L'arcano incantatore

film del 1996 diretto da Pupi Avati
L'arcano incantatore
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1996
Durata96 min
Rapporto1,85:1
Generefantastico, orrore
RegiaPupi Avati
SoggettoPupi Avati
SceneggiaturaPupi Avati
ProduttoreAurelio De Laurentiis, Antonio Avati
Casa di produzioneFilmauro, Duea Film
Distribuzione in italianoFilmauro
FotografiaCesare Bastelli
MontaggioAmedeo Salfa
Effetti specialiFrancesco e Gaetano Paolocci
MusichePino Donaggio
ScenografiaGiuseppe Pirrotta
CostumiVittoria Guaita
TruccoFranco Rufini
Interpreti e personaggi

L'arcano incantatore è un film del 1996 diretto da Pupi Avati.

TramaModifica

Anno 1750. Il seminarista Giacomo Vigetti è costretto a lasciare Bologna per evitare la condanna, dopo aver ingravidato una ragazza, e averla indotta ad abortire. Il giovane, in cerca di un posto dove rifugiarsi, viene indirizzato ad una villa, nella quale incontra una vecchia dama che, nascosta dietro ad un affresco, stipula con lui un giuramento di sangue, facendosi consegnare come pegno il cilicio della madre di Giacomo, con la promessa che gli verrà restituito una volta portato a termine l'incarico che gli viene affidato.

Su indicazione della misteriosa signora, il ragazzo si rifugia a Medelana, nell'appennino bolognese, per svolgere la funzione di segretario al servizio di un enigmatico personaggio, un monsignore allontanato dalla Chiesa per i suoi studi sull'occulto che gli valsero la nomea di "arcano incantatore". Questi vive solo in una abitazione isolata, circondato dai volumi di una gigantesca libreria, e Giacomo deve sostituire Nerio, il suo precedente aiutante, morto in circostanze non chiare e su cui circolavano voci ambigue. Il monsignore rende partecipe il giovane a esperimenti esoterici, e di tanto in tanto lo incarica di trascrivere dei codici cifrati da lui dettati, che dovranno poi essere inviati a un ignoto destinatario. I due stringono una sorta di amicizia, e il ragazzo si convince in fretta che nelle ricerche telepatiche e magiche del suo maestro non c'è nulla di sinistro.

Tempo dopo, in paese comincia a girare voce che Nerio stia ritornando in vita. Giacomo viene a saperlo e lo comunica all'anziano, che non vi dà peso, e lo esorta anche a non credere alle dicerie malevole sul suo vecchio aiutante. Una notte Giacomo riesuma il corpo di Nerio e lo porta dal parroco del paese; qui scopre con stupore che il cadavere è quello del monsignore.

Giacomo si rende conto così che l'arcano incantatore è in realtà Nerio e ha una colluttazione con lui, dopodiché fugge. Ma, recatosi infine a recuperare il pegno reso per il giuramento, farà un'amara scoperta.

ProduzioneModifica

RipreseModifica

Le scene relative ai trascorsi di Giacomo a Bologna sono in realtà state girate a Todi, in particolare sulla scalinata del duomo, lungo le Fonti di Scarnabecco, presso il cimitero e a palazzo Pongelli (la villa dove avviene il "patto" nel film). Le scene lungo il lago sono state realizzate presso edifici ora in abbandono lungo le sponde del lago di Corbara. Le scene della torre dell'arcano incantatore sono invece state girate nella frazione di Fiore (Todi), presso il borgo Petaccioli, mentre le scene raffiguranti la chiesetta del paese sono state girate presso il castello di Rota, nel Lazio.[1]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ LE LOCATION ESATTE DELL'ARCANO INCANTATORE, su il Davinotti, 11 agosto 2008. URL consultato il 5 ottobre 2020.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema