Kōtarō Matsushima

rugbista a 15 nippo-sudafricano
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Kōtarō Matsushima
Kotaro Matsushima 190920a.jpg
Matsushima nell'incontro d'apertura della Coppa del Mondo 2019 Giappone — Russia
Dati biografici
Paese Sudafrica Sudafrica
Altezza 178 cm
Peso 88 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Union Giappone Giappone
Ruolo Estremo
Squadra S. Sungoliath
Carriera
Attività giovanile
2012-13Natal Sharks
Attività provinciale
2013Natal Sharks2 (5)
2015-16Eastern Suburbs6 (0)
Attività di club¹
2014-2020S. Sungoliath49 (110)
2020-Clermont14 (45)
Attività in franchise
2015Waratahs0 (0)
2016Rebels5 (0)
2017-18Sunwolves14 (7)
Attività da giocatore internazionale
2014-Giappone Giappone31 (100)

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito

Statistiche aggiornate al 22 settembre 2019

Kōtarō Munyaradzi Matsushima (松島 幸太朗 Matsushima Kōtarō?; Pretoria, 26 febbraio 1993) è un rugbista a 15 nippo-sudafricano che rappresenta il Giappone a livello internazionale.

Può giocare nei ruoli di estremo e tre quarti ala. Milita nel Clermont in Top 14.

BiografiaModifica

Nato in Sudafrica da madre giapponese e padre zimbabwese[1], compì in Giappone, a Kanagawa, gli studi fino al diploma superiore[1].

Fu di nuovo in Sudafrica nel 2012 nelle giovanili del Natal Sharks, con cui debuttò professionalmente in Vodacom Cup[2].

Dopo un biennio nel Paese natìo, fu di nuovo in Giappone nel 2014 al S. Sungoliath, militante in Top League; le sue prestazioni gli valsero la messa sotto contratto da parte degli australiani Waratahs per la stagione di Super Rugby 2015, torneo nel quale non fu tuttavia mai utilizzato[3]. Benché di proprietà di Suntory disputò lo Shute Shield 2015-16 in prestito all'Eastern Suburbs; l'anno successivo fu al Rebels in Super Rugby[4]. I Super Rugby 2017 e 2018 lo videro invece impegnato in casa, nella neonata franchise giapponese dei Sunwolves[5]. Con Suntory vinse due volte consecutive, tra il 2017 e il 2018, la Top League.

Idoneo a giocare per due federazioni, declinò al tempo della permanenza nel Natal la convocazione nell'U-20 sudafricana[6]. Debuttò con il Giappone segnando due mete contro le Filippine nella prima giornata dell'Asian Five Nations 2014, torneo poi conquistato dalla nazionale nipponica. Dopo aver giocato nella Pacific Nations Cup 2015 e in numerosi incontri preparatori, fu convocato dal commissario tecnico Eddie Jones per la Coppa del Mondo di rugby 2015. Disputò tutti gli incontri della fase a gironi del torneo iridato, marcando anche una meta contro l'Uruguay[6]. Successivamente fu una presenza costante in tutte le annate internazionali dei nipponici, prendendo parte a numerosi test-match. Nell'estate 2019 giocò e vinse la World Rugby Pacific Nations Cup 2019 e, al termine della competizione, fu annunciata la sua presenza nella squadra giapponese selezionata da Jamie Joseph per la Coppa del Mondo di rugby 2019[7].

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Kaz Nagatsuka, Biracial athletes making strides in changing Japanese society, in The Japan Times, 4 ottobre 2015. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2019).
  2. ^ (EN) Player profile, su sarugby.co.za. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2017).
  3. ^ (EN) Waratahs sign young Japanese back, in ESPN, 6 febbraio 2015. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato il 10 aprile 2016).
  4. ^ (EN) Rebels sign Matsushima, su melbournerebels.com, 9 febbraio 2016. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2016).
  5. ^ Colpo Sunwolves: ecco Matsushima, su rugbymercato.it. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato il 20 dicembre 2016).
  6. ^ a b (EN) Who is Kotaro Matsushima? The lowdown on Japan’s Rugby World Cup hat-trick hero, in Wales on Line, 20 settembre 2019. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato il 20 settembre 2019).
  7. ^ Rugby World Cup 2019: i 31 convocati del Giappone, su onrugby.it, 29 agosto 2019. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato il 19 settembre 2019).

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