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Lancia Lybra

autovettura del 1999 prodotta dalla Lancia
Lancia Lybra
Lancia Lybra silver vr.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Lancia
Tipo principale Berlina 3 volumi
Altre versioni Station wagon
Produzione dal 1999 al 2005
Sostituisce la Lancia Dedra
Esemplari prodotti 164.660[1]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4466 mm
Larghezza 1743 mm
Altezza 1462 (Berlina) mm
1470 (Station Wagon) mm
Passo 2593 mm
Massa da 1250 a 1420 kg
Altro
Assemblaggio Fiat Rivalta (1999-2002)
Fiat Mirafiori (2002-2005)[2]
Stile Enrico Fumia al Centro Stile Lancia
Michael Vernon Robinson (design finale)
Flavio Manzoni (interni)
Stessa famiglia Alfa Romeo 156
Fiat Marea
Auto simili Audi A4
BMW Serie 3 E46
Ford Mondeo
Mercedes-Benz C W203
Volkswagen Passat
Volvo S40 e S60
Lancia Lybra rear 20070523.jpg

La Lancia Lybra (codice progettuale Tipo 839) è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia dal 1999 al 2005, dapprima nello Stabilimento Fiat di Rivalta e poi a Mirafiori.

Storia e contestoModifica

Il modello nasce per sostituire l'ormai anziana Lancia Dedra, ed utilizza il pianale "Tipo 2 evoluzione 3" progettato per Alfa Romeo 156, ma con sospensioni differenti e più votate al comfort: anteriori McPherson al posto dei quadrilateri alti (esclusiva Alfa Romeo) e sospensioni posteriori BLG (a bracci longitudinali guidati) più confortevoli, meno ingombranti, ma anche sostanzialmente inferiori nelle prestazioni rispetto ai McPherson montate su Alfa Romeo.[3]

La vettura debutta nel marzo 1999 e viene posta in vendita nel settembre dello stesso anno,[4]

È disponibile sin dal lancio nelle declinazioni berlina tre volumi e Station Wagon, viene assemblata per i primi anni sulle catene di montaggio dell'impianto di Rivalta[5] e alla chiusura e vendita dello stesso (anno 2002) spostata a Mirafiori,[6] dove già avveniva la produzione del propulsore 1.6 16V Torque, erano invece prodotti nello stabilimento di Pratola Serra ad Avellino gli altri propulsori quali il 1.8 VVT 16v e il 2.0 20v a benzina e i turbodiesel JTD 8v e 10v in cilindrate di 1.9 e 2.4 rispettivamente 4 e 5 cilindri. Tutti i propulsori erano all'altezza, ma i più popolari furono i diesel poiché offrivano ottimi consumi, note doti di affidabilità e grandi prestazioni, superiori a quelle dichiarate. Nelle ultime versioni, il 1.9 da 115 cv permetteva di raggiungere una punta massima di circa 195 km/h e il 2.4 da 150 cv circa 210 km/h

La denominazione Lybra, abbandonando l'alfabeto greco (come già altri precedenti modelli: Prisma, Dedra, Thema) conferisce un pizzico di ulteriore elegante distinzione alla vettura.

Il testimonial per gli spot pubblicitari di lancio della versione berlina e della station wagon è stato l'attore americano Harrison Ford che interpretava un benestante facoltoso.[7]

 
La Lybra Station wagon, vista laterale

Sin dal suo debutto, la Lybra ha visto davanti a sé una strada commerciale tutta in salita, un po' per la perdita di consenso nei confronti del marchio Lancia, dai primi anni novanta alle prese con una sempre più acuta crisi di immagine (ancora pesava in quel frangente l'insuccesso della seconda generazione della Delta, lontanissima dall'eguagliare l'eccellenza tecnica che rese celebre la sua antenata), ma poi anche per la linea poco sportiva e dal gusto rétro. Deliberatamente ricercata dai vertici Fiat per fare della Lancia un marchio cosiddetto premium; ovvero teso a riaffermare una certa idea del comfort e dell'eleganza, di modo da non creare concorrenza interna alla senz'altro valida e sportiva Alfa Romeo 156; che proprio in quegli anni stava riaffermando in tutta Europa il marchio di Arese.[8] Per questo, la gran parte degli esemplari costruiti è finita all'interno del mercato domestico. In Italia la Lybra ha certamente registrato nel primo periodo di commercializzazione un buon successo di vendite, in particolare come vettura aziendale di rappresentanza e perlopiù nell'allestimento LX della versione SW (caratterizzato da selleria in Alcantara, volante e cloche del cambio rivestiti in pelle).

Tuttavia, il successo conseguito in Italia era destinato a durare poco. Questo, a causa di un mancato aggiornamento stilistico e tecnologico che il gruppo Fiat avrebbe dovuto affrontare per rilanciarne le vendite verso la metà della carriera. Infatti la Lybra, contrariamente alla prassi corrente, non beneficiò di alcun ritocco estetico nel corso del tempo e soltanto i motori diesel guadagnarono una manciata di cavalli con leggere evoluzioni. Propulsori a benzina, trasmissioni, elettronica, abitacolo, rimasero uguali per tutti gli anni di produzione.

Nel novembre 2002 viene presentata al Motor Show di Bologna la Lybra Emblema, versione di punta della gamma con carrozzeria bicolore ispirata nella verniciatura alla Lancia Flaminia Coupé del 1963. Si tratta di uno dei pochi aggiornamenti alla gamma che ha interessato anche i rivestimenti interni con l’introduzione di nuove sellerie e nuovi pellami.[9]

Nel luglio 2006 la casa automobilistica cinese Zotye stringe un accordo con Fiat per l’acquisizione della licenza di produzione della Lybra sia in versione berlina che wagon con motore 1.6 Torque.[10] La Zotye inizialmente aveva in programma di rilanciare la vettura in Cina modificandone l'estetica e la denominazione, assemblandola in complete knock down nel proprio stabilimento con le scocche e tutti i componenti inviati da Mirafiori. Dopo la presentazione avvenuta in Cina nel 2007 e dopo le omologazioni ricevute dal Ministero dei Trasporti Cinese il progetto è stato cancellato. Una probabile causa era dovuta agli altri costi di produzione dovuti sia all’importazione dei componenti dall’Italia, sia all’intero progetto della vettura che non sarebbe stato competitivo rispetto la concorrenza low cost cinese.[11]

Con il termine della produzione, l'unica sostituta indiretta mediamente simile è stata la Lancia Delta del 2008.

StileModifica

 
Vista dell'interno

EsterniModifica

Lo stile è un chiaro allontanamento dalle forme rettangolari, diffuse negli anni 80-90. La Lybra si ispira alle Lancia degli anni cinquanta come l'Aurelia e l'Appia con fari tondi e sporgenti. Il coefficiente di resistenza aerodinamica era contenuto nel valore di 0,31 per la versione berlina.

InterniModifica

Per quanto riguarda gli interni, il salto di qualità rispetto al passato è evidente: oltre ai tessuti di serie si possono scegliere quelli in alcantara o in pelle (successivamente affiancati da materiali quali suhara, madras e misto pelle/alcantara per la versione Intensa), con vari colori; inoltre si presenta una piccola gamma di rifiniture: da quella più sportiva, l'alluminio, a quella più elegante: la radica di noce. Grazie a quest'ultima rifinitura la berlina presa in esame assume il livello di berlina di classe medio-alta.

Inoltre è stato introdotto un efficiente impianto HiFi denominato ICS, acronimo di Integrated Control System, perfettamente integrato nel cruscotto, correttamente posizionato al centro, ben visibile sia dal guidatore che dagli altri occupanti la vettura. Esso è stato sviluppato in due versioni: la prima è di produzione Grundig dotato di ampio e chiaro display LCD comprendente le funzioni di gestione radio AM/FM con ampia gestione dell'RDS, lettore audiocassetta integrato e controllo del caricatore CD a 6 dischi posizionato nel bagagliaio, oltre a funzioni di computer di bordo, controllo consumi e medie andature. Tale impianto è inoltre preposto al collegamento con un telefono cellulare, tramite kit originale Lancia. La vettura dispone infatti di una antenna per migliorare la ricezione telefonica del telefono cellulare connesso. La seconda versione dell'ICS realizzata congiuntamente da Becker e Siemens prevede, oltre alle già menzionate caratteristiche della versione base, anche evolute funzioni di navigatore GPS con chiari comandi vocali e connettività GSM attraverso il telefono vivavoce. In questo secondo caso si aggiunge un ulteriore caricatore di dischi nel bagagliaio di produzione Becker, atto a contenere il disco con la cartografia per il navigatore satellitare. In entrambi i casi è disponibile un sistema audio di produzione Bose dotato di altoparlanti due vie sul fronte anteriore, altoparlanti doppio cono sul fronte posteriore e subwoofer nel bagagliaio. Nella versione full optional è presente il pacchetto acustico della Bose.

Le antenne per le frequenze AM/FM sono collocate all'interno del lunotto posteriore (berlina) o nel cristallo posteriore sinistro (station wagon). L'antenna sul tetto è invece la già menzionata antenna GSM.

Al di sotto dell'ICS sono presenti due bocchette frontali per l'impianto di climatizzazione, un porta bicchieri ed un porta tessere.

L'impianto di climatizzazione del tipo bizona è interamente automatico e controlla la temperatura, la distribuzione, la portata e la qualità dell'aria. L'impianto dispone di bocchette frontali e inferiori per i passeggeri anteriori, ed una bocchetta centrale e due sotto le sedute anteriori per i passeggeri posteriori. Il gruppo riscaldatore-condizionatore ha una portata d'aria pari a 420 m²/h e dispone di una funzione di disappannamento rapido del parabrezza, detta maxdef e azionabile con un apposito tasto per 45 secondi. Le richieste di temperature nelle due zone destra e sinistra sono controllate anche da un sensore di irraggiamento solare, in grado di percepire sia il valore, che la direzione della radiazione, ovvero la simmetria dell'irraggiamento e l'angolo di incidenza dei raggi solari. Viene controllata in automatico anche la qualità dell'aria. In presenza di un elevato tasso di inquinamento, l'A.Q.S (air quality sensor) attiva automaticamente il ricircolo. Le versioni JTD della vettura dispongono inoltre di un sistema supplementare di riscaldamento, in grado di riscaldare l'abitacolo e disappannare il parabrezza in tempi celeri anche con basse temperature esterne.

Nella parte inferiore del mobiletto centrale troviamo il posacenere con una presa 12v, più in basso uno scompartimento illuminato da luce verde.

Gli interni sono illuminati all'apertura delle portiere da una grande plafoniera centrale anteriore e due altri piccoli punti luce per i passeggeri anteriori, con accensione e spegnimento progressivo. Nascosti dietro i due parasole anteriori altre due lampade. Infine, per gli sportelli anteriori, una luce di cortesia nella parte inferiore delle portiere consente di vedere dove si mettono i piedi. Tutte le portiere dispongono di un piccolo led dietro ciascuna maniglia, che consente di individuare la maniglia anche di notte o da chi non conosce la vettura.

I sedili posteriori sono sdoppiatili in 1/3 o 2/3. Lo schienale del sedile posteriore centrale può trasformarsi in un pratico bracciolo nel caso di 2 soli passeggeri sul divano posteriore. Dietro tale bracciolo è inoltre possibile accedere al bagagliaio.

Il bagagliaio presenta, nelle versioni berlina e station wagon, due scompartimenti: lo scompartimento sinistro è atto a contenere il caricatore CD a 6 dischi ed il secondo caricatore dischi per la cartografia (solo per gli allestimenti con navigatore); lo scompartimento destro contiene subwoofer per gli allestimenti con impianto Bose, altrimenti è vuota. Nel bagagliaio è inoltre presente una presa accendisigari 12v e due punti luce azionati all'apertura del portellone.

Sono di serie inoltre su tutti gli allestimenti vetri atermici di classe 3, in grado di assorbire quasi del tutto la radiazione solare infrarossa.

MotorizzazioniModifica

Modello Disponibilità Motore Cilindrata
cm³
Potenza Distribuzione Coppia Max
(N m)
1.6 16V dal debutto al 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.581 76 kW (103 CV) 4 valvole per cilindro 144
1.6 16V dal 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.596 76 kW (103 CV) 4 valvole per cilindro 145
1.8 16V dal debutto al 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.747 96 kW (131 CV) 4 valvole per cilindro 164
1.8 16V dal 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.747 96 kW (131 CV) 4 valvole per cilindro 156
2.0 20V dal debutto al 2000 5 cilindri in linea, Benzina 1.998 113 kW (154 CV) 4 valvole per cilindro 186
2.0 20V dal 2000 5 cilindri in linea, Benzina 1.998 110 kW (150 CV) 4 valvole per cilindro 181
2.4 20V solo versioni Protecta 5 cilindri in linea, Benzina 2.446 125 kW (170 CV) 4 valvole per cilindro 226
1.9 JTD 8V 105 dal debutto al 2000 4 cilindri in linea, Diesel 1.910 77 kW (105 CV) 2 valvole per cilindro 255
1.9 JTD 8V 110 dal 2000 al 2001 4 cilindri in linea, Diesel 1.910 81 kW (110 CV) 2 valvole per cilindro 275
1.9 JTD 8V 115 dal 2001 4 cilindri in linea, Diesel 1.910 85 kW (116 CV) 2 valvole per cilindro 275
2.4 JTD 10V 135 dal debutto al 2000 5 cilindri in linea, Diesel 2.387 100 kW (136 CV) 2 valvole per cilindro 304
2.4 JTD 10V 140 dal 2000 al 2002 5 cilindri in linea, Diesel 2.387 103 kW (140 CV) 2 valvole per cilindro 304
2.4 JTD 10V 150 dal 2002 5 cilindri in linea, Diesel 2.387 110 kW (150 CV) 2 valvole per cilindro 308

Le motorizzazioni rispettano le normative Euro 2 fino al 2000 ed Euro 3 dal 2000 in poi.

Le Lybra e lo Stato ItalianoModifica

La Lybra è stata adottata nel 2005 dalla Polizia Penitenziaria che ne ha acquistato un certo numero in versione station wagon nell'allestimento Emblema con motorizzazione 2.4 Jtd da 150 CV. L'auto è poi largamente utilizzata come auto blu, sia in versione blindata che normale.

La versione blindata è stata denominata Lybra Protecta ed è allestita dalla FIAT presso gli stabilimenti della Repetti, inoltre è riconoscibile attraverso i cerchi a 5 bulloni, che le altre versioni non hanno.

NoteModifica

  1. ^ Dati produzione ANFIA (XLS), su webmail.anfia.it. URL consultato il 18 luglio 2019.
  2. ^ (EN) Lancia Lybra tribute, su italiaspeed.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  3. ^ Lancia Lybra, su lanciapress.com, 18 marzo 1999. URL consultato il 18 luglio 2019.
  4. ^ Classico & moderno ecco la nuova Lybra, su ricerca.repubblica.it, 21 marzo 1999. URL consultato il 18 luglio 2019.
  5. ^ Lancia Lybra: la fabbrica, su lanciapress.com, 21 giugno 1999. URL consultato il 18 luglio 2019.
  6. ^ Fiat, l'auto abbandona Rivalta, su ricerca.repubblica.it, 23 giugno 2001. URL consultato il 18 luglio 2019.
  7. ^ Guidare Lancia, raccontare Lybra, su lanciapress.com, 1º settembre 1999. URL consultato il 18 luglio 2019.
  8. ^ Ma con tante rivali una vita difficile, su ricerca.repubblica.it, 13 giugno 1999. URL consultato il 18 luglio 2019.
  9. ^ Lancia Lybra Emblema, su fiatpress.com, 26 novembre 2002. URL consultato il 19 luglio 2019.
  10. ^ Torna la Lancia Lybra - dalla Cina, su autoblog.it, 15 luglio 2007. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  11. ^ (EN) China’s Zotye Auto Almost Made The Lancia Lybra And The Fiat Strada, su chinacarhistory.com, 4 febbraio 2018. URL consultato il 18 luglio 2019.

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Collegamenti esterniModifica

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