Ksenija Ivanovna Šestova

nobile russa

La Boiarda Kseniya Ivanovna Šestova (in russo Ксения Иоанновна (Ивановна) (15601631) è stata la sposa di Fëdor Nikitič Romanov e madre di Michele di Russia. Le origini di Kseniya sono state per secoli oggetto di dispute tra i genealogisti[1]. Attualmente è accettato che il suo cognome fosse Šestova (Шестова) piuttosto che Šastunova, come si pensava in passato, e che il nonno fosse Timofey Gryazony, un ricco proprietario terriero di Uglič.

Ritratto di Ksenija Šestova nelle vesti religiose di suor Marta

Durante il periodo della repressione dei Romanov ad opera di Boris Godunov, venne costretta a prendele il velo, cambiando il suo nome in Marta (in russo, Marfa). Dopo molti anni di esilio nel distretto di Tolvuyskiy, si stabilì con il figlio a Kostroma. Fu in quel luogo che un ambasciatore venne ad informare Michele della sua elezione al trono di Russia nel 1613. Visto che i precedenti zar erano stati uccisi o colpiti dalla disgrazia, Marfa inizialmente non volle dare la propria approvazione al figlio e lasciarlo andare a Mosca. Infine ella si arrese e gli diede la sua approvazione benedicendolo con l'icona Nostra Signora di San Teodoro, che divenne una sorta di reliquia della dinastia Romanov.

Durante i primi anni di regno, Marfa (o la «grande monaca» come venne in seguito conosciuta) esercitò una grande influenza sul figlio indifferente e malato. Ella fu in grado di piazzare i suoi parenti, i Saltykov, in importanti posizioni di governo, conducendo ad una diffusione della corruzione; il ritorno del marito dalla Polonia nel 1619 pose fine alla loro influenza (e a quella di Marfa) a corte.

Morì il 27 gennaio 1631

NoteModifica

  1. ^ Alcune fonti ipotizzano la presenza di sangue reale nelle vene di Kseniya, in quanto figlia illegittima dello zar Ivan IV e della sua amante, di nome Mayvi. Se questa ipotesi è vera, i Romanov discendono quindi direttamente dal casato di Rurik

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