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La vedova allegra (film 1934)

film del 1934 diretto da Ernst Lubitsch
La vedova allegra
The Merry Widow 1934.JPG
Jeanette MacDonald, la vedova allegra
Titolo originaleThe Merry Widow
Lingua originaleInglese, francese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1934
Durata99 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37 : 1
Generemusicale, commedia, sentimentale
RegiaErnst Lubitsch
Soggettodall'operetta Die lustige Witwe di Franz Lehár
SceneggiaturaMarcel Achard, Ernst Lubitsch, Samson Raphaelson, Ernst Vajda
ProduttoreErnst Lubitsch e Irving Thalberg (non accreditati)
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer (controlled by Loew's Incorporated)
Distribuzione in italianoMetro-Goldwyn-Mayer (1936)
FotografiaOliver T. Marsh[1]
MontaggioFrances Marsh
MusicheHerbert Stothart direzione e adattamento
ScenografiaCedric Gibbons e Gabriel Scognamillo (non accreditato)
Frederic Hope e Edwin B. Willis (associati)
CostumiAdrian (costumi per Miss Mcdonald)

Ali Hubert (guardaroba)

Eugene Joseff (gioielli)
TruccoRobert J. Schiffer (non accreditato)
Interpreti e personaggi

La vedova allegra (The Merry Widow) è un film del 1934 diretto da Ernst Lubitsch. Come nelle altre due versioni (quella del 1925 e quella del 1952), anche questo film si ispira all'operetta Die lustige Witwe di Franz Lehár. È l'unico, però, dove la protagonista non è un'americana, ma anche lei una cittadina del piccolo paese europeo dove inizia la vicenda.

Fu girata in contemporanea anche una versione in francese del film dal titolo La Veuve joyeuse sempre con Chevalier e la MacDonald come protagonisti.

TramaModifica

La storia è ambientata nel 1885 in Marshovia, un'immaginaria piccolissima nazione balcanica. Madame Sonia, la vedova più ricca del mondo, è entrata in possesso del 52% del paese dopo la morte del marito. Terminato il periodo di lutto, Sonia parte per Parigi dove vuole rifarsi una vita. Re Achmet di Marshovia teme che a Parigi la vedova possa sposarsi con uno straniero, cosa che potrebbe provocare una rivoluzione a causa delle dissestate finanze del paese. Manda allora a Parigi il conte Danilo, capo della Guardia Reale e casanova incallito (è stato con tutte le donne del film), perché conquisti la vedova.

 
Il Conte Danilo (Maurice Chevalier)

ProduzioneModifica

Il film fu prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) tra il 9 aprile e il 17 aprile 1934[2].

La musica di Lehar venne riadattata da Herbert Stothart che curò anche la direzione orchestrale. I testi vennero riscritti da Lorenz Hart e Gus Kahn. Le parti danzate furono affidate ad Albertina Rasch e Jeanette MacDonald ebbe un istruttore, Bert Spencer, per la scena del valzer.

DistribuzioneModifica

Il copyright del film, richiesto dalla Metro Goldwyn Mayer Corp, fu registrato il 27 ottobre 1934 con il numero LP5068[3]. Distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), il film uscì nelle sale cinematografiche statunitensi il 2 novembre dopo una prima tenuta a New York l'11 ottobre 1934.

La criticaModifica

..."uno dei più splendidi film a colori della storia del cinema: forse solo Dreyer ha saputo dare al bianco e nero altrettanta intensità cromatica. Prima di tutto, c'è la "grana" inimitabile e pastosa della fotografia che dà straordinario risalto agli incredibili "décors" di Cedric Gibbons. (...) Sonia all'inizio che si toglie il velo nero, aiutata da una cameriera che lo ripone in un armadio accanto a centinaia di altri veli neri; lo stesso con l'abito nero, le scarpe nere, le calze nere (...), con un cagnolino nero (...) . La vediamo sostituire il velo con un cappello bianco, le gramaglie con abiti nuovi e candidi, il cagnolino con un esemplare identico ma bianchissimo[4].

RiconoscimentiModifica

Altre versioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Marsh era stato direttore della fotografia anche nella versione della Vedova allegra diretta da Stroheim
  2. ^ IMDb Business
  3. ^ AFI
  4. ^ Guido Fink, Lubitsch Pag. 70

BibliografiaModifica

  • (EN) John Douglas Eames, The MGM Story Octopus Book Limited, Londra 1975 ISBN 0-904230-14-7
  • Guido Fink, Ernst Lubitsch, Il castoro cinema, La nuova Italia ed., Firenze - maggio 1977
  • (FR) Bernard Eisenschitz, Jean Narboni (a cura di): Ernst Lubitsch, Cahiers du Cinéma / Cinématèque Française ISBN 2-86642-035-7
  • Marco Salotti, Ernst Lubitsch, Le Mani, Genova 1997 ISBN 88-8012-060-3

Voci correlateModifica

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