Apri il menu principale

La storia di una monaca

film del 1959 diretto da Fred Zinnemann
La storia di una monaca
La storia di una monaca.png
Audrey Hepburn in una scena del film
Titolo originaleThe Nun's Story
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1959
Durata149 min
Dati tecniciTechnicolor
Generereligioso
RegiaFred Zinnemann
SoggettoKathryn Hulme
SceneggiaturaRobert Anderson
FotografiaFranz Planer
MontaggioWalter Thompson
MusicheFranz Waxman
ScenografiaAlexandre Trauner e Maurice Barnathan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La storia di una monaca (The Nun's Story) è un film del 1959 diretto da Fred Zinnemann. È tratto dal libro Storia di una suora[1] di Kathryn Hulme ispirato alla vera storia di Marie Louise Habets, ex suora di carità di Gesù e Maria.

TramaModifica

Belgio, anni 20. La giovane Gabrielle Van Der Mal, figlia di un noto medico, lascia il fidanzato e la sua casa -nonostante i continui dubbi che il padre cerca di insinuarle- per abbracciare la vita religiosa con l'intenzione di diventare una suora infermiera per recarsi in una missione in Congo.

Preso il nome di suor Lucia, fin da subito Gabrielle entra in conflitto con la sua forte personalità, quasi ribelle, e il desiderio di abbracciare in pieno la regola per diventare una suora perfetta: dopo un primo periodo di ambientamento frequenta la scuola di medicina tropicale di Anversa, dove si distingue per la sua eccellente attitudine allo studio della medicina, fortemente influenzata dalla sua ammirazione per il padre.

Il suo desiderio di primeggiare però viene visto come una manifestazione di orgoglio dalla madre superiora del convento presso il quale Gabrielle risiede durante il corso, terminato il quale consegue il diploma classificandosi fra le prime e dimostrando così, a detta della superiora, una totale immaturità e incapacità di esercitare l'umiltà; su decisione della stessa superiora Gabrielle viene per tanto assegnata al servizio infermieristico presso un ospedale psichiatrico, con sua enorme amarezza e delusione.

Anche in questa nuova esperienza Gabrielle lotta continuamente fra ciò che il cuore o l'istinto le dettano e la freddezza ed oggettività delle regole, correndo perfino il rischio di essere gravemente ferita da una psicopatica che riesce a raggiungerla con un inganno.

Solo dopo tre anni, con i voti perpetui, suor Lucia viene finalmente inviata in Congo: la felicità di aver finalmente raggiunto la tanto sospirata funzione di suora missionaria viene però spenta dall'essere destinata all'ospedale dei civili congolesi in missione e, quindi, lontana dagli Africani che da così lungo tempo desiderava assistere; diventa l'assistente del chirurgo, il dottor Fortunati, uomo estremamente rude e diretto, che più di una volta la mette in difficoltà e le fa sentire la profonda incoerenza della sua vocazione.

Anche nell'ospedale della missione Gabrielle cerca in tutti i modi di eccellere, introducendo innovazioni che -seppur di riconosciuta utilità- mettono in imbarazzo la superiora locale che non ne è informata. Tuttavia Gabrielle riesce a conquistarsi la benevolenza di tutti, spingendo addirittura alla conversione un africano che sembrava irremovibile dalla sua religione animista locale.

Gabrielle si ammala di tubercolosi e cade in profonda depressione, perché intuisce che questa possa essere (come sarà) la fine della sua esperienza in Africa. Con la scusa di accompagnare un paziente torna in Europa, accolta benevolmente dalla superiora, che la conosce bene e conosce tutte le sue tribolazioni interiori.

L'imminenza dello scoppio della seconda guerra mondiale fa sì che la sua domanda di tornare alla missione in Africa venga respinta, e viene piuttosto inviata in un ospedale vicino al confine con l'Olanda. Così, successivamente, con l'invasione del Belgio da parte della Germania Gabrielle si trova a coprire un'infermiera civile che collabora con la resistenza; questo genera in lei un ennesimo conflitto, che sfocia nella decisione finale di abbandonare l'ordine dopo aver appreso della morte del padre, ucciso dai tedeschi mentre curava i profughi.

La scena finale vede una Gabrielle -pensierosa ed amareggiata- riprendere i panni civili e -dopo una brevissima esitazione- avviarsi con decisione verso la porta che la rimette nel mondo secolare, dopo aver finalmente realizzato che la sua vera missione non è quella di essere una suora.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Scheda OPAC SBN, su opac.sbn.it. URL consultato il 2 aprile 2019.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN222425933 · GND (DE7699636-0 · BNF (FRcb164595546 (data) · WorldCat Identities (EN222425933
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema