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K-pop
Origini stilistiche Musica coreana, sperimentale, pop, gospel, rhythm and blues, hip hop, jazz, folk, classica, country, rock, reggae, EDM
Origini culturali Anni 1940 in Corea del Sud
Strumenti tipici
Popolarità Successo commerciale a partire dalla fine degli anni '90 in tutta l'Asia orientale e in seguito a livello globale
Generi correlati
Mandopop, J-pop, trot
Scene regionali
Seul, Incheon, Pusan, Jeju
Categorie correlate

Gruppi musicali k-pop · Musicisti k-pop · Album k-pop · EP k-pop · Singoli k-pop · Album video k-pop

Il K-pop (케이팝?, Ke-ipapLR; abbreviazione di Korean pop, "pop coreano") è un genere di musica pop che ha avuto origine in Corea del Sud.[1]

Sebbene il termine indichi generalmente la "musica popolare coreana", in patria è spesso utilizzato in senso più ristretto per descrivere una forma moderna di pop influenzata da stili e generi provenienti da tutto il mondo, come sperimentale, rock, jazz, gospel, hip hop, R&B, reggae, electronic dance, folk, country e classical, piuttosto che dalla musica tradizionale coreana.[2] Il termine "K-pop" è infatti diventato popolare solo dagli anni Duemila, sostituendo il predecessore gayo (가요?), il quale si riferisce alla musica popolare nazionale in generale.[3][4]

La forma più moderna del genere è emersa con la formazione nel 1992 di uno dei primi gruppi K-pop, i Seo Taiji and Boys. Le loro sperimentazioni con diversi stili e generi musicali e l'integrazione di elementi musicali provenienti dall'estero aiutarono a ridare forma e a modernizzare la scena musicale contemporanea della Corea del Sud.[5] Le peculiarità per le quali il genere è diventato famoso nel mondo, compresa la figura dell'idol coreano, nacquero invece nel 1996 con la boy band H.O.T., e da lì il K-pop divenne una subcultura in grado di riunire enormi fandom di adolescenti e giovani adulti.[6][7] Dopo una fase di recessione, nel 2003 i TVXQ e BoA diedero il via ad una nuova generazione di idol che esportarono il genere nel vicino mercato giapponese e che continuano a diffondere il K-pop a livello internazionale.[8][9] Con l'avvento delle reti sociali e la conseguente diffusione su scala globale della cultura sudcoreana (la cosiddetta hallyu), il K-pop ha raggiunto un ampio pubblico non solo in Asia orientale e Sud-est asiatico, ma anche in Bangladesh, India, America Latina, Nordafrica, Africa meridionale, Asia orientale e Occidente.

CaratteristicheModifica

Contenuti audiovisiviModifica

Nonostante il K-pop si riferisca generalmente alla musica pop coreana, taluni lo considerano un genere onnicomprensivo che mostra un ampio spettro di elementi musicali e visivi.[10] L'Institut national de l'audiovisuel francese definisce il K-pop "una fusione di musica sintetizzata, coreografie definite e abiti colorati alla moda".[11] Le canzoni consistono tipicamente in una mescolanza di pop, rock, hip hop, R&B e musica elettronica.[2]

Formazione sistematica degli artistiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Idol coreano.

Nel K-pop moderno, per convenzione gli apprendisti idol, prima di debuttare, seguono un rigoroso sistema di formazione dalla durata indefinita. Essi vivono insieme in un ambiente regolamentato e trascorrono molte ore al giorno a studiare musica, danza, lingue straniere e altre materie in preparazione al loro debutto. Questo metodo fu reso popolare nel XXI secolo da Lee Soo-man, fondatore della SM Entertainment,[12] come parte di un concetto definito "tecnologia culturale" (문화기술?, MunhwagisolLR).[13] e viene spesso criticato dalle testate giornalistiche occidentali per le sue caratteristiche "robotiche".[14] Nel 2012, The Wall Street Journal riferì che il costo medio sostenuto dalla SM Entertainment per formare un idol era di 3 milioni di dollari.[15]

Genere ibrido e valori transnazionaliModifica

 
Andamento delle ricerche della parola "K-pop" nel periodo 2008-2012 secondo Google Trends.

Il K-pop moderno è un prodotto culturale che consiste di "qualità, identità e significati che trascendono il loro valore strettamente commerciale".[16] È caratterizzato dalla fusione dei sound occidentali moderni e delle influenze afroamericane (quali richiami ai generi hip hop, R&B, jazz, black pop, soul, funk, techno, disco, house e afrobeat) all'idea coreana di performance, che include passi di danza sincronizzati, cambi di formazione e movimenti attraenti e ripetitivi. È stato osservato che c'è una "visione della modernizzazione" insita nella cultura pop coreana.[17] Per alcuni, i valori transnazionali del K-pop sono i responsabili del suo successo. Una commentatrice dell'Università della California di San Diego ha detto che "la cultura pop coreana contemporanea è costruita su [...] flussi transnazionali [...] che avvengono attraverso, oltre e all'esterno dei confini nazionali e istituzionali".[18] Alcuni esempi dei valori transnazionali insiti nel K-pop che possono attrarre appartenenti a diverse etnie, nazionalità e religioni sono la dedizione per le produzioni di alta qualità e la presentazione degli idol, oltre alla loro etica del lavoro e al comportamento sociale educato, resi possibili grazie al periodo di formazione.[19]

Uso di frasi in ingleseModifica

 
All'artista hip hop Yoon Mi-rae e a suo marito, il rapper Tiger JK dei Drunken Tiger, è riconosciuto il merito di aver reso popolare l'hip hop in stile americano in Corea.[20]

Il K-pop moderno è segnato dal suo uso di frasi in inglese. Jin Dal-yong di Popular Music and Society ha scritto che ciò potrebbe essere dovuto all'influenza "dei coreano-americani e/o dei coreani che hanno studiato negli Stati Uniti che si avvantaggiano della propria scioltezza con l'inglese e delle risorse culturali che non si trovano comunemente tra chi è stato cresciuto ed educato in Corea".[21] La musica pop coreana di cantanti o gruppi con coreano-americani, come Fly to the Sky, g.o.d, Rich, Yoo Seung-jun e Drunken Tiger, contiene frasi sia in stile americano che in inglese. La loro produzione ha uno stile diverso rispetto alla musica coreana classica, il che cattura l'interesse dei giovani.[21] Compositori e produttori stranieri vengono sempre più coinvolti nella realizzazione di canzoni per gli idol K-pop, come will.i.am e Sean Garrett.[22] Musicisti e rapper stranieri quali Akon, Kanye West, Ludacris e Snoop Dogg hanno inoltre registrato brani insieme ai colleghi sudcoreani.[23][24]

Ai cantanti coreani è richiesto l'uso dell'inglese poiché le compagnie d'intrattenimento vogliono occupare i mercati nelle altre parti dell'Asia e da lì aprirsi verso l'Occidente. La maggior parte degli artisti K-pop impara l'inglese poiché è una lingua comune nel mondo della musica, ma alcuni apprendono anche altre lingue straniere come il giapponese per avvicinarsi al mercato nipponico. Allo stesso modo, un numero crescente di gruppi K-pop adotta nomi in inglese piuttosto che in coreano, il che permette alle canzoni e agli artisti di raggiungere un pubblico globale più ampio.[21]

L'uso dell'inglese, tuttavia, non ha significato la popolarità del K-pop sul mercato nordamericano.[21] Per alcuni commentatori, ciò è dovuto al fatto che il genere possa essere visto come un distillato della musica occidentale, rendendo difficile la sua accettazione in questi mercati. Inoltre, il pubblico occidentale tende a dare enfasi all'autenticità e all'espressione individuale nella musica, che il sistema degli idol dà l'idea di sopprimere.[14] Secondo una ricerca condotta dalla compositrice Elaine W. Chun, sebbene l'ibridismo appaia sempre più spesso nel K-pop e a volte possa portare i fan ad ammirarne maggiormente le star perché è percepito come fresco, nuovo e interessante, è difficile far cambiare idea a chi crede nell'ideale perfetto che la linguistica debba essere pura.[25]

Nel corso dei decenni, i nomi degli artisti, i titoli e i testi delle canzoni hanno mostrato una crescita significativa nell'uso di parole inglesi. Nessun cantante nella top 50 delle classifiche negli anni Novanta aveva nomi inglesi e chi lavorava nell'industria musicale sudcoreana considerava l'uso di nomi coreani uno standard; inoltre, i musicisti con nomi inglesi li traslitteravano in hangeul. Nel 1995, mentre la maggior parte dei cantanti popolari come Kim Gun-mo, Park Mi-kyung, Park Jin-young, Lee Seung-chul e Byun Jin-sub continuava a usare nomi coreani, quattordici degli artisti nella top 50 facevano uso di nomi in inglese, come DJ DOC, 015B, Piano e Solid. Passata la crisi finanziaria del 1997, il governo smise di censurare i testi in inglese e la lingua conobbe un boom nel Paese. Diciassette cantanti nella top 50 avevano nomi inglesi nel 2000, trentuno nel 2005 e quarantuno nel 2010, anche se solitamente tre o quattro artisti avevano più di una canzone in classifica contemporaneamente. I nomi coreani (come Baek Ji-young, Seo In-young e Huh Gak) divennero sempre meno frequenti, al contrario di quelli in inglese (per esempio IU, Sistar, T-ara, GD & TOP, Beast e After School), che vennero inoltre scritti in alfabeto latino. La percentuale di canzoni con il titolo in inglese nella top 50 era dell'8% nel 1995, del 30% nel 2000, del 18% nel 2005 e del 44% nel 2010. Un esempio di canzone coreana con una porzione significativa di testo in inglese è Jumping delle Kara, pubblicata in contemporanea in Corea e in Giappone con molto successo.[21]

Critiche all'identità ibridaModifica

Sin dalla sua ascesa nel XXI secolo, il K-pop ha ricevuto reazioni critiche in Corea del Sud che hanno messo in dubbio la sua identità come genere. Alcuni critici musicali l'hanno definito "un'etichetta industriale creata sin dall'inizio principalmente per promuovere il marchio nazionale sul mercato globale", obiettando che non fosse stato formato "spontaneamente come cultura popolare, ma creato attraverso il piano orchestrato guidato dal governo con considerazioni di carattere commerciale", anche se in effetti "il genere non ha praticamente nessun legame con l'identità tradizionale coreana". Secondo un punto di vista, il nome del genere deriverebbe da quello del J-pop.[26][27]

Il K-pop ha a volte affrontato critiche da giornalisti che lo hanno percepito come scontato e non originale.[28][29][30][31] Alcuni gruppi sono stati accusati di aver plagiato musicisti occidentali e di altre nazionalità.[32] Inoltre, l'uso delle frasi in inglese è stato oggetto di critiche, avendo "creato titoli privi di senso".[33]

