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La Vestale (Spontini)

opera di Gaspare Spontini
La Vestale
Caroline Branchu.jpg
Alexandrine-Caroline Branchu nel ruolo di Giulia
Titolo originaleLa Vestale
Lingua originalefrancese
Generetragédie lyrique
MusicaGaspare Spontini
LibrettoVictor-Joseph-Étienne de Jouy
Fonti letterariestoria romana
Attitre
Epoca di composizione1805-1807
Prima rappr.15 dicembre 1807
TeatroOpéra, Parigi
Prima rappr. italiana1811
Teatroteatro San Carlo, Napoli
Personaggi
  • Licinio, generale romano (tenore)
  • Cinna, comandante di legione (tenore o baritono)
  • Il Sommo Sacerdote ( basso)
  • Il capo degli aruspici (basso)
  • Un console (basso)
  • Giulia, giovane vestale (soprano)
  • La gran Vestale (mezzosoprano)
  • Vestali, consoli, senatori, littori, matrone romane, fanciulle, suonatori, corteo trionfale, soldati, popolo, sacerdoti e sacerdotesse di Vesta (coro)

La Vestale è una tragédie-lyrique in tre atti di Gaspare Spontini su libretto in lingua francese di Victor-Joseph-Étienne de Jouy.

La prima rappresentazione avvenne con successo all'Académie impériale de Musique di Parigi il 15 dicembre 1807 con François Lays.

Viene considerata il capolavoro di Spontini, per la possente ispirazione drammatica, la finezza della parte strumentale, la stretta aderenza tra valori musicali, psicologia dei personaggi ed azione scenica.

Cast della prima assolutaModifica

Personaggio Tipologia vocale Interpreti della prima
15 dicembre 1807
(direttore Jean-Baptiste Rey)
Licinio tenore Étienne Lainez
Cinna tenore François Lays
Il Gran Pontefice basso Henri-Étienne Dérivis
Giulia soprano Alexandrine-Caroline Branchu
La Gran Vestale mezzosoprano Marie-Thérèse Maillard
Il capo degli aruspici basso Signor Duparc
Un console basso Signor Martin

SinopsiModifica

Atto IModifica

Licinio, appena tornato da una fortunata campagna militare contro i Galli, dichiara all'amico Cinna che è innamorato di Giulia. La giovane, tuttavia, è destinata a diventare Vestale, ed esprime il suo dolore alla Gran Sacerdotessa, che però la esorta a continuare i servigi come serva della dea. Durante la celebrazione del trionfo, Licinio e Giulia si incontrano, e si danno appuntamento per la sera al tempio.

Atto IIModifica

È notte, e dal tempio giungono le preghiere delle vestali e della Sacerdotessa, che onorano e benedicono il sacro fuoco di Vesta (Foco divino, alma del mondo). Mentre Giulia riflette angosciosamente al tempio (Tu che invoco con orrore), Licinio la raggiunge e si scambiano promesse d'amore. Improvvisamente il sacro fuoco di Vesta si spegne, e Cinna riesce a far fuggire Licinio. Arrivano i sacerdoti e le vestali, e capiscono che il fuoco si è spento per colpa di Giulia. Il Gran Sacerdote appare e chiede alla giovane chi fosse l'uomo con lei. Giulia, non volendo rivelare chi era con lui (O Nume tutelar degli infelici), viene condannata al supplizio di essere murata viva.

Atto IIIModifica

Il giorno dopo, Licinio è sconvolto per la condanna di Giulia (Ohimè, quale apparato), e decide con l'amico Cinna ed altri suoi fedeli di far cessare il rito e di salvare Giulia. Intanto, la ragazza viene condotta nella tomba. Lei mestamente saluta le sorelle, e ricorda il suo triste amore con Licinio, che vorrebbe ancora rivedere (Caro oggetto, il di cui nome). Mentre Giulia si appresta al supplizio, entrano Licinio, Cinna e gli armati per porre fine al rito macabro, quando improvvisamente un fulmine cade dal cielo, squarcia il velo da vestale di Giulia, e riaccende il fuoco sacro. Il gran sacerdote interpreta l'avvenimento come uno scioglimento dai voti proferiti dalla giovane e come rappacificamento con la divinità, e tutto culmina nel tripudio generale. Giulia e Licinio sono ora liberi di amarsi.

Struttura musicaleModifica

La seguente ripartizione fa riferimento alla traduzione italiana del libretto

  • Sinfonia

Atto IModifica

  • N. 1 - Aria Al cuore d'un amico fedele (Cinna)
  • N. 2 - Duetto Se amicizia seconda il mio coraggio (Licinio, Cinna)
  • N. 3 - Inno del mattino Figlia del cielo, eterna Vesta (Coro)
  • N. 4 - Aria L'amore è un mostro barbaro (Gran Vestale)
  • N. 5 - Aria Licinio, io sto per rivederti (Giulia)
  • N. 6 - Finale I Di fronde d'alloro copriamo le strade (Coro, Licinio, Gran Vestale, Cinna, Giulia, Sommo Sacerdote, Console)

Atto IIModifica

  • N. 7 - Inno della sera Fuoco creatore, anime del mondo (Coro)
  • N. 8 - Aria Tu, che invoco con orrore (Giulia)
  • N. 9 - Duetto L'amore che arde nella nostra anima (Licinio, Giulia)
  • N. 10 - Terzetto Ah! se ti sono cara (Giulia, Licinio, Cinna)
  • N. 11 - Finale II Nume tutelar degli infelici (Giulia, Sommo Sacerdote, Coro, Gran Vestale)

Atto IIIModifica

  • N. 12 - Aria Ohimè, quale apparato (Licinio)
  • N. 13 - Aria Non è più tempo di ascoltare (Cinna)
  • N. 14 - Duetto Sei tu che tremerai (Licinio, Sommo Sacerdote)
  • N. 15 - Aria Caro oggetto, il di cui nome (Giulia)
  • N. 16 - Finale III O terrore! O sventura! (Coro, Sommo Sacerdote, Licinio, Cinna, Giulia, Gran Vestale)

IncisioniModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN219028204 · LCCN (ENno95041035 · GND (DE300331339 · BNF (FRcb13919550f (data) · WorldCat Identities (ENno95-041035
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