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Ken Anderson (direttore artistico)

BiografiaModifica

Anderson studiò architettura in Europa grazie ad una borsa di studio universitaria, prima alla scuola americana delle Belle Arti di Fontainebleau (aperta nel 1923) e poi all'American Academy in Rome.[1] Tornò quindi all'Università di Washington per terminare gli studi, laureandosi con il Bachelor of Architecture. Fu particolarmente influenzato dal docente Lionel Pries. Con le sue abilità nel disegno e a causa della depressione, si trasferì a Los Angeles per lavorare nel campo dell'animazione.[1] Ottenne inizialmente un lavoro alla MGM come disegnatore e lavorò alle scenografie di diversi film, tra cui Il velo dipinto e What Every Woman Knows.[1]

Verso la fine del 1934 ottenne un posto presso la Disney.[2] Lavorò allora come animatore in due cortometraggi della serie Sinfonie allegre, quindi entrò nel team di direzione artistica di Biancaneve e i sette nani (1937), progettando gli interni della casa dei nani con Albert Hurter e costruendo anche modelli in scala[1] che servissero come ispirazione per gli animatori e gli artisti di layout nel definire gli angoli di visualizzazione.

Lavorò poi su diversi altri lungometraggi come direttore artistico o sceneggiatore, realizzando schizzi e layout della bottega di Geppetto per Pinocchio (1940) sui modelli di Gustaf Tenggren.[1] Durante la produzione de I racconti dello zio Tom (1946) sviluppò con Wilfred Jackson gli storyboard in miniatura, realizzati dal vivo durante le sessioni di progettazione e poi utilizzati per il layout. Negli anni cinquanta usò la sua conoscenza dell'architettura all'interno della WED Enterprises e partecipò allo sviluppo di Disneyland, tra cui grandi porzioni di Fantasyland (ad esempio le attrazioni Storybook Land Canal, Peter Pan's Flight e Mr. Toad Wild Ride).[3] Nel 1961, come direttore artistico de La carica dei cento e uno, decise di utilizzare il processo di xerografia sviluppato da Ub Iwerks.[1] Il suo ultimo lavoro di un certo peso fu nel film in tecnica mista Elliott il drago invisibile (1977), per il quale creò il personaggio del titolo, e fu consulente per la costruzione del parco Epcot che aprì nel 1982.[2] Si ritirò definitivamente nel 1989 dopo aver lavorato ad alcune bozze per il soggetto di Piccolo Nemo - Avventure nel mondo dei sogni.

Nel 1991 Anderson ricevette il premio Disney Legends.[3] Due anni dopo morì all'ospedale di Verdugo Hills a La Cañada Flintridge a causa di un ictus, all'età di 84 anni.[4]

FilmografiaModifica

Artista del layoutModifica

Direttore artisticoModifica

SceneggiatoreModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f (FR) Bruno Girveau, Lella Smith, Pierre Lambert, Charles Solomon, Robin Allan, Holly Crawford e Dominique Païni, Il était une fois Walt Disney, 1ª ed., Parigi, RMN, 2006, pp. 294-295, ISBN 978-2-7118-5013-6.
  2. ^ a b (EN) Dave Smith, Disney A to Z: The Official Encyclopedia, 2ª ed., Disney Editions, 1998, pp. 26-27, ISBN 0786863919.
  3. ^ a b (EN) Ken Anderson, su d23.com, Disney D23. URL consultato il 20 luglio 2016.
  4. ^ (EN) Ken Anderson; Disney Art Director, 84, in The New York Times, 19 dicembre 1993. URL consultato il 20 luglio 2016.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN120740393 · ISNI (EN0000 0001 1780 8370 · SBN IT\ICCU\UBOV\548929 · LCCN (ENno2010039516 · GND (DE143457438 · BNF (FRcb140199864 (data) · WorldCat Identities (ENno2010-039516