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L'inafferrabile criminale
fumetto
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
TestiAngela e Luciana Giussani
DisegniCalissa Giacobini
EditoreAstorina
Collana 1ª ed.Diabolik n. 1 – prima serie
1ª edizione1 febbraio 1963
Periodicitàtrimestrale[1]
Preceduto daIl re del terrore
Seguito daL'arresto di Diabolik

L'inafferrabile criminale è il secondo albo a fumetti con protagonista Diabolik. Fu pubblicato il 1º febbraio del 1963. Scritto dalle sorelle Angela e Luciana Giussani e disegnato da Calissa Giacobini (in arte "Kalissa") modista delle sorelle, si differenzia dal precedente albo per i disegni nettamente più muliebri[senza fonte]. Fu la prima storia della serie ad avere una tavola introduttiva e vi fece il suo esordio la Jaguar E-Type, auto che divenne una caratteristica della serie a fumetti.

CopertinaModifica

La testata con la scritta Diabolik campeggia su uno sfondo nero che pian piano si discioglie verso il basso, come se fosse una chiazza di sangue che gronda sullo sfondo della città. Il personaggio di Diabolik, con la sua caratteristica tuta nera, campeggia in primo piano mentre osserva minaccioso, armato di pugnale, lo spettatore; alle sue spalle, sul lato sinistro, una giovane donna (colorata in giallo) lo osserva spaventata. La quarta di copertina, invece, mostra il viso dell'ispettore Ginko, che fuma la pipa, racchiuso da un tondo blu, che riporta anche il nome del personaggio. Lo sfondo è giallo.[2]

TramaModifica

La storia si apre nel casinò di Narbon, una piccola cittadina. Il barone Massimo Riber è impegnato in una partita a chemin-de-fer, ma, perso tutto il denaro, decide di andare via. Giunge lì anche l'avvocato Bonard, persona molto nota ai cittadini per la sua magnanimità e buon cuore. Riber fugge in periferia con l'intenzione di farla finita, ma, prima che possa ammazzarsi, Bonard e il suo segretario, Regan, lo fermano, gettando la maschera: Bonard è uno strozzino che si ammanta dell'aria di buon samaritano e Regan gli fa da scherano. Riber deve dei soldi a Bonard, che lo convince a rubare i gioielli di sua moglie Luisa, meno giovane di lui. Riber compie il furto e porta i gioielli allo strozzino, che però svaluta enormemente il valore dei preziosi e concede una somma irrisoria al barone, che, inorridito e pentito di ciò che ha fatto, va via, ma, mentre cammina per il parco, rimuginando sulla sua sorte, viene aggredito da Diabolik, che aveva assistito alla ricettazione dei gioielli. Riber sviene dalla paura, e Diabolik lo deruba del poco denaro che aveva. Nello stesso momento, nell'ufficio di Bonard, irrompe Regan, che pretende di ricevere la metà del maltolto, ma Bonard rifiuta e ne scaturisce una lotta in cui Bonard viene ucciso da Regan, che non perde tempo ad impadronirsi dei gioielli. Regan però è ignaro del fatto che Diabolik ha visto tutto. Il criminale insegue l'assassino con l'intenzione di impadronirsi dei gioielli, ma una ronda lo fa desistere, per il momento.

L'indomani, per non destare sospetti, Regan si reca al lavoro come sempre e si ferma a fare colazione al bar. D'un tratto scorge dalla vetrina proprio Bonard e, incredulo e impaurito, sviene. Viene portato nell'ufficio dello stesso Bonard, dove "l'avvocato" lo fa rinvenire. Regan si scaglia ancora una volta su Bonard, ma questa volta ha la peggio, e capisce la triste verità: Bonard è Diabolik, che vuole i gioielli.

Intanto Ginko è ancora perso nei rapporti sulla fuga di Diabolik, quando Gustavo Garian sopraggiunge e lo invita a cena ad un night club, per regalargli un momento di tregua dal lavoro. Al night conoscono la bellissima ballerina messicana Diana Cruz; quando però Ginko è costretto a lasciare il locale perché è stata denunciata la scomparsa del barone Riber, Diana Cruz ha un malore e sparisce.

