Justine Triet

regista e sceneggiatrice francese

Justine Triet (Fécamp, 17 luglio 1978) è una regista e sceneggiatrice francese.

Justine Triet ai premi César 2017

Nel 2023 ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes per Anatomia di una caduta. Per il medesimo film si è aggiudicata due Golden Globe, venendo candidata a due Premi Oscar rispettivamente come miglior regista e migliore sceneggiatura originale.

Biografia modifica

Justin Triet nasce a Fécamp nel 1978. All'età di vent'anni inizia i suoi studi all'École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, laureandosi nel 2003. Mentre studia lavora a stretto contatto con la fotografa tedesca Barbara Leisgen e matura la sua prima esperienza di scrittura come cosceneggiatrice di Faites vos jeux, insieme a Thomas Levy-Lasne.[1]

Dopo la laurea partecipa a diversi concorsi cinematografici: il suo cortometraggio Trasverse (2004) è selezionato ai Rencontres Internationales Paris/Berlin, L'amour est un chien de l'enfer (2006) è proiettato alla Biennale d'arte contemporanea di Lione.[2] Entrambi questi film affrontano aspetti legati all'attualità sociale e politica, concentrandosi sulla "coreografia" delle manifestazioni politiche e degli assembramenti pubblici.[3]

Questo interesse guida anche la sua opera successiva, Sur place, un documentario realizzato nel 2007 incentrato sulle proteste studentesche contro il Contrat Première Embauche proposto dal governo francese per far fronte al problema della disoccupazione giovanile.[1]

Nel 2009 dirige il cortometraggio-documentario Des ombres dans la maison, ambientato nella periferia di San Paolo, in Brasile, che racconta la storia del quindicenne Gustavo, della madre alcolista e dell'assistente sociale, pastore della chiesa evangelica, che deve deciderne o meno l'affidamento.[4] Questo film rappresenta una svolta nel suo lavoro, perché pur confermando il suo interesse per i fenomeni di massa, come quelli che hanno al centro i predicatori, introduce una più marcata attenzione e un'intimità con i personaggi di cui narra la storia.[1]

Nel 2012, sperimentando per la prima volta il genere fiction, realizza il cortometraggio Vilaine fille, mauvais garçon, una commedia centrata sull'incontro di due persone dissimili e “due solitudini”, in una città di notte: Thomas, un giovane artista, sempre al verde e privo di legami, e Laetitia, una giovane donna attraente e intelligente.[5] Proiettato in numerosi festival internazionali, tra cui il Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2012, viene candidato all'Orso d'oro per il miglior cortometraggio e vince il Prix UIP Berlin.[6]

Il suo primo lungometraggio, La Bataille de Solférino (2013), mette insieme avvenimenti pubblici - il resoconto di quanto accadde nel quartier generale del Partito socialista, in rue de Solférino, la notte dei risultati delle elezioni presidenziali del 2012 che diedero la vittoria a François Hollande - con eventi privati, i litigi della giornalista con l'ex marito, avvenuti in contemporanea, su questioni riguardanti la custodia delle figlie e gli alimenti.[7]

Con Antonin Peretjatko, Guillaume Brac, Sébastien Betbeder, Djinn Carrenard e Vincent Macaigne, fa parte di una generazione di giovani cineasti francesi evidenziata dal critico Stéphane Delorme nei Cahiers du cinéma dell'aprile 2013 e rivelata al Festival di Cannes 2013, perché presente per la prima volta nella programmazione dell'Associazione Cinema Indipendente per la sua Diffusione (ACID).[8]

Il secondo lungometraggio, Tutti gli uomini di Victoria (2016), con Virginie Efira, Vincent Lacoste e Melvil Poupaud, esce nelle sale parigine nel settembre 2016, dopo essere stato presentato in anteprima mondiale alla Settimana della Critica del Festival di Cannes.[9]

Sempre a Cannes sono in concorso Sibyl - Labirinti di donna (2019) e Anatomia di una caduta (2023). Quest'ultimo in particolare segna un svolta drammatica nella sua filmografia,[10] facendole vincere la Palma d'oro.[11][12] Nel gennaio 2024 il suo film Anatomia di una caduta vince sia il premio come miglior film straniero che per la miglior sceneggiatura ai Golden Globe.

Vita privata modifica

È la compagna del regista Arthur Harari, con cui ha due figlie.[9]

Filmografia modifica

Lungometraggi modifica

Cortometraggi e mediometraggi modifica

  • Sur place (2007) – cortometraggio documentario
  • Des ombres dans la maison (2010) – mediometraggio documentario
  • Vilaine fille, mauvais garçon (2012) – cortometraggio

Riconoscimenti modifica

Note modifica

  1. ^ a b c (EN) Patricia Maincent, Justine Triet. Biography, su newmedia-art.org. URL consultato il 20 maggio 2023 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2017).
  2. ^ (FR) Justine Triet, su radiofrance.fr. URL consultato il 20 maggio 2023.
  3. ^ (FR) Justine Triet, su ensba-lyon.fr. URL consultato il 20 maggio 2023.
  4. ^ (FR) Des ombres dans la maison, su unifrance.org. URL consultato il 20 maggio 2023.
  5. ^ (EN) Vilaine fille mauvais garçon, su fifib.com. URL consultato il 20 maggio 2023.
  6. ^ (FR) Vilaine fille mauvais garçon, su mubi.com. URL consultato il 20 maggio 2023.
  7. ^ Manuel Billi, La Bataille de Solferino, su spietati.it, 12 gennaio 2013. URL consultato il 20 maggio 2023.
  8. ^ (FR) La rédaction, Édito n°688, avril 2013 Pas morts ! l l’actualité du cinéma, su Cahiers du Cinéma, 29 marzo 2013. URL consultato il 24 gennaio 2024.
  9. ^ a b (FR) Clémentine Mercier, Virginie Efira et Justine Triet, filles en paire, in Libération, 23 maggio 2019. URL consultato il 17 maggio 2023.
  10. ^ (EN) Elsa Keslassy, Les Films Pelleas Readies Female-Driven Slate With New Films By Justine Triet, Danielle Arbid, Katell Quillevere (EXCLUSIVE), in Variety, 10 luglio 2021. URL consultato il 21 aprile 2023.
  11. ^ https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2023/05/27/cannes-palma-doro-a-anatomie-dune-chute-di-justine-triet_a6d9e82b-ff4b-4dc2-ae64-6f01a230709e.html
  12. ^ Cannes, Palma d'oro a 'Anatomie d'une Chute' di Justine Triet - Cinema, su Agenzia ANSA, 27 maggio 2023. URL consultato il 27 maggio 2023.
  13. ^ (EN) Justine Triet’s Anatomy of a Fall wins best film at European Film Awards, su theguardian.com, 10 dicembre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2023.

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Controllo di autoritàVIAF (EN280462064 · ISNI (EN0000 0003 8750 0966 · LCCN (ENno2015024664 · GND (DE1151481343 · BNE (ESXX5725612 (data) · BNF (FRcb15627747k (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2015024664