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Kurt Tschenscher
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1953 - 1975 1. Fußball-Bundesliga Arbitro
Attività internazionale
1958 - 1975 UEFA e FIFA Arbitro

Kurt Tschenscher (Hindenburg, 5 ottobre 1928Schwetzingen, 13 agosto 2014[1]) è stato un arbitro di calcio tedesco.

BiografiaModifica

Nato in Slesia (fino al 1945 territorio tedesco, ora in Polonia), di professione è stato assicuratore nella cittadina tedesca di Mannheim, di cui poi sarebbe stato, al termine della carriera sui campi, consigliere comunale.

CarrieraModifica

Può essere considerato uno dei più grandi arbitri tedeschi (l'unico ad aver partecipato a tre edizioni del Campionato mondiale di calcio, record detenuto in coabitazione con altri 18 fischietti), e sicuramente uno dei più famosi al mondo negli anni sessanta e settanta.

Un altro primato significativo consiste nel fatto che è stato il primo direttore di gara della storia ad aver utilizzato i cartellini gialli per ammonire i calciatori, su proposta dell'ex arbitro inglese Ken Aston, e ciò avvenne nella partita inaugurale del Campionato mondiale di calcio 1970 Messico-URSS (l'ammonito fu il sovietico Givi Nodia).

Tschenscher comincia ad arbitrare nel 1948. Nel 1953, a 25 anni, viene promosso nella massima categoria arbitrale germanica e già nel 1958 ottiene i galloni da internazionale.

All'estero la sua carrierà è costellata di finali e riconoscimenti prestigiosi: nel 1962 dirige a Stoccarda la finale-ripetizione della Coppa delle Coppe tra Atletico Madrid e Fiorentina, e risulta così il più giovane arbitro della storia ad essere impiegato in una finale di questa competizione; nel 1966, in occasione della prima sua partecipazione ai Mondiali di calcio, disputatisi in Inghilterra, arbitra Brasile-Bulgaria; nel 1967, non ancora quarantenne, è protagonista della finale di Coppa dei Campioni a Lisbona tra Inter e Celtic Glasgow; nel 1968, agli Europei di calcio in Italia, gli tocca la semifinale tra i padroni di casa e l'URSS, conclusasi in parità dopo i supplementari, e decisa con il lancio della monetina; nel 1970 è la volta della seconda esperienza ai Mondiali, tenuti in Messico, dove gli viene affidata la gara Messico-URSS. Nel 1972 raggiunge probabilmente l'apice della carriera, riuscendo ad aggiudicarsi la finale del torneo calcistico alle Olimpiadi di Monaco di Baviera, tra Polonia e Ungheria: è il secondo fischietto teutonico a riuscire nell'impresa, dopo Peco Bauwens nel 1936 a Berlino; nel 1974 gli viene assegnato al Mondiale tedesco lo spareggio per l'accesso alla finale Paesi Bassi-Brasile.

Vanta anche la direzione di una semifinale di Coppa dei Campioni (nel 1966), di due semifinali di Coppa delle Coppe (nel 1964 e nel 1969) e di due semifinali di Coppa delle Fiere (nel 1968 e nel 1969).

Nel 1975 decide di chiudere l'attività agonistica.

Nel 1978 la FIFA gli conferisce il prestigioso "FIFA Special Award".[2]

NoteModifica

FontiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN3829147872003775170000 · GND (DE1117981444 · WorldCat Identities (EN3829147872003775170000