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La proprietà non è più un furto

film del 1973 diretto da Elio Petri
La proprietà non è più un furto
La proprietà non è più un furto.jpg
Total (Flavio Bucci) brucia il denaro
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1973
Durata126 min
Generedrammatico, grottesco
RegiaElio Petri
SoggettoElio Petri, Ugo Pirro
SceneggiaturaElio Petri, Ugo Pirro
ProduttoreClaudio Mancini
Casa di produzioneQuasars Film Company
Labrador Film
FotografiaLuigi Kuveiller
MontaggioRuggero Mastroianni
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaGianni Polidori
CostumiGianni Polidori
TruccoPierantonio Mecacci
Interpreti e personaggi

La proprietà non è più un furto è un film del 1973 diretto da Elio Petri con Flavio Bucci e Ugo Tognazzi.

L'opera, comunemente, si considera parte della cosiddetta "trilogia della nevrosi", un trio di film composto da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ("nevrosi del potere") e La classe operaia va in paradiso ("nevrosi del lavoro"), che si completa con un'analisi della "nevrosi del denaro".[1]

TramaModifica

Total è un giovane impiegato di banca allergico al denaro, figlio di un ex bancario integerrimo. Convertito al marxismo-mandrakismo, diventa ladro per ideologia, perseguitando ciò che per lui è il simbolo del capitalismo: un laido macellaio romano cliente della sua banca, che possiede una bella amante e tanto denaro. Lo scopo di Total è quello di derubarlo, poco a poco, di tutto, persino della sua donna, che cerca di concupire, del coltello con cui affetta la carne, dei gioielli e del denaro. Si fa aiutare da un romantico scassinatore e attore di nome Albertone, che gli insegna il mestiere e resta incastrato nel meccanismo e alla fine muore di crepacuore in questura. Il macellaio alla fine ha, comunque, la meglio e strangola il suo persecutore in ascensore.

DistribuzioneModifica

Inserito in concorso al Festival di Berlino e presentato alle Giornate del cinema di Venezia del 1973, il film non ottenne riconoscimenti. Seppur sequestrato in Italia per oscenità e offesa al pudore[2], fece infine registrare un buon successo di pubblico, grazie alla trovata del distributore Goffredo Lombardo che lo distribuì come film del genere commedia all'italiana, vista anche la presenza di Tognazzi nel cast.

Prima proiezione il 3 ottobre 1973.

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

All'epoca dell'uscita, furono pochi i critici a difendere il film: forse solo Il manifesto ne parlò in termini entusiastici, mentre la maggior parte della critica lo dichiarò il meno riuscito della trilogia[senza fonte].

IncassiModifica

Incasso finale quasi un miliardo e mezzo di lire.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ Dal libro Elio Petri, uomo di cinema - Impegno, spettacolo, industria culturale (Bonanno Editore, 2016), di Gabriele Rigola
  2. ^ Da un articolo (titolo:Sequestrato a Genova la 'proprietà' di Petri) pubblicato ne La Stampa, nr. 246, anno 107, 19 ottobre 1973.

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Collegamenti esterniModifica

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