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Karl Lagerfeld

stilista, fotografo e regista tedesco
Karl Lagerfeld nel 2014

Karl Otto Lagerfeld (Amburgo, 10 settembre 1933[1][2][3]Neuilly-sur-Seine, 19 febbraio 2019[4]) è stato uno stilista e fotografo tedesco. Ha reso il suo nome sinonimo di indipendenza creativa, collaborando con varie etichette di moda. È stato direttore creativo di Fendi insieme a Silvia Venturini Fendi e di Chanel oltre ad aver firmato una sua linea.

BiografiaModifica

OriginiModifica

Karl Lagerfeld nacque figlio unico di Christian ed Elisabeth Lagerfeld ad Amburgo, in Germania. La famiglia di suo padre era proprietaria di una banca d'affari svedese[senza fonte] che fece fortuna introducendo il latte condensato in Germania. La madre, invece, era tedesca.

Per diversi anni è stato fatto mistero sulla sua data di nascita. La scrittrice Alicia Drake sostiene che sia nato nel 1933, in quanto Lagerfeld sarebbe stato compagno di classe di alcuni suoi parenti e conoscenti.[5] Un'annotazione sul registro dei battesimi indica come data di nascita il 10 settembre 1933[1][2] anche se Lagerfeld sostenne sempre di essere nato nel 1935.[6] I registri di nascita, in Germania, non sono aperti a ispezioni pubbliche, e sono stati interpellati i suoi vecchi insegnanti e compagni di classe per avere conferma della data di nascita. Altri, invece, indicano come 1938 il suo anno di nascita.[7]

Insieme a sua madre, Lagerfeld emigrò a Parigi nel 1953. Nel 1955 vinse un concorso per un cappotto sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana e gli fu assegnato un posto da Pierre Balmain. Vinse anche il concorso per un premio di vestiti sponsorizzato da Yves Saint Laurent. Ricordò nel 1976:

«Yves lavorava per Dior. Altri giovani che conoscevo e che lavoravano per Balenciaga pensavano che fosse Dio, invece io non ero così impressionato»

Dopo tre anni si trasferì da Jean Patou e al riguardo disse:

«Io mi annoiavo anche qua, perciò mi licenziai e provai a ritornare a scuola, ma qui non studiavo, quindi ho passato per lo più due anni sulle spiagge - suppongo di aver studiato la vita in questo modo»

Con i soldi della sua ricca famiglia, aprì un piccolo negozio a Parigi. In questo periodo volle spesso consultarsi con Madame Zereakian, la veggente armena di Christian Dior. Lagerfeld poi ha rivelato: "Mi disse che avrei avuto successo nel campo della moda e dei profumi".

AttivitàModifica

Nel 1980 fondò la sua etichetta, chiamata Lagerfeld, che lanciava profumi e linee di vestiti. Lagerfeld ha collaborato con la svedese H&M, griffe internazionale di moda. Il 12 novembre 2001, H&M offrì un'edizione limitata di diverse creazioni di Lagerfeld, sia per donne sia per uomini, in punti di vendita selezionati, che andarono venduti in soli pochi giorni. Lagerfeld non ha avuto timore di contaminare la sua immagine lavorando con marche di basso profilo, sebbene in passato abbia lavorato fianco a fianco con Wolford, disegnatore di calze e maglieria intima destinate a un pubblico esclusivo.

 
Lagerfeld con Hermann Bühlbecker, Alberto II di Monaco e la principessa di Monaco Charlène Wittstock

Per la sua linea di abbigliamento, chiamata inizialmente "Lagerfeld Gallery" e in seguito "Karl Lagerfeld", a Parigi hanno sfilato le più importanti supermodelle, tra le quali spicca Claudia Schiffer, la sua prediletta.[8] Nel 2004 ha disegnato alcuni completi per artisti musicali di fama internazionale, come nel caso del Re-Invention Tour di Madonna e dello Showgirl Tour di Kylie Minogue. Lagerfeld è stato anche un fotografo e tra le tante star immortalate figura anche Marilyn Manson. Produsse Visionaire 23: The Emperor's New Clothes, una serie di foto di nudi di modelle e celebrità.

Lagerfeld è stato il direttore dei disegnatori della Maison Chanel. Inoltre, ha ricoperto per diversi anni il ruolo di direttore creativo della Maison Fendi.

 
A Lagerfeld è stato riconosciuto il grande uso del logo "CC" di Chanel negli anni '80

Ha collaborato per anni anche con la Maison Chloé. In qualità di fotografo, spesso scattava personalmente le immagini per le campagne pubblicitarie delle case di moda che dirigeva. Nel 2005 lo stilista è stato anche protagonista del Signé Chanel. Lo show era incentrato sulle sue creazioni autunno/inverno 2004-2005 per la collezione Chanel. Il programma è stato poi trasmesso da Sundance Channel negli Stati Uniti nell'autunno 2006 e da Rai 5 nel 2012.

Il 18 dicembre 2006 Lagerfeld ha annunciato il lancio di una nuova collezione uomo-donna nominata K Karl Lagerfeld, che includeva magliette attillate e una vasta gamma di jeans. Appassionato di architettura, era grande amico di Zaha Hadid, alla quale ha commissionato il Mobile Art Pavilion per Chanel.[9] A Tadao Andō ha invece affidato la realizzazione della sua casa-studio a Biarritz, in Francia. Sul noto architetto giapponese Lagerfeld ha scritto un libro, intitolato Tadao Ando - Vitra house. Dal 2010 ha firmato per quattro stagioni le collezioni di Hogan, per cui ha ripensato i modelli classici del brand (come sneaker e ballerine).

Nel 2011 Lagerfeld si sottopose a una dieta perdendo 42 kg in tredici mesi, seguendo un percorso creato appositamente dal dottor Jean-Claude Houdret, che ne ha tratto un libro chiamato The Karl Lagerfeld Diet (ISBN 1-57687-251-3).

«Ho improvvisamente cercato di vestirmi diversamente, per vestire abiti disegnati da Hedi Slimane. Ma queste mode sono indossate da ragazzi veramente molto magri e non per uomini della mia età - questo fatto mi richiese di perdere 40 kg. Ci misi esattamente tredici mesi!»

A inizio 2012, per dare il tono della collezione primavera-estate della Maison Chanel, Lagerfeld ha scelto uno gioiello di Suzanne Belperron in calcedonio.[10][11] Ha firmato il numero di maggio 2012 di Architectural Digest, dove ha svelato il suo appartamento di Parigi, i suoi ultimi progetti e la sua collezione di gioielli del Suzanne Belperron.[12][13] Nel 2012, dopo un anno di intenso lavoro, il museo delle cere di Amburgo, Das Panoptikum, gli ha reso omaggio commissionando una statua in cera dedicata alla sua figura.[14]

Il 22 gennaio quando Chanel aveva presentato al Grand Palais di Parigi la collezione di haute couture per la primavera/estate 2019, Karl Lagerfeld, in quell'occasione e per la prima volta nella sua carriera, non era apparso alla fine della sfilata, facendosi sostituire da Virginie Viard, suo braccio destro. Lo staff di Chanel aveva dichiarato: "Lagerfeld non verrà, si sente stanco".[15]

MorteModifica

A seguito di complicazioni di salute nel gennaio 2019, Lagerfeld è stato ricoverato all'ospedale di Parigi nel sobborgo parigino Neuilly-sur-Seine il 18 febbraio. È morto lì la mattina seguente per complicazioni del tumore al pancreas.[16][17] Lagerfeld non ha richiesto alcun funerale formale con piani di cremazione e ceneri sparse in luoghi segreti accanto a sua madre e al suo compagno, Jacques de Bascher.[18]

Lagerfeld è stato commemorato il 20 giugno 2019 al Grand Palais con "Karl For Ever", una celebrazione della vita del designer, che ha caratterizzato una retrospettiva di carriera che ha messo in evidenza i suoi incarichi a Chloé, Fendi e Chanel.[19] Al tributo di 90 minuti hanno partecipato 2.500 ospiti. Quasi 60 giganteschi ritratti erano in mostra all'interno del padiglione, che ha ospitato molte collezioni di passerelle Chanel.[20] La cerimonia includeva anche letture ed esibizioni musicali di Tilda Swinton, Cara Delevingne, Helen Mirren, Pharrell Williams e Lang Lang.[21][22] La produzione è stata messa in scena dal regista teatrale e operistico Robert Carsen.[23]

Dopo il memoriale, la casa di Karl Lagerfeld ha annunciato a luglio 2019 lo sviluppo di "The White Shirt Project".[24] In omaggio al suo omonimo fondatore, questa collaborazione celebra l'eredità del defunto designer con una collezione di camicie bianche iconiche reinventate.[25]

Lagerfeld una volta disse: "Se mi chiedi cosa mi piacerebbe di più aver inventato nella moda, direi la camicia bianca. Per me, la camicia bianca è la base di tutto. Tutto il resto viene dopo".[26][27]

Il progetto globale, che è stato curato dal consigliere di stile Karl Lagerfeld, Carine Roitfeld, presenta progetti di Cara Delevingne, Kate Moss, Tommy Hilfiger, Diane Kruger e Takashi Murakami.[28][29]

Vita privataModifica

È stato il proprietario di una libreria nella città di Parigi, e possessore di un gatto di nome "Choupette" che vanta un grande seguito sul social network Instagram.[30]

Lagerfeld era famoso per i suoi caratteristici capelli bianchi, occhiali da sole neri, guanti senza dita e alti colletti staccabili inamidati.

Perdita di pesoModifica

Nel 2001 Lagerfeld perse 42 kg. Spiegò: "Improvvisamente volevo vestirmi in modo diverso, indossare abiti disegnati da Hedi Slimane...ma queste mode, modellate da ragazzi molto, molto magri e non da uomini della mia età, mi ha richiesto di perdere almeno 40 kg. Mi ci sono voluti esattamente 13 mesi."[31]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (DE) Gisela Reiners, Der große Karl wird doch schon 80, in Die Welt, 7 luglio 2013. URL consultato il 10 settembre 2013.
  2. ^ a b (DE) Axel Veiel, Karl Lagerfeld und die Pirouetten des rastlos Kreativen, in Badische Zeitung, 10 settembre 2013. URL consultato il 29 settembre 2014.
  3. ^ (EN) Karl Lagerfeld Biography, A&E Television Networks, settembre 2013. URL consultato il 29 settembre 2014.
  4. ^ È morto Karl Lagerfeld. Il mondo della moda in lutto per la scomparsa del direttore creativo di Chanel e Fendi, su D.it Repubblica, 19 febbraio 2019. URL consultato il 19 febbraio 2019.
  5. ^ In the now. Where Karl Lagerfeld lives, su newyorker.com. URL consultato il 10 settembre 2013.
  6. ^ Lagerfeld svela la sua età | Gossip | Il Secolo XIX
  7. ^ Top Fashion Designers, su topfashiondesigners.co.uk. URL consultato il 10 settembre 2013 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2013).
  8. ^ Il caso delle foto di Claudia Schiffer per i 20 anni di amicizia con Karl Lagerfeld - Modalizer.com, su modalizer.com. URL consultato il 9 luglio 2012.
  9. ^ A Parigi Il Mobile Art Pavilion Di Zaha Hadid
  10. ^ (FR) France Television - Prima della sfilata Chanel 2012, su FranceTV.fr, 24 gennaio 2012.
  11. ^ (FR) Karl Lagerfeld, l'imperatore degli stili – Madame Figaro, su karl.com, 2012 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2013). «Karl Lagerfeld: Ho una passione per i gioielli di Suzanne Belperron»
  12. ^ Laurence Mouillefarine, Les trésors de Suzanne Belperron, AD / Architectural Digest - Edizione francese, maggio 2012, p. 180.
  13. ^ (EN) Cathy Horyn, Suzanne Belperron: Modern, Before the World Was, in New York Times, 20 dicembre 2012.
  14. ^ Karl Lagerfeld al museo delle cere di Amburgo
  15. ^ Karl Lagerfeld: è morto il direttore creativo di Chanel, su Drexcode | Fashion Blog, 19 febbraio 2019. URL consultato il 23 aprile 2019.
  16. ^ (EN) A. O. L. Staff, Report: Karl Lagerfeld had been diagnosed with pancreatic cancer, su AOL.com. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  17. ^ (EN) Fashion designer Karl Lagerfeld dies, 19 febbraio 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  18. ^ (EN) Jacques de Bascher, a truly naughty boy, su Paris Diary by Laure, 10 luglio 2017. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  19. ^ (EN) Karl For Ever: In Paris, the Fashion Industry Pays Tribute to Karl Lagerfeld, su Vogue. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  20. ^ (EN) Tilda Swinton, Helen Mirren and More Pay Tribute to Karl Lagerfeld in Paris Memorial Celebration, su The Hollywood Reporter. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  21. ^ (EN) Cathy Horyn, Inside the Spectacular Tribute for Karl Lagerfeld, su The Cut, 21 giugno 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  22. ^ (EN) Guy Trebay, Remembering Karl Lagerfeld, in The New York Times, 21 giugno 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  23. ^ (EN) Karl For Ever: This is How the World of Fashion and Friends of the Designer Paid Their Tribute, su Vogue Arabia, 23 giugno 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  24. ^ (EN) Miles Socha, Miles Socha, EXCLUSIVE: Kate Moss, Cara Delevingne to Create White Shirts Honoring Karl Lagerfeld, su WWD, 11 luglio 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  25. ^ (EN) The White Shirt Project: A Tribute to Karl Lagerfeld Exclusively Available at Farfetch, su www.farfetch.com. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  26. ^ (EN) Amy de Klerk, The house of Karl Lagerfeld pays tribute to late designer with celebrity collaborations, su Harper's BAZAAR, 18 settembre 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  27. ^ Honoring Karl Lagerfeld with “The White Shirt Project”, su Whitewall, 18 settembre 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  28. ^ (EN) Miles Socha, Miles Socha, EXCLUSIVE: Karl Lagerfeld Tribute Shirts Feature Tattoos, Handwritten Messages, su WWD, 16 settembre 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  29. ^ (EN) The Tribute | Iconic Styles by Karl Lagerfeld | Shop Karl.com, su The Tribute | Iconic Styles by Karl Lagerfeld | Shop Karl.com. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  30. ^ Enrico Sanchi, Karl Lagerfeld: moda in lutto per la scomparsa dello stilista, su Life&People Magazine, 19 febbraio 2019. URL consultato il 16 settembre 2019.
  31. ^ Karl Lagerfeld, Jean-Claude Houdret e Ingrid Sischy, The Karl Lagerfeld diet, New York, NY : PowerHouse Books, 2005. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  32. ^ Grazia
  33. ^ Paris Match

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