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Sporting Club Juvecaserta

squadra di pallacanestro di Caserta
(Reindirizzamento da Juvecaserta)
Sporting Club Juvecaserta
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Bianco e Nero.svg Bianco e nero
Dati societari
Città Caserta
Nazione Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A2
Fondazione 1951
Scioglimento 1998
Rifondazione 2003
Rifondazione 2018
Denominazione S.C. Juventus
(1951-1998)
Juvecaserta Basket
(2003-2017)
S.C. Juvecaserta
(2018-)
Allenatore Italia Ferdinando Gentile
Impianto PalaMaggiò
(7,047 posti)
Sito web www.juvecaserta.it
Palmarès
ScudettoCoppa Italia
Scudetto 1
Coppa Italia 1

Lo Sporting Club Juvecaserta è una società professionistica italiana di pallacanestro della città di Caserta, erede dello Sporting Club Juventus operante dal 1951 al 1998 e della quale, nel 2008, aveva riacquistato tutti i titoli vinti ed i trofei del passato[1].

Grazie anche al suo vivaio, negli anni '80 e '90, diviene una delle principali squadre italiane ed europee vincendo una Coppa Italia ed uno scudetto nella stagione 1990-91. Dopo il fallimento del 1998, nella stagione 2003-04, due squadre locali militanti in serie B1 si uniscono formando un unico club che nel 2008 riporta Caserta in Serie A. Dopo un anno di stop, nella stagione 201819 milita in Serie B1 con il nome di Sporting Club Juvecaserta dopo aver acquisito il titolo dal Venafro. Nel luglio 2019, a seguito dell'esclusione dal campionato di Serie A2 della neopromossa Amatori Pescara, viene ripescata in luogo della compagine abruzzese.

StoriaModifica

Le originiModifica

La società Juvecaserta nasce a Caserta nel dopoguerra, nel 1951, ad opera di un gruppo di appassionati locali. La denominazione Sporting Club Juventus fu opera di Santino Piccolo che le diede questo nome perché grande tifoso della squadra di calcio torinese. All'inizio si giocava sui campi in terra battuta del Liceo classico Pietro Giannone di Caserta.

L'epoca MaggiòModifica

Nel 1971, l'imprenditore Giovanni Maggiò prese in mano la squadra improntando la società in senso professionistico e nel 1975 giunse in A2, retrocedendo però a fine anno: il ritorno in seconda serie avverrà nuovamente nel 1978. Nella stagione 1979-80 arrivò lo sponsor, il giornale locale "Il Diario di Caserta" seguito tre anni dopo da un altro sponsor locale "Latte Matese". Nel frattempo giunse a Caserta, in sostituzione di Santino Piccolo il manager Giancarlo Sarti che creò il nucleo vincente della nuova gestione. Nel 1982-83 arrivò uno sponsor importante, la Indesit e con i soldi il tecnico Bogdan Tanjević che in seguito è stato anche allenatore della nazionale italiana ed il cecchino brasiliano Oscar Schmidt. La squadra arrivò 2ª e partecipò per la prima volta ai play-off scudetto (allora il regolamento prevedeva la partecipazione ai play-off per le prime due di A2).

Stagione 1982-1983Modifica

Nando Gentile
Sergio Donadoni

Durante questa stagione avvenne il cambiamento. La squadra arrivò seconda in campionato ed ottenne la promozione. Questo era il roster:

Roster Juvecaserta 1982-83

Ai massimi vertici italianiModifica

 
Oscar nel 1985.

Nel 1983-84 all'esordio in A1 arrivò 8° e approdò nuovamente ai play-off. Nello stesso anno esordì in campo internazionale (Coppa Korać) ma soprattutto raggiunse la finale di Coppa Italia che segnò l'inizio di un periodo ad alti livelli ma che la fecero apparire agli occhi dei tifosi l'eterna incompiuta, sempre seconda. Nella stagione 1985-86, con lo sponsor Mobilgirgi arrivò alla finale di Coppa Korać che perse a favore della Virtus Roma (sponsorizzata Banco di Roma) ed in finale scudetto, sconfitta dall'Olimpia Milano sponsorizzata Simac. Stesso copione l'anno successivo con Franco Marcelletti in panchina contro la Tracer Milano. Nella stagione successiva (1987-88) la Juvecaserta vinse il primo trofeo importante: la Coppa Italia, strappata alla storica squadra della Pallacanestro Varese. In quell'annata si assiste ad un avvicendamento alla presidenza del club: al deceduto Giovanni Maggiò subentra il figlio Gianfranco, 31 anni. Nel 1988-89, ad Atene la squadra è finalista di coppa delle Coppe contro il Real Madrid, venendo battuta dopo un tempo supplementare. Finalista anche in coppa Italia, persa a favore della Virtus Bologna.

