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Julien Green

scrittore e drammaturgo statunitense
Julien Green nel 1933

Julien Green (nome francesizzato di Julian Hartridge Green; Parigi, 6 settembre 1900Parigi, 13 agosto 1998) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense che passò gran parte della sua vita in Francia. Fu uno dei pochi autori ad essere stato pubblicato nella collezione Pléiade mentre era in vita.

BiografiaModifica

 
L'immobile[1] dove visse la famiglia Green dal 1916 al 1932, 16, rue Cortambert, Paris 16e.

Julien Green nacque a Parigi, da genitori americani.[2] La madre era figlia del senatore e rappresentante democratico della Georgia al congresso americano Julian Hartridge, (1829-1879).[3] dal quale ebbe il nome (Green è stato battezzato "Julian"; l'ortografia venne cambiata in "Julien" dal suo editore francese negli anni '20).

Entrò nel Lycée Janson-de-Sailly dove compì tutti i suoi studi. Aveva quattordici anni quando morì sua madre, di religione protestante. Dopo la morte della madre, la famiglia si trasferì in Rue Contambert, al n. 16.

Dopo la morte della madre, si convertì dal Protestantesimo al Cattolicesimo, al pari del padre e di molte delle sorelle. La cerimonia del Battesimo ebbe luogo il 29 aprile 1916 e il giorno dopo il ragazzo ricevette la Prima Comunione[4] Nel 1917, Julien Green si arruolò nel Servizio delle ambulanze americane; successivamente, nel 1918, fu distaccato nell'artiglieria francese. Congedato nel marzo 1919, si recò per la prima volta negli Stati Uniti nel mese di settembre e portò a termine tre anni di studio all'Università della Virginia, dove visse un primo amore casto e segreto per un compagno di studi, e dove scrisse il suo primo libro in inglese.

A Parigi, avviò una relazione con Robert de Saint Jean e tentò la carriera di pittore (conobbe Christian Bérard), ma il riconoscimento ottenuto negli anni Venti, dalle sue prime pubblicazioni, lo indirizzò definitivamente verso quella di scrittore, uno tra i maggiori scrittori di letteratura francese del XX secolo.[5] Fu in quel periodo che iniziò a confrontarsi con l'ambiente letterario di Parigi, in particolare con Jacques Maritain[6] e sua moglie Raïssa Oumançoff, François Mauriac, André Gide e Jean Cocteau.

Nel luglio 1940, dopo la disfatta della Francia,[7] tornò in America. Nel 1942 fu mobilitato e mandato a New York per prestare servizio presso l'American Bureau of War Information. Da lì, cinque volte alla settimana, parlava alla Francia al programma radiofonico Voice of America, collaborando tra gli altri con André Breton. Insegnò letteratura in una facoltà di giovani americane. Fece ritorno in Francia subito dopo la seconda guerra mondiale e ritrovò la fede della sua giovinezza.

Fu eletto all'Accademia di Francia il 3 giugno 1971, al seggio 22, succedendo a François Mauriac, e fu il primo straniero ad accedere a questo onore. Il Presidente della Repubblica Georges Pompidou gli propose nel 1972 la nazionalità francese, ma l'accademico declinò il favore. L'insediamento ufficiale ebbe luogo il 16 novembre 1972. Dall'Accademia francese si dimise nel 1996, senza mai essere sostituito sino alla morte.

Julien Green è il padre adottivo dello scrittore Éric Jourdan che gli rimarrà vicino fino alla sua scomparsa. Nel 1994, secondo Éric Jourdan, Green decise di vivere a Forlì, in Italia, ma la fragilità della sua salute non gli consentì di realizzare il progetto. Si spense a Parigi il 13 agosto 1998.[8]

È stato sepolto il 21 agosto 1998 a Klagenfurt (Austria) nella Chiesa di Sant'Egidio. Assai colpito da un'antica statua della Vergine Maria in occasione di una visita del 1990, lo scrittore aveva infatti espresso il desiderio di essere sepolto in una delle cappelle della chiesa. Dal 19 febbraio 2015, riposa accanto a lui anche il figlio adottivo, lo scrittore Éric Jourdan, scomparso pochi giorni prima a Parigi.

Analisi dell'operaModifica

 
Tomba di Julien Green, Chiesa di Klagenfurt, Austria.

Tutta l'opera di Green, profondamente segnata sia dalla sua omosessualità[9][10] che dalla sua fede cattolica, è dominata dalla questione della sessualità e da quella del Bene e del Male.

La maggior parte dei libri di questo cattolico praticante verte su problemi di fede e religione e sull'ipocrisia di cui esse sono intrise. Molti suoi libri hanno trattato degli Stati Uniti del Sud, l'autore è stato definito nei suoi scritti come un Sudista. Ereditò tale patriottismo dalla madre, che proveniva da una famiglia distinta del Sud.[11]

In Francia, durante la sua vita e ancora oggi, la fama di Julien Green si basa non solo sui suoi romanzi, ma anche sul suo diario,[12] pubblicato in diciannove volumi che coprono il periodo dal 1919 al 1998. Questo Journal offre una cronaca della sua vita letteraria e religiosa, e soprattutto un panorama della scena artistica e letteraria a Parigi per quasi 80 anni. Lo stile di Green, austero e risolutamente attaccato all'uso delpassato semplice –che pochi autori del suo secolo ancora praticavano – trovò il favore dell'Accademia di Francia, di cui divenne il primo membro di nazionalità straniera.