I gruppi K-pop sono stati regolarmente accusati di appropriazione culturale, per esempio nei confronti delle culture indiana[34] e dei nativi americani,[35] e di quella afroamericana per l'uso frequente di treccine e bandane in scena.[36] Tuttavia si dibatte se prendere in prestito elementi culturali provenienti dall'estero costituisca davvero un'appropriazione culturale, o se questa appropriazione sia davvero negativa. La studiosa Crystal S. Anderson ha scritto che "appropriarsi di elementi di una cultura prelevandoli dal loro contesto originale e usandoli in un modo completamente diverso non costituisce automaticamente un'appropriazione culturale negativa".[37]

MarketingModifica

Molte agenzie hanno presentato i nuovi gruppi di idol al pubblico tramite uno "showcase di debutto", che consiste in un'operazione commerciale di marketing svolta attraverso Internet e la televisione piuttosto che la radio.[38] Ai gruppi viene assegnato un nome e un "concept",[39] ovverosia il tipo di tema visivo e musicale che verrà utilizzato durante il debutto o il ritorno sulle scene. I concept possono cambiare nel tempo, e i fan fanno distinzioni tra i concept da gruppo maschile e quelli da gruppo femminile. Possono essere anche divisi in concept generali e concept tematici, come "carino" o "fantasy". I nuovi gruppi di idol debuttano spesso con un concept noto al mercato per assicurarsi un esordio di successo. A volte vengono formati sotto-gruppi (sub-unit) con soltanto alcuni membri del gruppo principale: a titolo di esempio, i Super Junior-K.R.Y., composti da Kyuhyun, Ryeowook e Yesung dei Super Junior, e i Super Junior-M, tra i sotto-gruppi K-pop più venduti in Cina.[40]

Il marketing online include il caricamento di video musicali su YouTube per raggiungere una platea globale.[38] Prima del video vero e proprio, vengono pubblicati foto teaser e trailer. Le pubblicazioni di opere successive a quella di debutto vengono chiamate "comeback" (ritorno sulle scene), anche se il musicista o gruppo in questione non si era preso un periodo di pausa.[41]

CoreografieModifica

La coreografia di "Gangsta" dei Noir contiene una "point dance".[42]

Il ballo è parte integrante del K-pop. Quando si hanno più cantanti, questi si scambiano spesso di posizione mentre si esibiscono con rapidi movimenti sincronizzati, una strategia chiamata "cambio di formazione" (자리바꿈?, JaribaggumLR).[43] La coreografia K-pop (안무?, AnmuLR) include spesso la cosiddetta "point dance" (포인트 안무?, Po-inteu anmuLR), ovverosia una sequenza di movimenti avvincenti e ripetitivi che ricalca il contenuto del testo della canzone.[44][45] "Sorry Sorry" dei Super Junior e "Abracadabra" delle Brown Eyed Girls sono esempi di canzoni con "point dance" rilevanti. Per poter coreografare una canzone è necessario che chi la scrive tenga in considerazione il tempo.[46] Secondo Ellen Kim, ballerina e coreografa di Los Angeles, bisogna tener conto anche dell'abilità dei fan di replicare gli stessi passi: pertanto, i coreografi K-pop devono semplificare i movimenti.[46]

L'allenamento e la preparazione necessari agli idol K-pop per sfondare nell'industria e ballare con successo sono intensi, per questo esistono centri di formazione che sviluppano le abilità di ballo dei giovani. L'allenamento fisico è uno dei maggiori obiettivi delle scuole, poiché gran parte del programma si basa sulla danza e sull'esercizio fisico. Le etichette musicali sono altamente selettive e gli allievi devono dedicarsi anima e corpo a padroneggiare il ballo per prepararsi alle coreografie energiche eseguite dai gruppi K-pop. Ciò significa che l'allenamento deve continuare anche dopo aver firmato un contratto. Le etichette ospitano centri di formazione molto più grandi per coloro che sono stati scelti.[47]

Come raccontato dalla coreografa K-pop Rino Nakasone in un'intervista, le coreografie vengono trasmesse alla compagnia d'intrattenimento insieme ad un video d'esempio registrato da ballerini professionisti, dopodiché sia l'azienda che gli artisti K-pop stessi forniscono suggerimenti che vanno a modificarla.[48]

ModaModifica

La comparsa dei Seo Taiji and Boys nel 1992 aprì la strada allo sviluppo dei gruppi K-pop contemporanei.[49] Il gruppo rivoluzionò la scena musicale coreana incorporando rap e hip-hop americano nella sua musica,[50] e l'adozione dello stile occidentale si estese anche al suo modo di vestire, fatto di capi di vestiario hip-hop.[51]

Giacché il K-pop "nacque dalle tendenze post-Seo",[51] molti artisti che seguivano i Seo Taiji and Boys adottarono lo stesso abbigliamento. Con la trasformazione della musica popolare coreana in un campo dominato dai giovani, dalla metà alla fine degli anni Novanta debuttarono gruppi di idol adolescenti[49] che indossavano abiti di scena coordinati[52] che riflettevano le tendenze di moda popolari tra i loro coetanei a quei tempi. La moda hip-hop, considerata lo stile più popolare nei tardi anni Novanta, restò, con gruppi come gli H.O.T. e i Sechs Kies che ne fecero uso per le loro canzoni di debutto.[53]

 
La cantante K-pop Suzy ha iniziato la propria carriera come ulzzang.[54]

Nonostante i costumi dei gruppi maschili fossero costruiti con schemi di colori, tessuti e stili simili, i capi di ciascun componente mantennero comunque una certa individualità; al contrario, i gruppi femminili negli anni Novanta indossavano abiti omogenei e spesso identici,[55] che all'inizio della carriera erano studiati per rappresentare un'immagine innocente e giovanile.[17]

Al principio degli anni Novanta e Duemila emerse la cultura degli ulzzang, celebrità di Internet di bell'aspetto che postavano proprie foto su siti popolari come Haduri e Daum.[56][57] Lo stile degli ulzzang, descritto come caratterizzato da "occhi enormi e delicati da cerbiatto con palpebre doppie e un nasino con un ponte alto... pelle liscia e pallida come neve, e labbra come boccioli... un mento piccolo e affilato per ottenere il perfetto viso a forma di V, che idealmente non dovrebbe essere più grande del palmo della mano", affiancò il fenomeno K-pop e venne adottato da molti idol.[58] Un aspetto del genere era quasi impossibile da ottenere naturalmente, il che portò alla popolarità di lenti a contatto che ingrandivano l'iride, interventi di chirurgia plastica e prodotti cosmetici che sbiancavano la pelle.[59] Secondo il professore di sociologia Ingyu Oh, "il K-pop enfatizza un aspetto alto, magro e femminile con espressioni facciali adolescenziali o a volte molto carine, a prescindere dal fatto che i cantanti siano maschi o femmine".[60] L'industria K-pop è stata criticata per i suoi canoni di bellezza limitati.[61]

Quando il K-pop divenne un moderno ibrido tra culture occidentale e asiatica intorno alla fine degli anni Duemila,[62] anche le tendenze di moda mostrarono diversità e distinzione, e quelle in voga da lì ai primi anni 2010 possono essere classificate nelle categorie seguenti:[63]

  • Di strada: si concentra sull'individualità, con colori brillanti, stili combinati, stampe e utilizzo di marchi sportivi come Adidas e Reebok.
  • Retrò: punta a evocare un senso di nostalgia per il periodo anni Sessanta-Ottanta e utilizza stampe a pois e fantasie dettagliate. Gli articoli di abbigliamento più comuni sono le giacche di jeans, pantaloni a gamba larga o ampi, fasce per capelli, sciarpe e occhiali da sole.
  • Sexy: mette in luce la femminilità e la mascolinità con abiti succinti in raso, pizzo, pelliccia e cuoio, quali minigonne, corsetti, calze a rete, tacchi alti, gilet senza maniche e camicie semi-trasparenti.
  • Bianco e nero: applicato principalmente all'abbigliamento formale, ha uno stile moderno e chic che simboleggia eleganza e carisma.
  • Futuristico: indossato comunemente dagli artisti di musica elettronica e hip-hop, presenta accessori dai colori sgargianti, dettagli metallici e stampe, e promuove una visione futuristica.
Le 2NE1 mentre eseguono I Don't Care – un esempio di look da strada.
Le Wonder Girls mentre eseguono Nobody – un esempio di look retrò.
I 2PM in un servizio fotografico – un esempio di look sexy.
Gli MBLAQ mentre eseguono Y – un esempio di look bianco e nero.

Il K-pop ha un'influenza significativa sulla moda asiatica, dove le tendenze iniziate dagli idol vengono seguite dal pubblico giovane.[64] Alcune celebrità hanno anche uno status consolidato di icone di stile, come G-Dragon[65] e CL, che ha ripetutamente lavorato con lo stilista Jeremy Scott, che l'ha definita la propria "musa".[66][67]

Sostegno governativoModifica

 
La Banca di Corea ha attribuito la rapida impennata delle esportazioni culturali a partire dal 1997 alla crescita della popolarità globale del K-pop.[68]

Il governo sudcoreano ha riconosciuto i benefici apportati al settore delle esportazioni dalla hallyu (fu stimato che nel 2011 un incremento di 100 dollari nelle esportazioni di prodotti culturali avesse fatto aumentare di 412 dollari anche le esportazioni di beni di consumo come cibo, vestiti, cosmetici ed elettronica[69]) e ha perciò sovvenzionato determinate imprese.[70] Le iniziative governative per espandere la popolarità del K-pop sono intraprese principalmente dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, che è responsabile dell'apertura nel mondo dei Centri culturali coreani. Le ambasciate e i consolati sudcoreani hanno inoltre organizzato concerti K-pop all'estero,[71] e il Ministero degli Affari Esteri invita regolarmente i fan del K-pop oltreoceano a partecipare all'annuale K-pop World Festival in Corea del Sud.[72]

Oltre a cogliere i benefici economici derivanti dalla popolarità del K-pop, il governo sudcoreano ha tratto vantaggio dall'influenza del K-pop in ambito diplomatico. Nell'era della comunicazione di massa, il soft power (perseguire i propri obiettivi convincendo le parti interessate utilizzando il potere culturale e ideologico) è considerato una tattica diplomatica più efficace e pragmatica del tradizionale hard power (ottenere ciò che si vuole tramite l'intimidazione diretta con minacce militari e sanzioni economiche).[73] La diplomazia culturale portata avanti utilizzando il K-pop è una forma di soft power.[74]

Un esempio di sfruttamento del K-pop in ambito diplomatico sono gli Mnet Asian Music Award (MAMA), una cerimonia di premiazione sudcoreana. L'edizione 2014 si tenne a Hong Kong, sponsorizzata dalla Korean Small and Medium Business Administration (SMBA), e fu l'allora presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, a tenere il discorso di apertura. L'evento venne considerato un tentativo deliberato del governo sudcoreano di sostenere le proprie industrie culturali per rafforzare la sua reputazione internazionale e influenza politica.[74]

