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La gerla di papà Martin (film 1940)

film del 1940 diretto da Mario Bonnard
La gerla di papà Martin
La gerla di papà Martin fotoscena.jpg
Bella Starace Sainati e Ruggero Ruggeri in una foto di scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1940
Durata94 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, storico
RegiaMario Bonnard
SoggettoEugène Cormon, Eugène Grangé
SceneggiaturaOreste Biancoli, Mario Bonnard, Ákos Tolnay
ProduttoreValentino Brosio
Produttore esecutivoValentino Brosio
Casa di produzioneLux Film
Distribuzione in italianoLux Film
FotografiaArturo Gallea
MontaggioInes Donarelli
MusicheGiulio Bonnard
ScenografiaGastone Medin
CostumiGino Carlo Sensani
Interpreti e personaggi

La gerla di papà Martin è un film del 1940, diretto dal regista Mario Bonnard e tratto dalla commedia Les crochets du père Martin (1858) di Eugène Cormon e Eugène Grangé di cui esistevano già precedenti versioni cinematografiche: la prima nel 1909 diretta da Mario Caserini, la seconda da Eleuterio Rodolfi nel 1914 e una muta dello stesso Bonnard nel 1923.

TramaModifica

1858. A Parigi, uno studente universitario dilapida tutti i soldi che il padre, con inauditi sacrifici, gli manda da Le Havre, dove lavorava come scaricatore di porto. L'uomo è costretto a tornare al porto mentre il figlio, dopo essersi imbarcato, alla fine mette la testa a posto e ritorna a casa, dove si sposa con una ragazza per bene.

ProduzioneModifica

La lavorazione del film è stata realizzata negli stabilimenti di Cinecittà

StampaModifica

  • "La ricerca di atmosfera che pure si avverte in tutto il film rimane allo stato intenzionale [...] Qui tutto è vago e impreciso, la vicenda scorre e scorre anche bene, ma non c'è un segno di intelligenza, un colpo d'ala. [...] Ruggeri riesce nel primo tempo a caratterizzare con spicco il vecchio facchino, ma poi soccombe sotto la sua stessa personalità e ridiviene il Ruggeri che tutti conosciamo". (Vice, Cinema, vecchia serie, n. 120, 25 novembre 1940)
  • "Il film è condotto con mano abbastanza sicura e con accuratezza e dignità. Tra gli interpreti più che i grossi calibri ci sono piaciuti alcuni giovani che sono veramente delle promesse. [...] In primo luogo vogliamo alludere a Roberto Villa vagamente rassomigliante a Robert Montgomery e per di più si rivela in possesso di un temperamento ricco e controllato insieme; Luisella Beghi, dal canto suo, conferma la sua ottima preparazione e le sue doti di sensibilità. [...] Per contro, un poco teatrale e intinto nel ricordo di troppe sue interpretazioni sceniche, ci è parso Ruggeri nei panni del protagonista [...]". (Alberto Ceretto, Gazzetta del Popolo, 30 novembre 1940).
  • "La gerla di papà Martin è proprio La gerla di papà Martin: la buona compagna delle Due orfanelle, del Vetturale del Moncenisio, della Portatrice di pane e di parecchie altre commedie che nell'Ottocento ebbero clamorosi e popolari consensi di commozione, e anche dopo, per la loro sagace e fin troppo robusta intelaiatura. [...] Oh, recite diurne nei politeama! Ma in fondo, quelle doti teatrali, più grossolane che approssimative, sono poi quelle che molti soggetti cinematografici d'oggi vorrebbero avere, e si comprendono perciò facilmente le ragioni di questa riduzione. [...] ma vi dovrò dire che il film ha in serbo una sorpresa. Partito da uno spunto e da intenti evidentemente popolari, non li ha per nulla traditi, ne mantiene anzi tutte le promesse di emozioni e, come si diceva una volta, di sentimento, ma la sorpresa è che ciò sia raggiunto con una fattura tanto accurata quanto lodevole. Anzitutto l'ambientazione sorvegliata da un gusto attentissimo e accorto. Poi una sceneggiatura che segue volentieri la commedia, ma non la fa troppo pesare sul film. E infine la regia e l'interpretazione. Mario Bonnard ha diretto con molta efficacia [...] con una composizione del quadro sovente esemplare, e tutti gli interpreti l'hanno ben coadiuvato [...]". (Mario Gromo, La Stampa, 30 novembre 1940).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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