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Kanuri
Ali Modu Sherrff crop 2007.jpg
Ali Modu Sheriff, politico nigeriano d'etnia Kanuri, governatore dello stato di Borno (Nigeria)-(2007).
 
Luogo d'origineNigeria, Niger sud-orientale, Ciad occidentale e nord del Camerun.
Popolazione5.000.000 (stima 2013)
LinguaLingua kanuri
ReligioneIslam
Gruppi correlatiKanembu, Zaghawa, Hausa, Shuwa
Massima estensione dell'impero kanuri nel medio-evo.

I Kanuri sono un popolo dell'Africa occidentale e centrale che vivono in prossimità del lago Ciad: nel nord-est della Nigeria nello stato di Borno, nel Niger e nel Camerun. Il censimento nigeriano del 1988 stimava in circa 3.000.000 i Kanuri che vivevano nel paese e quindi si può valutare che oggigiorno l'etnia conti circa 5 milioni di persone, calcolando tutti i paesi interessati.

EtnonimiaModifica

Secondo le fonti ed i contesti, l'etnia viene denominata in molti modi: Aga, Baribari, Beriberi, Beri Beri, Borno, Bornu, Boro, Dagara, Kanouri, Kanouris, Kanoury, Kanuri, Kanuris[1].

I Kanuri sono chiamati «Beriberi» dia loro vicini haussa.

 
Distribuzione dei principali dialetti kanuri: KRT=tumari kanuri; BMS=kanuri di Bilma; KBY=manga kanuri; KNC=kanuri centrale; KBL=kanembu

LinguaModifica

La loro lingua è il kanouri della famiglia linguistica nilo-sahariana, parlata anche in Niger, Camerun e Sudan. I principali dialetti della lingua sono

  • lingua kanuri centrale parlata in Nigeria da circa 3.500.000 di persone[2]
  • lingua manga kanuri parlata perlopiù in Niger, da circa 480.000 persone[3]
  • lingua tumari kanuri 40.000 persone in Niger[4]
  • lingua kanuri di Bilma 20.000 persone intorno sll'oasi di Bilma in Niger[5]
  • lingua kanembu 461.000 persone in Ciad[6]
  • Lingua tarjumo Lingua liturgica usata da alcuni leader musulmani per le cerimonie religiose.[7]

Storia e culturaModifica

 
Guardia cerimoniale dello Shehu del Borno, da un disegno di un visitatore inglese (verso il 1820).

I Kanuri praticano un islam (dal XI secolo) mescolato con culti tradizionali. Sono patrilineari e possiedono degli statuti gerarchici.

Dal 1380 un grande stato (Impero Bornu guidato da un re chiamato Shehu) era sorto nel nord-ovest della Nigeria, dominando su di una vasta area comprendente territori degli attuali, Niger, Ciad e Camerun.
Il suo esercito era formato principalmente da cavalleria leggera ed arcieri. Dopo essere stati sconfitti dall'esercito di Rabat, poco prima dell'arrivo dei coloni europei, i loro cavalieri (considerati i migliori d'Africa) parteciparono massicciamente alle grandi battaglie combattute contro l'avanzata degli europei.
Nel XIX secolo, i Kanuri vennero divisi tra i possedimenti di Gran Bretagna, Francia e Germania.
Nonostante la perdita dello stato, lo Shehu di Borno ha continuato ad esistere come leader spirituale del popolo Kanuri, con sede a Maiduguri, nello stato di Borno (Nigeria), ma riconosciuto anche dai kanuri che vivono nei paesi confinanti.
 
La bandiera Kanuri.

Nel 1954, venne fondato il Borno Youth Movement (BYM) che ha svolto un ruolo importante per la fine del colonialismo, ed in seguito, dopo l'indipendenza della Nigeria, come partito politico regionalista.[8][9]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Mahamat Baba Abatcha, Les populations kanouri de Fort-Lamy, Chari-Baguirmi, Tchad, 1972, 36 p.
  • Jean-Paul Lebeuf, Broderie et symbolisme chez les Kanouri et les Kotoko, 20 p. (Extrait de la revue Objets et Mondes, 1970, tome X, fasc. 4, p. 263-282)
  • Lange, Dierk: "Ethnogenesis from within the Chadic state", Paideuma 39 (1993), 261-277.
  • Rüdiger Köppe Verlag online (2008) Koeppe.de (27. November 2008)
  • Peter Fuchs. Fachi: Sahara-Stadt der Kanuri. 2 vols, Stuttgart: Franz Steiner Verlag Wiesbaden (1989)
  • Peter Fuchs. Fachi: Das Brot der Wüste. Stuttgart: Franz Steiner Verlag Wiesbaden (1983)

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Kanuri. Encyclopædia Britannica. 2009. Encyclopædia Britannica Online. Consultato 2 aprile 2009.
  • Martin J. Malone. Society-Kanuari. Atlante Etnografico: University of Kent a Canterbury r University of Durham (England, UK). Consultato 2009-04-02.
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