Sebbene Green abbia scritto principalmente in francese, ha pubblicato alcuni libri in inglese perché era bilingue. Ha anche tradotto alcune sue opere in inglese. Alcune di queste traduzioni sono pubblicate in Le langage et son double, con il testo inglese in fronte al testo francese.

OnorificenzeModifica

  * Commendatore della Legion d'Onore.[13]

PremiModifica

OpereModifica

Romanzi e raccontiModifica

  • Mont-Cinère, 1926
    • Mont-Cinère, traduzione di Marco Forti, Milano, A. Mondadori, 1967; Milano, Longanesi, 1987.
  • Adrienne Mesurat, 1927
    • Adriana Mesurat, traduzione di Arturo Tofanelli Milano, A. Mondadori, 1949; con il titolo Adrienne Mesurat, Milano, Longanesi, 1986; poi Milano, Corbaccio, 1998.
  • Le Voyageur sur la terre, 1927
    • Passeggero sulla terra, traduzione di Leonardo Sinisgalli, Milano, Il saggiatore, 1959; con il titolo Passeggero in terra, trad. di Donatella Ziliotto, Milano, Serra e Riva, 1981, poi Milano, A. Mondadori, 1989; con il titolo Viaggiatore in terra, Roma, Nutrimenti, 2015.
  • Léviathan, Parigi, Plon, 1929
  • L'autre sommeil, Parigi, Gallimard, 1931
  • Épaves, Parigi, Plon, 1932
    • Relitti, trad. di Francesco Bruno, Milano, Longanesi, 1992; Milano, TEA, 1995.
  • Le Visionnaire, Parigi, Plon, 1934
    • Il visionario, traduzione di Giovanni Pacchiano, Milano, Longanesi, 2010.
  • Minuit, Parigi, Plon, 1936
  • Varouna, 1940
    • Varuna, traduzione di Camillo Sbarbaro, Milano, Mondadori, 1953; poi Milano, Corbaccio, 1993; Milano, TEA, 1996.
  • Si j'étais vous, 1947
    • Essere un altro, traduzione. di Enrico Piceni, Milano, A. Mondadori, 1951; con il titolo Se fossi in te…, traduzione di Clio Pizzingrilli, Macerata, Quodlibet, 2004.
  • Moïra, Parigi, Plon, 1950
  • Le Malfaiteur, 1956
  • Chaque Homme dans sa nuit, 1960
  • L'Autre, Parigi, Plon, 1971
  • La Nuit des fantômes, 1976
  • Le mauvais lieu, Parigi, Plon, 1977
  • Histoires de vertige, 1984
    • Vertigine, traduzione di vari autori, a cura di G. Girimonti Greco, Roma, I Nutrimenti, 2017.
  • Les Pays lointains (Dixie I), Parigi, Le Seuil, 1987
  • Les Étoiles du sud (Dixie II), Parigi, Le Seuil, 1989
  • Ralph et la quatrième dimension, 1991
  • Dixie (Dixie III), 1994
  • L'Inconnu et autres récits, 2008.

DiarioModifica

  • Les Années faciles (1926-1934), 1938
  • Derniers beaux jours (1935-1939), 1939
  • Devant la porte sombre (1940-1943), 1946
  • L'Œil de l'ouragan (1943-1945), 1949.
  • Le Revenant (1946-1950), 1951.
  • Le Miroir intérieur (1950-1954), 1955.
  • Le bel aujourd'hui, 1958
    • parzialmente in Diario di un anno, traduzione di G. Maggi, Vicenza, La locusta, 1967.
  • Vers l'invisible (1958-1967), 1967
  • Ce qui reste du jour (1966-1972), 1972
  • La Bouteille à la mer (1972-1976), 1976.
  • La Terre est si belle… (1976-1978), 1982.
  • La Lumière du monde (1978-1981), 1983.
  • L'Arc-en-ciel (1981-1984), 1988.
  • L'Expatrié (1984-1990), 1990
  • La fin d'un monde. Juin 1940, 1992
  • L'Avenir n'est à personne (1990-1992), 1993.
  • On est si sérieux quand on a 19 ans, 1993.
  • Pourquoi suis-je moi ? (1993-1996), 1996.
  • En avant par-dessus les tombes (1996-1997), 2001.
  • Le grand large du soir (1997-1998), 2006.

AutobiografiaModifica

  • Partir avant le jour, 1963
  • Mille Chemins ouverts, 1964
  • Terre lointaine, 1966
    • Terra lontana, traduzione di Marina Valente, Milano, Rizzoli, 1970.
  • Jeunesse, 1974.
  • Jeunes Années, 1985.
  • Souvenirs des jours heureux, 2007.

