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Julian Assange

giornalista, programmatore e attivista australiano

BiografiaModifica

 
Julian Assange nel 2006

Assange nasce a Townsville, nel Queensland, nel 1971[2]. Assange si definisce un anarchico e cypherpunk, ma non è contrario alla partecipazione politica elettorale.[3] I genitori si conobbero durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam. Figlio di attori teatrali[4], da bambino, secondo quanto riportato, avrebbe cambiato casa 37 volte, studiando nelle diverse biblioteche cittadine in cui si trovava, senza mai andare a scuola[5]. A sedici anni, sa scrivere programmi per il Commodore 64[5]. Lascia la casa a diciassette anni, si sposa a diciott'anni e diventa padre; poi si separa dalla moglie[2]. Verso la fine degli anni ottanta diviene membro di un gruppo di hacker noto come "International Subversives" (Sovversivi internazionali) con lo pseudonimo di "Mendax" (da una frase di Orazio: "magnificamente mendace")[6]. Nel 1991 subisce un'irruzione nella sua casa di Melbourne da parte della polizia federale australiana[7], con l'accusa di essersi infiltrato in vari computer appartenenti a un'università australiana e nel sistema informatico del Dipartimento della difesa americano[2][8]. Nel 1992 gli vengono rivolti ventiquattro capi di accusa per reati inerenti alla pirateria informatica.

Assange è condannato, ma in seguito è rilasciato per buona condotta, dopo aver pagato una multa di 2 100 dollari australiani. Nel 1995 scrive Strobe[9], software open-source dedicato al port scanning. Nel 1997 collabora alla stesura del libro Underground: Tales of Hacking, Madness and Obsession on the Electronic Frontier. Dal 2003 al 2006, studia fisica e matematica all'Università di Melbourne, ma non ottiene una laurea[8]. Studia anche filosofia e neuroscienze[10].

Attività giornalistica e attivismoModifica

WikiLeaksModifica

A partire dal 2006 è tra i promotori del sito web WikiLeaks, del quale si definisce editor in chief[11]. WikiLeaks nel corso degli anni pubblica documenti da fonti anonime e informazioni segrete; tra questi notizie riservate sui bombardamenti in Yemen, sulla corruzione nel mondo arabo, sulle esecuzioni extragiudiziarie da parte della polizia keniana,[12] sulla rivolta tibetana in Cina (2008),[13] sullo scandalo petrolifero in Perù e le email del governo turco dopo le purghe del governo Erdoğan nel 2016.[14]

Il materiale pubblicato tra il 2006 e il 2009 attira sporadicamente l'attenzione dei media, ma è il caso Chelsea Manning che porta WikiLeaks al centro dell'interesse internazionale. Il 28 novembre 2010 WikiLeaks rende di pubblico dominio oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti". Il giorno seguente, il general attorney dell'Australia, Robert McClelland, dichiara alla stampa che l'Australia è intenzionata a investigare sulle attività di Assange e di WikiLeaks[15]. Afferma inoltre che, dal «punto di vista dell'Australia, ci potrebbe essere un buon numero di leggi violate con il rilascio di queste informazioni. La polizia federale australiana lo sta verificando»[16]. McClelland non esclude la possibilità del ritiro del passaporto australiano dell'informatico. Per "salvare" il materiale, Assange arruola alcune "sentinelle" in possesso di chiavi d'accesso: "Noi siamo l'assicurazione sulla vita di Julian", afferma uno di loro in un'intervista con Giovanni Mari nel 2010[17].

Conduttore televisivoModifica

 
Assange a Copenaghen nel 2009

Il 17 aprile 2012 va in onda sul canale televisivo Russia Today la prima puntata di "The World Tomorrow", talk-show che Assange conduce dall'abitazione in cui si trova agli arresti domiciliari nel Regno Unito[18]. Il programma ha cadenza settimanale e consiste in un'intervista di circa 25 minuti con uno o due ospiti. Dopo essere andate in onda le interviste sono disponibili sul canale YouTube di Russia Today[19] e sul sito worldtomorrow.wikileaks.org[20]. Le puntate sottotitolate in italiano si trovano nel canale video di Repubblica[21] e sono presentate dalla giornalista Stefania Maurizi[22] autrice del libro "Dossier Wikileaks" e collaboratrice di Repubblica e l'Espresso. L'ospite della prima puntata è stato Hassan Nasrallah[23], leader di Hezbollah. In una delle ultime puntate vengono intervistati il filosofo Noam Chomsky e lo scrittore Tariq Ali[24].

