Apri il menu principale

La vita agra (film)

film del 1964 diretto da Carlo Lizzani
La vita agra
Vitaagra-Tognazzi.png
Ugo Tognazzi in una scena del film
Titolo originaleLa vita agra
Paese di produzioneItalia
Anno1964
Durata100 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaCarlo Lizzani
SoggettoLuciano Bianciardi (omonimo romanzo)
SceneggiaturaCarlo Lizzani, Luciano Vincenzoni, Sergio Amidei
ProduttoreE. Nino Krisman
Casa di produzioneFilm Napoleon
FotografiaErico Menczer
MontaggioFranco Fraticelli
MusichePiero Piccioni
ScenografiaEnrico Tovalieri
CostumiDario Della Corte
TruccoRaffaella Moro
Interpreti e personaggi

La vita agra è un film del 1964 diretto da Carlo Lizzani, tratto dall'omonimo romanzo di Luciano Bianciardi.

Indice

TramaModifica

Luciano Bianchi vive con la moglie e il figlio a Guastalla, un piccolo paese emiliano della Bassa reggiana. Intellettuale e bibliofilo, lavora come responsabile delle iniziative culturali presso uno stabilimento minerario della CIS, una grande azienda specializzata, tra l'altro, nella produzione di prodotti chimici, farmaceutici e plastici. Proprio nel giorno in cui gli viene notificato il licenziamento da parte della ditta, però, la miniera esplode per un incidente dovuto alla mala applicazione delle misure di sicurezza sul lavoro, causando così la morte di 43 operai.

Luciano decide allora di vendicarsi; con la complicità dell'amico Libero, vuole far saltare in aria la sede della compagnia a Milano, un grattacielo con più di 20 piani.

Arrivato in città, trova alloggio presso una modesta pensione e, per sostenersi nel mentre, cerca un lavoro. Pochi giorni dopo, appena fuori dall'albergo diurno, incontra Anna, una giornalista romana di sinistra, che lavora per un quotidiano locale. I due fanno subito conoscenza e si piacciono. Senza pensarci su molto, Luciano decide alla fine di andare a vivere con lei, sicuro che la moglie non ne saprà mai niente.

Intanto, inizia a fare dei sopralluoghi presso il grattacielo della società. Con la scusa di tenere un colloquio col presidente della compagnia, entra nell'edificio. Lì viene ricevuto dalle segretarie del dirigente e sostiene un colloquio di selezione. Pochi giorni dopo, viene contattato e assunto per un periodo di prova. Il lavoro è di poco conto, ma Luciano approfitta della sua permanenza nell'edificio per effettuare dei sopralluoghi più precisi.

Licenziato subito dopo il periodo di prova, Luciano trova un nuovo lavoro, ben remunerato, come traduttore; Anna lo aiuta scrivendo a macchina sotto sua dettatura. Cambiano casa e vanno a vivere insieme presso una coppia di svizzero-tedeschi, maniaci dell'ordine e della pulizia. Un week-end, Luciano riceve una visita a sorpresa della moglie. Pur con qualche impaccio, riesce a evitare che lei scopra la sua relazione con Anna ma quest'ultima è furiosa: teme che lui ritorni sotto il tetto coniugale.

Luciano viene nuovamente licenziato e prova quindi a entrare nel mondo della pubblicità come copywriter: vince un concorso per uno slogan ed entra in un'agenzia, con un ottimo stipendio. Con le garanzie del nuovo posto di lavoro, può comprare una casa e arredarla di tutto punto. E neanche l'agenzia delle entrate, con un fastidioso accertamento fiscale, riesce a deprimere il suo stile di vita.

Grazie alla sua creatività fa ben presto carriera. Addirittura, viene richiamato dalla CIS, la sua vecchia ditta, dove gli viene assegnato il ruolo di responsabile marketing e pubblicità.

Giunto dunque a Milano con l'originario intento di vendicarsi della CIS, Luciano finisce per diventarne un importante e stimato manager.

CuriositàModifica

 
Enzo Jannacci in una sequenza del film.
  • Nel film c'è il cameo di un giovane Enzo Jannacci mentre suona la chitarra e canta una prima versione della sua canzone L'ombrello di mio fratello.
  • Luciano Bianciardi, autore del romanzo da cui il film è tratto, ha supervisionato la stesura della sceneggiatura del film ed è inoltre presente in un piccolo cameo: compare al fianco di Tognazzi nella scena con gli operai milanesi sul rapporto uomo-macchina.
  • Il protagonista del romanzo proviene da Grosseto, ma per non far interpretare al cremonese Tognazzi un personaggio toscano, il luogo di provenienza è stato modificato in Guastalla, eliminando così la questione delle differenze linguistiche, che nel romanzo era fondamentale.
  • Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1].

NoteModifica

  1. ^ La vita agra, retedeglispettatori.it. URL consultato il 16 aprile 2018.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema