Ken Anderson (wrestler)

wrestler statunitense
Ken Anderson
Ken Anderson by Ryan Bognar.jpg
Ken Anderson nel 2019
NomeKenneth Anderson
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
Luogo nascitaWisconsin Rapids
6 marzo 1976
Ring nameKen Anderson
Ken Kennedy
Mr. Anderson
Mr. Kennedy
Residenza dichiarataGreen Bay
Altezza dichiarata188 cm
Peso dichiarato110 kg
AllenatoreEric Hammers
Mike Mercury
Debutto2000
Progetto Wrestling

Kenneth Anderson, meglio conosciuto con il ring name Ken Anderson (Wisconsin Rapids, 6 marzo 1976), è un wrestler e attore statunitense.

Anderson è principalmente ricordato per i suoi trascorsi nella World Wrestling Entertainment tra il 2005 e il 2009 e nella Total Nonstop Action tra il 2010 e il 2016. In WWE ha vinto una volta lo United States Championship, mentre in TNA ha detenuto due volte il World Heavyweight Championship.

CarrieraModifica

Gli esordi (2000–2005)Modifica

Lottò con diversi pseudonimi tra diversi circuiti indipendenti, lottando anche in alcuni show dell'allora WWF, poi anche in uno della TNA, che però decise di non dargli un contratto. Tra il 2002 ed il 2003 combatté al Ted Petty invitational, poi ricominciò a combattere nei circuiti indipendenti. Nel febbraio 2005 firma un contratto con la WWE, venendo mandato però prima nella OVW, federazione satellite comandata allora da Paul Heyman, che gli dà la gimmick di Ken Anderson, un ragazzo che si prende gioco degli annunciatori, autoannunciandosi oppure annunciando (in maniera comica) gli altri wrestler che prendevano parte al match.

World Wrestling Entertainment (2005–2009)Modifica

 
Ken Anderson nel 2007

Kenneth Anderson debuttò nella World Wrestling Entertainment (WWE) nella puntata di Velocity del 25 agosto 2005, con il ring-name di Ken Anderson, sconfiggendo Funaki. Nelle settimane successive iniziò a farsi chiamare Mr. Kennedy per evitare omonimie con il giocatore di football americano, e sconfisse wrestler del calibro di Booker T e Rey Mysterio. Il debutto in pay-per-view avvenne il 9 ottobre, a No Mercy, dove batté Hardcore Holly.[1] L'11 novembre affrontò Eddie Guerrero in un Single match con in palio un posto nel Team SmackDown! che avrebbe affrontato il Team Raw a Survivor Series, ma perse per squalifica; tale incontro è ricordato per essere stato l'ultimo combattuto da Eddie Guerrero prima della sua morte, avvenuta due giorni dopo.

Nel mese di dicembre Mr. Kennedy iniziò una rivalità con Matt Hardy, ma durante un match contro Kid Kash a Velocity si procurò uno strappo del muscolo grande dorsale che lo costrinse ad uno stop durato circa sei mesi, perdendo quindi l'occasione di partecipare alla Royal Rumble 2006 e soprattutto a WrestleMania 22.[2]

Mr. Kennedy tornò sul ring nella puntata di SmackDown! del 9 giugno 2006, sconfiggendo Scotty 2 Hotty. Nelle settimane successive sfidò due volte il rientrante Batista, vincendo in entrambe le occasioni: la prima a The Great American Bash per squalifica, la seconda nella puntata di SmackDown! del 28 luglio per count-out.

Il 1º settembre Mr. Kennedy conquistò il suo primo titolo in WWE, vincendo un Triple Threat match contro Bobby Lashley e lo United States Champion Finlay. La settimana successiva il General Manager (GM) di SmackDown!, Theodore Long, sancì per Kennedy un match non titolato contro The Undertaker da disputarsi nel corso di No Mercy; nei giorni seguenti il Phenom utilizzò i suoi sotterfugi mentali per terrorizzare il rivale, ma ad aggiudicarsi il match fu il wrestler del Wisconsin per squalifica. Il 10 ottobre Kennedy perse lo United States Championship contro il rientrante Chris Benoit, mentre a Survivor Series riuscì a sconfiggere The Undertaker in un First Blood match. La faida con il Deadman terminò ad Armageddon, dove Kennedy venne sconfitto.

Il 5 gennaio 2007 Mr. Kennedy sconfisse in 5 minuti e 7 secondi Chris Benoit in una Beat the Clock Challenge con in palio un incontro con il World Heavyweight Champion Batista a Royal Rumble,[3][4] che però venne vinto da The Animal.[5] Kennedy iniziò quindi una breve faida con l'ECW Champion Bobby Lashley, culminata in un match a No Way Out dove vinse per squalifica, non ottenenendo così la cintura.

Il 1º aprile 2007, a WrestleMania 23, Mr. Kennedy vinse il Money in the Bank Ladder match, acquisendo il diritto di affrontare uno dei tre campioni mondiali della WWE entro i 365 giorni successivi.[6] Tuttavia il 6 maggio, durante un match in un live-event a Binghamton (New York), si procurò uno strappo al tricipite brachiale del braccio sinistro e, stando al primo referto medico, sarebbe dovuto stare fermo per circa sei mesi; per questo motivo perse la valigetta contro Edge nella puntata di Raw del 7 maggio. Qualche giorno dopo la WWE diffuse un comunicato ufficiale nel quale affermò che l'infortunio di Kennedy era meno grave del previsto e avrebbe richiesto soltanto sei settimane di stop.[7]

Durante il Draft 2007, svoltosi l'11 giugno 2007, Mr. Kennedy venne trasferito nel roster di Raw.[8] Il 26 agosto, a SummerSlam, prese parte ad un Triple Threat match contro Carlito e l'Intercontinental Champion Umaga, ma a vincere fu il campione.[9] Pochi giorni dopo venne sospeso per trenta giorni dalla WWE poiché il suo nome era stato trovato nel database dei clienti della Signature Pharmacy, una società farmaceutica di Orlando (Florida) accusata di aver venduto medicinali senza una regolare ricetta.[10] Ritornò il 1º ottobre affrontando John Cena venendo sconfitto.[11] In seguito iniziò una breve rivalità con Jeff Hardy, terminata a Cyber Sunday con una vittoria.[12]

Nella puntata di Raw del 18 febbraio 2008 Mr. Kennedy sconfisse Val Venis in un incontro di qualificazione al Money in the Bank Ladder match in programma per WrestleMania XXIV. Tuttavia non riuscì a ripetere l'impresa dell'anno precedente e la valigetta venne vinta da CM Punk.

Dopo aver passato alcune settimane lontano dal ring, impegnato nelle riprese del film Dietro le linee nemiche III - Missione Colombia,[13] Mr. Kennedy fece il suo ritorno il 28 aprile 2008, schierandosi contro il General manager di Raw, William Regal, ed effettuando contestualmente un turn face;[14] il 19 maggio sconfisse Regal in un Loser Gets Fired match.[15] In seguito iniziò una breve alleanza con la diva Mickie James, terminata prima del previsto a causa del suo passaggio a SmackDown nell'ambito del Draft 2008.

Il 2 agosto 2008, durante un match in un house show ad Hershey (Pennsylvania), Mr. Kennedy si slogò la spalla e dovette rimanere fermo per circa nove mesi. In questo periodo fece delle brevi apparizioni a Raw e SmackDown per promuovere l'uscita del film Dietro le linee nemiche III - Missione Colombia. Fece il suo ritorno nella puntata di Raw del 25 maggio 2009, interrompendo un promo tra Randy Orton e Ric Flair; quella stessa sera partecipò ad un 10-Men Tag Team match in squadra con Batista, Jerry Lawler, John Cena e Montel Vontavious Porter, vincendo contro Big Show, Cody Rhodes, The Miz, Randy Orton e Ted DiBiase.

Il 29 maggio 2009 Mr. Kennedy venne licenziato.[16]

Total Nonstop Action (2010–2016)Modifica

 
Ken Anderson nel 2010

Dopo mesi in cui si sono rincorse voci su un suo approdo nella Total Nonstop Action, Kenneth Anderson esordisce nella federazione di Orlando il 17 gennaio 2010 nel corso di Genesis, come Mr. Anderson, sconfiggendo Abyss grazie all'aiuto di un tirapugni.

Il mostro mascherato si prenderà però una piccola rivincita meno di una settimana dopo ad iMPACT, dove lo attacca durante la sua famosa auto-proclamazione. Nella successiva edizione dello show, Mr. Anderson sfida apertamente qualunque atleta della federazione di Orlando. A raccogliere la sfida, su invito di Eric Bischoff, è il rientrante Jeff Jarrett, che non festeggia degnamente il suo ritorno sul quadrato di combattimento, in quanto viene prima sconfitto (anche se in modo irregolare) e poi attaccato dall'atleta del Wisconsin.

Quest'ultimo appare inarrestabile e, prevalendo facilmente su Brutus Magnus, si guadagna l'accesso all'8 Card Stud Tournament che si svolgerà a TNA Against All Odds e vedrà coinvolti anche Abyss, D'Angelo Dinero, Desmond Wolfe, Hernandez, Kurt Angle, Matt Morgan e Mick Foley. Il vincitore sarà decretato nuovo contendente numero uno al TNA World Heavyweight Championship. Come antipasto di questo torneo, ad iMPACT si svolge un Tag Team Match: Desmond Wolfe e Hernandez da una parte, Kurt Angle e Mr. Anderson dall'altra.

Questi ultimi due si aggiudicano la vittoria, seppur in modo controverso. Il 14 febbraio 2010, il grande evento ha inizio. Mr. Anderson è uno dei favoriti alla vittoria e, sempre in modo scorretto, sconfigge nei quarti di finale l'eroe olimpico e, in semifinale, Abyss. A questo punto l'atleta del Wisconsin arriva allo scontro finale con D'Angelo Dinero, che, oltre ad essere sfavorito, viene attaccato nel backstage da Scott Hall e Syxx Pac poco prima del match. Nonostante ciò, Mr. Anderson non riesce a vincere. Ora ha un feud con Kurt Angle. Dopo aver perso la faida contro Angle, Mr. Anderson ha incominciato una nuova rivalità, stavolta con Jeff Hardy.

A TNA Sacrifice 2010, Anderson perde contro Jeff Hardy: dopo il match Anderson effettua un face turn volendo stringere la mano a Jeff che però la rifiuta. Di recente ha formato un tag team con Jeff Hardy chiamato Enigmatic Assholes. A TNA No Surrender 2010 si qualifica per la finale di TNA Bound for Glory 2010 che decreterà il nuovo TNA Champion, sconfiggendo D'angelo Dinero. Dopo aver rinnovato il contratto che lo lega con la TNA con un accordo pluriennale, a metà ottobre 2010 ha subito una commozione cerebrale (a causa di un brutale attacco da parte di Jeff Hardy con una sedia di acciaio), che lo ha tenuto lontano dal ring per diversi mesi.

Dopo essere tornato dall'infortunio, inizia una rivalità con Jeff Hardy. A TNA Genesis sconfigge Matt Morgan diventando n. 1 Contender al TNA World Heavyweight Championship, e subito dopo il match, sconfigge Jeff Hardy diventando TNA World Champion per la prima volta in carriera.

Nella puntata del tre febbraio difende il TNA World Heavyweight Championship dall'assalto di Jeff Hardy. A Against All Odds perde il TNA Championship contro Jeff Hardy in un ladder match. A TNA Victory Road 2011, il suo match contro Rob Van Dam per determinare lo sfidante al TNA World Title finisce in un doppio count out. A TNA Lockdown 2011 non riesce a conquistare il titolo in un triple threat match contro RVD e il campione (e vincitore) Sting.

A Slammiversary IX riesce a conquistare il World Title contro Sting. Nella puntata di Impact del 14 luglio perde il titolo contro Sting. Ad Hardcore Justice perde contro Bully Ray. A No Surrender 2011 affronta Kurt Angle e Sting in un triple threat match per il World Heavyweight Championship, match che perde a discapito di Kurt Angle.

A Bound For Glory sconfigge Bully Ray in un falls count anywhere match. Nella puntate di Impact seguenti difende Jeff Hardy dagli assalti di Jeff Jarrett e Bully Ray. Nella puntata di Impact del 3 novembre sconfigge Jeff Jarrett e Bully Ray in un tag team match insieme a Jeff Hardy. Nella puntata del 10 novembre, insieme a Jeff Hardy e Abyss, sconfigge Jarrett, Bully Ray e Scott Steiner. A Turning Point ha sconfitto, insieme ad Abyss, Scott Steiner e Bully Ray. Dopo il Match a Turning Point 2011 Mr. Anderson non si fa più vedere sul ring.

Dopo quattro mesi di assenza, Mr. Anderson tornò a TNA nei tapigns di Impact Wrestling dell'8 marzo, aiutando AJ Styles a cacciare via Kazarian & Christopher Daniels. La settimana successiva, Mr.Anderson ha sconfitto Christopher Daniels. Il 18 marzo a Victory Road, Anderson e Styles hanno sconfitto Daniels e Kazarian in un tag team match. A Lockdown fa parte dell'team di Garrett Bischoff. A Lockdown il Team Garrett sconfigge il Team Eric. Il giorno dopo, Mr. Anderson e Jeff Hardy e Rob Van Dam partecipano a un three-way match dove a vincere e Rob Van Dam che diventa contender nº1 al TNA World Heavyweight Championship. Durante la "Open Fight Night" venendo sconfitti da Samoa Joe & Magnus non riuscendo a conquistare i TNA World Tag Team Championships. Il 13 maggio al PPV Sacrifice, Mr. Anderson ha sconfitto Jeff Hardy. Nel seguente episodio Hardy ha sconfitto Mr. Anderson. Affronta poi Samoa Joe per il TNA Television Championship, titolo reso vacante dal campione Devon, tuttavia viene sconfitto dal wrestler samoano che diventa nuovo possessore della cintura. Dopo varie settimane gli Aces & 8s propongono ad Anderson di entrare a far parte del gruppo. La settimana dopo quest'ultimo accetta effettuando un turn heel.

Il 20 febbraio 2014 a Impact Wrestling, durante un'intervista con Christy Hemme, Anderson viene attaccato da Samuel Shaw, iniziando un feud tra i due. Dopo che Shaw si alleò con Gunner, dopo una lite tra i due nel backstage, dove Anderson incolpa Shaw di aver perso contro i BroMans per colpa sua che non lo ha salvato dallo schienamento di Robbie E, Anderson ha vinto per squalifica contro Gunner a causa dell'attacco di Shaw ai danni del vincitore. La settimana dopo, Shaw e Anderson si sono affrontati in un Submission match che ha visto quest'ultimo uscirne vincitore. Il 9 marzo a Lockdown, Anderson viene sconfitto da Shaw in uno Steel Cage match.

Mr. Anderson torna nella puntata di Impact Wrestling del 20 febbraio 2015 e ha uno scontro verbale con Ethan Carter III e Tyrus per quello che stavano facendo contro Rockstar Spud e Mandrews, per poi attaccare Tyrus. Nelle puntate seguenti continua la faida con EC3 e Tyrus dove Mr Anderson con l'aiuto di Rockstar Spud e Mandrews li sconfisse e tagliano i loro capelli. Nel mese di ottobre, Mr. Anderson ha partecipato alle TNA World Title Series per il titolo vacante TNA World Heavyweight Championship. Tuttavia, non è riuscito ad avanzare nel torneo.

Nel marzo del 2016, è stato rivelato che Anderson è stato licenziato dalla TNA per aver fallito un test antidoping effettuato durante un evento svoltosi due mesi prima.

