Karl Theodor von Dalberg

arcivescovo cattolico tedesco, principe primate della Confederazione del Reno e granduca di Francoforte

Karl Theodor Anton Maria von Dalberg (Mannheim, 8 febbraio 1744Ratisbona, 10 febbraio 1817) fu principe-arcivescovo di Magonza, arcicancelliere del Sacro Romano Impero, e successivamente principe primate della Confederazione del Reno e granduca di Francoforte durante il dominio napoleonico in Germania.

Karl Theodor Anton Maria von Dalberg
arcivescovo della Chiesa cattolica
Bischof Dalberg.jpg
Dalberg AB.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato8 febbraio 1744 a Mannheim
Ordinato presbitero3 febbraio 1788
Nominato arcivescovo10 marzo 1788 da papa Pio VI
Consacrato arcivescovo31 agosto 1788 dall'arcivescovo Friedrich Karl Joseph von Erthal
Deceduto10 febbraio 1817 (73 anni) a Ratisbona
Firma
Signatur Karl Theodor von Dalberg.PNG
 
Karl Theodor von Dalberg
Portrait of Karl Theodor von Dalberg by Franz Stirnbrand.jpg
Karl Theodor von Dalberg in un ritratto di Franz Stirnbrand
Principe Primate della Confederazione del Reno
Stemma
Stemma
In carica settembre 1806 –
5 febbraio 1813
Predecessore carica creata
(Francesco II d'Asburgo-Lorena come Imperatore del Sacro Romano Impero)
Successore Eugenio di Beauharnais
Granduca di Francoforte
In carica 16 febbraio 1810 –
5 febbraio 1813
Predecessore titolo creato
Successore Eugenio di Beauharnais
Principe di Ratisbona
In carica 27 aprile 1803 –
6 gennaio 1810
Predecessore titolo creato
Successore titolo abolito
Nome completo (DE) Karl Theodor Anton Maria von Dalberg
Altri titoli Principe di Aschaffenburg
Nascita Mannheim, 8 febbraio 1744
Morte Ratisbona, 10 febbraio 1817
Religione Cattolicesimo
Firma Signatur Karl Theodor von Dalberg.PNG

BiografiaModifica

I primi anni e la carriera ecclesiasticaModifica

Proveniente dall'antica famiglia patrizia cattolica e cosmopolita di Dalberg, crebbe poliglotta, parlava perfettamente francese e tedesco. Nato a Herrnsheim, era figlio di Franz Heinrich, (amministratore di Worms e capo dei consiglieri dell'arcivescovo di Magonza) e fratello di Marianne, Wolfgang Heriberg e Johann Friedrich Hugo von Dalberg. Karl studiò diritto canonico presso l'Università di Heidelberg, continuando poi i propri studi a Magonza dal 1754. Alla fine del 1762 intraprese un grand tour in Italia ed in Francia, dal quale tornò due anni dopo. A Roma ebbe l'opportunità di conoscere l'archeologo Johann Joachim Winckelmann e di proseguire i propri studi legali presso l'Università di Pavia.

Intrapresa la carriera ecclesiastica, nel 1772 venne nominato governatore di Erfurt, exclave della diocesi di Magonza, carica nella quale ebbe modo di dimostrare le proprie abilità anche in campo amministrativo, oltre ad entrare in contatto con molte realtà dell'illuminismo tedesco a lui vicine, come la Società delle muse di Weimar e la riorganizzazione dell'università di Erfurt che proprio in quegli anni andava compiendosi.

Nel 1779, divenne canonico nella cattedrale di Würzburg e dal 1786 ottenne la medesima carica anche a Magonza, oltre che a Worms ed a Costanza. Nel 1787 venne eletto coadiutore della cattedrale di Magonza con diritto di successione al vescovo in carica, nonché vescovo di Worms, e nel 1788 venne eletto vescovo di Costanza. Nel 1789 Dalberg divenne membro dell'Accademia Cesarea Leopoldina, dell'Accademia delle scienze di Baviera, dell'Accademia delle scienze di Gottinga e dell'Accademia Reale Prussiana delle Scienze.

Come uomo di stato Dalberg si distinse per le proprie attitudini patriottiche, anche in materia ecclesiastica, nelle quali seguì la visione del febronianesimo della nazione tedesca, in modo da risvegliare la macchina ormai atrofizzata dell'impero di Germania. Avendo fallito in questo, egli si rivolse a Napoleone, credendo nei suoi ideali. Fu inoltre membro degli Illuminati col nome di Baco di Verulam e prefetto della congregazione per la città di Erfurt.

Il periodo napoleonicoModifica

Ma con il Trattato di Lunéville nel 1801, nel quale tutti i territori sulla riva destra del Reno vennero ceduti alla Francia, Dalberg concedette Worms, Costanza e anche Magonza. Ad ogni modo, egli mantenne per sé il principato di Aschaffenburg e nel 1803 ottenne il Reichstädte Wetzlar e Ratisbona come i territori del Vescovato di Ratisbona. Magonza, infine, venne annessa dalla Francia, e Dalberg fu trasferito a Ratisbona, che fu nell'occasione elevata al rango di arcidiocesi. Nel 1802 divenne arcivescovo-elettore di Magonza e arcicancelliere dell'Impero.

Nel 1806, assieme ad altri principi, si separò dal Sacro Romano Impero ed aderì alla Confederazione del Reno. Diede formalmente le dimissioni dal titolo di arcicancelliere dell'imperatore Francesco II e da Napoleone venne nominato principe primate della Confederazione del Reno.

Nel 1809 il Reichsstadt di Francoforte venne incluso tra i territori del Trattato di Schönbrunn e venne elevato al rango di Granducato di Francoforte. Ad ogni modo i suoi territori furono incrementati, ma dovette cedere Ratisbona alla Baviera.

Nel 1813 il 5 febbraio in Francoforte sul Meno rifondò l'Ordine della Concordia e ne fu S.A.S.il Gran Maestro, diede le dimissioni da tutti i suoi incarichi, eccetto da quello di arcivescovo di Ratisbona, in favore del figliastro di Napoleone Eugenio di Beauharnais, che ne fu erede sino al 1810.

Morì nel 1817.

Ricordato come personalità di grande cuore e di grande cultura, fu amico di Goethe, Schiller e Wieland. Come loro fu massone, membro della Loggia Carl zu den drei Rädern di Erfurt.

Genealogia episcopale e successione apostolicaModifica

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

OnorificenzeModifica

  Gran Maestro dell'Ordine della Concordia
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore

BibliografiaModifica

  • Karl von Beaulieu-Marconnay, Karl von Dalberg und seine Zeit, Weimar 1879.
  • Konrad M. Färber u.a. (Hg.), Carl von Dalberg: Erzbischof und Staatsmann (1744–1817), Regensburg 1994. – ISBN 3-927529-03-6
  • Konrad M. Färber, Dalberg, Bayern und das Fürstentum Regensburg. Neue Quellen aus den Archiven von Wien und Paris, in: Zeitschrift für bayerische Landesgeschichte 49,3 (1986) 695–717.
  • Konrad M. Färber, Kaiser und Erzkanzler. Carl von Dalberg und Napoleon am Ende des Alten Reiches, Regensburg 1994.
  • Reinhard Grütz, Erfurt im Schatten der Französischen Revolution Regierungspraxis und Staatstherorie Carl Theodor von Dalbergs (Erfurter Theologische Schriften Band 28), Leipzig 2000.
  • Karl Hausberger (Hg.), Carl von Dalberg. Der letzte geistliche Reichsfürst (= Schriftenreihe der Universität Regensburg 22), Regensburg 1995.
  • Karl Hausberger, Geschichte des Bistums Regensburg, Bd. 2: Vom Barock bis zur Gegenwart, Regensburg 1989, 94–104.
  • Michael Ludscheidt, Aufklärung in der Dalbergzeit. Literatur, Medien und Diskurse in Erfurt im späten 18. Jahrhundert (Schriften der Bibliothek des Evangelischen Ministeriums Erfurt, Bd. 1), Erfurt 2006.
  • Georg Schwaiger, Carl Theodor von Dalberg. Erzbischof von Regensburg (1805 - 1817), in: Beiträge zur Geschichte des Bistums Regensburg 23/24 (1989) 489–494.
  • Georg Schwaiger, Sailer und Dalberg, in: Festschrift für Andreas Kraus zum 60. Geburtstag, Kallmünz 1982, 369–380.
  • Hans-Bernd Spies (Hg.), Carl von Dalberg 1744–1817, Aschaffenburg 1994.
  • Martin A. Völker, Raumphantasien, narrative Ganzheit und Identität. Eine Rekonstruktion des Ästhetischen aus dem Werk und Wirken der Freiherren von Dalberg, Hannover-Laatzen: Wehrhahn Verlag, 2006 [=Reihe: Aufklärung und Moderne, Bd. 5]. https://web.archive.org/web/20100214063716/http://www.buchneu.hu-berlin.de/eintrag_sehen?ident=227

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