Un ulteriore esempio di diplomazia culturale sono le esibizioni K-pop in Corea del Nord. Prima del 2005, i cantanti pop sudcoreani si esibivano solo occasionalmente in territorio nordcoreano.[75] Dopo un intervallo lungo più di un decennio, circa 190 artisti sudcoreani, tra cui nomi popolari come Red Velvet, Lee Sun-hee, Cho Yong-pil e Yoon Do-hyun, si esibirono a Pyongyang dal 31 marzo al 3 aprile 2018, con il dittatore Kim Jong-un tra il pubblico.[76]

Diritti d'autoreModifica

La musica K-pop si trova facilmente online perché le compagnie d'intrattenimento che ne detengono i diritti non sono particolarmente rigide nel difendere il copyright ma disposte a condividere la loro musica tramite YouTube e altre reti sociali.[77][78]

StoriaModifica

Le origini della musica popolare coreanaModifica

L'inizio della storia della musica popolare coreana può essere fatto risalire al 1885, quando il missionario statunitense Henry Appenzeller iniziò ad insegnare nelle scuole le canzoni folk americane e britanniche. Queste canzoni, chiamate changga (창가?) in coreano, erano basate su una melodia occidentale popolare e avevano testi in lingua coreana. Per esempio, Oh My Darling, Clementine divenne nota con il titolo di Simcheongga.[n 1] Durante la dominazione giapponese (1910-1945), la popolarità delle canzoni changga crebbe mentre i coreani esprimevano attraverso la musica i loro sentimenti contro l'oppressione giapponese. Uno dei brani più popolari era Huimangga (희망가?; La canzone della speranza). I giapponesi confiscarono le raccolte esistenti di changga e pubblicarono i propri libri di testi musicali.[79]

La canzone trot Mio fratello è un musicista di strada (1938) di Kim Song-kyu e Park Yeong-ho. Cantata da Park Hyang-rim.

Il primo album pop coreano conosciuto è Yi Pungjin Sewol (Questi tempi tumultuosi) di Park Chae-seon e Lee Ryu-saek, pubblicato nel 1925 e comprendente canzoni popolari tradotte dal giapponese. Si ritiene invece che la prima canzone pop scritta da un compositore coreano sia Nakhwayusu (낙화유수?; Boccioli caduti sull'acqua corrente), cantata da Lee Jeong-suk nel 1929.[79] A metà degli anni Venti, il compositore giapponese Masao Koga mischiò la musica tradizionale coreana con il gospel introdotto dagli Evangelisti americani negli anni 1870. Questo tipo di musica divenne noto in Giappone come enka, e in Corea si sviluppò in seguito nel trot (트로트?, TeuroteuLR).[80][81]

1940-1960: L'arrivo della cultura occidentaleModifica

 
Marilyn Monroe intrattiene i soldati americani in Corea nel febbraio 1954.

Divisa la penisola coreana in seguito alla liberazione nel 1945 dall'occupazione giapponese, la cultura occidentale venne introdotta in Corea del Sud su piccola scala, con alcuni bar in stile occidentale e discoteche che suonavano musica dell'Occidente. Al termine della Guerra di Corea (1950-53), le truppe statunitensi rimasero in Corea del Sud, portando alla diffusione nel Paese della cultura americana e del mondo, e alla graduale accettazione della musica occidentale. Figure di spicco dell'intrattenimento americano come Nat King Cole, Marilyn Monroe e Louis Armstrong parteciparono agli spettacoli organizzati dalla USO in Corea del Sud per l'esercito statunitense.[82][83] Tali visite generarono l'attenzione del pubblico coreano. Nel 1957 iniziarono le trasmissioni della radio American Forces Korea Network, che espanse la popolarità della musica occidentale. La musica americana cominciò a influenzare quella coreana: la scala pentatonica venne gradualmente sostituita dall'eptacordo occidentale e le canzoni popolari presero ad essere modellate su quelle statunitensi.[79]

Negli anni Sessanta, lo sviluppo degli LP e le migliorie apportate alla tecnologia per le registrazioni portò alla ricerca di timbri di voce diversi.[84] Furono inoltre organizzate audizioni aperte per assumere musicisti che si esibissero nei club dell'esercito statunitense, i quali arrivarono ad ammontare a 264. Giacché la Corea del Sud era uscita impoverita dalla Guerra di Corea, i cantanti coreani abili consideravano le esibizioni per i soldati una buona fonte di reddito, e in molti si fecero avanti. Si esibivano in diversi generi come country, blues, jazz e rock & roll. L'economia sudcoreana iniziò a fiorire e la musica seguì la stessa tendenza, spinta dalle prime radio commerciali. Anche il cinema coreano cominciò a svilupparsi e i musicisti ad esibirsi per platee più ampie:[82] artisti che prima si esibivano per l'esercito, come Shin Jung-hyeon, le Pearl Sisters e Patti Kim, raggiunsero il pubblico locale. Quando la Beatlemania approdò sulle coste coreane a metà del decennio, crebbe l'idea di "sound di gruppo" e apparvero le prime band locali, come gli Add4 e i Key Boys.[85] Gli Add4, il primo gruppo rock coreano, vennero fondati nel 1962 da Shin Jung-hyeon e produssero la prima canzone rock coreana, The Woman in the Rain, una forma di rock leggero che ricorda i primi Beatles.[51] Durante gli anni 1950 e 1960, la musica pop occidentale, il rock coreano e il trot coesistevano in Corea del Sud.[82]

 
Le Kim Sisters con Dean Martin.

Alcuni cantanti coreani ottennero la popolarità internazionale. Nel 1959, le Kim Sisters si esibirono a Las Vegas e divennero le prime artiste coreane a pubblicare un album sul mercato pop statunitense;[86] la loro cover di Charlie Brown raggiunse la settima posizione della Billboard Single Chart. Il trio andò in tour negli Stati Uniti e in Europa e apparve in radio e in TV, totalizzando venticinque apparizioni al The Ed Sullivan Show, sette in più delle star americane Patti Page e Louis Armstrong.[82] La canzone del 1961 di Han Myeong-suk The Boy in The Yellow Shirt venne rifatta dalla cantante francese Yvette Giraud e fu popolare anche in Giappone.[79]

1970-1980: Le influenze hippy e il periodo delle balladModifica

Sul finire degli anni Sessanta, la musica pop coreana subì un'altra trasformazione. La generazione più giovane nata dopo gli anni Cinquanta era cresciuta con l'influenza della cultura e dello stile di vita americano (in particolare dal movimento hippy), dando perciò origine ad una "cultura giovanile" espressa attraverso capelli lunghi, jeans, chitarre acustiche e musica folk, il genere preferito dalla gioventù politicizzata; sempre più musicisti erano studenti universitari e laureati che facevano musica scanzonata, al contrario dei loro predecessori, condizionati dalla guerra e dall'oppressione giapponese.[84] Essi protestavano contro la Guerra del Vietnam tanto quanto gli hippy americani, perciò il governo coreano bandì il folk poiché associato ai movimenti studenteschi anti-governo. Ciononostante, il pop influenzato dal folk rimase popolare tra i giovani, e la televisione locale MBC organizzò un concorso canoro per universitari nel 1977, segnando la nascita di diversi festival musicali moderni. Sempre durante gli anni Settanta, il governo di Park Chung-hee bandì il pop americano e il rock coreano poiché associati a sesso e droghe. Per sostenere le sue politiche anti-giapponesi, il governo bandì anche il trot per via della sua "giapponesità", essendo stato influenzato dalle canzoni enka.[79]

Una delle figure di spicco di questo periodo fu Han Dae-soo, cresciuto negli Stati Uniti e influenzato da Bob Dylan, Leonard Cohen e John Lennon. La sua canzone Mul jom juso (물 좀 주소?; Datemi dell'acqua) divenne un'icona tra i giovani coreani. Le sue esibizioni audaci e lo stile di canto unico sconvolgevano spesso il pubblico e gli fu proibito di esibirsi in Corea, dove tornò negli anni Novanta dopo una carriera musicale a New York.[79] Durante gli anni Settanta iniziarono ad acquisire popolarità anche i DJ.[84]

Lee Moon-se (sx) e Byun Jin-sub (dx), esponenti del genere ballad durante gli anni Ottanta.

Gli anni Ottanta videro l'ascesa di cantanti di ballad dopo che, nel 1985, l'album di Lee Gwang-jo You're Too Far Away to Get Close To vendette oltre 300.000 copie. Altri popolari esponenti del genere erano Lee Moon-se e Byun Jin-sub, mentre uno dei compositori più richiesti era Lee Young-hoon.[79]

Nel 1980 venne lanciato l'Asia Music Forum, in cui gareggiarono i rappresentanti di cinque Stati asiatici. Vinse il coreano Cho Yong-pil, che da allora ebbe una carriera di successo, esibendosi a Hong Kong e in Giappone. Nonostante all'inizio facesse musica rock come chitarrista di una band, furono le canzoni trot a fare la sua fortuna. Woman Outside the Window dall'album omonimo (1980) fu una hit, con un milione di copie vendute in Corea, e gli permise di diventare il primo cantante sudcoreano ad esibirsi alla Carnegie Hall di New York.[79]

1990: Lo sviluppo del K-pop modernoModifica

 
I DJ DOC, uno dei popolari trii hip hop degli anni Novanta.[87]

Negli anni Novanta, i musicisti pop coreani incorporarono nella propria produzione l'europop e caratteristiche della popular music statunitense come hip hop, rock, jazz e electronic dance.[1] Il debutto dei Seo Taiji and Boys nel 1992 segnò un punto di svolta per il genere. Il trio esordì in un talent show della MBC con la canzone Nan Arayo (난 알아요?; Io so) e ricevette il punteggio più basso dalla giuria, tuttavia il brano e l'album omonimo ebbero un tale successo da portare alla comparsa sul mercato di altre canzoni dallo stesso formato. La riuscita di Nan Arayo fu attribuita al suo beat ispirato al new jack swing e al ritornello facile da ricordare, oltre che al testo innovativo che parlava dei problemi della società coreana. Sull'onda dei Seo Taiji and Boys nacquero artisti hip hop e R&B di successo come Yoo Seung-jun, Jinusean, Solid, Deux, 1TYM e Drunken Tiger.[79]

L'enorme popolarità dei Seo Taiji and Boys tra gli adolescenti vide l'emergere della musica pop centrata sui giovani, con la creazione di gruppi idol composti da ragazzi o ragazze.[79] Gli H.O.T. furono una delle prime boy band idol, e debuttarono nel 1996 dopo una formazione rigorosa non solo in canto e ballo, ma anche in etichetta, comportamento, lingua e gestione dei media.[82] La loro canzone Candy presentava una forma di pop più morbida e gentile, con melodie allegre accompagnate da energici passi di danza, una formula adottata da numerosi gruppi idol successivi. Gli H.O.T. riscossero un notevole successo, con i fan che ne copiavano stile e modo di vestire; venne anche commercializzato merchandising di vario genere ispirato al gruppo. Oltre a loro diventarono popolari tra i giovani boy band e girl group quali Sechs Kies, S.E.S., Fin.K.L, NRG, Baby Vox, Diva, Shinhwa e g.o.d.[79][88]

Negli anni Novanta si diffuse anche un movimento reazionario contro la cultura popolare convenzionale, espresso con l'apertura di discoteche illegali di musica underground e da band punk rock come i Crying Nut.[79] La crisi finanziaria del 1997 spinse gli artisti sudcoreani a cercare nuovi mercati per la propria musica: gli H.O.T. pubblicarono un album in mandarino[79] e le Diva uno in inglese a Taiwan.[17]

XXI secolo: L'ascesa della hallyuModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Hallyu.

All'inizio del decennio del 2000, il mercato della musica coreana – che iniziava in quel periodo ad essere definita "K-pop"[3] – si ritrovò in una fase di recessione e, al contrario di solisti come BoA e Rain, i gruppi che avevano avuto successo negli anni Novanta si sciolsero: gli H.O.T. si separarono nel 2001, mentre Sechs Kies, S.E.S., Fin.K.L, Shinhwa e g.o.d erano ormai inattivi nel 2005. Nel 2003 il successo della boy band TVXQ segnò il ritorno dei gruppi idol nel mondo dell'intrattenimento coreano e la crescita del K-pop come parte della hallyu, ovverosia la popolarità della cultura sudcoreana all'estero.[8] La nascita del K-pop di seconda generazione fu seguita dagli esordi di gruppi come SS501 (2005), Super Junior(2005), Big Bang (2006), Wonder Girls (2007), Girls' Generation (2007), Kara (2007), Shinee (2008), 2NE1 (2009), 4Minute (2009), T-ara (2009), f(x) (2009) e After School (2009).[79]

Statistiche dell'industria K-pop
Anno Esportazioni totali US$ Visualizzazioni su YouTube
2008 $16,5 milioni[89]
2009 $31,3 milioni[89]
2010 $84,9 milioni[90] 800 milioni[91]
2011 $180 milioni[90] 2,2 miliardi[92]
2012 $235 milioni[93] 7 miliardi[92]
Esportazioni per stato (US$)
Anno Giappone Cina
2008 $11,2 milioni[89] $1,80 milioni[94]
2009 $21,6 milioni[95] $2,36 milioni[95]
2010 $3,60 milioni[94]
2012 $204 milioni[96]

Gli idol intanto cominciarono a godere di successo anche in altre parti dell'Asia: nel 2002 Coincidence delle Baby Vox divenne popolare dopo essere stata pubblicata e promossa nel periodo della Coppa del Mondo in Corea del Sud.[97] BoA fu la prima cantante K-pop a raggiungere la prima posizione della classifica giapponese Oricon,[98] e poco dopo Rain si esibì a Pechino in un concerto tutto esaurito davanti a 40.000 persone.[79] Nel 2003, le Baby Vox furono il primo gruppo idol a posizionarsi in vetta alle classifiche in Cina, con I'm Still Loving You dal terzo album Devotion;[97] i TVXQ, invece, segnarono l'ascesa delle boy band K-pop in Giappone, e con la canzone Purple Line nel 2008 furono la prima boy band straniera e i secondi coreani dopo BoA ad arrivare in prima posizione sulla classifica Oricon.[99][100]

Dalla metà degli anni 2000, un'enorme porzione del mercato musicale dell'Asia orientale cominciò ad essere occupata dal K-pop.[101] Nel 2008, le esportazioni culturali sudcoreane (che includevano anche serie televisive e videogiochi) arrivarono a 2 miliardi di dollari, mantenendo una crescita annuale superiore al 10%.[102] In quell'anno, quasi il 68% dei profitti legati all'esportazione del K-pop provennero dal Giappone, seguito dalla Cina (11,2%) e dagli Stati Uniti (2,1%).[101] Nel 2014 il The Economist avrebbe definito la cultura pop coreana "il maggior trendsetter dell'Asia".[103]

L'inizio del 2008 introdusse la musica dance elettronica,[104] presentata per la prima volta nella penisola in un mini album dei Big Bang, Always.[105] Da allora, altri artisti e gruppi si avventurarono nel genere.[106]

Lo sviluppo dei social media fu uno strumento vitale che permise alla musica coreana di raggiungere un pubblico più ampio,[107] e il K-pop apparve sempre più spesso nelle classifiche occidentali come quelle di Billboard.[108][109] Nel mondo il genere ottenne un rapido successo[110] specialmente dopo che Gangnam Style di Psy divenne il primo video a raggiungere un miliardo di visualizzazioni su YouTube, ricevendo ampia copertura mediatica dai principali mezzi d'informazione.[111][112] Le agenzie di spettacolo coreane provarono quindi a entrare nel mercato musicale anglofono con artisti come BoA, Wonder Girls, Girls' Generation e CL, ma tutti i tentativi si rivelarono fallimentari.[113][114][115] Il K-pop fece breccia negli Stati Uniti nel 2017 quando la boy band BTS diventò il primo gruppo coreano a vincere un Billboard Music Award;[116][117][118] in seguito fu il primo artista della Corea del Sud ad aggiudicarsi un American Music Award[119] e ad avere un album, Love Yourself: Tear del 2018, alla prima posizione della Billboard 200.[120]

IndustriaModifica

AgenzieModifica

Il K-pop ha generato un'intera industria di case di produzione musicale, compagnie di gestione degli eventi, distributori di musica e fornitori di merchandise e servizi. Le tre compagnie più grandi in termini di vendite e profitti sono SM Entertainment, YG Entertainment e JYP Entertainment, a cui spesso ci si riferisce con il nome "Big Three".[121] Queste etichette discografiche fungono anche da rappresentanti dei propri artisti. Sono responsabili dell'assunzione, del finanziamento, della formazione e della commercializzazione di nuovi artisti, oltre che della gestione delle loro attività musicali e delle pubbliche relazioni. Nel 2011, insieme a Star J Entertainment, AM Entertainment e Key East, le Big Three hanno fondato una compagnia di gestione congiunta, la United Asia Management.[122][123]

Ricavi totali delle etichette discografiche K-pop (in milioni di USD)
Fondazione Etichetta 2008 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 Fonte
1995 SM Entertainment 42,5 87,1 129 241 268 286,9 280 313 350,3 [124]
1996 YG Entertainment 51,8 70,3 96,9 116,6 156,3 170 286,4 321,5 [125]
1997 JYP Entertainment 3,1 9,1 17,8 13,5 21,4 48,5 50,6 69,5 94 [126]

Vendite e valore di mercatoModifica

Nel 2002, il mercato musicale interno in Corea del Sud valeva 286,1 miliardi di won ($272 milioni), ma nel 2009 era crollato a 80 miliardi. Per questo le compagnie d'intrattenimento sfruttarono Internet e la musica digitale per raggiungere i mercati esteri. Dopo una serie di sentenze contro lo streaming gratuito e i siti di download, nel 2011 il mercato della musica digitale toccò i 600 miliardi di won. Inoltre, grazie alla diffusione della hallyu, l'esportazione di prodotti musicali coreani, che registrava un valore di $6 milioni nel 2002, salì a $31,3 milioni nel 2009,[127] anno in cui DFSB Kollective divenne il primo distributore di musica K-pop su iTunes.[128] Nel 2012, il costo medio per ottenere una canzone K-pop in Corea del Sud era di $0,10 per download singolo e di $0,002 per streaming online.[129] Durante la prima metà dell'anno, secondo Billboard l'industria della musica coreana incassò $3,4 miliardi, un incremento del 27,8% rispetto all'anno precedente, e fu riconosciuta dal Time come "la maggiore esportazione della Corea del Sud".[130][131] Nel 2016, i ricavi globali derivanti dal K-pop arrivarono a $4,7 miliardi.[132]

Nel corso degli anni il mercato musicale sudcoreano si è espanso nel mondo: secondo la IFPI, nel 2005 era il 33º più grande, nel 2012 l'11º,[133] e il 6º nel 2018, anno in cui sperimentò una crescita dei ricavi del 17,9% rispetto all'anno precedente.[134]

Il disco più venduto di sempre in Corea del Sud è Map of the Soul: Persona dei BTS, pubblicato nell'aprile 2019, con più di 3,2 milioni di copie in meno di un mese.[135][136]

Classifiche musicaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gaon Chart.

Le classifiche musicali coreane includono la Gaon Chart lanciata nel 2010 dalla Korea Music Content Association[137] e la Korea K-pop Hot 100 lanciata da Billboard Korea nel 2011.[138] I dischi K-pop sono inoltre apparsi in numerose classifiche estere, come la Oricon Chart giapponese e la statunitense Billboard.

Negli Stati Uniti, BoA fu il primo artista K-pop a figurare nella Billboard 200 con il suo album eponimo, che nell'aprile 2009 si classificò 127º.[139] La posizione massima raggiunta da un coreano è la prima, ottenuta dai BTS con Love Yourself: Tear nel maggio 2018.[140] Il primo cantante coreano a classificarsi sulla Billboard Hot 100 furono invece le Wonder Girls nell'ottobre 2009 con la versione inglese di Nobody, che si collocò 76ª;[141] la posizione massima raggiunta da un coreano è la seconda, ottenuta da Psy con Gangnam Style nell'ottobre 2012.[142]

Nel Regno Unito, i BTS furono i primi artisti K-pop a entrare nella UK Album Charts, comparendo in posizione 62 nell'ottobre 2016 con Wings.[143] Il gruppo segnò anche il miglior piazzamento di sempre per un cantante coreano, quando l'EP Map of the Soul: Persona fu primo in classifica nell'aprile 2019.[144]

TelevisioneModifica

 
Il gruppo temporaneo da undici membri I.O.I si è formato tramite la prima edizione dello show di sopravvivenza Produce 101.[145]

L'industria musicale coreana ha dato vita a numerosi reality show correlati, inclusi talent show come Superstar K e K-pop Star, competizioni per rapper come Show Me The Money e Unpretty Rapstar, e molti show "di sopravvivenza", che generalmente mettono gli apprendisti uno contro l'altro per formare un nuovo gruppo di idol. Esempi di show di sopravvivenza sono MyDOL, da cui sono nati i VIXX,[146] WIN: Who Is Next, che ha dato vita ai Winner, Mix&Match, che ha visto la formazione degli Ikon, Sixteen, dal quale sono uscite le Twice, No.Mercy, che ha fatto esordire i Monsta X, Pentagon Maker, che ha formato i Pentagon, e il franchise di Produce 101.[147] L'ascesa di questi programmi, che spesso coinvolgono agenzie più grandi che mettono sotto contratto gli apprendisti delle colleghe più piccole per formare gruppi a progetto temporanei e che trattengono per sé la maggior parte dei ricavi, ha generato critiche di monopolizzazione dell'industria.[148][149]

Critiche alle pratiche dell'industriaModifica

CorruzioneModifica

Nel 2002 la rivista Time riferì che, durante un tentativo per contrastare "la corruzione sistemica nel settore musicale della Corea del Sud", alcuni produttori televisivi sudcoreani come Hwang Yong-woo e Kim Jong-jin erano stati arrestati per "aver accettato sottobanco pagamenti che garantissero apparizioni in TV ad aspiranti cantanti e musicisti". Tra le aziende sotto indagine figurarono la SidusHQ e la SM Entertainment.[88] Nel 2011 vennero arrestate ventinove persone, principalmente dipendenti di radio e canali via cavo, sospettate di aver accettato pagamenti in contanti in cambio di airplay o falsi posizionamenti nelle classifiche.[150]

Sfruttamento e condizioni di vita mediocriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Idol coreano § Critiche al sistema.

Le società di management K-pop hanno ricevuto critiche per lo sfruttamento degli idol tramite superlavoro e contratti restrittivi, definiti "contratti schiavisti" dalla BBC.[151] Secondo The Hollywood Reporter, "il business dell'intrattenimento in Corea è notoriamente improvvisato e non regolato. È noto che le star K-pop richieste – molte delle quali sono 'idol' adolescenti – provino e si esibiscano senza dormire".[152] Dal 2009 la Korean Fair Trade Commission ha introdotto dei "contratti standardizzati" non più lunghi di sette anni, che garantiscono maggiori diritti agli idol,[153][154] e applica multe severe a chi non rispetta le norme.[155]

Sessualizzazione e sfruttamento sessualeModifica

L'industria è stata criticata per la sessualizzazione degli idol sia maschi che femmine, con particolare preoccupazione per la sessualizzazione dei minori: critici come James Turnbull del blog The Grand Narrative sulla cultura K-pop coreana hanno obiettato che specialmente le giovani idol sono suscettibili di pressioni a indossare vestiti succinti e ballare in modo provocante.[156] Tuttavia, paragonato alla musica popolare occidentale, il K-pop contiene una parte minima di sesso, droghe o comportamenti aggressivi ed è più orientato ad ottenere l'approvazione dei genitori.[157]

Le sponsorizzazioni sono una forma comune di sfruttamento sessuale nell'industria. Può capitare che individui benestanti sostengano idol o apprendisti facendo loro regali costosi o aiutandoli ad ottenere ingaggi in cambio di favori sessuali.[158]

Salute mentaleModifica

Alcuni artisti K-pop hanno suggerito che l'incertezza e le pressioni del proprio lavoro di intrattenitori potessero essere nocivi per la loro salute mentale. Secondo Park Kyung dei Block B, "si inizia a convivere con l'ansia subito dopo aver debuttato".[159] In un'intervista con Naver, Suga dei BTS raccontò che l'ansia che aveva sperimentato da apprendista era rimasta anche dopo essersi affermato come artista.[160]

I suicidi di noti musicisti K-pop hanno attirato l'attenzione sulle pressioni vigenti nell'industria.[161] Nel 1996 Charles Park morì per autolesionismo all'età di 19 anni, prima della pubblicazione del suo secondo album.[161] Kim Jong-hyun degli Shinee, che aveva parlato apertamente della sua depressione, si tolse la vita nel dicembre 2017.[161] Nella primavera 2018, un numero consistente di musicisti coreani ha partecipato ad una serie di concerti gratuiti per accrescere la consapevolezza sulla prevenzione dei suicidi.[162]

CulturaModifica

Gli artisti K-pop sono frequentemente chiamati "idol" o "gruppi idol".[163] I gruppi di solito hanno un leader (spesso il membro più anziano o con maggior esperienza), che parla a nome di tutti; il componente più giovane viene chiamato maknae (막내?, mangnaeLR).[164] L'uso popolare di quest'ultimo termine in Giappone fu influenzato dalla boy band SS501 quando, nel 2007, iniziò a lavorare nell'arcipelago. La sua traduzione giapponese man'ne (マンネ?) venne spesso utilizzata per differenziare il componente più giovane Kim Hyung-jun dal leader Kim Hyun-joong giacché i loro nomi propri, aventi spelling diversi in hangul (형준? e 현중?), condividevano invece lo stesso in katakana (ヒョンジュン?).[165]

Espressioni specificheModifica

Espressione Coreano Significato
All-kill (AK) 올킬?, OlkilLR Termine utilizzato quando una canzone è al primo posto, nello stesso momento, in tutte le otto principali classifiche musicali in tempo reale.[166] L'all-kill è "perfetto" quando la canzone contemporaneamente si posiziona anche al primo posto nella classifica settimanale Instiz.[167]
Bonsang 본상? Alle cerimonie di premiazione musicali, più artisti possono ricevere un premio bonsang per aver conseguito risultati rilevanti nel campo della musica. Ad uno dei vincitori del bonsang viene poi assegnato il daesang, il "gran premio".[166]
Daesang 대상?
Comeback 컴백?, KeombaekLR La pubblicazione di una nuova opera musicale e le attività promozionali che ne conseguono, come l'uscita del video musicale e le esibizioni televisive.[166]
Mini album 미니 앨범?, Mini elbeomLR Equivalente all'EP, contiene meno canzoni di un album in studio.[168]
Title track 타이틀 곡?, Ta-iteul gokLR Il brano più famoso di un disco, quello accompagnato dal video musicale e che viene eseguito durante le attività promozionali. Mentre nella musica occidentale ha lo stesso titolo del disco, in coreano può avere un titolo diverso.[168]

Attrattiva e fan baseModifica

 
Fan dei Big Bang tengono sollevate le light stick durante un concerto del gruppo.

Un articolo del The Wall Street Journal datato 2013 indicò che la capacità di resistenza futura del K-pop sarebbe stata influenzata dai fan, le cui attività online si erano evolute in "micro-aziende".[169] I gruppi K-pop danno comunemente un nome al proprio fandom e gli assegnano a volte un colore ufficiale,[170][171] producendo in seguito merchandise dedicato. Per i concerti, alcuni dei gruppi più popolari hanno delle apposite "light stick", torce personalizzate di fogge e colori diversi. Per esempio, i fan dei Big Bang usano light stick gialle a forma di corona.[172]

I fan club partecipano a volte ad attività di beneficenza per sostenere i propri idol, esponendo pubblicamente sacchi di riso decorati con fiocchi chiamati ssal gibu (쌀 기부?, in inglese "fan rice") per mostrare il proprio supporto; il riso viene poi donato ai bisognosi.[173][174][175] Secondo il Time, per un concerto dei Big Bang vennero donate 12,7 tonnellate di riso da 50 fan club in tutto il mondo. In Corea ci sono imprese dedite alla spedizione del riso dagli agricoltori ai luoghi di esposizione.[130] Un altro modo in cui i fan esprimono la loro devozione è inviando il pranzo agli idol durante i loro appuntamenti lavorativi, ed esistono società di catering create appositamente con questo scopo.[176]

Una caratteristica unica dei fandom K-pop è il "fan chant". Quando un artista pubblica una nuova canzone, i fan chant, che generalmente consistono nell'elenco dei nomi dei componenti del gruppo, vengono recitati dal pubblico durante le parti non cantate del brano.[177][178][179]

Una ricerca di mercato condotta nel luglio 2019 dalla Embrain Trend Monitor su un campione di sudcoreani tra i 16 e i 64 anni rilevò che la maggioranza di essi riteneva positivi i fandom, definendoli "appassionati" e "virtuosi", ma anche "estremi". Il 39,9% li reputava un passatempo, soprattutto gli adolescenti; per il 63,2% era un hobby sano, specialmente per le donne piuttosto che per gli uomini, e per gli adolescenti e i ventenni. D'altra parte, il 28,7% affermò di non capire il fenomeno e il 23,8% dichiarò di ritenere patetico chi partecipava alle attività dei fandom nonostante l'età avanzata.[180] Nel Paese è infatti diffusa la percezione che seguire con troppa assiduità una celebrità sia un comportamento socialmente anormale e immaturo una volta superata l'adolescenza, quando agli adulti viene richiesto di investire il proprio tempo e denaro sulla famiglia. Per questo i fan più cresciuti del K-pop possono tendere a nascondere la loro passione a familiari, colleghi e amici, dando origine al fenomeno dell'ilko (일코?; "Cosplayer di persona normale").[181]

All'estero, le giovani donne appassionate di K-pop costituiscono la maggior parte dei fan della hallyu, ma il genere è seguito anche da uomini e persone adulte.[182] Nel 2012 la rivista New York intervistò fan maschi adulti americani delle Girls' Generation, che raccontarono di apprezzare il gruppo per l'aspetto e le personalità dei suoi componenti, citando in particolare la loro umiltà e l'affabilità verso i fan.[183]

Molti fan viaggiano all'estero per vedere i propri idoli in tour, e i turisti provenienti da Giappone e Cina visitano comunemente la Corea del Sud per assistere ai concerti K-pop.[130] Un tour di gruppo focalizzato sul K-pop e proveniente dal Giappone portò oltre 7.000 fan a Seul nel 2012 per incontrare la boy band JYJ,[184] e, durante il concerto del gruppo a Barcellona nel 2011, fan da tutto il mondo trascorsero la notte accampati all'ingresso.[185] Un sondaggio del 2011 condotto dal Korean Culture and Information Service riferì che c'erano oltre tre milioni di membri attivi nei fan club della hallyu,[186] saliti a quasi 90 milioni nel 2018.[187]

OssessioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sasaeng.