Shackleford e Frank, protagonisti del primo storico scudetto.

Nella stagione 1990-91 la Juvecaserta, sponsorizzata Phonola, si classificò seconda in campionato. Dopo aver eliminato Pesaro e la Virtus Bologna rispettivamente ai quarti ed in semifinale, ritrovò l'Olimpia Milano sponsorizzata Philips in finale scudetto. Milano si portò avanti 1-0 nella serie, poi Caserta impattò sull'1-1, ma Milano andò ancora avanti 2-1 salvo poi essere nuovamente raggiunta sul 2-2. Lo scudetto si decise quindi al termine di gara5, disputata il 21 maggio 1991 al Forum di Assago col pronostico a favore dei lombardi: la sfida si concluse col punteggio di 88-97 per i bianconeri, che festeggiarono il loro primo scudetto. Mai nessuna squadra del sud era riuscita nell'impresa di conquistare il tricolore. Il sogno dei tifosi casertani si coronò con Franco Marcelletti in panchina ed in campo i titolari Ferdinando Gentile (28 punti), Vincenzo Esposito (che assistette al resto della partita da bordo campo, dopo un grave infortunio al ginocchio rimediato in quel match[2]), Sandro Dell'Agnello (top-scorer casertano con 30 punti), Tellis Frank (13) e Charles Shackleford (20 punti e 20 rimbalzi).

Il roster della squadra campione d'Italia era:

Roster Juvecaserta 1990-91

Il declino post-scudettoModifica

La NBA, che in quegli anni organizzava la McDonald's Open Cup, ruppe la tradizione e non invitò i campioni d'Italia di Caserta. Gli americani sembrarono aver visto lontano, il declino della Juvecaserta era cominciato. Nella stagione 1993-94 retrocesse in A2. Nel 1997-98 la Juve, oramai divenuta una multinazionale comprendente atleti di tutto il mondo, ottenne una sofferta salvezza, per poi scomparire del tutto e non iscriversi al campionato successivo.

La rifondazione e il ritorno in AModifica

Nell'estate del 2003 dalla fusione delle società Ellebielle e Falchetti Caserta nasce la nuova Juvecaserta Basket[3]. Parte così la cavalcata verso il ritorno in Serie A.La compagine allenata da Bruno Innocenti inizia il proprio percorso di risalita dalla serie B L’anno seguente è l'anno dei playoff promozione: in tutti i tre anni infatti Caserta, come negli anni ottanta si conferma l'eterna incompiuta, venendo infatti eliminata sempre a un passo dal sogno. Bisogna attendere i playoff giusti, quelli della stagione 2007-08: dopo aver superato Rimini ai quarti e Soresina in semifinale, il ritorno in paradiso avviene dopo quattro gare di finale contro l'Aurora Jesi.

Al secondo esordio in A nel 2008-09 i casertani sfiorano il colpaccio a Roma contro la Lottomatica perdendo per 83-81 dopo un tempo supplementare. Dopo un'altra sconfitta contro Cantù in casa per 82-64 arriva la prima vittoria in volata contro l'Armani Jeans Milano per 72-70. Successivamente arrivano le sconfitte a Treviso, Teramo, in casa contro Pesaro ma a questo punto si registra un deciso rialzo grazie alle vittorie su Ferrara, Udine, Virtus Bologna e in trasferta contro Montegranaro. Una nuova serie di sconfitte porta però la Eldo Caserta a dover lottare per la salvezza, comunque conquistata alla penultima giornata con l'indolore sconfitta di Bologna contro la Fortitudo (a retrocedere sarà poi proprio la formazione bolognese).

La stagione 2009-10 vede la Juvecaserta di nuovo ai vertici della pallacanestro italiana. Infatti la squadra chiude la stagione regolare al secondo posto lasciandosi alla spalle squadre molto più quotate all'inizio della stagione stessa. La marcia della squadra casertana, dopo un ottimo play-off, si arresta alle semifinali con la sconfitta in gara-5, dopo una serie tiratissima, con l'Olimpia Milano. Le semifinali di play-off vogliono comunque dire tanto: esse infatti permettono dopo quasi vent'anni d'assenza il ritorno in Europa, ovvero primo turno preliminare di Eurolega.

La stagione 2010-11 non è comunque fortunata come la precedente. I bianconeri terminano all'undicesimo posto conquistando la salvezza ma rimanendo lontani dai play-off. In Europa, dopo essere stata eliminata nel primo turno preliminare di Eurolega contro i russi del Chimki, i campani "retrocedono" in Eurocup. Qui passa il primo girone piazzandosi al secondo posto alle spalle dell'ALBA Berlino e il secondo girone sempre secondo dietro al Estudiantes Madrid che vale l'accesso ai quarti di finale. La vittoria ai quarti vorrebbe dire Final Four a Treviso ma sulla strada verso il PalaVerde è nuovamente una russa a spegnere i sogni dei casertani: la UNICS Kazan' batte al PalaMaggiò Caserta di 6 punti e al ritorno in Russia si conferma vincente, questa volta con soli 2 punti che significano eliminazione per Caserta. La stagione successiva Caserta ridisegna completamente il roster, l'unico tra i superstiti è Doornekamp che viene eletto capitano. Nel roster entrano a far parte cestisti come Collins, Righetti, Stipanovic ed a campionato in corso l'ex NBA Charlie Bell. Caserta parte subito forte con 3 successi in altrettante gare tra cui quello prestigioso sul campo di Siena. La stagione scorre via senza particolari problemi e l'obiettivo prefissato dalla dirigenza cioè la salvezza viene raggiunto senza particolari patemi d'animo.

Dopo un campionato chiuso al penultimo posto (2011-12) e due chiusi al 9º posto (2012-13 e 2013-14), la Juvecaserta inizia il torneo 2014-2015 con 14 sconfitte consecutive[4]. Durante questo periodo vengono esonerati prima il coach Emanuele Molin e poi il suo sostituto Zare Markovski, fino alla promozione da vice a capo allenatore di quel Vincenzo Esposito già protagonista da giocatore dello scudetto casertano nel 1991. Tra il gennaio e il febbraio 2015, la squadra colleziona 4 vittorie di fila tanto da rientrare nella lotta salvezza[4]. Pochi giorni più tardi, la società viene penalizzata di un punto in classifica per aver pagato in ritardo i contributi IRPEF[5]. Caserta rimane in corsa per la salvezza fino all'ultima giornata, quando il calendario la contrappone in trasferta alla diretta concorrente Pesaro, appena un punto sopra. La sfida dell'Adriatic Arena viene vinta 80-70 dai pesaresi, risultato che condanna i bianconeri al ritorno in seconda serie.

Nel luglio 2015, grazie alla richiesta avanzata dalla Virtus Roma di poter partecipare al campionato di Lega Gold 2015-2016, la squadra viene ripescata in Lega A.

Nella stagione 2015-2016 la gestione della squadra viene affidata ad una vecchia gloria come Sandro Dell'Agnello che porta la Juvecaserta al 14º posto riuscendo a raggiungere la salvezza grazie alla vittoria casaliga nell'ultima giornata contro l'Aquila Basket Trento.

Il 14 luglio 2017 viene esclusa dalla Serie A per inadempienze economiche; l'esclusione viene poi confermata il successivo 26 luglio 2017 dal CONI.[6]

La rinascita e la ripartenzaModifica

Il 19 gennaio 2018 viene convocata una conferenza stampa presso la sede della Provincia di Caserta, nella quale, alla presenza del presidente dell'ente Giorgio Magliocca, viene comunicata l'acquisizione del titolo sportivo di Serie B appartenente alla Dynamic Venafro, titolo che verrà trasferito a Caserta a partire dal 1º luglio 2018. Tale acquisizione è necessaria per poter riaccedere e partecipare ai campionati nazionali. Nel luglio del 2019, a seguito dell'esclusione dal campionato dell'Amatori Pescara, subentra agli abruzzesi nel campionato di A2.

CronistoriaModifica

Cronistoria dello Sporting Club Juvecaserta
  • 1951 · Fondazione dello Sporting Club Juventus con sede a Caserta.
  • 1958-1959 · 3ª in Serie B, vince lo spareggio promozione,   promossa in Serie A.
  • 1959-1960 · 8ª in Serie A,   retrocessa in Serie B.

  • 1960-1961 · 4ª nel girone G di Serie B.
  • 1964-1965 · 3ª nel girone finale di Serie B.
  • 1965-1966 · 4ª nel girone F di Serie C.
  • 1966-1967 · 2ª nel girone E di Serie C.
  • 1967-1968 · 6ª nel girone D di Serie C.
  • 1968-1969 · 2ª nel girone D di Serie C, perde lo spareggio promozione.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1969-1970 · 2ª nel girone D di Serie C.

  • 1970-1971 · 2ª nel girone D di Serie C, perde lo spareggio promozione.
  • 1971-1972 · 1ª nel girone D di Serie C girone D,   promossa in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Seconda fase di Coppa Italia.
  • 1974-1975 · 1ª nel girone F di prima fase, 1ª nel girone A di seconda fase, 1ª nel girone A della fase finale di Serie B,   promossa in Serie A2.
  • 1975-1976 · 11ª in Serie A2,   retrocessa in Serie B.
  • 1976-1977 · 1ª nel girone C di Serie B, 2ª nel girone A di Poule A2, perde lo spareggio promozione.
  • 1977-1978 · 1ª nel girone F di Serie B, 1ª nel girone C di Poule A2,   promossa in Serie A2.
  • 1978-1979 · 12ª in Serie A2.
  • 1979-1980 · 13ª in Serie A2.

Finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Korać.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Coppe.
Semifinali di Coppa Italia.
Finale di Coppa Korać.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Korać.
  Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Korać.
Finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa delle Coppe.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Korać.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Korać.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Korać.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Semifinali di Coppa Italia di Legadue.
Semifinali di Coppa Italia di Legadue.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Primo turno preliminare di Eurolega.
Quarti di finale di Eurocup.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

I colori ufficiali della Juvecaserta Basket sono il bianco e il nero, in tributo alla squadra di calcio della Juventus, di cui Santino Piccolo era tifoso.

StemmaModifica

StruttureModifica

PalazzettoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: PalaMaggiò.

Il PalaMaggiò fu costruito nel 1982, è stato completato in circa 100 giorni. Il PalaMaggiò ospita le partite interne della Juvecaserta, compagine cestistica che ha vinto uno scudetto (1990-1991) e una Coppa Italia (1987-1988). Il presidente di quella squadra era Giovanni Maggiò, a cui è intitolato il palazzetto dello sport. Il PalaMaggiò ha continuato ad ospitare sulle sue tavole le partite dei bianconeri anche dopo il fallimento, avvenuto nel 1998.

Attualmente conosciuto anche con il nome di Paladecò, vi si disputa il campionato di Serie B e periodicamente ospita concerti, spettacoli e manifestazioni varie.

Juvecaserta StoreModifica

Lo Juvecaserta Store viene fondato dalla società della Juvecaserta, sotto iniziativa di Raffaele Iavazzi, il 9 marzo 2016. Il “salotto bianconero”, una iniziativa della Juvecaserta, realizzata con la collaborazione dell’arch. Alfonso Cantelli e finalizzata alla creazione di un luogo dedicato agli appassionati di pallacanestro, aperto alla città, sede di incontro per gli amanti di questo sport.

Roster 2019-2020Modifica

Aggiornato al 2 ottobre 2019

Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso
1   P Isaiah Swann 1985 188 88
4   P Seth Allen 1994 185 78
11   AP Dimitri Sousa 1994 196 90
12   P Tommaso Bianchi 1996 193 80
14   GA Andrea Valentini 1998 199 103
15   C Paolo Paci 1990 208 102
16   AG Mike Carlson 1991 206 91
17   AP Norman Hassan 1994 197 93
21   PG Marco Giuri 1988 194 89  
22   C Marco Cusin 1985 211 107
44   G Mirco Turel 1994 195 88

Staff tecnicoModifica

  • Allenatore: Ferdinando Gentile  
  • Assistente allenatore: Fabio Farina  
  • Assistente allenatore: Federico D’Addio  
  • Preparatore atletico: Domenico Papa  
  • Medico: Giovanni Barone  
  • Fisioterapista: Donato Eremita  

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

Staff dell'area amministrativa
  •   Gianfranco Maggiò - Presidente onorario
  •   Antonello Nevola - Amministratore Unico e General Manager
  •   Carlo Giannoni - Segretario generale e addetto stampa
  •   Antonio Mataluna - Responsabile logistica e settore giovanile
  •   Giancarlo Zaza d’Aulisio - Responsabile rapporti istituzionali
  •   Gianfranco Natale - Dirigente addetto agli arbitri
  •   Umberto Palmiero - Segreteria

Modifica

Cronologia delle denominazioni
  • 1979-1980 Il Diario
  • 1980-1982 Latte Matese
  • 1982-1985 Indesit
  • 1985-1987 Mobilgirgi
  • 1987-1989 Snaidero
  • 1989-1993 Phonola
  • 1993-1994 Onyx
  • 2003-2008 Pepsi
  • 2008-2009 Eldo
  • 2009-2011 Pepsi
  • 2011-2012 Otto
  • 2013-2017 Pasta Reggia
  • 2018- Decò

Impegno nel socialeModifica

Settore giovanileModifica

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dello Sporting Club Juvecaserta e Categoria:Presidenti dello Sporting Club Juvecaserta
Allenatori
Presidenti

CestistiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Cestisti dello Sporting Club Juvecaserta

Numeri ritiratiModifica

 
La canottiera di Oscar recante il numero 18, ritirato dalla società

Prima squadra:

Giovanili:

CapitaniModifica

PalmarèsModifica

 
La Phonola Caserta campione d'Italia nella stagione 1990-1991

Competizioni nazionaliModifica

1990-91
1988

Competizioni giovaniliModifica

Under 19: 2 (1992, 1993)
Under 15: 1 (1982)

Le finali disputateModifica

  • Campionato Italiano Serie A

1986 vs. Olimpia Milano

1987 vs. Olimpia Milano

  • Coppa Italia

1984 vs. Virtus Pallacanestro Bologna

1989 vs. Virtus Pallacanestro Bologna

  • Coppa delle Coppe

1989 vs. Real Madrid

  • Coppa Korać

1986 vs. Virtus Roma

TifoseriaModifica

Il primo gruppo organizzato della tifoseria bianconera fu il Black Panthers Club, sorto negli anni settanta quando la Juvecaserta giocava ancora al vecchio Palazzetto di Caserta. Dopo il loro scioglimento si formarono i gruppi di matrice ultrà; il primo fu la Gioventù Bianconera (anni ottanta), mentre da una loro costola nacque, nel 1989, l'Inferno Bianconero, destinato a diventare gruppo trainante del tifo casertano dopo lo scioglimento della Gbn. L'Inferno ha occupato la curva Ancilotto del Palamaggiò fino al 2012, anno dello scioglimento. Nella curva Quattro Stelle, invece, presero brevemente posto altri gruppi minori (il Sud e i 1951). Dopo il 2012 gli ultrà casertani si sono riuniti tutti sotto la firma Curva Ancilotto, per poi costituire nel 2015 i gruppi Casertani e Solo per i diffidati (o S.P.I.D.). Verso la fine del 2016 i Casertani decidono di sciogliersi rendendo gli S.P.I.D. l'unico gruppo organizzato della curva Ancilotto.

La Juvecaserta può contare anche su alcuni sostenitori illustri. Tifosi bianconeri sono infatti lo scrittore Roberto Saviano, i musicisti della Piccola Orchestra Avion Travel, il rapper Frankie hi-nrg mc e l'attore Toni Servillo.

Amicizie e rivalità sportiveModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Romano Piccolo, La Reggia del basket, Napoli, Alfredo Guida Editore, dicembre 2007, ISBN 88-6042-331-7.
  • Romano Piccolo, La città a spicchi, Caserta, L'Aperia - Società editrice - s.r.l., maggio 2014, ISBN 978-888763826-4.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica