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La piovra 10
PaeseItalia
Anno2001
Formatominiserie TV
Generedrammatico, poliziesco
Durata200 min (totale)
Lingua originaleitaliano
Crediti
RegiaLuigi Perelli
SoggettoPier Giuseppe Murgia, Sergio Silva
SceneggiaturaMimmo Rafele, Piero Bodrato, Sergio Silva, Luigi Perelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
FotografiaCarlo Tafani
MontaggioMauro Bonanni
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaLuciano Ricceri
CostumiPaola Bonucci
Produttore esecutivoGiovanna Genoese, Sergio Silva, Fabrizio Zappi
Prima visione
Dal10 gennaio 2001
Al17 gennaio 2001
Rete televisivaRai 2

La piovra 10 è la decima e ultima miniserie televisiva della più celebre saga della serie televisiva italiana, La piovra.

Miniserie in 2 puntate per la regia di Luigi Perelli, è andata in onda la prima volta in Italia il 10 e 17 gennaio 2001 su Rai 2.

Tra gli interpreti Patricia Millardet, Remo Girone, Elena Arvigo, Rolf Hoppe e Francesco Siciliano.

Dopo la parentesi "storica" dell'ottava e della nona miniserie, in quest'ultimo capitolo si ritorna in epoca contemporanea ed ai precedenti protagonisti; lo scenario introdotto è una chiave di lettura della mafia attuale e, nello stesso tempo, la lapide che seppellirà tutti i segreti degli ultimi quarant'anni.

La tramaModifica

Il professor Ottavio Ramonte, il leader dell'associazione occulta Extrema Thule Nostra Salus, dopo essere stato condannato in primo grado, a conclusione delle indagini del giudice Silvia Conti (che ora si è sposata ed ha abbandonato la lotta alla criminalità organizzata ed è passata ad occuparsi di diritto civile), viene assolto in appello difeso dall'avvocato Lo Capo. Così lancia un progetto per riprendersi il potere perduto.

Nell'associazione, però, uno dei componenti, il dott. Paolo Tripoli, si ribella alla sua ambizione, e Ramonte decide di sbarazzarsene, facendolo uccidere da sicari che inscenano un finto incidente stradale, con relativa fuga dei pirati della strada. Ma l'omicidio avviene sotto gli occhi di una testimone, Giulia Mercuri, la figlia del senatore Aldo Mercuri, anch'egli componente della setta criminale. La ragazza vuole rivelare quello che ha visto e cerca di mettersi in contatto con il giudice Conti, ma non fa in tempo. Viene rapita infatti dagli uomini di Tano Cariddi, che si è ritirato in un rifugio alle falde dell'Etna, ma che intende ancora dare la scalata al potere. Per questo sembra aver stretto una collaborazione con il professor Ramonte, del quale però non condivide strategie e metodi. Ed infatti lo uccide lentamente, facendogli somministrare quotidianamente piccole dosi di arsenico.

Dopo il sequestro di Giulia, nella quale rivede attraverso i suoi occhi la moglie Ester che uccise anni prima, Tano convoca gli uomini della Extrema Thule Nostra Salus per spiegare quali strategie intende adottare per ritornare alla conquista del potere, affossando per sempre i metodi violenti e sanguinari, ormai superati, di Cosa Nostra.

Infine Tano, incastrato dalle indagini di Silvia Conti e braccato dalle forze dell'ordine, arriva sul cratere principale dell'Etna e vi si getta dentro, tra le fiamme della lava del vulcano, morendo e portandosi dietro una scatola piena di floppy contenenti tutti i segreti e le nefandezze nascoste degli uomini di potere italiani dagli anni sessanta in poi, affidatigli in custodia a suo tempo dal professor Ramonte.

RipreseModifica

Le riprese esterne (e molte di quelle interne) sono state effettuate nel centro storico di Catania. Alcuni esterni sono stati girati a Paternò (CT), Acicastello (CT), Caltagirone (CT) e Mazzarino (CL).

FontiModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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