La fabbrica di plastica

album di Gianluca Grignani del 1996
La fabbrica di plastica
ArtistaGianluca Grignani
Tipo albumStudio
Pubblicazione20 maggio 1996
Durata45:35
Dischi1
Tracce11
Genere[1]Pop rock
Pop
Rock alternativo
Indie rock
EtichettaPolygram
Certificazioni
Dischi di platinoItalia Italia (1)[2]
(vendite: oltre 150 000)
Gianluca Grignani - cronologia
Album precedente
(1995)
Album successivo
(1998)

«Mah... non lo so, io volevo solamente rifare The Bends.[3]»

(Gianluca Grignani sull'album)

La fabbrica di plastica è il secondo album di Gianluca Grignani, pubblicato nel 1996.

Il discoModifica

RegistrazioneModifica

«non sono cambiato, sono solo cresciuto, ho soltanto avuto, questa volta, l'occasione di fare esattamente quello che volevo. Il primo disco era stato realizzato in fretta, questa volta ho avuto il tempo di produrre tutto da solo, e di sottolineare le cose che avevo da dire non solo con le parole o con la melodia, ma anche e soprattutto con la musica[4]»

Grignani volle avere il controllo artistico sull'album e, per la piega rock che prese, entrò in conflitto con il suo produttore Massimo Luca e con la sua casa discografica, la Polygram, la quale, secondo l'avvocato all'epoca di Grignani, Visco, "Non è riuscita a preparare il pubblico a questa svolta"[5].

«In quegli anni trovavo molte difficoltà a fare un certo tipo di musica in Italia. Determinati risultati si potevano ottenere solo a Los Angeles, ad Abbey Road Studios a Londra. La fabbrica di plastica era molto attuale, ma per l'estero.[6]»

Il disco è arrangiato dallo stesso Grignani insieme a Greg Walsh e registrato e mixato tra l'Angelo Studio di Garlasco e l'Abbey Road Studios. Nell'album hanno suonato Mario Riso alla batteria (eccetto "Fanny": Roby Molinari), Franco Cristaldi al basso; Gianluca Grignani chitarre acustiche e 12 corde, lo stesso Grignani e Massimo Varini alle chitarre elettriche (tranne che in "Testa sulla luna": Giovanni Frigo), e Naco alle percussioni.

Successo commercialeModifica

Rispetto alle 2 milioni di copie vendute da Destinazione Paradiso, il nuovo album fu un flop. Nonostante la spinta della notorietà e l'attesa, l'album arrivò a poco più di 150.000 copie[7][8]. Commentando il flop di vendite dell'album, l'ex produttore di Grignani, Massimo Luca, commentò: "È un artista finito? Non proprio, è decollato seguendo i miei consigli, poi ha voluto fare di testa sua"[7].

Il tour dell'album non andò bene. Grignani continuava a dimostrarsi insofferente alla pressione del pubblico che dimostrava di non apprezzare il nuovo album. Secondo il suo avvocato Visco: "Non è facile fare accettare al pubblico una virata di 180 gradi fra un disco di successo e il seguente".[5].

Giudizio della criticaModifica

Su La Repubblica del 23 maggio Enesto Assante scrisse: "La fabbrica di plastica è un disco elettrico e a tratti duro, nel quale il velo della melodia, che pure resta il cuore delle canzoni di Grignani, viene strappato spesso da chitarre distorte e arrangiamenti "psichedelici", nei quali i testi parlano spesso d'amore (Fanny), molto più spesso sono personali, legati alle esperienze degli ultimi anni (ed è il caso di Il mio peggior nemico, Rock star, ma anche di La vetrina del negozio di giocattoli o + famoso di Gesù)"[4].

Sul Corriere della Sera Mario Luzzatto Fegiz, sempre il 23 maggio 1996, scrisse: "(...)Qui invece si scatena con sonorità rock, roba da Timoria e da Litfiba. Si scopre così che il ragazzo si esprimeva così solo per penuria di mezzi, ma che il suo sogno era in rock. Lui nega di essere cambiato, sostiene di aver lavorato con maggiore libertà. Cosa propone Grignani? Diciamo un viaggio alla ricerca della propria identità, ma senza una eccessiva dissociazione dal reale. Disco per molti versi sorprendente nei suoni e nei contenuti: sicuramente terra' banco per i prossimi mesi"[9].

Alessandro Rosa su la Stampa scrive: "Chitarre a profusione, chitarre cattive e aggressive, arrochite e lancinanti, dominano le canzoni elettriche, inquiete, irrispettose (« + famoso di Gesù») volte a dipingere una visione personale delle contraddizioni della vita, il rifiuto e la fuga del mondo artificiale, al pericolo dell'omologazione. Un disco nervoso, dall'anima melodica ma vestito di potenti e cupi riff. Ma alla fine completo e uniforme, bello"[10].

TracceModifica

  1. La fabbrica di plastica - 4:06
  2. + famoso di Gesù - 3:17
  3. Solo cielo - 4:12
  4. Testa sulla luna - 3:59
  5. Fanny - 3:11
  6. L'allucinazione - 4:33
  7. La vetrina del negozio di giocattoli - 4:17
  8. Galassia di melassa - 5:10
  9. Rok Star - 3:24
  10. Il mio peggior nemico - 16:05
    • Qualcosa nell'atmosfera - traccia fantasma

MusicistiModifica

  • Gianluca Grignani - voce, chitarra a 12 corde, chitarra acustica, chitarra elettrica
  • Mario Riso - batteria
  • Franco Cristaldi - basso
  • Roberto Molinari - batteria
  • Giovanni Frigo - chitarra elettrica
  • Naco - batteria, percussioni
  • Massimo Varini - chitarra elettrica

NoteModifica

  1. ^ Gianluca Grignani - La fabbrica di plastica - allmusic.com
  2. ^ “Allo stesso tempo unplugged”: prossima uscita!, https://gianlucagrignaniwebzine.wordpress.com/. URL consultato il 27 dicembre 2017.
  3. ^ http://www.storiadellamusica.it/Gianluca_Grignani_-_La_Fabbrica_di_Plastica_(mercury,_1996).p0-r3761
  4. ^ a b Sono vivo e ora canto più forte - La Repubblica - 23 maggio 1996 — pagina 38
  5. ^ a b Corriere della Sera - 6 dicembre 1996
  6. ^ Grignani, viaggio intorno all'uomo, su FamigliaCristiana.it. URL consultato il 26 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  7. ^ a b Grignani,da Jekyll a mister Hyde. Luzzatto Fegiz Mario Pagina 37 (6 dicembre 1996) Corriere della Sera
  8. ^ La Repubblica — 5 novembre 1996 - pagina 38
  9. ^ Arriva " La fabbrica di plastica " e spunta a sorpresa il rock duro - Corriere della Sera - 23 maggio 1996 - pagina 37
  10. ^ LaStampa - 17.06.1996 - numero 165 - pagina 18

Collegamenti esterniModifica

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