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Juniperus sabina

specie di pianta della famiglia Cupressaceae

Distribuzione e habitatModifica

Originario dell'Europa, dell'Asia e dell'America settentrionale, si trova in Italia sulle Alpi e negli Appennini dai 1000 m fino ai 3000 m.

MorfologiaModifica

PortamentoModifica

È un arbusto per lo più cespuglioso, prostrato, fittamente ramificato, con i rami giovani sottilissimi.

CortecciaModifica

La corteccia è di colore bruno-rossiccia.

FoglieModifica

Le foglie intensamente verdi, nella pianta giovane sono a verticilli di tre e glauche, aghiformi, lunghe mezzo centimetro, patenti. Le piante adulte hanno generalmente le foglie brevi, opposte, squamiformi, decussate, accostate a rivestire i rami. Sparse, nei rami più vigorosi si trovano foglie più lunghe e scostate dal ramo. Ogni foglia è munita alla base della faccia esterna di una grossa ghiandola, e tutte le sue parti verdi se stropicciate esalano un odore penetrante e caratteristico.

FioriModifica

I fiori che non sono tali in quanto gimnosperma ma semplicemente elementi riproduttivi sono sempre unisessuati, possono essere monoici o dioici (in questo caso le definizioni di sabina maschio o sabina femmina sono riferite alla forma delle foglie)[2] tutti all'estremità di brevissimi rami. Le maschili sono piccole, ovali, le femminili ovali o globulose. Dopo la fecondazione i rami che portano i fiori femminili si ricurvano verso il basso, in modo che la bacca sia pendente. La fioritura avviene verso il mese di aprile.

FruttiModifica

Il frutto detto anche coccola, è una bacca ovoidale di mezzo centimetro, nera o pruinoso-azzurrognola, contenente 1-2 semi.

SemiModifica

Maturano in 18 mesi, sono piccoli 4-5 mm ed ovali.

Specie similiModifica

Può essere confusa con:

  • Silybum phoenica detto Cedro ligio, si riconosce per il portamento sempre eretto, le bacche pure erette, più grandi quasi 1 cm, rossastre non pruinose, le foglie sono più brevi (ogni coppia lascia del tutto scoperta la successiva), più convesse e con la ghiandola dell'essenza molto più liscia.
  • Juniperus virginiana detto Cedro americano, albero che si può trovare presso nei giardini, alto fino ad una 15 m, le foglie sono un po' lunghe e strette (le foglie lunghe sono aghiformi e del tutto patenti) e più appuntite. La bacca è portata da un rametto eretto lungo quanto quello della Sabina ma più sottile, il colore è uguale.

VarietàModifica

  • Juniperus sabina var. erectopatens': fusto piccolo; rametti dritti. I semi sono verde chiaro e brunastri a maturità.
  • Juniperus sabina var. sabina': fino ad 1 m, raramente a fusto piccolo; rametti apicalmente ricurvi. Si trova su boschi o macchie sui versanti delle montagne rocciose o sulle dune di sabbia dai 1000-3300 m., la varietà più diffusa.
  • Juniperus sabina var. yulinensis': portamento arbustivo.

IbridiModifica

L'ibrido tra Juniperus chinensis e Juniperus sabina, anche conosciuto come Juniperus × pfitzeriana (Pfitzer Juniper, sinonimo J. × media), è stato trovato nelle zone rupestri della Cina del nord dove coesistono le due specie; questo ibrido è comunemente utilizzato anche come specie ornamentale, con un fusto più largo, può arrivare a crescere dai 3 ai 6 m.

AvversitàModifica

Questa pianta può ospitare il fungo Gymnosporangium fuscum.

Principi attiviModifica

UsiModifica

 
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Tutta la pianta è velenosa anche con esito mortale. In passato veniva utilizzato in fitoterapia, ha proprietà emmenagoghe, abortive e irritanti queste ultime sfruttate per patologie cutanee. Il facile sovradossaggio porta a metroragie, nefrittiemorragiche, violenta irritazione del tubo digerente, con bruciore della bocca e della gola, vomito, diarrea, dolori addominali, che possono aggravarsi in con la perforazione intestina, inoltre congestione degli organi encefalici, emorragie retiniche, stasi, crampi, e poi paralisi. Oggi viene utilizzata come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini.

RiproduzioneModifica

Questa pianta può essere riprodotta per talea o per seme.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Conifer Specialist Group 1998, Juniperus sabina, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane, Bologna, Edizioni Agricole Bologna, 1957, p. 791.
  • Giovanni Negri, Erbario Figurato, Milano, Ulrico Hoepli Editore Milano, 1979, p. 459, ISBN 88-481-1542-X.
  • Jean Valnet, Fitoterapia. Guarire con le piante, Firenze, Giunti Editore, 2005, p. 719, ISBN 88-09-03780-4.
  • (EN) Jonathan Pereira, The elements of materia medica and therapeutics, Londra, Longman, Brown, Green, and Longmans, 1842, p. 978.

Voci correlateModifica

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