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La carbonara

film del 1999 diretto da Luigi Magni
La carbonara
La Carbonara.JPG
Lucrezia Lante della Rovere ed Anna Lelio in una delle ultime scene del film
Paese di produzioneItalia
Anno2000
Durata105 min
Generestorico
RegiaLuigi Magni
SoggettoLuigi Magni
SceneggiaturaLuigi Magni
ProduttoreLetizia Colonna, Massimo Ferrero
Casa di produzioneLetizia Cinematografica, Rai Cinema
Distribuzione in italianoLion Pictures (1999)
FotografiaDanilo Desideri, Pino De Valeri
MontaggioFernanda Indoni, Fabrizio Ferranti
MusicheNicola Piovani
ScenografiaLucia Mirisola, Edoardo Di Iorio
CostumiLucia Mirisola, Rosalba Menichelli
Interpreti e personaggi

La carbonara è un film italiano del 2000 diretto da Luigi Magni, il suo ultimo per il grande schermo.

TramaModifica

Nel 1825 una bella e cinica nobildonna romana caduta in disgrazia inizia ad occuparsi delle sorti di un carbonaro e si occupa anche della sua fuga, con la complicità di un bandito dal cuore d'oro. La donna gestisce anche una trattoria rinomata per il piatto forte della casa: la pastasciutta alla carbonara.

In questa sua attività si ritrova, dopo aver venduto ogni suo bene, a riscattare il marito, rapito a scopo di estorsione e mai più tornato. Un giorno lo ritrova nelle vesti di un frate, proprio mentre quest'ultimo tenta di salvare la vita ad un amante della donna. Si scopre che entrambi sono carbonari, servi della causa. Entrambi hanno sacrificato la vita ai loro ideali, ma non solo la loro esistenza è stata sconvolta: lo è stata anche quella della stessa Carbonara, che si ritrova al centro delle velleità libertarie dei tanti uomini che si riempiono la bocca di belle parole, ma poi, nei fatti, si rivelano inetti ed inconcludenti. Su tutto questo, vigila la singolare figura di un Cardinale che si interroga sull'opportunità di un rinnovamento del potere temporale, per quanto si accorga che i tempi stiano mutando in fretta.

La donna alla fine fugge sul cavallo del carbonaro che aveva contribuito a salvare.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

CriticaModifica

«Nell'anno del Signore e del Giubileo, Luigi Magni strizza l'occhio al presente con uno dei suoi film storico-pop: qualche accenno di azione picaresca, uomorismo laico condito con slang romanesco, taverna del libero scambio alla Feydau, melodramma lacrime e pecorino. Cast rischioso con Lucrezia Lante della Rovere, locandiera che sentenzia qua e là un 'che me ne frega' finto cinico, Valerio Mastandrea, frate rugantino, Claudio Amendola, fuorilegge con collier di peperoncini e Nino Manfredi guest star della Roma papalina.»

( Fabio Bo, Il Messaggero, 11 febbraio 2000.[1])

«Con La carbonara, Magni torna dopo una lunga assenza ai suoi temi prediletti: e anche se il film è antiquato e schematico, anche se sono troppo ripetuti per non diventare stucchevoli i giochi di parole, fra i carbonari rivoltosi, gli spaghetti alla carbonara, l'osteria La Carbonara e la sua ostessa, la narrazione non è spiacevole e allinea molte allusioni ai compromessi e al trasformismo della politica italiana contemporanea.»

( Lietta Tornabuoni, La Stampa, 14 marzo 2000.[1])

«Sapori, personaggi, figuranti, umori, inflessioni dialettali, equivoci e colpi di scena sono quelli ai quali Magni ci ha abituato da almeno trent'anni. Perché i bravi registi italiani sciupano il passato che è alle loro spalle?»

(FilmTv.it[2])

«L'esperto massimo del Risorgimento italiano, in termini cinematografici, Luigi Magni (In nome del Papa re e Nell'anno del signore) è tornato al lavoro. Il titolo prende spunto dall'osteria dove una bella locandiera serve succulenti spaghetti in un clima rivoluzionario. Briganti, cospiratori, gendarmi e un cardinale arricchiscono la vicenda. Ma la stagione di Magni è passata, rimane solo un tentativo nostalgico fuori dal tempo.»

(MYmovies.it[3])

NoteModifica

  1. ^ a b La carbonara, su Cinedatabase, Rivista del cinematografo. URL consultato il 23 agosto 2018.
  2. ^ La carbonara, su FilmTv.it, Arnoldo Mondadori Editore. URL consultato il 23 agosto 2018.
  3. ^ La carbonara, in MYmovies.it, Mo-Net Srl. URL consultato il 23 agosto 2018.

Collegamenti esterniModifica