Alcuni idol hanno dovuto fare i conti con fan ossessivi dediti a stalking e comportamento invadente. Questi fan sono noti con il nome di "sasaeng", che deriva da "sasaenghwal" (vita privata), con riferimento alla loro propensione ad invadere la privacy degli artisti, e si sono verificati casi di comportamenti estremi per attirare l'attenzione degli idol.[188] I funzionari coreani riconoscono nei sasaeng un problema serio.[189] Una nuova legge introdotta nel febbraio 2016 ha stabilito una pena per stalking pari a 17.000 dollari di multa e fino a due anni di prigione.[190]

Alcuni idol hanno reagito ai sasaeng con rabbia, per la quale hanno ricevuto reazioni negative; tra loro sono inclusi i JYJ, Kim Hee-chul dei Super Junior e l'attore Jang Keun-suk.[188][191]

Social mediaModifica

L'avvento di social media come YouTube, Twitter, e Facebook ha permesso agli artisti K-pop di raggiungere un pubblico globale e di comunicare facilmente con i loro fan.[192] Giacché i ricavi del mercato musicale mondiale online sono cresciuti del 19% dal 2009 al 2014 con i social media, i consumatori di musica intorno al mondo sono stati esposti più facilmente al K-pop.[193] I gruppi idol traggono benefici dai social media basati sui video, come YouTube, perché le componenti visive come il ballo e la moda sono fattori essenziali nelle loro esibizioni. Il numero di ricerche del termine "K-pop" su YouTube è aumentato di 33 volte nel decennio 2004-2014. Attraverso le pubblicità sui social, le compagnie di intrattenimento K-pop hanno ridotto il divario culturale affinché il genere potesse entrare nel mercato globale e ottenere il riconoscimento dei consumatori all'estero. Le esportazioni di K-pop sono passate da $13,9 milioni a $204 milioni tra il 2007 e il 2011.[193]

YouTubeModifica

 
Psy, il cui video musicale di Gangnam Style è stato il primo video a raggiungere 1 miliardo di visualizzazioni su YouTube nel dicembre 2012.[194]

Da quando il K-pop ha iniziato ad espandersi oltre i confini della Corea, i suoi artisti hanno segnato record significativi su YouTube. Nel dicembre 2011, il K-pop è diventato il primo genere specifico di una nazione ad ottenere una homepage sulla piattaforma di condivisione video.[192] Un anno dopo, il videoclip di Gangnam Style di Psy è stato il primo video a raccogliere un miliardo di visualizzazioni su YouTube.[195] Nel 2016 TT delle Twice è diventato il primo video di un'artista femminile coreana a superare i 400 milioni di visualizzazioni.[196] Ddu-Du Ddu-Du delle Blackpink è il video di un gruppo K-pop più visto su YouTube,[197] mentre Boy with Luv dei BTS è il video musicale più visto online nelle prime ventiquattro ore dalla pubblicazione, con oltre 74 milioni di contatti.[198]

TwitterModifica

Anche Twitter è stato un social media importante nell'aiutare le star K-pop a stabilire connessioni e ottenere promozioni: per esempio, Gangnam Style divenne virale dopo essere stata menzionata da noti twitteri.[199] Bang Si-hyuk, produttore dei BTS, ha parzialmente attribuito la rapida crescita della loro fanbase all'uso di social media come Twitter.[200] Il 13 novembre 2017, i BTS sono diventati il primo artista sudcoreano a raggiungere i 10 milioni di follower,[201][202] e in quell'anno sono stati l'artista più twittato al mondo. Anche altri gruppi K-pop, come i Seventeen e i Monsta X, sono apparsi nella top 10 globale, mentre gli Exo sono stati la celebrità più seguita di quelle unitesi a Twitter nel 2017.[203] Ai Billboard Music Award 2017, 2018 e 2019 i BTS hanno vinto il premio di Top Social Artist, conferito basandosi interamente sui voti ricevuti via Twitter.[204][205][206] Secondo Sin Chang-seob, amministratore delegato di Twitter Korea, l'uso del social da parte degli artisti K-pop ha fatto accrescere la popolarità di Twitter tra i sudcoreani.[207]

FacebookModifica

Molte compagnie d'intrattenimento fanno uso di piattaforme come Facebook per fare pubblicità e informare sulle loro audizioni globali.[192] I gruppi fanno uso delle pagine di Facebook per promuovere la propria musica e altri contenuti presso un ampio seguito di fan.[208] Questi ultimi usufruiscono del social per esprimere la propria devozione, comunicare tra loro e consumare contenuti K-pop.[209]

Popolarità e impattoModifica

AsiaModifica

GiapponeModifica

In seguito al ritiro, nei tardi anni Novanta, delle sanzioni imposte durante la Seconda guerra mondiale agli scambi commerciali tra Corea e Giappone, il girl group S.E.S fu il primo artista sudcoreano a debuttare in Giappone nel 1998, pubblicando poi il primo album per il mercato nipponico Reach Out nel 1999. La cantante BoA seguì delle lezioni di giapponese durante il periodo da apprendista e, quando esordì nell'arcipelago nel 2002, il fatto che fosse coreana venne ritenuto trascurabile, e il suo stile musicale, unito alla padronanza della lingua, la portarono ad essere considerata parte della scena J-pop.[210] Il suo primo album giapponese Listen to My Heart del 2002 fu il primo disco di un cantante coreano a figurare al primo posto nella classifica Oricon e ad essere certificato dalla RIAJ per aver venduto un milione di copie.[211] Da allora, BoA ha pubblicato altri dischi in giapponese, tutti posizionatisi in vetta alle classifiche.[212]

In seguito al successo giapponese di BoA, il gruppo K-pop TVXQ debuttò in Giappone nel 2005. Nel 2008 il loro sedicesimo singolo giapponese Purple Line raggiunse la vetta delle classifiche, rendendoli il primo gruppo maschile coreano a posizionarsi al primo posto in Giappone.[99][100] Nel 2018 i loro concerti nell'arcipelago furono frequentati da oltre 1,2 milioni di persone, un numero superiore rispetto a quello della popolare band giapponese B'z.[213] Sulla spinta della hallyu, il mercato giapponese vide poi un afflusso di cantanti K-pop come SS501,[214] Shinee,[215] Super Junior,[216] Big Bang,[217] Kara e Girls' Generation.[218] Nel 2011 fu riferito che le vendite degli artisti K-pop erano aumentate del 22,3% rispetto all'anno precedente, e alcuni coreani figurarono nella top 10 degli artisti più venduti in Giappone durante quell'anno. Nel 2019 i BTS furono i primi stranieri a ricevere la certificazione Million per un singolo in Giappone, con Lights/Boy with Luv.[219]

Giacché le tensioni politiche tra Corea e Giappone resistono, l'importazione di prodotti culturali coreani si è trovata a far fronte ad una forma di "anti-hallyu", manifestatasi con proteste in piazza. Tuttavia, il presidente del Consiglio presidenziale sul marchio nazionale ha definito le proteste la prova "di quanto successo abbia la hallyu".[220] Quest'ultima ha influenzato anche le aspirazioni del popolo giapponese, con giovani giapponesi che si sono trasferiti in Corea per diventare star K-pop,[221] debuttando in gruppi di successo come le Twice[222] e le Iz One.[223]

CinaModifica

La cantante cinese Zhang Bichen, membro del girl group K-pop Sunny Days.
Jackson Wang dei Got7 durante un evento a Hong Kong.

Gli anni Novanta videro l'ascesa del K-pop in Cina attraverso gruppi come gli H.O.T. e i Sechs Kies, che generarono investimenti cinesi nell'industria dell'intrattenimento coreana. Da allora gli artisti K-pop hanno riscosso un considerevole successo in Cina: nel 2005 Rain tenne un concerto a Pechino con 40.000 persone.[79] Nel 2010, le Wonder Girls vinsero il premio per le vendite digitali più alte per un artista straniero, con oltre 5 milioni di download, ai China Mobile Wireless Music Awards.[224] La Cina ha trovato nel K-pop un investimento redditizio: secondo la Direttrice delle Comunicazioni per l'Istituto Economico Coreano in America, Jenna Gibson, le vendite di una determinata marca di shampoo crebbero del 630% dopo che venne pubblicizzato dai Super Junior durante un reality show cinese.[225] Il Paese è diventato il principale mercato in cui vengono esportati i prodotti dell'industria sudcoreana dell'intrattenimento.[226] Il 12% delle vendite della SM Entertainment nel 2015 venne registrato in Cina, valore salito al 14,4% nel 2016.[227] La popolarità del K-pop ha anche portato la compagnia cinese di e-commerce Alibaba a comprare, nel 2016, azioni della SM Entertainment per un valore di circa $30 milioni allo scopo di espandersi nel settore della musica online.[228] Quello stesso anno, la Legend Capital China ha investito nella BigHit Entertainment.[225] Agli inizi del 2017, la Cina rappresentava dall'8 al 20% delle vendite totali delle maggiori compagnie d'intrattenimento coreane.[227] Le loro omologhe cinesi si sono a volte fatte carico della parziale gestione di gruppi coreani come le EXID e le T-ara, o di rappresentare gruppi contenenti membri cinesi come gli Uniq e le WJSN.[225]

Inserire membri cinesi nei gruppi K-pop è uno dei modi con cui le agenzie rendono il genere più appetibile e vendibile in Cina. Altre strategie includono assegnare ai membri coreani dei nomi dal suono cinese, pubblicare canzoni o album in lingua cinese o creare sotto-gruppi con membri che parlano prevalentemente mandarino,[228] come gli Exo-M e i Super Junior-M della SM Entertainment.[229]

I metodi dell'industria K-pop per produrre gli idol hanno influenzato le pratiche delle compagnie d'intrattenimento cinesi che, desiderando replicarne il successo con i propri artisti per competere meglio a livello globale, hanno assunto esperti di K-pop. Il reality show cinese Idol Producer ha ulteriormente evidenziato l'impatto del K-pop in Cina, rispecchiando fedelmente il coreano Produce 101.[225] Un certo numero di idol K-pop cinesi, come Han Geng dei Super Junior-M, Kris, Luhan e Tao degli Exo-M, hanno lasciato i rispettivi gruppi per perseguire carriere soliste in madrepatria. Negli anni le compagnie coreane hanno iniziato a concedere più libertà di lavorare da solisti in Cina ai propri idol cinesi.[225] Jackson Wang dei Got7, ad esempio, ha pubblicato numerose canzoni in Cina e, nel 2017, è arrivato in prima posizione nelle classifiche cinesi.[230]

L'ascesa del K-pop ha generato anche un aumento nel numero di turisti provenienti dalla Cina in Corea del Sud: 3,8 milioni di cinesi in più del 2015 visitarono la penisola nel 2016 secondo l'Unione delle associazioni internazionali.[231] Il K-pop ha fatto sì che i giovani cinesi considerassero "cool" la cultura sudcoreana,[232] e ha aiutato a facilitare una maggiore comprensione tra Corea e Cina.[233]

Corea del NordModifica

Nonostante il tradizionale e rigido isolazionismo della Corea del Nord, il K-pop è riuscito a raggiungere il pubblico nordcoreano. Sebbene il consumo di contenuti ludici sudcoreani sia punibile con la morte in Corea del Nord,[234] questi sono diventati sempre più disponibili con l'ascesa globale della tecnologia e la creazione di una rete di contrabbando sotterranea.[235] Inizialmente le canzoni K-pop e i drama coreani venivano masterizzati su DVD, ma le forze dell'ordine avevano trovato il modo di catturare chi li visualizzava, perciò poche persone avevano accesso ai contenuti, considerando il rischio troppo grande.[236] La diffusione nelle case si ebbe con l'avvento e la proliferazione delle chiavette USB e delle SD card, distribuite e vendute sul mercato nero.[237] Alcuni filantropi sudcoreani hanno impiegato droni e aerostati per trasportare i dispositivi,[238] e l'accesso alle unità USB e alle schede SD è aumentato esponenzialmente dal 26% all'81% nel periodo 2010-2014.[239] Gli abitanti della zona di confine che avevano scelto di tenersi lontani dai contenuti banditi spesso non hanno potuto evitare di esservi esposti comunque, perché, a partire dagli anni Cinquanta, entrambi i Paesi hanno effettuato operazioni di propaganda attraverso la DMZ, con la Corea del Sud che ha trasmesso, oltre ai notiziari locali e mondiali, anche canzoni K-pop.[238]

La diffusione del K-pop e dei media coreani è stata cruciale nel presentare la realtà della Corea del Nord ai suoi abitanti, suscitando disordini tra cittadini ed élite riguardo alle disparità delle condizioni di vita all'interno e all'esterno del Paese, tuttavia pochi esperti hanno ritenuto possibile sradicare un regime totalitario grazie alle culture sperimentate attraverso K-pop e serie televisive.[237]

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha mostrato di gradire il K-pop. Nel 2018, Kim ha affermato di essere rimasto "profondamente commosso" dal concerto tenuto a Pyongyang da 150 artisti coreani tra cui Cho Yong-pil e le Red Velvet, la prima esibizione di musicisti sudcoreani alla presenza di un capo di Stato della Corea del Nord.[240][241] A nessun cantante venne chiesto di modificare i testi, i passi di ballo e i costumi di scena delle canzoni, ed il gesto è stato visto come in netto contrasto con le politiche storicamente rigorose di Kim nei confronti dei media stranieri. Gli artisti sudcoreani si sono anche esibiti al fianco di importanti artisti nordcoreani durante la settimana successiva. Le registrazioni di entrambe le esibizioni sono state rese pubbliche in Corea del Sud, mentre nessuna notizia è pervenuta riguardo ad una diffusione in Corea del Nord.[242]

TaiwanModifica

Pur condividendo un passato simile, i taiwanesi hanno sviluppato sentimenti negativi verso la Corea del Sud quando nel 1992 il governo sudcoreano ha interrotto le relazioni diplomatiche con Taiwan per intraprenderne altre con la Cina continentale. Nei primi anni 2000, tuttavia, la hallyu ha contribuito a ricostruire l'immagine della Corea presso i taiwanesi, e molti di essi hanno dichiarato che la musica popolare coreana e i drama hanno aiutato a promuovere un rinnovato interesse e rapporti più sani con la Corea del Sud.[243]

SingaporeModifica

 
Le 2NE1 in concerto al Clarke Quay di Singapore.

A Singapore c'è una florida fan base K-pop, e gruppi come 2NE1, BTS, Girls' Generation, GOT7 e Exo hanno spesso tenuto concerti nel Paese.[244][245] La popolarità del K-pop, al pari di quella per i drama coreani, ha influenzato i gusti estetici dei singaporiani, per esempio per quanto riguarda il taglio di capelli.[246] Il 5 agosto 2017 Singapore ha ospitato il decimo Music Bank World Tour, un concerto organizzato dal programma musicale sudcoreano Music Bank.[247]

MalaysiaModifica

In Malaysia, molti appartenenti ai tre principali gruppi etnici (malesi, cinesi e indiani) preferiscono ascoltare musica nella propria lingua, ma il K-pop è diventato popolare e le aziende locali ne hanno tratto benefici economici.[248] La popolarità del K-pop ha inoltre spinto alcuni politici a portare gli idol nel Paese per attrarre giovani elettori.[249]

IndonesiaModifica

Il K-pop, insieme alle serie TV e ai film coreani, è entrato nella cultura popolare dell'Indonesia, specialmente tra le giovani generazioni, e il genere ha influenzato la musica indonesiana.[250] La popolarità della cultura sudcoreana è andata aumentando sin dai primi anni 2000, cominciando con il boom della cultura dell'Asia orientale.[251]

FilippineModifica

I drama coreani hanno iniziato ad essere trasmessi nelle Filippine nel 2003, causando un'espansione ulteriore della hallyu,[252] ma il K-pop ha ottenuto popolarità soltanto più tardi, attraverso Internet e grazie anche a celebrità espatriate come Sandara Park.[253]

IndiaModifica

Nello stato indiano del Manipur, dove i separatisti hanno bandito i film di Bollywood, i consumatori si sono rivolti alla cultura popolare coreana per il proprio intrattenimento, contrabbandandola dalla vicina Birmania.[254][255][256] Per capitalizzare la popolarità del K-pop in Manipur, molti parrucchieri hanno offerto tagli "in stile coreano" ispirandosi alle boy band coreane.[256][254] Dal Manipur il genere ha iniziato a diffondersi nel Nagaland e in altri Stati del Paese, con festival e competizioni K-pop che attirano migliaia di fan.[257][258]

NepalModifica

In Nepal, il K-pop ha ottenuto popolarità insieme ai film e alle serie televisive coreane. È diventato un genere influente nell'industria musicale locale, e i video musicali K-pop vengono spesso usati come accompagnamento alle canzoni nepalesi su YouTube.[259][260]

VietnamModifica

Il Vietnam ha avuto numerosi contatti con la Corea del Sud in passato, condividendo con essa anche una situazione politica simile, in particolare la divisione del Paese, e ha accolto l'influenza coreana sulla propria popolazione. Il K-pop e la cultura sudcoreana hanno preso piede specialmente grazie ai giovani.[261] Nel 2015, la capitale Hanoi ha ospitato il Music Bank World Tour.[262] Nel 2018, V Live e la RBW Entertainment Vietnam hanno lanciato dei mini-concerti mensili chiamati "V Heartbeat Live", invitando ad esibirsi star sia del V-pop che del K-pop, come Winner, Momoland, IKon e Sunmi.[263][264] Nello stesso anno, Park Ji-yeon ha collaborato con il collega vietnamita Soobin Hoàng Sơn, pubblicando il singolo Between Us sia in coreano che in vietnamita.[265]

Le compagnie di intrattenimento sudcoreane hanno investito nella ricerca di talenti in Vietnam. Nel 2018 la SM Entertainment ha annunciato un sotto-gruppo vietnamita del proprio gruppo NCT per promuovere il V-pop a livello globale,[266] lanciando le sue prime audizioni a Hanoi e Ho Chi Minh.[267] Anche la Cube Entertainment ha tenuto una sessione di provini nel 2018,[268] mentre la Big Hit Entertainment ha avviato una joint venture con la collega CJ E&M per aprire delle audizioni in Vietnam nel 2019.[269]

NordamericaModifica

Dopo aver tenuto alcuni concerti negli Stati Uniti nei primi anni 2010,[270] gli artisti K-pop fecero breccia in Nordamerica nel 2012.[271][13] All'inizio dell'anno, le Girls' Generation eseguirono la versione inglese di The Boys al Late Show with David Letterman e a Live! with Kelly, diventando le prime artiste coreane ad apparire sulla televisione nazionale statunitense,[272] mentre il 13 novembre la cantante americana Madonna e i suoi ballerini ballarono Gangnam Style insieme a Psy durante un concerto al Madison Square Garden di New York.[273] Il 29 gennaio 2013, Billboard, una delle riviste musicali più popolari degli Stati Uniti, lanciò Billboard K-Town, una rubrica online che si occupa di notizie, artisti, concerti e andamenti nelle classifiche dei musicisti K-pop.[274][275][276]

Nel 2015, Mnet organizzò per la prima volta l'annuale festival KCON a Los Angeles;[277] inoltre l'Agenzia delle Entrate sudcoreana comunicò che il 2014 era stato l'anno con il maggior numero di concerti in Nordamerica, e che le attività all'estero avevano generato un aumento del reddito dei cantanti K-pop del 72%.[278] A giugno Apple Music creò le prime playlist esclusivamente di genere K-pop: Getting to Work Out for Girls: K-pop, Fun Driving: K-pop e Behind the Board: Brave Brothers.[279]

Nel 2018, i BTS furono i primi coreani a tenere un concerto in uno stadio statunitense, il Citi Field di New York, facendo il tutto esaurito con 42.000 biglietti venduti,[280] e il loro album Love Yourself: Tear fu candidato ai Grammy Award nella categoria Best Recording Package.[281] L'anno seguente il canale Fox lanciò The Masked Singer, remake della competizione canora sudcoreana Bongmyeon-gawang.[282] Un'analisi dei dati di vendita di Nielsen realizzata da Billboard su diciassette artisti K-pop entrati nelle proprie classifiche nei dieci anni precedenti stimò che le vendite e gli streaming fossero aumentati del 100% ogni anno nei quattro anni precedenti, con un incremento del 166% tra il 2017 e il 2018.[283] Nell'aprile 2019 Tumblr aprì un dominio dedicato interamente al K-pop, kpop.tumblr.com,[284] mentre a luglio gli MTV Video Music Awards lanciarono la categoria Miglior video K-pop.[285]

America LatinaModifica

Molti gruppi idol hanno fan base leali in America Latina.[286][287][288] Dal 2009 al 2012 in Cile e in Perù si sono formati circa 260 fanclub con, rispettivamente, 20.000 e 8.000 membri attivi.[289][290]

Nel marzo 2012, i JYJ, atterrati all'Aeroporto Internazionale Jorge Chávez per il loro tour mondiale, vennero scortati dalle guardie dell'aeroporto verso un'uscita secondaria per ragioni di sicurezza, essendoci circa 3.000 fan ad aspettarli;[291] alcuni di essi si accamparono per giorni fuori dall'Explanada Sur del Estadio Monumental prima dell'evento.[288] Ad aprile, Caracol TV e Arirang TV trasmisero un reality show K-pop contemporaneamente in Colombia.[292] A settembre, Kim Jun-su fu il primo solista ad esibirsi in Brasile e in Messico, e il secondo coreano dopo le Wonder Girls a Monterrey nel 2009, con concerti che fecero il tutto esaurito con largo anticipo.[293]

Nel gennaio 2014, Kim Hyung-jun fu il primo idol K-pop ad esibirsi in Bolivia, e tenne concerti anche in Cile e Perù.[294] Il tour dimostrò la sua popolarità nel continente, con fan e stampa che lo seguirono ovunque andasse, causando problemi al traffico e l'intervento della polizia per ragioni di sicurezza.[295][296]

MessicoModifica

 
Stand del KCON in Messico del 2017.

