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La fortuna di essere donna

film del 1956 diretto da Alessandro Blasetti
La fortuna di essere donna
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1956
Durata100 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 2,35:1
Generecommedia
RegiaAlessandro Blasetti
SoggettoAlessandro Blasetti
SceneggiaturaSuso Cecchi D'Amico
Produttore esecutivoGianni Hecht Lucari
Casa di produzioneDocumento Film (Roma), Le Louvre Film (Parigi)
Distribuzione in italianoLux Film
FotografiaOtello Martelli
MontaggioMario Serandrei
MusicheAlessandro Cicognini
ScenografiaDario Cecchi
CostumiOrietta Nasalli Rocca
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La fortuna di essere donna è un film del 1956 diretto dal regista Alessandro Blasetti.

Indice

TramaModifica

Antonietta Fallari lavora nel negozio di merceria di sua madre ed è fidanzata con Federico, uno scialbo avvocato, ma sogna il successo e il benessere. Un'occasione imprevista si presenta quando Corrado, fotografo della stampa scandalistica, la ritrae di nascosto in una posa maliziosa - in realtà lei si stava solo aggiustando una calza - e poco dopo la foto appare sui giornali.

Federico vorrebbe che Antonietta denunciasse Corrado e gli chiedesse i danni morali e materiali; lei invece, più furba e opportunista, cerca di sfruttare la situazione per conoscere persone influenti ed entrare nel mondo della moda e dello spettacolo. La vita della ragazza cambia radicalmente: Antonietta dà il benservito all'insulso fidanzato, dimagrisce rapidamente grazie a una dieta ferrea, si presta a collaborare con Corrado per servizi fotografici in cui è coperta solo da un asciugamano o in cui appare succintamente vestita fra le rovine di Roma, e ha anche modo di vivere un'avventura di una notte con il fotografo, fin quando quest'ultimo non le presenta il suo vicino di casa conte Sennetti, un manierato aristocratico di mezza età che grazie alle sue conoscenze è in grado di sistemarla definitivamente.

Seguendo le istruzioni del conte, Antonietta impara a frequentare l'alta società e a comportarsi da gran signora, perché "i soldi vanno solo a chi ce li ha già", finché effettivamente ottiene un contratto cinematografico. Antonietta vorrebbe coronare le sue ambizioni facendosi sposare dal conte, ma viene a scoprire che quest'ultimo è già sposato, e con una donna che sa come farsi rispettare. Alla fine, delusa e dopo una violenta lite con Corrado, durante la quale la ragazza rinnega le buone maniere faticosamente apprese per dare sfogo alla sua indole popolaresca, i due scoprono di essere innamorati e decidono di sposarsi.

CommentoModifica

Secondo il Dizionario Morandini si tratta di una delle migliori commedie degli anni '50.[1] Il merito, oltre che al soggetto e alla briosa sceneggiatura, va sicuramente al personaggio tratteggiato dalla Loren: una figura femminile lucidamente ambiziosa, con pochi scrupoli e a tratti cinica, ben decisa a sfruttare "la fortuna di essere donna" (o, più esattamente, la fortuna di essere una donna giovane e dal fisico prorompente) per ottenere ciò che vuole, molto diversa dal tipo di ragazza giudiziosa e irreprensibile che andava per la maggiore nelle commedie dell'epoca.

NoteModifica

  1. ^ Il Morandini 2012. Dizionario dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini, Bologna, Zanichelli, 2011.

Collegamenti esterniModifica

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