La schiava del peccato

film del 1954 diretto da Raffaello Matarazzo
La schiava del peccato
La schiava del peccato.jpg
Silvana Pampanini e Franca Dominici in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1954
Durata100 min
Dati tecnicibianco e nero
rapporto: 1,37:1
Generedrammatico, sentimentale
RegiaRaffaello Matarazzo
SoggettoOreste Biancoli
SceneggiaturaAldo De Benedetti
ProduttoreGianni Hecht Lucari
Casa di produzioneDocumento Film, E.N.I.C.
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaMarco Scarpelli
MontaggioMario Serandrei
MusicheRenzo Rossellini
ScenografiaOttavio Scotti
CostumiGiuliano Papi
TruccoDuilio Giustini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La schiava del peccato è un film del 1954 diretto da Raffaello Matarazzo.

Ascrivibile al filone dei melodrammi strappalacrime (in seguito denominato anche neorealismo d'appendice) di cui Matarazzo fu il maggiore esponente.

TramaModifica

In un albergo una giovane coppia viene derubata di un medaglione contenente l'immagine della sposa da bambina. Il direttore scopre che a compiere il gesto è stata l'anziana guardarobiera Mara. Ella racconta quindi la sua storia dietro quel gesto: da giovane si trovò vittima di un incidente ferroviario, da cui ne uscì indenne salvando una infante polacca, che nell'occasione perse entrambi i genitori.

 
Una scena con Silvana Pampanini truccata da anziana

Tra le due nasce subito un affetto profondo, ma la donna, intrattenitrice di un locale notturno e prostituta, non può tenersi la piccola prima di aver ottenuto un attestato di buona condotta; viene così affidata a un brefotrofio gestito dalle suore. Mara decide di cambiare vita, si allontana così da Carlo, un uomo che la sfrutta procurandole clienti, e trova lavoro in una fabbrica. Qui reincontra Giulio, un uomo con il quale in passato ebbe una relazione, a cui confessa di aver avuto una bambina da lui, morta in fasce. Il matrimonio di Carlo non ha dato figli, e il desiderio di maternità spinge la moglie di egli a chiedere a Mara l'adozione della bambina, perché capaci di darle un futuro di maggior sicurezza economica. Mara dapprima rifiuta, ma poi rendendosi conto che non potrà dare un buon futuro alla piccola, acconsente, scomparendo per tutti gli anni a venire per essere dimenticata.

Il direttore presenta l'anziana alla ragazza senza rivelarne l'identità, adducendo al gesto come ricordo per la propria figlia morta da bambina. La ragazza le regala così il medaglione.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

Il film venne iscritto al Pubblico registro cinematografico della SIAE con il n. 1.412 ed ebbe il visto di censura n. 16.425 del 20 aprile 1954.

Ebbe la prima proiezione pubblica l'8 maggio 1954 e incassò 164.141.000 lire dell'epoca.

Il film è stato pubblicato in DVD nel 2008 dalla Ripley's Home Video.

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