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Rumex

genere di pianta della famiglia Polygonaceae
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DescrizioneModifica

Il genere Rumex comprende piante generalmente perenni, a portamento cespitoso con fusti erbacei ma tendenti a lignificare, glabre, alte fino ad oltre 60 cm. Le foglie hanno lamina oblungo-lanceolata, acuminata all'apice, talvolta astata, con margine più o meno increspato.

I fiori sono riuniti in pannocchie terminali e sono ermafroditi. Il perigonio è formato da 6 tepali ovali, con i tre esterni erbacei. L'androceo è composto da 6 stami, opposti a coppie ai tepali esterni. Il gineceo è composto da un ovario supero, monovulare, sormontato da tre stili filiformi e liberi terminanti con stimmi multifidi.

Il frutto è un achenio, di forma trigonale, rivestito dai sepali interni. Fiorisce tra aprile e giugno, secondo la latitudine.

Distribuzione e habitatModifica

Il lapazio è diffuso in tutta l'Italia e si rinviene comunemente lungo le strade, nei luoghi incolti e nei prati umidi ed acquitrinosi, talvolta anche come infestante nei terreni coltivati. Vegeta sia in zone pianeggianti che montane.

SistematicaModifica

Il genere comprende circa 200 specie. Tra le specie italiane più comuni si citano:

FarmacopeaModifica

Il lapazio è annoverato fra le piante officinali. È ricco di ossalato di potassio, acido crisofanico o rumicina e ferro combinato in forma organica. Il tempo balsamico è il mese di settembre.

Citazioni letterarieModifica

Il lapazio è citato da Alessandro Manzoni all'inizio del capitolo XIX de I Promessi Sposi[3] e da Quinto Orazio Flacco negli Epodi[4].

NoteModifica

  1. ^ Etimo greco-bizantino da Λάπαζον
  2. ^ Dal latino rumex, lancia, per la caratteristica forma appuntita delle sue foglie
  3. ^ https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_XIX
  4. ^ https://la.wikisource.org/wiki/Epodi#II verso 57

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