  • 1957 - Premio CEC - Circolo degli scrittori cinematografici spagnoli - Miglior attore non protagonista per Calabuig[3]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Manuel Gómez García: Diccionario Akal de Teatro, Ediciones AKAL, 2 gen 1998. Pag. 136

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN265593360 · ISNI (EN0000 0003 8239 384X · LCCN (ENno2004038550 · BNE (ESXX1647399 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2004038550