Saggi e biografieModifica

  • Pamphlet contre les catholiques de France, 1924
    • I cattolici, traduzione di Domenico Giuliotti, Roma, Longanesi, 1946; Svegliarsi all'amore, Roma, Logos, 1980; Contro i cattolici, Roma, Logos, 1994.
  • Les Clefs de la mort, Parigi, La Pléiade, 1927.
  • Suite anglaise, Parigi, Les Cahiers de Paris, 1927
    • Suite inglese, traduzione di Romeo Lucchese, Milano, Adelphi, 1994.
  • Liberté chérie, Parigi, Le Seuil, 1974
  • Ce qu'il faut d'amour à l'homme, Parigi, Plon, 1978
  • Frère François, Le Seuil, Parigi, 1983
    • San Francesco, traduzione di Graziella Cillario, Milano, Rizzoli, 1984.
  • Paris, Champ Vallon, Parigi, 1984
    • Parigi, traduzione di Margherita Loy, Roma, Biblioteca del Vascello, 1991.
  • Le Langage et son double, 1985.
  • Villes, 1985.
  • L'Homme et son ombre, 1991.
  • Dionysos, 1994.
  • Dionysos ou La chasse aventureuse: poème en prose, 1997.
  • Jeunesse immortelle, 1998.

TeatroModifica

  • Sud, 1953.
  • L'Ennemi, 1954
    • Il nemico, traduzione di Roberto Buffagni, Milano, Ricordi, 1996.
  • L'Ombre, 1956.
  • Demain n'existe pas, 1979
  • L'automate, 1979-1980.
  • L'étudiant roux, 1993.

FilmografiaModifica

Dalle opere di Julien Green sono stati prodotti i film per il cinema e la TV:

  • Leviathan, regia di Léonard Keigel
  • Adrienne Mesurat, (film per la TV 1953),
  • Adrienne Mesurat (film per la TV 1969),
  • Mont-Cinère, (film per la TV 1970),
  • Si j'étais vous, (film per la TV 1971),

NoteModifica

  1. ^ Nous occupions le premier étage de l'immeuble, au-dessus d'une librairie et d'un magasin de fleuriste. En se penchant un peu par les fenêtres, on voyait les marronniers de l'avenue Henri-Martin., Julien Green, Jeunes années, Seuil, 1984, p. 741.
  2. ^ * Michael O'Dwyer, Julien Green: a critical study, Four Courts Press, 1997.
  3. ^ "Julien Green (1900-1998)" in The New Georgia Encyclopedia
  4. ^ Si veda il citato Partire prima di giorno. I vari membri della famiglia affrontarono la conversione ciascuno in un momento diverso.
  5. ^ Alessandro Nigro, «Au carrefour de la poésie et de la révolution»: la critica militante di René Crevel nella Parigi degli anni Venti, su rivisteweb.it.
  6. ^ * Giovanni Grandi, Rileggere Maritain: attraverso un repertorio degli articoli in rivista, Rubbettino.
  7. ^ Gli emigrati francesi negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale: un’eccezione?, su francoangeli.it.
  8. ^ Addio, Julien Green americano a Parigi, in La Repubblica, 18/8/1998.
  9. ^ Julien Green, su culturagay.it.
  10. ^ Sull'omosessualità "nascosta" nei romanzi di Green si veda: (FR) L’indicible de l’homosexualité dans l’œuvre de Julien Green, su juliengreen.paris-sorbonne.fr.
  11. ^ J. Green, Mille strade aperte, passim;
  12. ^ Confessione e reticenza: la scrittura dell’io nell’opera autobiografica di André Gide e Julien Green (PDF), su amsdottorato.unibo.it.
  13. ^ a b c d e f (FR) Julien Green, su academie-francaise.fr. URL consultato il 28 settembre 2018.
  14. ^ Prix Littéraire Prince Pierre - Lauréat 1951, su fondationprincepierre.mc. URL consultato il 28 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2018).
  15. ^ Académie Française - Grand Prix de Littérature, su academie-francaise.fr. URL consultato il 28 settembre 2018.
  16. ^ Archivio Premio Giovanni Comisso, su premiocomisso.it. URL consultato il 3 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

  • Philippe Derivière, Julien Green, les chemins de l'errance, Talus d'approche, Parigi 1994.
  • Marc Eigeldinger, Julien Green et la tentation de l'irréel, Éditions des Portes de France, Parigi 1947.
  • Jean-Claude Joye, Julien Green et le monde de la fatalité, Arnaud Druck, Berne 1964.
  • Annette Tamuly, Julien Green à la recherche du réel: approche phénoménologique, Naaman, Sherbrooke (Canada) 1976.
  • Carole Auroy, Julien Green, le miroir en éclats: étude sur l'autobiographie, Les éditions du Cerf, Parigi 2000.
  • Pierre Brodin, Julien Green, Éditions Universitaires, Parigi 1957
  • Robert de Saint-Jean, Luc Estang, Julien Green, Seuil, Parigi 1990
  • Jacques Petit, Julien Green "l'homme qui venait d'ailleurs", S.C.Desclee de Brouwer, Parigi 1969
  • Jean-Pierre J. Piriou, Sexualité, religion et art chez Julien Green, Éditions A.-G. Nizet, Parigi 1976

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