Julio María Sanguinetti

politico uruguaiano
Julio María Sanguinetti Coirolo
PresidenteSanguinetti.jpg

35º e 37º Presidente dell'Uruguay
Durata mandato 1º marzo 1985 –
1º marzo 1990
Predecessore Rafael Addiego Bruno
Successore Luis Alberto Lacalle

Durata mandato 1º marzo 1995 –
1º marzo 2000
Predecessore Luis Alberto Lacalle
Successore Jorge Batlle

Ministro dell'Educazione e della Cultura
Durata mandato 1º marzo 1972 –
27 ottobre 1972
Predecessore Ángel Rath
Successore José María Robaina Ansó

Ministro dell'Industria e del Commercio dell'Uruguay
Durata mandato 15 settembre 1969 –
2 aprile 1971
Predecessore Venancio Flores
Successore Juan Pedro Amestoy

Dati generali
Partito politico Partito Colorado
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università della Repubblica
Professione avvocato, giornalista

Julio María Sanguinetti Coirolo (Montevideo, 6 gennaio 1936) è un politico, avvocato e giornalista uruguaiano. Ricoprì l'incarico di presidente dell'Uruguay per due mandati: dal 1º marzo 1985 al 1º marzo 1990 e dal 1º marzo 1995 al 1º marzo 2000.

BiografiaModifica

Discendente di una famiglia italiana originaria della cittadina ligure di Chiavari[1], Sanguinetti compì gli studi nella capitale uruguaiana, laureandosi in giurisprudenza e scienze sociali presso l'Università della Repubblica nel 1961. Editorialista del locale quotidiano Acción, nel 1959 si recò a Cuba per raccontare la vittoria della rivoluzione castrista. Nel 1960 entrò nel Partito Colorado nel 1960 e tre anni dopo fu eletto deputato per il dipartimento di Montevideo.

Nel 1969 fu nominato dal presidente Jorge Pacheco Areco ministro dell'Industria e del Commercio, incarico che ricoprì sino al 1971 quando fu messo a capo della Missione Commerciale Uruguaiana in Unione Sovietica. L'anno seguente dopo il neo-presidente Juan María Bordaberry assegnò a Sanguinetti il dicastero dell'Educazione e della Cultura. Con l'istituzione della dittatura civile-militare, egli fu estromesso da ogni incarico governativo e dal 1976 gli fu proibita ogni attività politica. Sanguinetti si dedicò così al giornalismo e llo sport, ricoprendo la vicepresidenza del Club Atlético Peñarol.

Riottenuti i diritti politici nel 1981, Sanguinetti guidò la delegazione del Partito Colorado nei colloqui con i militari che si susseguirono negli anni successivi e si conclusero con gli accordi del circolo nautico del 3 agosto 1984. Nelle elezioni generali dello stesso anno, le prime libere dopo il colpo di stato del 1973, Sanguinetti vinse sconfiggendo il candidato del blanco Alberto Zumarán. Immediatamente dopo il suo insediamento ordinò la liberazione dei detenuti politici e negli anni successivi riallacciò le relazioni diplomatiche con i paesi comunisti e con la Spagna.

Dal 1991 è editorialista dell'agenzia di stampa spagnola EFE e del quotidiano El País di Madrid. È anche editorialista per il quotidiano uruguaiano El País e per quello argentino La Nación.

OnorificenzeModifica

  Collare dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina)
  Gran Collare dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
  Collare dell'Ordine al Merito (Cile)
  Gran Collare dell'Ordine di Boyacá (Colombia)
  Gran Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Ecuador)
  Collare dell'Ordine Nazionale José Matías Delgado (El Salvador)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
  Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 21 luglio 1995[2]
  Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania)
  Membro dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia)
  Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
  Gran Collare dell'Ordine di Manuel Amador Guerrero (Panama)
  Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
  Gran Croce con Stella d'Oro dell'Ordine al Merito di Duarte, Sanchez e Mella (Repubblica Dominicana)
  Collare dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
  Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1985
  Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)
  Gran Croce dell'Ordine di Andrés Bello (Venezuela)

NoteModifica

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Collegamenti esterniModifica

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