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SistematicaModifica

Aspetti morfologiciModifica

È lungo circa 18 cm, e pesa 35 grammi in media, ha il corpo rosso-bruno nella parte superiore e bianco-rosato sul ventre. Il vertice ed il groppone sono color grigio-ardesia. La coda è nera con i lati bianchi. La testa di colore chiaro è contraddistinta da una fascia nera, presente solo nel maschio, che attraversa l'occhio.

Distribuzione e habitatModifica

In Italia, tranne che nella penisola salentina e in Sicilia, è comunissima in ambienti prossimi ai 2000 m s.l.m., presso i campi o ai margini dei boschi. Escludendo le regioni più settentrionali, nidifica in quasi tutta l'Europa, l'Asia e l'Africa del Nord.

Si tratta di una specie migratrice.

Cibo e alimentazioneModifica

Uccello carnivoro, ha costumi tipici della famiglia, infatti oltre che di insetti, si nutre anche di piccoli uccelli, piccoli mammiferi, lucertole e rane. Come quasi tutte le averle ha l'abitudine di infilzare la preda sulle spine dei rovi. Da questa sua abitudine gli sono derivati soprannomi quali uccello impalatore e uccello macellaio.

RiproduzioneModifica

 
Lanius collurio

Il nido viene posizionato non tanto in alto, nei cespugli che ama frequentare, vi depone dalle 4 alle 6 uova.

Stato di conservazioneModifica

Le popolazioni sono in diminuzione[1]. Come per tutte le averle, si tratta di una specie non cacciabile ai sensi della legge 157/92[4].

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Lanius collurio, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ L'accento cade sulla "e"
  3. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Laniidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 maggio 2014.
  4. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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