Diabolik e Regan, intanto, giungono nel campanile della chiesetta del paese, dove Regan ha nascosto i gioielli. Regan sale fino a raggiungere la campana, ma, intuendo che Diabolik possa giocargli un tiro mancino, svuota il cofanetto e si nasconde i preziosi addosso, lanciando lo scrigno al criminale, che, in un attimo, fa cadere la scala e scappa. Regan si trova quindi bloccato sul batacchio della campana e lì vi rimane tutta la notte. Il giorno dopo, durante la messa, cui partecipano Ginko, Luisa Riber e lo stesso Diabolik sotto mentite spoglie, Regan muore sfracellato dal batacchio della campana e i gioielli piovono di sotto. Ginko, che era lì per indagare sulla scomparsa di Riber, si ritrova a dover interrogare Bonard, sul perché il suo segretario avesse addosso i gioielli rubati della Riber. Diabolik fa credere a Ginko di non saperne nulla e, poco dopo, nell'ufficio di Bonard, mentre fruga tra le carte dello strozzino, riceve la visita di Payot, un povero poliziotto che ha bisogno di soldi. Diabolik, magnanimamente, gli concede la somma di cui ha bisogno, per levarselo velocemente di torno; poi corre al tribunale per rubare i gioielli Riber dall'archivio reperti. Ginko si reca da Bonard e scopre, nell'aiuola, il cadavere del vero avvocato. Intuendo tutta la verità, corre al tribunale, dove sa essersi recato il suo uomo, e lo fa mettere sotto assedio. Diabolik si vede perduto, ma in suo aiuto giunge proprio Payot che lo fa passare di nascosto dalla porta di servizio.

Il caso non è ancora chiuso: Massimo Riber non è stato ancora trovato. L'indomani Diana Cruz telefona a Ginko e lo prega di raggiungerla a casa sua. Ginko e Gustavo si recano dalla ballerina, dove trovano il barone, amante di Diana cui aveva regalato la spilla.

I disegniModifica

Le tavole vennero disegnate da Calissa Montelli Gali, nota anche come Calissa Giacobini o Kalissa.[3][4][5][2][6][7][8] Essa naque a Nikolaev il 22 gennaio 1914, figlia di Aleksei Montelli Gali e di Aida Bossalini; il padre conobbe un pittore russo, Vsevolode Petrovic Nicouline, il quale ebbe poi una relazione con la moglie, arrivando a fuggire insieme a lei portandosi via anche Calissa, prima a Costantinopoli e poi a Genova, nel dicembre 1920, dove restarono fino alla fine degli anni quaranta, prima di trasferirsi definitivamente a Milano.[8] Qui la bambina rimane affascinata dall'arte del patrigno e ne divenne l'assistente; in seguito poi a contrasti fra il patrigno con la casa editrice De Agostini, con la quale collaborava, Calissa subentrò nella gestione dei rapporti con l'editore, arrivando poi a proseguire l'attività del patrigno dal 1955 al 1965, firmandosi Kalissa Giacobini e realizzando tavole geo-pittoriche per l'Enciclopedia Imago Mundi, tavole tematiche per i calendari promozionali e tavole navali pubblicate sui menù della Navigazione Italia.[8] Conobbe Angela Giussani nel 1961, diventandone la modista personale; dopo aver corretto qualche vignetta del primo numero di Diabolik, si propose per disegnarne il secondo; questo sarà il suo unico contributo nel campo dei fumetti.[8][3][6] Nel 1978 si sposò con il disegnatore Federico Dante Pietro Verri e si occuperà poi, nel 1982, delle illustrazioni per volume, Un materiale nei secoli, edito in occasione del centenario di una azienda, firmandosi Kalissa Verri. Morì il 18 novembre 2010.[8] Le sue opere sono state esposte nella mostra “Imago Italiae, la geografia visiva - Le carte geopittoriche della famiglia DeAgostini", tenuta a Milano presso la Biblioteca Sormani nel 2017.[8]

CuriositàModifica

  • Benché la storia sia ambientata in Francia, la valuta corrente sembra essere proprio la lira.[senza fonte] Tuttavia, nelle storie successive il nome della valuta sarà sempre omesso, almeno fino al 2002, quando lo stato di Clerville adotterà l'euro.
  • Come nel primo albo, la trama è ricalcata su quella di un romanzo di Fantômas. Il romanzo in questione è Le magistrat cambrioleur (Il magistrato ladro), la cui copertina (visualizzabile sul sito fantomas-lives.com[9]) mostra proprio un uomo legato al batacchio di una campana da cui cadono gioielli, proprio come accade a Regan nel fumetto.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ Questa periodicità venne adottata solo per i primi due numeri, in seguito la collana diventerà mensile fino al n. 24 (1964), che conclude la prima serie.
  2. ^ a b Anni I-V, su www.diabolikclub.it. URL consultato il 4 aprile 2019.
  3. ^ a b IL MISTERIOSO ZARCONE | Immagini & Fumetti, su www.giannibono.com. URL consultato il 4 aprile 2019.
  4. ^ Parla Luciana Giussani: una diabolikata dai secret files dell’ispettore Ginko, su avantionline.it. URL consultato il 4 aprile 2019.
  5. ^ La mostra: Passato, presente e futuro., su * BROADWAY PICTURES *. URL consultato il 4 aprile 2019.
  6. ^ a b Testimonianze - Il mistero di Zarcone, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 4 aprile 2019.
  7. ^ Francesco Borgoglio, Cartoomics 2019, Astorina: tutte le novità su Diabolik, su BadComics.it, 12 marzo 2019. URL consultato il 4 aprile 2019.
  8. ^ a b c d e f Kalissa, donna del mistero, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 4 aprile 2019.
  9. ^ The Fantomas Website: Home

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica