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CarrieraModifica

Debutto e primi lavori alla DC Comics (1979-1993)Modifica

Dopo essersi laureata in storia dell'arte al Brooklyn College nel 1979, all'età di soli 21 anni decide di sostenere un colloquio per lavorare alla DC Comics (storica casa editrice di Superman, Batman e Wonder Woman), pur non essendo appassionata di fumetti. Nonostante questo viene assunta come assistente dell'editor e autore Paul Levitz. Come primo incarico, diventa editor della testata antologica House of Mystery, dedicata a storie di genere horror, fantasy e mystery, curando in particolare la serie I…Vampire[2]. La Berger sostiene di essere arrivata a lavorare per la casa editrice nel momento giusto in quanto la DC era reduce dall'anno più difficile della sua storia (il 1978) che aveva visto un collasso delle vendite passato alla storia del fumetto come DC Implosion e, nel 1981, Jenette Khan ne diviene Presidente e Editore[2]. La casa editrice necessità di un profondo rinnovamento che permetterà alla Berger (in accordo con Jenette Khan) di portare l'attenzione su nuovi autori e nuovi generi che esulano da quello supereroistico. Nel 1983 lavora ad un progetto dedicato ad un pubblico femminile, la serie Amethyst Princess of Gemworld, scritta da Dan Mishkin e disegnata da Ernie Colon[2]. Nel 1985 diviene editor della testata di Wonder Woman scritta da George Perez, la quale aveva il compito di rilanciare il personaggio in seguito al reboot di Crisi sulle terre infinite. L'influenza della Berger permise l'inserimento nella serie di tematiche adulte e riportò in luce l'elemento femminista del personaggio, oltre al definire il ruolo cardine di comprimari come Ermes ed Ercole[2]. La Berger non è però interessata particolarmente ai supereroi, soprattutto quelli classici e indirizzati ad un pubblico adolescenziale, il suo desiderio è di promuovere opere che lei stessa leggerebbe e, per sua ammissione, non è cresciuta leggendo fumetti[1]. Questo la porta a ricercare storie che possano rivolgersi a lettori adulti e affrontino tematiche di attualità, storiche, fantasy, horror o crime[1]. L'occasione che poterà ad una svolta nella sua carriera e avrà un grande impatto sulla storia della DC avviene nel 1984 quando diviene l'editor della serie The Saga of the Swamp Thing[3]. La serie aveva rilanciato a partire dal 1982, la Creatura della Palude creata da Len Wein e Berni Wrigthson nel 1971 e che già aveva avuto una serie a lei dedicata (tra il 1972 e il 1976)[3]. Berger prende il posto di Editor dallo stesso Len Wein con il n.25 (dal titolo "The Sleep of Reason") e si ritrova un team creativo che vede ai testi la scrittore britannico Alan Moore (scelto da Wein), e ai disegni Steve Bessette e John Totleben[3]. Da subito è entusiasta delle storie di Moore ed arriva a dichiarare: «Penso che Alan Moore sia il primo scrittore di fumetti mainstream a scrivere per lettori adulti»[3]. Il problema è che la serie viene ancora pubblicata con l'approvazione del Comics Code Authority e per le tematiche e alcuni disegni graficamente espliciti si arriva ad uno scontro con le regole del Codice dei fumetti, ormai in vigore dagli anni cinquanta e avendo concesso poche deroghe[3]. L'albo che crea scatena le polemiche è il n.29 (ottobre, 1984) dal titolo "Love and Death"[3]. Nonostante le obiezioni dell'Autorità sui Fumetti, i vertici della casa editrice a partire dal presidente Khan e da Dick Giordano (redattore capo) appoggiano il lavoro di Moore e della Berger e quindi la serie continua ad essere pubblicata senza il banner del Comics Code Authority ma con l'avvertenza "Mature Readers" (ovvero per lettori adulti)[3]. La Berger ha quindi creato un precedente che le permetterà di aprire la strada a nuove serie e progetti creati per lettori adulti portando quindi i team creativi a poter sperimentare coi generi e delineare storie più sofisticate[3]. Il primo nuovo titolo "Mature Readers" di Karen Berger è Hellblazer che debutta nel 1988 e vede come protagonista John Constantine creato dallo stesso Moore sulle pagine di Swamp Thing, il team creativo che lancia la serie viene dal Regno Unito ed è composto da Jamie Delano e John Ridgway[4]. Difatti in questo periodo la Berger cerca e incontra nuovi autori e artisti britannici quali Grant Morrison, Peter Milligan e Neil Gaiman per portarli a lavorare alla DC su opere che portino nuove idee nei comic statunitensi e che siano indirizzate ad un pubblico adulto[4]. Nasce così la nuova serie su Animal Man di Morrison nel settembre 1988 e l'anno successivo lo scrittore scozzese prende anche le redini della Doom Patrol (dal n.19, febbraio 1989)[4]. Nel 1990 debutta la nuova serie Shade, the Changing Man di Peter Milligan, che reinterpreta il personaggio creato da Steve Ditko con storie psichedeliche e bizzarre, mentre Neil Gaiman si cimenta sulla miniserie Black Orchid[4]. La Berger è particolarmente impressionata dalle sue capacità di scrittore e gli propone di rilanciare in chiave moderna un personaggio della Golden Age quale Sandman[4]. Gaiman rivoluziona completamente il personaggio, arrivando a creare una serie fantasy entrata nella storia del fumetto[5].

Periodo Vertigo (1993-2013)Modifica

Le serie curate da Karen Berger, indirizzate ad un pubblico adulto e realizzate da autori che vanno a formare quella che, tra gli anni ottanta e i primi anni novanta, viene nominata British Invasion, getta le basi per una nuova etichetta editoriale, ovvero la Vertigo, che si propone di adottare un nuovo storytelling, nuove tematiche e un'attitudine al mondo dei comics senza precedenti[4]. La tagline per il nuovo imprint è "The Shock of the New".[4][6]. Questo però è frutto di un processo iniziato diversi anni prima e che ha visto nei titoli curati da Karen Berger la pietra angolare su cui costruire il nuovo progetto editoriale[4]. Infatti è durante un meeting tra il presidente Jenette Khan, Paul Levitz e Dick Giordano che si decide che le serie "Mature Readers", curate come editor dalla Berger, necessitavano di un imprint separato[4]. Tra i due titoli di lancio della Vertigo vi sono la miniserie Death: l'alto costo della vita, spin-off di Sandman con protagonista sua sorella la Morte[4]. L'altro è Enigma, miniserie di Peter Milligan e Duncan Fegredo[4]. La Berger dichiara in proposito: «Sono davvero soddisfatta per la nascita e l'evoluzione della linea (editoriale). Persone che non erano più interessate ai fumetti da quando erano ragazzini, ora possono tornare a guardarli con stupore grazie al materiale fresco e innovativo che proponiamo»[4]. Dopo diversi anni in qualità di curatrice di serie di successo per l'etichetta, nel 2006 la Berger viene nominata Executive Editor Vertigo e Senior Vice-President DC Entertainement, ruolo che le concede maggiore potere decisionale nella scelta delle pubblicazioni, impedendogli al contempo di lavorare a stretto contatto con gli autori come in precedenza. Nel 2007, fonda l'etichetta Minx dedicata ad un pubblico femminile adolescente, la quale chiude dopo appena un anno a causa delle scarse vendite. Nel 2013, in seguito a diversi contrasti con la dirigenza della casa editrice e all'avvento del rilancio The New 52, Karen Berger lascia la DC Comics e il suo incarico di direttore della Vertigo passa a Shelly Bond. Il suo abbandono conclude anche momentaneamente la sua carriera nel mondo del fumetto, che riprende nel 2016.[7].

Quando, nel giugno 2019, la DC annuncia la chiusura dell'imprint Vertigo, Karen Berger dichiara che questa mossa era inevitabile visto l'attuale dirigenza della casa editrice ormai dominata da interessi corporativi[8]. Afferma inoltre che non vi è più interesse da parte del gruppo di prendersi dei rischi a livello creativo, tendenza che in parte rivela i dissapori nati già qualche anno prima tra lei e il presidente dell'epoca Diane Nelson[8]. Contrasti che l'hanno portata nel 2012 ad annunciare l'imminente divorzio da una casa editrice con la quale collaborava dal 1979. L'effettivo abbandono dei suoi ruoli avviene nel marzo 2013[8]. Ribadisce comunque che è stato un onore dirigere un imprint editoriale che, grazie ai suoi collaboratori e autori di talento, «ha cambiato le regole del gioco»[8]. Indubbiamente uno dei principali obbiettivi raggiunti dalla Berger da editor della Vertigo è quello di essere riuscita (tra gli anni novanta e i duemila) ad aver raggiunto una fascia di lettori più adulta, allargando l'interesse verso i fumetti presso il mondo femminile e chi non è allettato dal genere supereroistico[9]. Inoltre la strategia di marketing, ormai seguita da ogni editore, prevedeva che la vita dei comic non si esaurisse nelle fumetterie ma che, attraverso graphic novel e riedizioni in raccolte trade paperback (i volumi rilegati con copertina rigida), le opere raggiungessero le librerie e un visibilità presso un pubblico nuovo e più ampio[9].

La breve collaborazione con Image Comics (2016)Modifica

Dopo tre anni di inattività in seguito all'allontanamento dalla DC, Karen Berger trova l'opportunità e la motivazione di tornare al lavoro grazie alla Image Comics[10]. Lei stessa ammette che una collaborazione di questo tipo sarebbe stata impensabile negli anni novanta[10]. Infatti la linea Vertigo (nata nel 1993) era scaturita, in parte, anche come reazione alla fondazione della Image, avvenuta un anno prima nel 1992[10]. La nuova casa indipendente garantiva agli autori piena libertà creativa e di controllo sui diritti per quanto riguarda i personaggi da loro creati[10]. Anche la Vertigo si è mossa in questa direzione lasciando agli autori la proprietà dei personaggi da loro creati, almeno quando non si riprendevano character già di proprietà della casa editrice come, per esempio, nel caso di Swamp Thing o la Doom Patrol[10]. All'inizio però la differenza a livello creativo non poteva essere più marcata[10]. Come afferma la Berger, la Image puntava sul genere supereroistico con uno storytelling che esaltava l'azione e i disegni dinamici con corpi ipertrofici sullo stile di Rob Liefeld, Jim Lee, Todd McFarlane e Erik Larsen[10]. La Vertigo invece puntava sulla narrazione e i dialoghi con attenzione alle idee e ai generi non supereroistici[10]. A distanza di oltre un ventennio questa differenza è ormai sfumata e la Image produce fumetti che affrontano tematiche e generi tra i più disparati, e le produzioni offerte ricordano alla Berger, per qualità e innovazione, i primi anni della Vertigo[10].

Qualcosa però non funziona nel rapporto tra Image e Karen Berger. Il 28 settembre 2016 debutta la serie Surgeon X, curata dalla Berger come editor, scritta da Sara Kenney e disegnata da John Watkiss. Subito dopo però Karen intavola delle trattative con la Dark Horse Comics, casa editrice indipendente e rivale storica della Image. Questa gli garantisce un suo imprint (denominato Berger Books) e condizioni lavorative che la portano a lasciare la Image e passare alla Dark Horse.

Dark Horse Comics: Berger Books (dal 2017)Modifica

Nel 2017 viene annunciata una nuova etichetta curata e fondata dalla Berger per la casa editrice Dark Horse, che prende il nome di Berger Books[11]. Karen Berger si dice entusiasta della possibilità di lavorare con lo staff della Dark Horse, che gli ha garantito la possibilità di tornare a lavorare come editor di un imprint dove vi sia spazio per sperimentare con i generi collaborando con autori e artisti talentuosi, capaci di proporre idee innovative[1]. Ovviamente come nel caso della Vertigo, i Berger Books sono contrassegnati dal banner "Mature Readers" (ovvero per lettori adulti)[1]. Per la Berger si tratta di un ritorno a quanto fatto nella seconda metà degli anni ottanta e con la Vertigo fin quando gli è stato possibile[1]. La linea editoriale debutta il 31 gennaio 2018 con la miniserie Kitchen Knightmares: Hungry Ghost[1]. Ai testi vi è il celebre autore, chef e pluripremiata star televisiva Anthony Bourdain, coadiuvato dall'acclamata scrittrice Joel Rose, mentre i disegni sono affidati ad Alberto Ponticelli e Vanessa del Rey[1]. Il duo Bourdain-Rose ha già collaborato alla graphic novel Get Jiro!, titolo best-seller del New York Times[1]. L'opera era stata pubblicata dalla Vertigo. Si tratta del titolo che apre alla prima ondata di pubblicazioni del Berger Books che prevedono serie regolari e graphic novel[1]. Tra queste vi sono: Incognegro: Renaissance (trattante il tema del razzismo), prequel della graphic novel Incognegro: A Graphic Mistery, pubblicata 10 anni prima; la nuova serie Mata Hari di Emma Beeby, Ariela Kristantina e Pat Missoni; The Seeds di Ann Nocenti e David Aja[1]. Compito dell'imprint della Berger è anche quello di recuperare in nuove edizioni opere del passato e la prima è The Originals di Dave Gibbons, vincitrice dell'Eisner Award per il miglior album grafico nel 2005[1]. L'edizione Berger Books è in formato "Oversized" (ovvero con dimensioni maggiori di un comic book o raccolta regolari) e vi sono inoltre 32 pagine di materiale inedito[1].

Premi e riconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Karen Berger, in "Berger Books: Where comics are now", in DC Previews n.350,  pp.38-39
  2. ^ a b c d Mara Famularo, Karen Berger, la signora Vertigo, su Fumettologica, 26 gennaio 2016. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  3. ^ a b c d e f g h Les Daniels, in "Swamp Thing - Mulch Ado about Bayou, in DC Comics: a celebration of the world's favorite comic book heroes,  pp.160-163
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Les Daniels, in "On the Verge of Vertigo - Comics on the Cutting Edge", in DC Comics: a celebration of the world's favorite comic book heroes,  pp.224-227
  5. ^ www.vulture.com, https://www.vulture.com/2008/07/neil_gaiman_may_not_be.html. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  6. ^ Sequential Tart: Karen Berger - A Touch of Vertigo (vol IV/iss 1/January 2001), su www.sequentialtart.com. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  7. ^ Claudio Scaccabarozzi, Image Comics: Surgeon X segna il ritorno di Karen Berger, su BadComics.it, 12 novembre 2016. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  8. ^ a b c d (EN) Vertigo (former) Editor Karen Berger Reacts to DC Retiring the Imprint. URL consultato il 1º agosto 2019.
  9. ^ a b (EN) Vertigo: How the DC Imprint Changed Comics Forever. URL consultato il 1º agosto 2019.
  10. ^ a b c d e f g h i Karen Berger, in "Industry Perspectives: Pretty Crazy, Huh?", in Image+ n.3,  pp.46-47
  11. ^ Claudio Scaccabarozzi, Dark Horse dà vita a Berger Books, la collana diretta da Karen Berger, su BadComics.it, 20 febbraio 2017. URL consultato il 1º febbraio 2019.

BibliografiaModifica

  • (EN) Daniels Les, DC Comics: A Celebration of the World's Favorite Comic Book Heroes, New York, Watson-Guptill Publications, 2003.
  • (EN) AA.VV., Image+ n.3, Berkeley (California), Image Comics, 2016.
  • (EN) AA.VV., Previews n.350, Hunt Valley MD, Diamond Comic Distributions, 2017.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN307172919 · ISNI (EN0000 0004 2851 3043 · LCCN (ENno2014022366 · WorldCat Identities (ENno2014-022366