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La pianista (film)

film del 2001 diretto da Michael Haneke

TramaModifica

Erika Kohut è una brillante insegnante di pianoforte presso il conservatorio di Vienna. Anche se ha ormai passato i quarant'anni, ella continua a vivere in un appartamento con l'anziana e possessiva madre. Dietro il suo atteggiamento rigido e impeccabile si nasconde in realtà una donna sessualmente repressa, tormentata da perversioni sadomasochistiche e voyeuristiche. Nella sua esistenza, l'unica cosa in grado di far sentire "viva" Erika è il maltrattare, punendoli e offendendoli, i suoi allievi che lei segretamente detesta: infatti distruggerà tutte le prospettive musicali di una sua allieva di talento, ferendole le mani con dei cocci di vetro che lei stessa ha infilato nella tasca della giacca della ragazza. Perversamente, annusa i fazzoletti intrisi di sperma degli uomini masturbatori di un peep show.

Durante un concerto privato conosce Walter, un attraente studente di ingegneria, che rimane colpito dal suo fascino. Egli è un ottimo pianista in grado di eseguire con grande talento brani di Schumann e Schubert, che lei apprezza vivamente. Dopo un'iniziale ritrosia Erika diventa ossessionata da Walter e quest'ultimo sembra intenzionato ad iniziare una relazione con lei, ma la donna, pur acconsentendo, pone per iscritto una serie di regole a cui il ragazzo dovrà attenersi nella relazione, regole dettagliate di un rapporto sadico-masochistico in cui lui è il padrone e lei la sottomessa.

Walter, dopo aver tentato inutilmente di convincerla ad instaurare una normale relazione d'amore, non è disposto a sopportare le fantasie con le quali lei si approccia. Dopo l'ennesimo rifiuto sessuale da parte di Erika, il ragazzo si scatena rabbiosamente contro di lei, violentandola nel modo che lei ha sempre desiderato e richiesto al giovane. Il giorno dopo, quando Erika vuole riavvicinarlo per parlargli, lui la saluta e se ne va, circondato dai suoi giovani e allegri compagni di Conservatorio. Ad Erika non rimane altro che trafiggersi con un coltello e andarsene sanguinante per le vie della capitale austriaca.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Awards 2001, festival-cannes.fr. URL consultato il 7 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2014).

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàGND (DE4683049-2 · BNF (FRcb150068773 (data)
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