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AmbientazioneModifica

Il nome indica uno di quei luoghi "fortificati" che in Messico come in altri paesi del Terzo Mondo garantiscono sicurezza e comfort alle minoranze privilegiate. La zona in questione è un quartiere di Città del Messico, circondato da altissime muraglie, reticolati, telecamere, squadre di poliziotti privati.

TramaModifica

All'interno la vita scorre ovattata e sicura, finché un guasto permette a dei delinquenti di entrare e tentare un furto con scasso. Un'anziana signora muore nella rapina e gli abitanti del quartiere si scatenano in una spaventosa caccia all'uomo. Due dei malviventi vengono uccisi mentre il terzo, Miguel, scappa e si nasconde nello scantinato della ricca e tranquilla villetta di famiglia dell'adolescente Alejandro, figlio di un poliziotto che si sta occupando del caso, che, per caso lo trova e prima lo segrega e lo fa confessare, poi cerca di farlo scappare fuori dalla Zona, ma viene catturato dai residenti che non lo consegnano alla polizia ma decidono di farsi giustizia da sé. Gli uomini massacrano Miguel davanti agli occhi impotenti del poliziotto e di Alejandro.

MessaggioModifica

La vicenda avviene in un luogo reale e insieme simbolico ed è la drammatica metafora del mondo globalizzato in cui minoranze privilegiate vivono sopra le leggi e la giustizia. Purtroppo, il film riprende sempre più la reale e quotidiana alzata di muri della parte ricca e benestante a discapito della parte povera o disagiata dei paesi. Rappresenta in maniera pienamente significativa l'intolleranza e la mancanza di empatia e simpatia (fatte salve rarissime eccezioni, qui viste in Alejandro) del genere umano.

RiconoscimentiModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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