Karijotas

Figlio di Gediminas e duca di Navahrudak

Karijotas o Koriat (battezzato in Michal) (... – tra il 1358 e il 1363) era uno dei figli di Gediminas, Granduca di Lituania, e duca di Navahrudak (in lituano: Naugardukas) e Vaŭkavysk (in lituano: Valkaviskas).

BiografiaModifica

Secondo lo storico polacco Jan Tęgowski, nacque probabilmente tra il 1305 e il 1308[1] e fu battezzato prima del 1349.[2]

Nel 1349 Algirdas lo inviò insieme a due dei suoi figli, Aikštas o Eikšis di Eišiškės (un insediamento situato al confine tra la Bielorussia e la Lituania) e Simeone di Svislač (in Bielorussia),[3] da Jani Beg, khan dell'Orda d'Oro, per negoziare un'alleanza contro i cavalieri teutonici e il Granducato di Mosca, in quel periodo in forte espansione.[4] Tuttavia, Jani Beg preferì consegnare Karijotas a Simeone di Russia in cambio di un riscatto.

ErediModifica

Non è chiaro quanti figli ebbe Karijotas. Il numero varia tra 4[5] e 10,[6] Sono disponibili dati affidabili su quattro di questi: Alessandro, Giorgio, Costantino e Teodoro, che aiutarono Algirdas, Granduca di Lituania, a sconfiggere i tatari nella battaglia delle Acque Blu nel 1363. In cambio ricevettero la Podolia.[7] Alessandro (morto intorno al 1380) fu coinvolto nelle guerre di Galizia-Volinia tra suo zio Liubartas e Casimiro III di Polonia. Nel 1366 Aleksander ricevette Volodymyr-Volyns'kyj da Casimir per i servigi prestati contro suo zio.[8] Solo quattro anni più tardi, a seguito della morte di Casimir, Liubartas riconquistò la città. Giorgio (morto nel 1375 in Moldavia) inizialmente sostenne Alessandro, ma fu avvelenato subito dopo aver accettato l'invito a diventare sovrano della Moldavia.[9] Costantino, dopo l'unione di Krewo del 1385, si trasferì in Ungheria e si spense nel 1389 circa. Teodoro (morto nel 1414) ereditò Navahrudak da suo padre e dopo la morte degli altri fratelli, nel 1389 circa, divenne sovrano dell'intera Podolia. Nel 1392 rinunciò a seguire Vytautas il Grande e dovette fuggire in Ungheria, dove governò Mukačevo e vi fece costruire il castello di Palanok.[9] Anche Dmitri Bobrok è spesso indicato come uno dei figli di Karijotas.[10]

NoteModifica

  1. ^ (PL) Jan Tęgowski, Pierwsze pokolenia Giedyminowiczów, Poznań-Wrocław: Wydawnictwo Historyczne, 1999, ISBN 8391356310, pp. 164-165.
  2. ^ (PL) Jan Tęgowski, Pierwsze pokolenia Giedyminowiczów, Poznań-Wrocław: Wydawnictwo Historyczne, 1999, ISBN 8391356310, p. 166.
  3. ^ (LT) Mečislovas Jučas, "Karijotas" in Vytautas Spečiūnas (ed.), Lietuvos valdovai (XIII-XVIII a.): enciklopedinis žinynas Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2004, ISBN 5-420-01535-8, p. 45.
  4. ^ (EN) S.C. Rowell, Lithuania Ascending, Cambridge University Press, 2014, ISBN 978-11-07-65876-9, p. 114.
  5. ^ (LT) Simas Sužiedėlis, "Karijotas", Encyclopedia Lituanica, III, Boston, Massachusetts: Juozas Kapočius, ed. 1970-1978, LCC 74-114275, pp. 47-48.
  6. ^ (LT) Zenonas Ivinskis, "Eikšis" in Vaclovas Biržiška (ed.), Lietuviškoji enciklopedija, 7, Kaunas: Spaudos Fondas, 1939, pp. 577–578.
  7. ^ (EN) Robert I. Frost, The Oxford History of Poland-Lithuania (vol. 1), Oxford University Press, 2018, ISBN 978-01-92-56814-4, p. 24.
  8. ^ (EN) Thomas Wünsch; Andrzej Janeczek, An Der Grenze Des Lateinischen Europa: Integration und Segregation in Rotreussen, 1350-1600, Institute of Archaeology and Ethnology of the Polish Academy of Sciences, University of Constance, 2004, ISBN 978-83-89-49917-2, p. 133.
  9. ^ a b Jonas Zinkus et al., "Karijotaičiai", Tarybų Lietuvos enciklopedija, 2, Vilnius: Vyriausioji enciklopedijų redakcija, 1986, p. 218.
  10. ^ (PL) Jan Tęgowski, Pierwsze pokolenia Giedyminowiczów, Poznań-Wrocław: Wydawnictwo Historyczne, 1999, ISBN 8391356310, pp. 170-171.

Voci correlateModifica