Il primo arresto e la concessione dello status di rifugiato politicoModifica

Arresto in Gran Bretagna con l'accusa di reati sessualiModifica

Il 18 novembre 2010 il tribunale di Stoccolma spicca un mandato d'arresto in contumacia nei suoi confronti con l'accusa di stupro, molestie e coercizione illegale[25]. Il reato contestatogli sarebbe quello di aver avuto rapporti sessuali non protetti, seppur consenzienti, con due donne, A. (militante femminista, segretaria dell'associazione "Brotherhood Movement" e autrice di una "Guida alla vendetta contro il partner" pubblicata sul web[26]) e W., e di essersi successivamente rifiutato di sottoporsi a un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili, condotta considerata criminosa dalla legge svedese[27][28][29].

La denuncia era stata fatta dalle sue ex-amanti dopo che esse avevano appreso l'una dall'altra di aver avuto rapporti sessuali con lui[30]; al momento dell'emissione del mandato di arresto contro Assange non esistevano comunque prove a suo carico che non fossero la parola delle due donne[30]. Inoltre, secondo la stampa svedese, la poliziotta che ha raccolto la testimonianza di A, e A. stessa, erano molto amiche e sarebbe stata proprio l'agente a incitare la donna a denunciare l'ex amante dopo averle spiegato che per la giustizia locale rifiutarsi di usare il preservativo durante un rapporto si configura come stupro. «È ora di sgonfiare quel pallone gonfiato ed esageratamente osannato di Julian Assange» aveva dichiarato la poliziotta sulla sua pagina Facebook[31]. La seconda accusatrice, W., alla fine della deposizione si è rifiutata di firmare le dichiarazioni trascritte.[32]

Molti hanno infine sollevato dubbi sulla natura del provvedimento[33], mettendo in rilievo la coincidenza temporale con la pubblicazione da parte di Wikileaks dei documenti diplomatici statunitensi. Il 20 novembre l'Interpol e il Sistema di Informazione Schengen recepiscono il mandato di arresto[34]. Il 7 dicembre 2010 Assange si presenta spontaneamente negli uffici di Scotland Yard e viene arrestato in seguito al mandato di cattura europeo[35]. Lo stesso giorno, il tribunale respinge la richiesta di libertà provvisoria su cauzione appoggiata da diverse personalità del cinema e del giornalismo[36], e decide di tenerlo in carcere fino al 14 dicembre[37].

Uno dei due reati considerati come "stupro" dalla legge svedese è in seguito caduto in prescrizione.[38]

Il rischio di estradizioneModifica

Nel frattempo la Svezia presenta una richiesta di estradizione alle autorità britanniche: secondo alcune fonti, tale richiesta sarebbe finalizzata a estradarlo in realtà negli Stati Uniti dove lo attende un processo per spionaggio[39]. Il 16 dicembre, dopo nove giorni di carcere, Assange viene rilasciato su cauzione, e la decisione sulla richiesta di estradizione rimandata[40]. L'accusa per spionaggio, negli Stati Uniti, può costare l'ergastolo e anche la pena di morte. In difesa di Assange si schiera anche l'attivista statunitense Robert Meeropol Rosenberg, il figlio dei coniugi Rosenberg, militanti comunisti che furono gli ultimi condannati a morte per questo reato negli USA (1953), lanciando un appello a difendere Assange e a non consegnarlo agli americani.[41]

 
Assange con Rickard Falkvinge, il leader del Partito Pirata della Svezia e sostenitore di Wikileaks

Il 2 novembre 2011 l'Alta corte di Londra dà il via libera all'estradizione richiesta dalla Svezia[42].

Concessione dello status di rifugiato politico dal governo dell'EcuadorModifica

Verso metà giugno 2012 la Corte Suprema britannica rigetta il ricorso contro l'estradizione. Assange si rifugia subito dopo presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, chiedendo asilo politico in quanto perseguitato. Ne dà informazione in una conferenza stampa il 19 giugno 2012 il ministro degli Esteri, Ricardo Patiño, specificando che l'Ecuador sta valutando la richiesta. Già nel 2010 Quito aveva offerto ad Assange residenza in Ecuador "senza precondizioni", per poter "esprimersi liberamente". Alla base vi è il fatto che il governo di quel paese era preoccupato per alcune attività illegali degli americani in Ecuador; attività che voleva che venissero trattate da Assange senza restrizioni e che WikiLeaks si era detta pronta a documentare[43].

Secondo la madre dell'attivista, Assange avrebbe problemi di salute dovuti a stress psicofisico estremo, a causa della persecuzione nei suoi confronti.[44]

Il 16 agosto 2012 il governo del socialista Rafael Correa concede lo status di rifugiato politico ad Assange, mentre questi si trova ancora nell'ambasciata, poiché il Regno Unito non vuole garantirgli un salvacondotto e minaccia di arrestarlo con un blitz, per poterlo consegnare alla Svezia, nonostante la possibile grave violazione del diritto internazionale all'immunità delle sedi diplomatiche.[45]

Il 30 gennaio 2013 è stata annunciata la sua candidatura al senato australiano dalla premier Julia Gillard del partito laburista. Anche se dal 2012 Assange si trova nell'ambasciata dell'Ecuador di Londra si può comunque candidare secondo le leggi australiane.[46] La premier ha in seguito aggiunto che la presenza di Assange potrà garantire un po' di vigilanza all'interno del senato.[47]

Assange è stato ripetutamente proposto per il Premio Nobel per la pace, per la sua attività di informazione e trasparenza.[48][49]

Nel marzo 2015 è stato reso noto che il magistrato svedese Marianne Ny, per evitare la prescrizione di alcuni reati nell'agosto dello stesso anno, ha accettato la richiesta dei legali di Assange di venir interrogato a Londra all'interno dell'ambasciata ecuadoriana da un magistrato svedese, che avrebbe anche il compito di tornare in Svezia con campioni di DNA del giornalista australiano.[50][51]

A luglio 2015, dichiarandosi in pericolo di vita, Assange chiede protezione alla Francia (più vicina da raggiungere rispetto all'Ecuador, oltre che per i rapporti diplomatici migliori con l'Inghilterra e patria di uno dei figli di Assange), ma le autorità francesi rifiutano prontamente qualsiasi aiuto.[52] Viene poi specificato da Baltazar Garzon e dall'organizzazione stessa via Twitter che Assange non aveva inviato nessuna formale richiesta di asilo, ma la lettera aperta era semplicemente un modo per rispondere alle dichiarazioni di Christiane Taubira, che aveva affermato che la Francia avrebbe dovuto concedere asilo ad Assange e Snowden dopo le rivelazioni sullo spionaggio della NSA.[53]

Nel gennaio 2016 l'arbitrato del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria ha decretato che la permanenza forzata di Assange nell'ambasciata è configurabile come detenzione arbitraria e illegale da parte di Gran Bretagna e Svezia.[38]

L'anno successivo, a gennaio, Assange afferma che potrebbe consegnarsi agli USA in cambio della libertà per Chelsea Manning, la militare transgender informatrice di Wikileaks, ma dopo la concessione della grazia (avvenuta per commutazione), non si è consegnato in quanto non esiste tuttora una richiesta di estradizione.[54][55]

Il 19 maggio 2017 la procura svedese archivia l'accusa rimanente di stupro, che si prescriverà nel 2020, in quanto Assange non è processabile nell'immediato; in attesa della decisione sull'annullamento del mandato di cattura internazionale e britannico per l'accusa di non essersi presentato in tribunale a Londra dopo la cauzione, Assange resta nell'ambasciata ecuadoriana.[56]

L'11 gennaio 2018 l'Ecuador concede ad Assange la cittadinanza ecuadoriana[57], poi sospesa nel 2019.[58]

Il secondo arrestoModifica

L'11 aprile 2019 Assange è arrestato a Londra dalla polizia metropolitana di Londra. In seguito alla revoca dell'asilo politico il giornalista ed editore australiano è stato consegnato dalle autorità ecuadoregne a quelle britanniche. Trascinato a forza fuori dall'ambasciata, dopo l'arresto è stato prima condotto davanti al giudice e successivamente in carcere.[59] Yanis Varoufakis, in un'intervista, ha dichiarato che già a dicembre Julian Assange era convinto che l'Ecuador non l'avrebbe più protetto dopo il cambio dell'ambasciatore e dello staff dell'ambasciata voluto dal presidente Lenín Moreno.[60]

Il 1º maggio è condannato al massimo della pena dalla Westminster Court, ovvero a 50 settimane di reclusione da scontare nel carcere di massima sicurezza HM Prison Belmarsh (detto "la Guantanamo britannica") per aver violato i termini della sua libertà vigilata ottenendo rifugio nell'ambasciata ecuadoregna. Diverse voci si sono levate contro questa sentenza considerata punitiva.[61]

Il giorno successivo Julian Assange è comparso via videolink innanzi alla Westminster Court di Londra per la prima audizione procedurale riguardo alla richiesta di estradizione negli USA in rapporto ad un caso di supposto hackeraggio in associazione con Chelsea Manning. In questa occasione Assange ha rifiutato di consegnarsi volontariamente per essere estradato negli Stati Uniti.[62]

Il rappresentante all'ONU per la tortura ed i trattamenti inumani, Nils Melzer, ha manifestato le sue preoccupazioni riguardo alla possibile estradizione negli USA, dove si ritiene che non gli verrebbe garantito un giusto processo. L'estradizione negli Stati Uniti sottoporrebbe Assange al rischio di imputazione per diversi reati tra cui quello di spionaggio, perseguibile secondo l'Espionage Act, oltre che a pene complessive dai 175 anni di carcere fino alla pena capitale. Melzer afferma anche di essere preoccupato per le condizioni di salute di Julian Assange.[63]

Il 12 maggio la Svezia riapre il caso per le presunte molestie sessuali a carico di Julian Assange e il 20 maggio ne chiede l'estradizione.[64]

Il 30 maggio Assange non compare in videolink all'udienza per l'estradizione negli USA in quanto "troppo malato". [65]

Il 31 luglio la corte federale degli Stati Uniti pronuncia una sentenza a sfavore del Comitato nazionale democratico, che perde la causa in cui accusava Wikileaks di cospirazione con il governo russo per aver pubblicato le email rubate.[66]

OpereModifica

MediaModifica

La storia di Assange viene trasposta in diverse opere:

NoteModifica

  1. ^ Assange, l’Ecuador revoca la cittadinanza. URL consultato il 14 aprile 2019 (archiviato il 14 aprile 2019).
  2. ^ a b c (EN) Sthepen Moss, Julian Assange: the whistleblower, in The Guardian, 14 luglio 2010. URL consultato il 18 novembre 2010 (archiviato il 2 agosto 2012).
  3. ^ Wikileaks Party, con un nuovo movimento Assange si butta in politica, su corriere.it. URL consultato il 30 luglio 2013 (archiviato il 28 luglio 2013).
  4. ^ Sarà Julian Assange il personaggio dell'anno di TIME?, su lastampa.it. URL consultato il 17 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2012).
  5. ^ a b Chi è Assange, l'uomo che fa tremare il mondo, ANSA, 21 ottobre 2013. URL consultato il 23 ottobre 2013 (archiviato il 24 ottobre 2013).
  6. ^ (EN) Raffi Khatchadourian, No Secrets. Julian Assange’s mission for total transparency., in The New Yorker, 7 giugno 2010. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato il 4 settembre 2012).
  7. ^ (EN) Richard Guilliatt, Rudd Government blacklist hacker monitors police, in The Australian, 30 maggio 2009. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato il 27 maggio 2012).
  8. ^ a b (EN) Raffi Khatchadourian, No Secrets: Julian Assange’s Mission for Total Transparency, in The New Yorker, 7 giugno 2010. URL consultato il 18 novembre 2010 (archiviato il 4 settembre 2012).
  9. ^ (EN) Strobe-1.06, XP-UX. URL consultato il 18 novembre 2010 (archiviato il 13 luglio 2012).
  10. ^ (EN) PdF Conference 2010: Speakers, Personal Democracy Forum. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato il 27 maggio 2012).
  11. ^ (EN) Julian Assange: Why the World Needs WikiLeaks, in The Huffington Post, 9 luglio 2010. URL consultato il 18 novembre 2010 (archiviato il 20 settembre 2012).
  12. ^ Abdi Latif Dahir, How Kenya gave Julian Assange’s WikiLeaks its first major global scoop, su www.msn.com, 13 aprile 2019. URL consultato il 7 maggio 2019.
  13. ^ Mark Sweney, Wikileaks defies 'great firewall of China', in The Guardian, 18 marzo 2008. URL consultato il 7 maggio 2019 (archiviato il 17 aprile 2019).
  14. ^ Robbie Gamer, Latest Wikileaks Dump Sheds New Light on Erdogan’s Power In Turkey, in Foreign Policy, 7 dicembre 2016. URL consultato il 7 maggio 2019 (archiviato il 3 maggio 2019).
  15. ^ (EN) Australia opens WikiLeaks inquiry, in Al Jazeera, 29 novembre 2010. URL consultato il 29 novembre 2010 (archiviato l'8 luglio 2012).
  16. ^ (EN) Doorstop on leaking of US classified documents by Wikileaks, in Attorney-General for Australia, 29 novembre 2010. URL consultato il 29 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2010).
  17. ^ Blogger genovese: «Se arrestano Assange pronti a invadere il mondo con i files segreti», secoloxix.it. URL consultato il 21 ottobre 2015 (archiviato il 4 marzo 2016).
  18. ^ La prima puntata del talk show di Julian Assange, in Il Post, 17 aprile 2012. URL consultato il 30 maggio 2012 (archiviato il 20 settembre 2012).
  19. ^ youtube.com, https://www.youtube.com/user/RussiaToday/videos?query=the+world+tomorrow. URL consultato il 31 maggio 2012.
  20. ^ worldtomorrow.wikileaks.org. URL consultato il 31 maggio 2012 (archiviato il 20 settembre 2012).
  21. ^ video.repubblica.it, http://video.repubblica.it/dossier/wikileaks-28-11-2010/. URL consultato il 16 agosto 2012 (archiviato il 20 settembre 2012).
  22. ^ Stefania Maurizi home page, su stefaniamaurizi.it. URL consultato il 5 maggio 2019 (archiviato il 2 febbraio 2019).
  23. ^ Primo episodio di World Tomorrow con sottotitoli in italiano, su video.repubblica.it. URL consultato il 16 agosto 2012 (archiviato il 20 settembre 2012).
  24. ^ Intervista a Noam Chomsky e Tariq Ali con sottotitoli in italiano, su video.repubblica.it. URL consultato il 16 agosto 2012 (archiviato il 20 settembre 2012).
  25. ^ Svezia, ordinato arresto Assange, in ANSA.it, 18 novembre 2010. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato il 20 settembre 2012).
  26. ^ "Contro Assange la vendetta di un'amante" I blog difendono il creatore di WikiLeaks - Repubblica.it, su repubblica.it (archiviato il 7 settembre 2012).
  27. ^ L'accusa ad Assange: ha fatto sesso non protetto con due donne consenzienti, Il Messaggero, 3 dicembre 2010. URL consultato il 16 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2010).
  28. ^ When it comes to Assange rape case, the Swedes are making it up as they go along, in Crikey.com.au, 2 dicembre 2010. URL consultato il 3 dicembre 2010 (archiviato il 29 maggio 2012).
  29. ^ La Svezia indaga su Assange per sesso senza preservativo, in WikiLeaks Italia, 6 dicembre 2010. URL consultato il 6 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2012).
  30. ^ a b Quotidiano.net, su qn.quotidiano.net (archiviato il 20 settembre 2012).
  31. ^ Blitzquotidiano.it (archiviato il 20 luglio 2012).
  32. ^   tv australiana Abc, traduzione Anna Bissanti, Sesso, bugie e Julian Assange, in L'Espresso on line, 25 agosto 2012. URL consultato il 2 settembre 2012.
  33. ^ Fabio Scacciavillani, Trattamento Boffo per Wikileaks, in Il Fatto Quotidiano.it, 21 agosto 2010. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato il 20 settembre 2012).
  34. ^ (EN) Julian Paul Assange, Interpol. URL consultato il 1º dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2012).
  35. ^ Assange arrestato, ora scontro su estradizione, AGI News, 7 dicembre 2010. URL consultato il 16 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2010).
  36. ^ (EN) Julian Assange's celebrity supporters stake reputations on case, in The Guardian, 8 dicembre 2010. URL consultato l'8 dicembre 2010 (archiviato il 16 settembre 2012).
  37. ^ Diretta RaiNews del 7-12-2010, ore 16.10.
  38. ^ a b Assange, Londra e la Svezia respingono arbitrato Onu: "Nessuna detenzione illegittima", in Repubblica.it, 5 febbraio 2016. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato il 6 febbraio 2016).
  39. ^ (EN) Assange could face espionage trial in US, in The Independent, 8 dicembre 2010. URL consultato l'8 dicembre 2010 (archiviato il 20 settembre 2012).
  40. ^ (EN) Assange walks free after nine days in jail, in The Guardian, 16 dicembre 2010. URL consultato il 16 dicembre 2010 (archiviato il 4 agosto 2012).
  41. ^ In Usa Rosenberg jr difende Assange: "Non faccia la fine dei miei genitori", su ilsole24ore.com (archiviato il 20 settembre 2012).
  42. ^ Assange, respinto il suo ricorso. Può essere estradato in Svezia, in La Repubblica, 2 novembre 2011. URL consultato il 3 novembre 2011 (archiviato il 19 settembre 2012).
  43. ^ Fonte: La Repubblica, 19.06.2012, "Assange, mossa a sorpresa: si rifugia nell'ambasciata dell'Ecuador", su repubblica.it (archiviato il 20 settembre 2012).
  44. ^ Appello della madre di Assange al governo ecuadoriano, su corriere.it (archiviato il 20 settembre 2012).
  45. ^ Ecuador concede asilo politico ad Assange, su it.reuters.com (archiviato il 20 settembre 2012).
  46. ^ Julian Assange correrà per un seggio al Senato australiano, su fanpage.it. URL consultato il 12 febbraio 2013 (archiviato il 15 febbraio 2013).
  47. ^ Australia, Assange candidato al Senato, su lettera43.it. URL consultato il 12 febbraio 2013 (archiviato il 3 febbraio 2013).
  48. ^ Los Angeles si prepara al Carmageddon - Il Post, in Il Post, 7 luglio 2011. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato il 13 marzo 2016).
  49. ^ Il Premio Nobel per la Pace 2014 a Assange e Snowden, in AgoraVox Italia, 20 luglio 2013. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato il 16 febbraio 2019).
  50. ^ Assange sarà interrogato a Londra. Gli inquirenti svedesi accolgono la richiesta del suo legale, Rai News, 13 marzo 2015. URL consultato l'11 aprile 2015 (archiviato l'11 aprile 2015).
  51. ^ (EN) Julian Assange to be questioned by Swedish prosecutors in London, The Guardian, 13 marzo 2015. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato il 28 agosto 2016).
  52. ^ Wikileaks, Julian Assange: “Pericolo di vita, Francia mi accolga”. No dell'Eliseo, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 4 luglio 2015 (archiviato il 5 luglio 2015).
  53. ^ Justice For Assange: Déclaration de l'avocat Baltasar Garzon 3 julliet 2015 (French) Archiviato il 7 settembre 2015 in Internet Archive., 3 giugno 2015
  54. ^ Assange, manterrò la promessa di consegnarmi agli Usa - Nord America, in ANSA.it, 17 gennaio 2017. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato il 24 marzo 2017).
  55. ^ Marta Serafini, Assange fa dietrofront: «Non si consegna per estradizione negli Usa», in Corriere della Sera. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato il 23 gennaio 2017).
  56. ^ Wikileaks, Procura svedese archivia accusa di stupro contro Assange, su repubblica.it. URL consultato il 19 maggio 2017 (archiviato il 19 maggio 2017).
  57. ^ Ecuador conferma cittadinanza ad Assange - Ultima Ora, in ANSA.it, 11 gennaio 2018. URL consultato l'11 gennaio 2018 (archiviato il 12 gennaio 2018).
  58. ^ (EN) Alexandra Valencia, After years of giving refuge, Ecuador suspends Assange's citizenship, su reuters.com, 11 aprile 2019. URL consultato il 5 maggio 2019 (archiviato il 5 maggio 2019).
  59. ^ Wikileaks: Londra, arrestato Assange - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 11 aprile 2019. URL consultato l'11 aprile 2019 (archiviato l'11 aprile 2019).
  60. ^ "Faranno sparire Assange in un buco nero stile Guantanamo". Intervista a Yanis Varoufakis (di A. Mauro), su L’Huffington Post, 12 aprile 2019. URL consultato il 14 aprile 2019 (archiviato il 14 aprile 2019).
  61. ^ Stefania Maurizi, WikiLeaks, Assange condannato a 50 settimane di detenzione, in La Repubblica, 1º maggio 2019. URL consultato il 5 maggio 2019 (archiviato il 5 maggio 2019).
  62. ^ Julian Assange refuses to surrender to US extradition ‘for doing journalism’, he tells court, su independent.co.uk.
  63. ^ Assange ha i sintomi di chi ha subito torture psicologiche, dice l'inviato dell'Onu, su repubblica.it.
  64. ^ Assange:Svezia chiede arresto per stupro, su ansa.it, 20 maggio 2019.
  65. ^ Julian Assange 'too ill' to appear for court hearing, says lawyer, su bbc.co.uk.
  66. ^ Judge dismisses DNC lawsuit. US federal court exposes Democratic Party conspiracy against Assange and WikiLeaks, su wsws.org.

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