Circuito indipendente (2016–2019)Modifica

National Wrestling Alliance (2019–2020)Modifica

Vita privataModifica

Nell'agosto del 2007 Kenneth Anderson fu accusato di aver acquisito illegalmente medicinali da una casa farmaceutica di Orlando, violando quindi il Wellness Program della WWE; nello specifico, Anderson ordinò una grande quantità di anastrozolo, somatotropina e testosterone tra l'ottobre del 2006 e il febbraio del 2007.[17] Il lottatore sostenne in seguito che i medicinali erano stati acquisiti per rispondere a precise istruzioni del suo dottore al fine di curare una rottura del muscolo grande dorsale che lo aveva costretto ad uno stop di oltre sei mesi.[18]

PersonaggioModifica

Mosse finaliModifica

 
Ken Anderson mentre esegue la Green Bay Plunge su Paul London

ManagerModifica

SoprannomiModifica

  • "Head Asshole in Charge"
  • "Kamikaze"

Musiche d'ingressoModifica

Titoli e riconoscimentiModifica

  • All-Star Championship Wrestling
    • ACW Heavyweight Championship (4)
    • ACW Tag Team Championship (3) – con Adrian Serrano (1), Eric Hammers (1) e Mike Mercury (1)
    • ACW Television Championship (1)
    • ACW Hall of Fame (Classe del 2009)
  • Big League Wrestling
    • BLW Tag Team Championship (1)
  • Championship Of Wrestling
    • cOw/WPWI United Championship (1)
  • Great Lakes Championship Wrestling
    • GLCW Heavyweight Championship (1)
  • Heavy on Wrestling
    • HoW Undisputed Championship (1)
  • Mid American Wrestling
    • MAW Heavyweight Championship (1)
  • NWA Midwest
    • NWA Midwest Heavyweight Championship (1)
  • Pro Wrestling Pride
    • PWP Heavyweight Championship (1)
  • River City Championship Wrestling
    • RCCW Heavyweight Championship (1, attuale)
  • Ultimate Pro Championship Wrestling
    • UPCW Tag Team Championship (1) – con Big Daddy Loker
  • World Association of Wrestling
    • WAW World Heavyweight Championship (1)
  • Xtreme Intense Championship Wrestling
    • XICW Tag Team Championship (1) – con Joey Padgett

NoteModifica

  1. ^ WWE No Mercy 2005 Report, su tuttowrestling.com, 1º gennaio 2008. URL consultato il 23 luglio 2021.
  2. ^ (EN) Kennedy sidelined six months, su wwe.com, 5 dicembre 2005. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2005).
  3. ^ (EN) Race against time, su wwe.com, 5 gennaio 2007. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2007).
  4. ^ (EN) Perfect timing, su wwe.com, 12 gennaio 2007. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2007).
  5. ^ (EN) Animal survives attack, su wwe.com, 28 gennaio 2007. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2007).
  6. ^ WWE WRESTLEMANIA 23 REPORT, su tuttowrestling.com, 1º gennaio 2008. URL consultato il 23 luglio 2021.
  7. ^ (EN) Lennie DiFino, Kennedy: Sidelined and silenced, su wwe.com, 9 maggio 2007.
  8. ^ (EN) One wild night, su wwe.com, 11 giugno 2007. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2007).
  9. ^ (EN) Intercontinental Champion Umaga def. Mr. Kennedy and Carlito, su wwe.com. URL consultato il 23 luglio 2021.
  10. ^ (EN) Daniel Pena, Orton Appears At 9/1 Raw House Show, Other Signature Pharmacy Clients Don't, su rajah.com, 2 settembre 2007. URL consultato il 2 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
  11. ^ (EN) Cena out with pec tear, must surrender WWE Championship, su wwe.com, 2 ottobre 2007. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2007).
  12. ^ (EN) Battle of the runner-ups, su wwe.com, 28 ottobre 2007. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).
  13. ^ Behind Enemy Lines 3: Ghost Watch, su imdb.com. URL consultato il 30 aprile 2008.
  14. ^ (EN) Hear ye, hear ye, su wwe.com, 28 aprile 2008. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2009).
  15. ^ (EN) One night stood up, su wwe.com, 19 maggio 2008. URL consultato il 23 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2009).
  16. ^ (EN) Mr. Kennedy released, su wwe.com. URL consultato il 23 luglio 2021.
  17. ^ (EN) Fourteen wrestlers tied to drug pipeline, su sportsillustrated.cnn.com, 30 agosto 2007. URL consultato il 23 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2007).
  18. ^ (EN) Mike Mooneyham, 'Mr. Kennedy' endures pitfalls, su charleston.net, 2 dicembre 2007. URL consultato il 22 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2007).

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Collegamenti esterniModifica

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