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Julia Gillard

politica australiana
Julia Gillard
Julia Gillard.jpg

27° Primo ministro
del Commonwealth dell'Australia
Durata mandato 24 giugno 2010 –
27 giugno 2013
Predecessore Kevin Rudd
Successore Kevin Rudd

Dati generali
Partito politico Laburista
Firma Firma di Julia Gillard

Julia Eileen Gillard (Barry, 29 settembre 1961) è una politica australiana, ex Primo ministro del Commonwealth dell'Australia. Dal 1998 al 2013 fu membro del parlamento federale.

BiografiaModifica

Julia Gillard fu la prima donna ad assumere la carica di prima ministra in Australia. Ricoprì la carica di vice-premier, ministra dell'educazione e del lavoro nel governo Rudd dal 2007 al giorno della sua elezione a capo del partito laburista, con conseguente nomina a premier.[1][2]

Nel 2010 hanno fatto molto discutere le sue affermazioni riguardo alla possibilità che l'Australia diventi una repubblica alla fine del regno di Elisabetta II; infatti l'Australia, come altri Paesi del Commonwealth, è una monarchia con a capo il sovrano britannico e la Gillard ha affermato che vorrebbe vedere un progetto comune per concordare un modello di repubblica.[3] Sempre nel 2010, la Gillard ha indetto elezioni legislative anticipate.[4] Il 7 settembre 2010, a 17 giorni dal voto, Julia Gillard si è riconfermata[5] alla guida del governo, grazie all'appoggio del "verde" Bandt e degli indipendenti Wilkie, Oakeshott e Windsor.[6]

Il 26 giugno 2013 ha perso la contesa per la leadership del partito Laburista con il rivale del partito ed ex premier Kevin Rudd e, di conseguenza, ha rassegnato le dimissioni da prima ministra del Commonwealth dell'Australia al Governatore generale Quentin Bryce.

OnorificenzeModifica

  Compagna dell'Ordine dell'Australia
«Per l'eminente servizio al Parlamento dell'Australia, in particolare nel ruolo di primo ministro, attraverso contributi seminali per lo sviluppo economico e sociale, in particolare la riforma della politica in materia di istruzione, cura della disabilità, relazioni sul posto di lavoro, salute, affari esteri e ambiente, e come modello per le donne.»
— 26 gennaio 2017[7]

NoteModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN120304790 · ISNI (EN0000 0000 7805 2442 · LCCN (ENn2009076144 · GND (DE141054174 · NLA (EN52525351 · WorldCat Identities (ENn2009-076144