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Latino di Camillo Orsini

condottiero italiano

BiografiaModifica

Nativo di Roma, Latino Orsini era figlio di Camillo, uno dei più celebrati condottieri del Cinquecento. Anche Latino intraprese la carriera militare: diresse le fortificazioni di terra progettate dal padre per Castel Sant'Angelo e costruì parte delle mura di Civitavecchia. In occasione della guerra di Cipro, fu nominato dai Veneziani governatore di Candia (l'attuale isola di Creta), dove visse per più di dieci anni. Fu anche ambasciatore di Gregorio XIII (1502-1585, papa dal 1572) presso il Senato della Repubblica di Venezia. Una delle sue invenzioni militari, i cavalletti per proteggere la fanteria dagli attacchi della cavalleria, sarà pubblicata da Vespasiano Romani nel Trattato e modo di difendere la fanteria dalla cavalleria, et discorso sopra la fortificazione delle fosse (Napoli, 1597). Il Trattato del Radio Latino[2], composto per divulgare le operazioni dello strumento da lui inventato, sarà pubblicato postumo a Roma nel 1583 e 1586 con il commento di Egnazio Danti (1536-1586).

DiscendenzaModifica

 
Lucrezia Salviati (1571)

Latino Orsini sposò Lucrezia, una figlia naturale del cardinale Bernardo Salviati ed ebbero due figli:

Costoro, nel 1596, acquistarono dal duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga due estese proprietà terriere in San Martino Gusnago, nel mantovano.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b CERL http://thesaurus.cerl.org/cgi-bin/record.pl?rid=cnp01238011
  2. ^ Latino Orsini, Trattato del radio latino[collegamento interrotto], 8ª ed., Roma, Marc'Antonio Moretti, & Iacomo Brianzi, 1586, pp. 112.
  3. ^ Mario Castagna, Stemmi e vicende di casate mantovane, Montichiari, 2002.

BibliografiaModifica

  • Mario Castagna, Stemmi e vicende di casate mantovane, Montichiari, 2002. OCLC 50300620

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Museo Galileo, su catalogo.museogalileo.it. URL consultato il 4 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2016).
Controllo di autoritàVIAF (EN187837030 · ISNI (EN0000 0003 8548 1618 · GND (DE108928859X · BAV ADV10974584 · CERL cnp01238011 · WorldCat Identities (EN187837030