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Laura Aguilar (San Gabriel, 26 ottobre 1959Long Beach, 25 aprile 2018[1]) è stata una fotografa statunitense. È riconosciuta come un'importante esponente della fotografia lesbica.

BiografiaModifica

Laura Aguilar frequentò il corso di fotografia dell'East Los Angeles Community College e continuò poi i suoi studi con il The Friends of Photography Workshop e il Santa Fe Photographic Workshop.

Nelle sue opere sono presenti anche elementi autobiografici. Nelle sue critiche, Diana Emery Hilick ha notato come "le circostanze della vita [di Aguilar] si riflettono nella sua arte". Aguilar, scrive Hulick, "è corpulenta, lesbica, di origine messicana, cosciente della propria emarginazione ma allo stesso tempo in armonia con sé stessa tanto da riuscire a presentarsi a noi con un approccio personale allo stesso tempo intimo e autorevole."

Di sé stessa ha detto: "Sono prevalentemente autodidatta. Per me la fotografia è sempre stato un modo per aprirmi e osservare il mondo attorno a me. Ho imparato molto su me stessa soprattutto attraverso la serie Latina Lesbians. Si tratta di un progetto che ho intrapreso a partire dall'agosto 1986.

Al momento ho realizzato trenta foto, ma vorrei aumentarne il numero a cento. Solo allora potrò ritenere la serie conclusa. E vorrei poi che tale serie fosse presentata come libro.

ArteModifica

Le sue opere consistono principalmente in ritratti, in particolare di membri di gruppi sociali di solito invisibili nelle correnti della cultura ufficiale: lesbiche di origine sudamericana, coppie afroamericane, persone obese. Il lavoro con i soggetti da lei intrapreso prevede la collaborazione fra fotografo e modello, in modo da annullare la differenza di "potere" fra chi è dietro l'obiettivo e chi davanti, secondo la tradizione del documentario sociale.

Con riferimenti alle sculture di Henry Moore e di Aristide Maillot, ma anche alla scultura primitiva, nell'opera di Aguilar il corpo rifiuta di sottostare ai canoni di bellezza ufficiali e l'artista richiama la nostra attenzione, sottolineando ciò con la scelta di nudi spesso realizzati in un ambiente naturale, sul fatto che non solo una donna può essere fuori dai canoni, ma li può anche rifiutare mantenendo la propria identità femminile.

Cominciai la serie quando mi fu chiesto di realizzare un'opera che mostrasse una immagine positiva delle lesbiche di origine latinoamericana per una conferenza sulle malattie mentali relative alle comunità latine. La conferenza si tenne nella mia città natale, Los Angeles, e tale serie riguarda immagini di lesbiche che vivevano lì.

Ciò che sto cercando di fare con le serie è di fornire una migliore comprensione di cosa significa essere una latinoamericana e una lesbica, mostrando immagini che ci permettono di avere l'opportunità di condividerci apertamente, e di fornire dei modelli che spezzino gli stereotipi negativi ed aiutino a sviluppare migliori legami di comprensione. Spero inoltre che queste opere forniscano l'opportunità di esplorare noi stessi e gli altri, e di esprimere la nostra bellezza, forza e dignità.

All'interno della comunità gay e lesbica di Los Angeles, le persone di colore costituiscono un'ulteriore sottocultura; siamo presenti, ma rimaniamo non viste. Attraverso il lavoro della serie, ho scoperto che questa sottocultura è una comunità attenta e diversificata di donne che sono abbastanza orgogliose del loro patrimonio culturale.

Ho deciso di aggiungere il linguaggio; era l'unico modo in cui mi vedevo in grado di dire qualcosa sull'essere latinoamericana o lesbica, e funziona. Comunque, aggiungere il linguaggio mi rende il processo più difficile. Sono dislessica, quindi leggere, scrivere e comprendere è molto frustrante. Gran parte delle donne sua la scrittura a mano, che è ancora più difficile da comprendere. È stata e continua ad essere una specie di sfida, ma quando vedo che la serie funzione ne traggo molta soddisfazione.

Il mio scopo artistico è di creare immagini fotografiche che rendano l'esperienza umana in modo compassionevole, rivelata attraverso le vite degli individui delle comunità gay/lesbiche e/o di colore. Il mio lavoro è una collaborazione tra i modelli e me stessa, intesa per essere vista da un pubblico transculturale. Spero che gli elementi universali del lavoro possano essere riconosciuti da altre comunità di individui, e possano introdurre l'osservatore ad una nuova esperienza delle persone gay, lesbiche e di colore.

EsposizioniModifica

Premi e altri riconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Laura Aguilar, Compassionate Photographer of Marginalized Groups, Dies at 58, su ARTnews, 25 aprile 2018. URL consultato l'8 maggio 2018.

BibliografiaModifica

  • Diana Emery Hulick, "Laura Aguilar" Latin American Art 5:3, (1993), pp. 52–54.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN41751986 · ISNI (EN0000 0004 4883 2500 · LCCN (ENnr98008428 · GND (DE174351208 · WorldCat Identities (ENnr98-008428