I media coreani in Messico iniziarono a sperimentare un'ascesa nel 2002, dopo il ritorno del governatore Arturo Montiel Rojas dalla Corea del Sud con prodotti d'intrattenimento.[297][298] I drama esposero il pubblico al K-pop, con gli spettatori che andavano a cercare le colonne sonore delle serie trasmesse. L'arrivo del K-pop in Messico è stato attribuito anche all'influenza dei media giapponesi nel Paese e all'introduzione del gioco Pump It Up: la convention La Mole cominciò a vendere musica e prodotti giapponesi per poi espandersi al K-pop, mentre Pump It Up, mescolando gioco e musica, ha presentato ai giovani messicani i videogiochi sudcoreani e generato un interesse verso il pop della penisola.[299] Nel 2012 si contavano 70 fan club K-pop in Messico, con almeno 60.000 membri complessivi.[300] La KOFICE (Korea Foundation for International Cultural Exchange) e il Centro Culturale Coreano di Città del Messico hanno lavorato spesso in congiunzione con i fan club più grandi: MexiCorea e Hallyu Mexican Lovers sono sostenuti dalla prima, mentre HallyuMx ha lavorato insieme al Centro Culturale Coreano e all'ambasciata coreana in Messico.[299]

Nel 2017 il Paese fu il primo Stato dell'America Latina ad ospitare il KCON: la convention, che durò due giorni, fu frequentata da più di 33.000 persone.[301]

EuropaModifica

 
Fan del K-pop in Polonia.

Nel 2011, Rain diventò il primo artista K-pop ad esibirsi in Germania, durante il Festival musicale di Dresda, mentre i Big Bang vinsero il premio Best Worldwide Act durante gli MTV EMAs in Irlanda del Nord.[186]

Nel 2012 i Beast tennero il loro Beautiful Show a Berlino, con fan non soltanto tedeschi, ma anche provenienti da Francia e Svizzera.[302] Il Music Bank World Tour catalizzò oltre 10.000 fan al Palais Omnisports de Paris-Bercy;[303] artisti come i Beast e le 4Minute si esibirono durante lo United Cube Concert a Londra, dove si tenne inoltre l'MBC Culture Festival.[304] Quando gli Shinee atterrarono all'Aeroporto di Heathrow per un concerto all'Odeon West End, una parte della struttura venne temporaneamente invasa da fan frenetici. Il sistema di prenotazioni del cinema smise per la prima volta di funzionare un minuto dopo la messa in vendita dei biglietti, giacché il concerto aveva causato una risposta particolarmente ampia.[305] Gli Shinee tennero anche un'esibizione da mezz'ora all'Abbey Road Studio: la domanda per i biglietti fu tanto alta che la rivista di moda Elle ne regalò 40 tramite una lotteria, e la performance fu trasmessa in Giappone su sei diversi canali.[220] Sempre nel 2012, i Big Bang vinsero il premio Best Fan ai TRL Awards italiani.[306]

Nel 2019 i BTS furono il primo artista asiatico ad esibirsi al Wembley Stadium, facendo il tutto esaurito ed esibendosi, nell'arco di due serate, per oltre 114.000 fan provenienti, oltre che dal Regno Unito, da Italia, Spagna, Portogallo, Germania e Lituania.[307][308][309]

RussiaModifica

Il K-pop ha sperimentato un'ascesa di popolarità anche in Russia. Nel settembre 2011, 57 gruppi di ballo presero parte al K-pop Cover Dance Festival,[310] il cui secondo round fu giudicato dagli Shinee, che si esibirono davanti ai fan.[311] L'anno seguente dei giovani russi lanciarono la rivista di cultura coreana K-Plus, e venne riferito che il numero di fan russi del genere ammontava a 50.000 persone.[312]

Nel febbraio 2014, Park Jung-min fu il primo artista coreano a tenere un concerto solista a Mosca.[313][314] Dopo di lui si esibirono, nel corso degli anni, anche altri artisti come B.A.P, Got7 e Zico.[315][316][317]

Power degli Exo e Fake Love dei BTS vennero suonate durante la finale del campionato mondiale di calcio 2018,[318] mentre l'8 dicembre su MTV Russia fu lanciato il programma MTCamp con lo scopo di creare un quintetto in stile K-pop.[319]

Medio OrienteModifica

Il K-pop è diventato popolare in Medio Oriente negli anni 2010, in particolare tra i più giovani.[320][321][322] Nel luglio 2011 i fan israeliani incontrarono l'ambasciatore coreano in Israele, Ma Young-sam, e si diressero a Parigi per l'SMTown Live '10 World Tour in Europe.[323] Secondo il dottor Nissim Atmazgin, professore di Studi sull'Estremo Oriente all'Università Ebraica di Gerusalemme, molti giovani vedono il genere come qualcosa che li fa distinguere dalla massa. Nel 2012 c'erano oltre 5.000 fan di K-pop in Israele e 3.000 nei territori palestinesi.[321] Alcuni fan devoti dei due Paesi, considerandosi "missionari culturali", hanno fatto conoscere il K-pop ad amici e parenti, diffondendo ulteriormente la hallyu nelle loro comunità.[324]

Nel 2012, i fan in Turchia hanno superato le 100.000 unità,[320] raggiungendo le 150.000 l'anno successivo.[325] Nel 2011 centinaia di fan si sono presentati al teatro della biblioteca di Maadi al Cairo per l'ultimo round del K-pop Korean Song Festival organizzato dall'ambasciata coreana.[326][327]

Gli ZE:A hanno incontrato i fan a Dubai e tenuto un concerto a Abu Dhabi nel 2012.[328][329] Nel gennaio 2018, Power degli Exo è stata la prima canzone K-pop ad essere trasmessa durante il Dubai Fountain Show.[330] Nel 2019, i Super Junior e gli Stray Kids sono stati i primi artisti coreani ad esibirsi in Arabia Saudita durante il Jeddah Season Festival, mentre i BTS i primi stranieri a tenere un concerto solista in uno stadio del Paese.[331]

OceaniaModifica

La popolarità del K-pop in Oceania ha portato alla creazione di numerosi gruppi di ballo che eseguono cover e insegnano le coreografie. Alla competizione del K-pop World Festival, la AO Crew ha rappresentato l'Australia tre volte (2013, 2014 e 2016); un altro gruppo di cover, IMI Dance, ha aperto il RapBeat Show nel 2017.[332] Diverse scuole di danza hanno cominciato a fornire lezioni di coreografie K-pop, come la The Academy di Sydney, che ha iniziato nel 2016.[333][334]

Dall'Oceania ha avuto origine un certo numero di idol K-pop coreano-australiani e coreano-neozelandesi, come Kevin Kim degli ZE:A, Peter Hyun degli One Way, Rome dei C-Clown, Bang Chan e Felix degli Stray Kids, Hayana delle EvoL, Hanbyul delle LEDapple e Rosé delle Blackpink.[332][335][336]

Nel 2011 il K-pop Music Festival fu tenuto all'ANZ Stadium di Sydney, e vi parteciparono artisti coreani come Girls' Generation, TVXQ, Beast, Shinee, 4minute, Miss A, 2AM e MBLAQ;[337] inoltre provennero numerose richieste di concerti dalla Nuova Zelanda.[338] Nel 2012 i NU'EST visitarono l'Università del Nuovo Galles del Sud come giudici di un concorso K-pop;[339] Psy inoltre andò in tour in Australia dopo che Gangnam Style raggiunse la prima posizione nella classifica ARIA dei singoli.[340] Nel maggio 2016, i B.A.P divennero il primo gruppo K-pop ad esibirsi in Nuova Zelanda, con un concerto a Auckland.[341][342]

La convention KCON fece tappa per la prima volta in Australia nel settembre 2017.[343]

Il K-pop nelle relazioni con l'esteroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Hallyu.

Il 25 maggio 2010, la Corea del Sud rispose al presunto affondamento, causato dalla Corea del Nord, di una nave della marina trasmettendo HuH delle 4Minute nella zona demilitarizzata.[344] Il Nord rispose che avrebbe "distrutto" qualunque altoparlante lungo il confine.[345] Quello stesso anno, The Chosun Ilbo riportò che il Ministero della Difesa stava considerando di installare dei teleschermi da una parte all'altra del confine per trasmettere video musicali di girl group popolari come Girls' Generation, Wonder Girls, After School, Kara e 4Minute nell'ottica di una "guerra psicologica" contro la Corea del Nord.[346] Nel settembre 2012, la Corea del Nord caricò online un video con una foto manipolata della Presidentessa sudcoreana Park Geun-hye che ballava Gangnam Style. Il video la etichettava come una "devota" ammiratrice del sistema di governo autocratico imposto da suo padre, Park Chung-hee.[347]

Secondo un articolo pubblicato dalla rivista di rapporti internazionali Foreign Policy nel 2013, la diffusione della cultura popolare coreana nel Sud-est asiatico, in Asia orientale, in parte del Sudamerica e del Medio Oriente stava mostrando come la graduale cessazione del colonialismo europeo stesse facendo strada e lasciando spazio a forme inaspettate di soft power al di fuori del mondo occidentale.[348] D'altro canto, la rivista The Quietus espresse la preoccupazione che l'identificazione della hallyu come soft power avesse "il sentore della vecchia paura vittoriana del pericolo giallo".[349]

Il presidente statunitense Barack Obama, durante una riunione bilaterale con la presidente sudcoreana Park Geun-hye alla Casa Bianca nel maggio 2013, citò Gangnam Style quale esempio di come la gente di tutto il mondo stesse venendo "spazzata dalla cultura coreana – dalla Korean Wave".[350]

A partire dai primi anni 2010, diversi leader politici hanno riconosciuto l'ascesa mondiale della cultura popolare coreana: nel 2012 il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon parlò del "grande successo globale" della Corea del Sud nei campi della cultura, dello sport e delle arti all'Assemblea nazionale coreana, prima di dichiarare che la hallyu stava "lasciando il proprio segno nel mondo".[351] Pochi giorni prima, la portavoce del dipartimento di Stato americano Victoria Nuland aveva osservato in una riunione quotidiana con la stampa che sua figlia "ama[va] il pop coreano",[352] causando una frenesia mediatica in Corea del Sud dopo che un giornalista della Yonhap News Agency statale organizzò un'intervista con la Nuland descrivendone la figlia adolescente come "pazza per la musica e la danza coreane".[353] Nel novembre 2012, il ministro di Stato britannico del Foreign Office, Hugo Swire, ebbe un incontro con i diplomatici sudcoreani alla Camera dei lord, durante il quale affermò che "come Gangnam Style ha dimostrato, anche la vostra musica è globale".[354]

Nel febbraio 2013, la vicepresidentessa del Perù, Marisol Espinoza, rilasciò un'intervista alla Yonhap News Agency, esprimendo il desiderio che più compagnie sudcoreane investissero nel suo Paese e citando il K-pop come "uno dei principali fattori che hanno fatto desiderare ai peruviani di conoscere meglio la Corea del Sud".[355]

Nell'agosto 2016 venne riferito che la Cina aveva intenzione di bandire le trasmissione coreane e le promozioni degli idol K-pop nel Paese per opporsi allo spiegamento del sistema difensivo THAAD in Corea del Sud.[356][357] Il reportage su queste misure causò un effetto negativo immediato sul valore delle azioni delle agenzie di talenti coreane, sebbene il prezzo poi risalì.[358]

Il 1º aprile 2018, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un assistette ad un concerto K-pop a Pyeongyang.[359]

AnnotazioniModifica

  1. ^ Da non confondersi con l'omonima opera di genere pansori.

NoteModifica

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